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Della Valle addio, Firenze si sveglia in stato di choc
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 31 marzo 2010
La Fiorentina ha emesso ieri un comunicato firmato dal Patron, Diego della Valle. Che comunica le sue dimissioni da presidente onorario, lasciando il club al fratello. Giacché dalla sera precedente si erano diffuse voci sull’intenzione dei Della Valle bros. di vendere la società, dobbiamo arguire o che fossero rumors diffusi ad arte per altri motivi, o che Diego abbia cambiato idea in extremis. Quello che è certo è che il comunicato non è un granché, inferiore di parecchio a “Quanto è bella giovinezza…”, del suo predecessore e ispiratore, Lorenzo il Magnifico. Sì, un po’ di retorica, il richiamo ripetuto dei “tifosi veri” contrapposti evidentemente a quelli “finti” o perlomeno non abbastanza grati alla proprietà per ciò che ha fatto per la Fiorentina in questi anni. E un accenno in tralice a chi sta con Prandelli e contro di loro.
Al comunicato ha prontamente risposto Prandelli con un altro comunicato nel quale esclude di volersene andare e conferma di voler rispettare il contratto che lo lega al club. Non ho trovato nel comunicato del dimissionario da Onorario la spiegazione di molte cose. Per esempio dell’episodio avvenuto a Genova, dopo la partita persa con la Sampdoria, quando Andrea Della Valle ha detto pubblicamente a Prandelli che poteva trovarsi un’altra squadra.
Neppure ci ha detto, l’ex Patron, una parola di verità sul mancato centro sportivo di Incisa, sull’insistenza per la Citta della Viola per forza nella zona di Castello, sull’autonomia nel club del direttore sportivo Pantaleo Corvino e degli intrecci della campagna acquisti con giocatori (giovani) che hanno come procuratore il figlio di Corvino, Romualdo. Nulla, neppure su quanto finora hanno guadagnato con la Fiorentina in un computo complessivo di otto anni, comprensivo della valutazione promozional-pubblicitaria di rappresentare la Fiorentina e Firenze con la Tod’s. Nulla sui rapporti reali con Prandelli, che può andar bene come male ma che ha il diritto/dovere di veder chiarito il suo rapporto con Corvino e Andrea Della Valle, nonché l’idea di futuro che hanno. Sostanzialmente il famoso “progetto”.
Sembra l’ennesima mossa per premere sull’amministrazione comunale e per riprendersi il tifo amico messo in discussione dalla diatriba con l’allenatore più amato a Firenze (con Terim) degli ultimi vent’anni. Un consiglio non richiesto, da un ambiente che detesta qualunque osservazione che abbia un po’ di sale critico: se non verrà chiarita davvero la situazione interna, ed esterna, qualcuno si brucerà presto le dita e magari stupidamente. Peccato per degli eredi dei Medici, per i notisti sportivi del tempo assai meno attaccati alla moneta dei nostri contemporanei.
o.b.
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