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SCOMMETTITOPOLI
L’universo degli allibratori č noto, ma in tanti fanno finta di nulla: ultimo caso, Chievo-Catania
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 23 marzo 2010
Testatina in sintonia con gli allibratori britannici, che a quanto pare hanno ricevuto puntate e perso denaro per 2 milioni di sterline sulla X di Chievo-Catania. Finita 1-1. Da giovedì scorso qualcuno in Gran Bretagna e molti in Italia non accettavano più puntate, specie dopo che una certa cifra si era concentrata addirittura sul punteggio di 1-1, ma tu guarda. Nel frattempo il Direttore generale della Lega Calcio professionisti, il collega esperto Maurizio Beretta, tiene conferenze stampa sulla suspense del campionato, sui prossimi orari meridiani delle partite, sugli arbitri che verranno separati in scuderie di A e di B, per “conoscerli meglio” parafrasando il Lupo di Cappuccetto rosso.
INTENDIAMOCI: che in giro su arbitraggi, regolarità del campionato, sospetti di scommesse ci fossero già state polemiche a iosa è faccenda arcinota ma assai poco approfondita: ma tu guarda. Sugli arbitri, nella querelle tra Mourinho e Galliani, non due degli ultimi, per dire, ma i primi due. Si sono detti il peggio, anche se il primo in Italia dopo il Milan è il più “salvaguardato” e il secondo in fatto di “fischietti” vuole stravincere…
Sulle scommesse, si sono viste partite dubbie nell’arco sia della Serie A sia soprattutto della Serie B, con risultati clamorosi che avranno certo arricchito qualche scommettitore lungimirante e non solo lui. Si dice: ma di che ti lamenti, non sono forse tornei incerti fino all’ultimo , non è merito di bravi sceneggiatori, non c’è un’Azienda di soggiorno che cura il tempo libero degli italiani come meglio non si potrebbe? Eccetera, eccetera. Per uno che ne scriva ormai da trent’anni (temo di essere stato quello dello scandalo del primo Calcioscommesse, oggi definibile con la fantasia che impazza “Scommettitopoli”, quando nel 1980 tirai fuori il caso di Paolo Rossi, Giordano, Manfredonia e compagnia scommettente) non è allegro constatare la differenza con oggi, in attesa ovviamente di saperne di più giacché la vigile Procura Federale credo abbia aperto un’inchiesta.
Sperando che sia eventualmente altra cosa da quella di Calciopoli modello “discarica Moggi”, che proprio oggi in Tribunale, a Napoli, conosce la seconda puntata della deposizione del colonnello Auricchio. La prima, specie sulla partita Milan-Juventus “non attenzionata né intercettata perché tanto c’era Collina”, sembra non sia stata strepitosa e anzi abbia sollevato qualche witz, qualche battuta di spirito da parte del Tribunale. Ma oggi certamente Auricchio verrà più preparato. Se non ricordo male nello “scandalo più grosso della storia del calcio” non c’entravano le scommesse se non in un filone assai periferico. Niente a che vedere con i miei anni verdi e il 1980, ai tempi di Montesi (non quello dello scandalo politico…), di Trinca e di Cruciani, un oste e un ristoratore, il duo centripeto e centrifugo delle puntate clandestine.
Non è allegro dicevo constatarne la differenza tra allora e oggi non solo e non tanto perché al tempo fu una vicenda vissuta come “enorme” dall’opinione pubblica, con gli arresti negli stadi (oggi ci vorrebbe una leggina per dichiarare “improcessabili” i calciatori fino a fine carriera, essendo il pallone un più che legittimo impedimento…). E’ triste per il fattore E. Il fattore E, così come il fattore K di kommunist che si lega al compianto Alberto Ronchey, è il cosiddetto fattore “embè?” recentemente evocato dal Direttore di questo giornale per riassumere la reazione agli scandali, per esempio cfr. l’ultimo delle intercettazioni della Procura di Trani.
“EMBÈ ?” si chiedono politici e Commissari delle Autorità, giornalisti e manager, commentatori e opinione pubblica (ammesso che ne esista ancora una). E’ tutto un “embè?” di fronte a un Paese la cui spia rossa dice quotidianamente che la benzina è finita. “Embé?” quindi anche per le scommesse sul calcio. Il tifoso ormai se ne frega, viene colpito duro, sotto la cintura, ma fa finta di niente, come non fosse mai accaduto . Scommettono se scommettono? Truccano, se truccano? “Embè?”
Fa parte ormai del gioco, della società, del Paese, se truccano il resto truccheranno anche il calcio, si sente commentare in giro con logica stringente. Come fai a spiegargli che il calcio, colossale e per ora inarrivabile “oppio delle masse”, svolgeva appunto la funzione di distrazione di massa dalle disfunzioni e dai trucchi del resto? Se anch’esso viene assorbito dalla perversa logica circostante degli “Embè?” è ovvio che prima o poi imploderà più di quanto non abbia dato a vedere.
E la rabbia e la disperazione dei disoccupati dai tetti e dalle gru passerà consapevole o meno anche alle curve e/o alle tribune proprio perché “non c’è più differenza”, la franchigia è finita, è tutto esattamente come il resto. A meno di non consigliare a questo simpatico popolo di analfabeti di ritorno secondo Tullio De Mauro (ripreso da me più volte anche qui e ieri metabolizzato bene bene da Giovanni Sartori sul Corrierone) la lettura di “Miti d’oggi” di Roland Barthes e in particolare il capitolo dedicato al catch. “Una recita vissuta come tale”, negli anni ’50, reincarnatosi nel wrestling di questi anni. Siamo al calcio sulla strada del catch e del wrestling?
E che cos’è questa inerzia del tifoso che si acconcia a tutto e preferisce non dubitare fino all’ultimo, in un “Tifo ergo sum” che mostra la corda?
NEL FRATTEMPO Inter e Milan sempre vicine ma sempre nell’ordine, e domani si rigioca. Juventus forse in vendita e di sicuro in crisi. Lotta per non retrocedere nella quale la più sorprendente è la Lazio che pur di non avere tra i piedi lo psicologo/motivato-re di Lotito che parla in latino va a vincere a Cagliari. E Balotelli che quando è di umore nero (nessuna battuta) prende a calci gli spogliatoi degli arbitri o manda a quel paese il suo staff tecnico in allenamento, ma sembra impopolare dirlo perché “altrimenti sei razzista”.
E Lippi che apre bocca e gli dà fiato invecchiando assieme alla guardia. Vecchia. Ringiovanirà abbeverandosi a qualche fonte particolare per i Mondiali?
E Totti e Gattuso ormai testimonial irresistibili ma calciatori di risulta. E la candidatura dell’Italia per ospitare gli Europei del 2016, i primi a 24 squadre tanto per qualche (milione di) euro in più di diritti tv, che è fortemente in bilico, in odore di ennesima “sola-fregatura” (non è detto che sia un male). E le due assistenti dell’arbitro maschio di Bari-Parma, bravissime e rispettate speriamo non solo per la novità? Succede a Bari, da dove parte un po’ tutto al femminile, a quanto sembra. Un laboratorio formidabile delle “eccellenze” italiane da ogni punto di vista…
Ma nel caso di Cristina Cini e Romina Santuari, le due guardalinee di Guida, direi che si tratta piuttosto dell’applicazione di una sentenza della Cassazione, che reputa diffamatoria l’espressione “non è un lavoro da donna”. Una specie di “non è un Paese per vecchi” (lo è, lo è).
o.b.
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