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COLLINA DEL DISONORE
Mentre la Ferrari trionfa in Bahrain, gli arbitri condizionano il campionato
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 16 marzo 2010
Altro giro, altra corsa un po’ dappertutto, in Bahrain come al Meazza, all’Olimpico di Roma con sempre meno sedili (li bruciano…) come a Stamford Bridge, l’elegante stadio del Chelsea dove stasera l’Inter si gioca un po’ tutto: la faccia, il denaro, i rapporti tra la proprietà, il tecnico Mourinho e i giocatori, il futuro in campionato ecc. Ma andiamo per ordine. La Ferrari dopo una sola annata di buio, una specie di eccezione alla regola, torna a essere un’eccellenza italiana nel mondo e comincia il meglio possibile, con Alonso primo e Massa secondo e un po’ di fortuna per la “rottura” di Vettel. Tanto di cappello se continueranno così. Credo però che sia stata sottovalutata la performance del “vecchio” Schumacher sulla Mercedes, già sesto dopo tanta pausa e una leggera presa per i fondelli del suo ex datore di lavoro, Montezemolo. Ricordate quando gli disse che non poteva guidare di nuovo una Ferrari per i problemi fisici dei postumi da caduta dalla motocicletta? E glielo disse tra le lacrime (cito dai giornali dell’agosto scorso)? E Domenicali, il post Tod, si sdilinquò dicendo che “una Ferrari per Schumi ci sarà sempre”? A naso qualche altro scherzo glielo farà in pista, non si vincono sette titoli mondiali per nulla.
Nel campionato, cateratte di gol più per gli errori delle difese da tornei giovanili che per fenomenali meriti degli attaccanti. Comunque l’Inter stanca di Catania ha fatto riaprire i giochi e le giostre. E le polemiche se le porta a Londra da casa, con l’esclusione del suo giocatore forse più in forma e meno controllabile, Mario Balotelli, per motivi che non sembrano di salute. L’Inter deve non perdere contro il Chelsea di Ancelotti per una serie evidente di buoni motivi, che confluiscono nel futuro fosco che un’eliminazione potrebbe garantire anche in campionato: da sempre ritengo che sia molto peggio un clima da perdenti e un impegno serissimo in meno che non la fatica delle partite da giocare fino a un’auspicabile finale, cioè dopo il Chelsea altre sei se tutto va bene prima di Madrid. Vi lascio immaginare le faide interne e una serie di malandate reazioni a catena. Quindi per puntare a vincere il campionato l’Inter deve “semplicemente” restare in corsa in Europa.
Stipendi faraonici
e abusate vergogne.
Nel frattempo il calcio italiano ha smarrito all’estero Fiorentina e Milan, la prima perché arrabattata tra Prandelli, Corvino e i Della Valle bros. e quindi incapace di vincere davvero anche quando segna tre gol, il secondo perché ostruito da Rooney, che secondo Galliani costituirebbe “un legittimo impedimento” al passaggio del turno. Nel frattempo la Federcalcio scivola all’indietro sul piano internazionale, nella prospettiva di ridurre la presenza in Champions per manifesta inferiorità del tricolore in mutande, e si allinea così a un fenomeno declinante o precipitevole del sistema-paese di cui la Ferrari pare non far parte.
Ma tra i confini patri c’è pur sempre qualcuno che ha motivo di sorridere. E’ il serafico Pierluigi Collina, il designatore degli arbitri di A e di B alla bella cifra di 580 mila euro l’anno più “le spese di missione”. In attesa di riascoltare le telefonate tra il “missionario” e Meani, il dirigente del Milan di Calciopoli addetto ai guardalinee, faccio un po’di memoria, per non saper né leggere né scrivere. I due, Collina e il Milan, avevano lo stesso sponsor, e fin qui potrebbe essere solo una comunanza di vedute pubblicitarie. Per un anno Collina, commissari Rossi e Pancalli, restò fuori aspettando di fare il designatore, cosa che avvenne con Abete presidente e che dura tuttora. Solo che adesso,con l’ipotesi di scindere gli arbitri della A da quelli della B per “selezionarli meglio” come direbbe il Lupo di Cappuccetto Rosso, Collina potrebbe essere ricandidato nella carica di designatore (che scade nel prossimo giugno) quasi automaticamente. Malgrado questi tre anni di veleni sterminati per gli arbitri italiani. E secondo voi Galliani, vicepresidente a pieno carico del Milan giacché Berlusconi è occupato con Trani e Minzolini e Santoro eccetera eccetera e quindi per il “conflitto di interessi” sardonicamente si è auto-sospeso, Galliani a lungo Commissario della Lega stessa (non di quella di Bossi…), conterà qualcosa nel far decidere ai presidenti se lasciare a Collina incarico e denari?
