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	<title>Oliviero Beha</title>
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		<title>Informazione in &#8220;salsa rosa&#8221;? Nei Tg soubrette, badanti e ballerine del Crazy Horse</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:28:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Osservatorio TG</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Tg di mercoledì 16 maggio 2012 -</strong> L’approfondirsi del baratro in casa Lega, ma soprattutto in casa Bossi, è apertura per TG 2, Tg3, Tg 4, Studio Aperto e TG La 7. Niente di nuovo sotto il sole se non la cifra della “paghetta” mensile ai due figli maggiori del Senatur, che sarebbe stata di 5.000 euro. Defilato il Tg 1: terzo titolo e micro servizio a centro edizione.</p>
<p>Prosegue il silenzio di Mediaset sulle convulsioni intorno al tema giustizia, ripreso invece  da Tg 3 e Tg La 7. Del vertice a pranzo tra Monti e Pdl tutti parlano senza però dire alcunché. Dell’Utri è stato assolto in un processo per calunnia contro pentiti  mafiosi, TG 5 e Tg 1 fanno in tempo a comunicarci la buona novella.</p>
<p>La Grecia è “di moda” nei Tg di queste settimane. Difficile dire qualcosa di più di quello che si sa della crisi di un paese che tutti scansano per avvalorare una grande distanza relativamente ai fondamentali economici. Ci prova il Tg 3 con un bel servizio che “scende dalle stelle” del firmamento finanziario per atterrare nelle piazze e sui volti di questi cittadini europei di “infima serie”.</p>
<p>Angela Merkel, donna certamente al potere, continua a riscuotere scarsissimo successo nella penisola e così Tg 4 e Studio Aperto titolano sullo “scandalo” dell’aumento di emolumento per i ministri tedeschi, dimenticando però di dire che se la Germania ha operato male per l’Europa, i conti all’interno tornano – eccome! – per i cittadini tedeschi. Per rimanere all’altra metà del cielo, è a Studio Aperto e Tg 4 che ci dobbiamo rivolgere per sapere tutto su soubrette in spiaggia, amori vecchi e nuovi e copertine conquistate. Tg 2 ci presenta, invece, le 600.000 badanti non italiane che curano i nostri anziani e disabili, mandando quasi tutto ciò che guadagnano nei rispettivi paesi. TG 2 e Studio Aperto fanno poi i “sindacalisti”, riprendendo le rivendicazioni delle ballerine del Crazy Horse parigino che guadagnano meno dei colleghi maschi e lavorano la notte. Nessuno riprende la notizia che gira sul web dell’annunciatrice di Rai 3 precaria che rischia il posto perché incinta. Nel commento ne abbiamo parlato con Silvia Garambois, giornalista e animatrice  di Giulia, Giornaliste Unite Libere e Autonome.</p>
<p><strong>Lorenzo Coletta</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong>Il Commento di Silvia Garambois, di GI.U.LI.A</strong><br />
<strong>(Intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong> </strong></p>
<p><strong>In Germania braccio di ferro e lotta di potere tra  due donne, Merkel e Kraft, dopo le ultime elezioni in Nord &#8211; Reno &#8211; Vestfalia. Nella stessa settimana in Italia la donna ha vissuto la festa della mamma, la manifestazione anti abortista &#8211; animata da chi scende in piazza solo per il diritto alla vita, ma non scende per i diritti delle donne -. Poi notizie di cronaca che si accavallano, e soprattutto i femminicidi, che non cessano di allarmare. Che mondo è questo?</strong></p>
