www.olivierobeha.it
 homepage  IPSE  LIBRI  GIORNALI  POESIE  SCRIVI  BEHABLOG
 
UN CALCIO A PARTE
Alla fine forse rideremo anche noi

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 17 giugno 2010


In cauda venenum, la prima autentica sorpresa è arrivata con l’ultima partita del primo turno: la Spagna campione d’Europa , ricca di talenti e di favori del pronostico, perde subito con la Svizzera supposta (a torto) tapina. Intendiamoci, di gioco i vari Xavi ne hanno fatto, sono andati vicini al pari, hanno preso (ma anche subito) un palo, quindi è stata tutt’altro genere di partita in confronto al debutto italiano: partita aperta, sfiocchettata, quanto quella contro il Paraguay era stato match confezionato, senza occasioni. Ma a stringere, la Spagna ha perduto, anche se presumo recupererà. E il Brasile non aveva esattamente sfarfalleggiato contro la Corea del Nord (che ha un buon centravanti, con i fondamentali giusti), e per sfangarla aveva dovuto ricorrere a un gioiello balistico alla Mortensen, sia pure con effetto di esterno invece che d’interno tutti ricorderete –, il gol più bello almeno finora di questi Mondiali partiti qualitativamente in sordina.

Sono per ora Mondiali sudafricani il cui articolo 1 della Costituzione recita testualmente: “La Repubblica pallonara arcobaleno è fondata sulla vuvuzela” e l’art. 3 “La vuvuzela è uguale per tutti”. Non sono esentate le alte cariche dello Stato, né c’è legittimo impedimento che tenga. Il rischio è piuttosto che queste fantastiche perché tremende e tremende perché fantastiche trombette vengano “copiate” dai cinesi per i Mondiali 2014, in Brasile. Vedremo. Ad oggi possiamo rievocare Andreotti: “Se mi guardo allo specchio dubito, ma se mi paragono esulto”, o qualcosa del genere. Voglio dire che con tutti i suoi limiti, un Buffon erniario perso per strada, la necessità di cambiare e di avere meno paura, la squadra di Lippi se si guarda intorno non vede fenomeni, almeno al debutto.

Segnalerei l’Argentina di Messi specie perché con Milito dall’inizio sarà altra musica e Maradona tanto fesso o autolesionista non è, la giovinezza della Germania da rivedere però sotto stress, comunque e ovviamente il Brasile: e infine una squadra che per ora gioca sotto ritmo ma segna e vince quasi in folle, l’Olanda, tra le mie candidate alla finale. Il resto è quella cosa da orari prandiali o appena post-prandiali che sapete. Molte squadre corrono oggi ma non è detto lo facciano domani (vedi le due Coree), altre come l’Inghilterra e la stessa Italia sono per motivi diversi ancora in fieri, in mezzo a un guado che potrebbero attraversare in avanti o all’indietro.

Di certo questa situazione complessiva da “cantiere” tecnico-tattico-atletico potrebbe contribuire a svelenire le vigilie azzurre, anche se edulcorare le pillole della critica non ha mai fatto bene a nessuno. Anche gli altri non ridono, e qualche sorriso in più non fa la differenza. Certo, o Lippi si decide a infondere una mentalità vincente, oppure si penerà contro chiunque, qualunque sia il risultato finale. Sarebbe bene apprezzare le cose che non abbiamo e che invece sono state colte in altri. La personalità di Argentina e Brasile, la vivacità della Spagna, la Germania, la padronanza tattica della partita da parte dell’Olanda, che per certi versi è stata anche degli azzurri contro il Paraguay ma mai fino in fondo, mai con un assedio per la paura di prendere gol. Che si prendono o si rischia di prendere comunque, temo.

Più in generale la manifestazione conferma la sua natura ormai completamente televisiva, anche se le vuvuzelas resistono impavide ai tecnicismi di produzione. Ci viene raccontato qualcosa ma non abbastanza su quello che accade in Sudafrica ai margini dell’impero pallonaro, che certamente avrà regalato a qualcuno emozioni ma avrà anche contribuito a dividere ancora di più il centro dalla periferia, in tutte le accezioni. I racconti parlano di insicurezza palpabile, di steward che scioperano allo stadio neanche si trattasse di Pomigliano, di polizia (anche con agenti arrivati dall’Italia) che a fatica riesce a star dietro a un evento nato gioioso e diventato pletorico e di rappresentanza. Ma rappresentanza di chi, nel Continente Nero?

o.b.

Tutti gli articoli ^




 
la riproduzione dei contenuti di questo sito è consentita purché ne venga citato l'Autore e linkata la fonte
realizzato da Snoopers