Mah, saperlo… Ed è pure sfortunato nella fortuna economica che da sempre (inizialmente per merito, poi per esosità) lo assiste, Collina. Non era forse in tribuna proprio a Bologna, per Bologna-Sampdoria, dove il suo designato Peruzzo convalidava un gol che sarebbe stato viziato dal fuorigioco attivo di un tal Succi, formula questa (della presenza determinante di qualcuno davanti al portiere anche se non gli arriva la palla) di conio indovinate di chi? Ma sì, del Collina medesimo. E poi la sera che ti capita al Meazza? Che l’arbitro Morganti, peraltro solitamente più che capace, annulla un gol per fuorigioco in effetti non facile da giudicare da cogliere ma inesistente: e a chi lo annulla? Non a Ronaldinho, del Milan, bensì a Yepes del Chievo? Incredibile, nessuno l’avrebbe mai potuto lontanamente immaginare. Se fosse stato al contrario come avrebbe fischiato e di che umore e attenzione sarebbe stato l’assistente di turno? E quando Diego segnò alla Fiorentina la settimana prima un gol buono ma ancora più difficile da individuare nella sua validità è contato qualcosa il differente peso politico delle due squadre oppure come per Milan e Chievo “è tutto un caso?”
Possiamo almeno dire che per l’Inter davanti al Milan di un punto e per la Roma dietro il Milan di 5 non saranno rose e fiori? Specie se l’Inter è stanca e la Roma senza Totti pure.
È vero anche che l’insieme del campionato così aperto, in cima, in mezzo e in coda, sembra sceneggiato professionalmente dall’Azienda di Soggiorno del calcio, che chiede stadi non del tutto deserti e grandi abbonamenti televisivi. Non c’è oggi in classifica, presa a segmenti, una squadra del tutto sicura di nulla. Fino alla Roma, lo scudetto è in bilico. Dal Palermo in poi, che si fa subito l’Inter sabato prossimo a verificare la bontà o la cattiveria delle mie teorie summenzionate, e fino al Parma 9 squadre in 9 punti possono distribuirsi ancora l’accesso all’Europa, in Champions per un posto, in Europa League per gli altri due.
Nessuno pianga
prima della fine
In fondo, nessuno è spacciato, neppure il Siena che si è rimpannucciato a Torino. Ad oggi quattro squadre si giocano la permanenza in A che toccherà ad una sola. Quella che sta messa meno peggio a punti e invece peggio a situazione societaria e ambientale è proprio la Lazio, dove Lotito ne ha fatte più di Carlo in Qatar con il caso Zarate. E i tifosi sono stufi, e quelli menano, e non basta la Polverini in Curva Nord a recuperare voti. La Polverini non segna e non ha mai segnato, ma Floccari non segna più e non sarà un problema nelle urne ma in campo sì. Grossa grana per tutti, vertici federali compresi. E pensare che con Calciopoli ci si era illusi di assistere alle pulizie pasquali del nostro Dio Pallone, adorato in Germania durante i Mondiali e subito dopo nel repulisti da giustizia sportiva. Macché, arbitri come e peggio di sempre, e oggi prima che a Londra l’Inter celebri la sua suprema ordalia, in mattinata a Napoli nuova sfilata per gli aspetti giudiziari dello scandalo. C’è Auricchio capo-indagine e i contro-interrogatori. Ribadisco il concetto: se viene arrestato il serial killer che al telefono vantava i suoi delitti efferati, e poi i delitti continuano, o non era lui il killer oppure non era il solo. E chi pasticcia (per usare un eufemismo) dunque è ancora pericolosamente a piede e fischietto libero. E magari ci guadagna sopra un montedi denaro.
o.b.
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