<p>“È un mondo che non funziona. Tu hai citato delle donne profondamente diverse fra di loro: Merkel e Kraft sono l’esempio più lampante, ma se vuoi ti porto un altro esempio italianissimo, ovverosia l’annunciatrice Rai che l’azienda vorrebbe licenziare perché incinta, e la Direttrice generale della Rai. Ora, dire “donna” non è esaustivo per indicare un mondo ed un modo di pensare. Io faccio parte di Giulia, che è l’associazione di giornaliste che chiedono che l’informazione torni a raccontare la realtà; e noi proviamo a guardare la realtà. La realtà è l’assoluta mancanza di donne – in Italia particolarmente gravosa – ed un attacco continuo e costante ai diritti del lavoro e della persona &#8211; in entrambi i casi in particolare   ai diritti delle donne. Riparto dall’ultimissimo dato di cronaca: Alessia Patacconi, volto di Rai3 da molti anni, la “nuova guardia” delle annunciatrici, che ormai da una decina di anni vediamo  in televisione. Lei è una precaria a partita Iva, come tanti e troppi nella tv pubblica, oltre che nelle aziende private. Le annunciatrici Rai, per noi, <em>sono</em> la Rai. Uno pensa alla Orsomando e tira via. Oggi, invece, sono delle precarie. Il fatto che la Rai, dopo le denuncie di qualche mese fa su quel codicillo contrattuale che permetteva alla Rai di allontanare le precarie che aspettavano un bambino, ora ha nelle sue carte nuove formule: o tu garantisci una “dignità di prestazione”, ed il contratto viene quindi congelato per un paio di mesi, oppure se vuoi andare in maternità da precaria,  viene meno il rapporto fiduciario con l’azienda, e rischi il licenziamento. Di questo stiamo parlando. Se parliamo di questo, di diritti così basilari che questo Paese ha messo come suoi diritti cardine da quando è una democrazia, di quali donne stiamo parlando quando si muovono con tanta virulenza, come abbiamo visto domenica, i movimenti anti-abortisti? Si è gridato contro le donne assassine. La domanda che ha me è rimasta è questa: dove sta l’assassinio? Quale vita si sta proteggendo? Perché non si protegge la vita, cioè il figlio che vogliono le precarie? Perché alle precarie è negato il diritto alla maternità? I due temi sono un tema solo. L’oscurantismo con cui si attacca la legge 194 sembra non vedere qual è la realtà di oggi in Italia, e cioè che le precarie, anche nel pubblico, anche i volti noti, anche la ragazza che da 10 anni vediamo in tv, rischiano  di finire per strada perché scelgono  un figlio”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Dati auditel dei TG di martedì 15 maggio<br />
</strong><br />
<strong>Tg1</strong> - ore 13:30 3.813.000 21.74% ore 20:00 5.044.000 22.71%.<br />
<strong>Tg2</strong> - ore 13:00 2.598.000 16.59% ore 20:30 2.303.000 9.09%.<br />
<strong>Tg3</strong> - ore 14:30 1.682.000 10.69% ore 19:00 1.913.000 13.35%.<br />
<strong>Tg5</strong> - ore 13:00 3.489.000 21.89% ore 20:00 4.118.000 18.51%.<br />
<strong>Studio Aperto</strong> - ore 12:25 2.251.000 18.12% ore 18:30 946.000 8.60%.<br />
<strong>Tg4</strong> - ore 11:30 382.000 6.36% ore 19:00 819.000 5.64%.<br />
<strong>Tg La7</strong> - ore 13:30 889.000 5.07% ore 20:00 2.060.000 9.15%.</p>
<p>Fonte:www.tvblog.it</p>
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		<title>Il libro dello spread</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la Grecia, madre e a quanto pare prossima becchina della democrazia, sulla zattera della Medusa ci siamo noi. In un frangente così grave, possiamo imbarcare libri sulla zattera-Italia? Parafrasando almeno a senso il Brecht del “come si fa a parlare di alberi in tempo di guerra”? Credo di sì, specie all’indomani del <em>25° Salone del libro di Torino</em>, recensito egregiamente ieri qui nella sua dimensione ministeriale da <strong>Silvia Truzzi</strong>. Ed è vero, <strong>Ornaghi</strong>, <strong>Fornero</strong>, <strong>Cancellieri </strong>ecc. hanno trovato una passerella acconcia e maledettamente “sobria” dopo i triclini berlusconiani, di un Silvio che pure &#8211; non va dimenticato &#8211; trafficava con preziose prefazioni ad Erasmo da Rotterdam, conquistato dall’equivoco di “dottore o seduttor deggio appellarti ?”. S’è visto come è andata…</p>
<p>E il Salone snocciola cifre gratificanti: più 4,1 % in confronto al 2011, un record di scuole sciamanti (a loro insaputa?) che hanno ingrossato l’afflusso, circa 318 mila biglietti staccati. Numeri da raduno degli alpini a Bolzano, o da “Juve pride” proprio domenica a un tiro o due di schioppo, a Torino. Eccepite che sono eventi incomunicanti? Può darsi. Ma <strong>l’incontro più gremito è stato quello con Del Piero, il cui libro guida la classifica della saggistica</strong>. Dunque tutto si tiene e si mischia, e il discorso invece che a compartimenti stagni si può affrontare nell’insieme. Il successo del Salone, addirittura insperato al tempo della Medusa, è una buona cosa, specie oggi che i soldi pubblici si sono rarefatti e la cultura è considerato un lusso intollerabile? Direi di sì, è una buona cosa. E’ un evento culturale un Salone siffatto? Parrebbe di sì, i libri sono cultura, non è vero? Tutti i libri? Forse no. E la scala dei valori è culturale, cioè ci sono parametri e paradigmi riconoscibili per “pesare” la qualità e lo spessore dei libri, oppure in realtà il problema è venderli esattamente come qualunque altra merce, che sia un formaggio o un foulard? Qui il discorso è un po’ più complicato, ma anche molto più interessante.</p>
<p>Una kermesse come il Salone è un gigantesco bancone di esposizione, una luccicante Porta Portese editoriale o anche o soprattutto un propellente di idee e di scelte? E il modo mediatico di proporlo risponde al primo o al secondo criterio? Al primo, al primo… Lo so, si torna a basculare tra cultura alta e cultura bassa, prodotto e servizio ecc. Ma<strong> in un Paese che è retrocesso culturalmente e intellettualmente (i due avverbi non coincidono necessariamente almeno in superficie…) verso una commovente barbarie, sono tutte questioni che dovrebbero essere tenute in grande considerazione</strong>. Tutto l’ambaradan non sembra invece essere troppo solleticato dal lusso critico di un ragionamento: contano i numeri, e una catena di produzione e distribuzione che funziona per i libri all’incirca come per qualunque altro bene. Qui casca l’asino: se questa catena vale per i libri come per tutto, dal salame all’ipad, la funzione del libro che indaga su questo processo viene polverizzata, e il prodotto divora qualunque buona intenzione dell’autore o dell’editore. Niente di nuovo sotto il sole, obietterete, se non un’esasperazione del meccanismo ben noto.</p>
<p>Calma. Avreste ragione se non fossimo appunto tra i marosi dei mercati sulla zattera della Medusa su cui abbiamo imbarcato il libro dello spread all’inizio di questo articolo: <strong>quando, se non ora, è il momento di mettere in discussione tutto il modo di produzione che ci ha ridotto in questo stato (Stato)?</strong> Per evitare che <strong>Monti </strong>e il governo su esemplificato in passerella editorial-sabauda si limitino &#8211; ammesso che ci riescano &#8211; a tappare una falla dell’esistente che affonda, ed invece favorire un riesame del sistema alla radice, ci vuole un libro, alla lettera e figurato. Ma se il libro è (cfr. Torino) una merce come un’altra, il cane si morde la coda. <strong>E il nostro spread culturale cresce. E Del Piero è assolutamente innocente…</strong></p>
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		<title>Ma Monti è juventino?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 11:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da “Partite &#38; Partiti”. Malgrado gli scandali, circa trecentomila tifosi hanno festeggiato il ritorno della Juve sul tetto della serie A. E’ il segnale che gli italiani, in tempi di crisi, hanno bisogno di qualcosa che li rimetta in vita. Il campionato però resta marcio. Per stanare i furfanti si ricorre al pentitismo. Infatti l’omessa &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <em>“Partite &amp; Partiti”</em>. Malgrado gli scandali, circa trecentomila tifosi hanno festeggiato il ritorno della <strong>Juve</strong> sul tetto della serie A. E’ il segnale che gli italiani, in tempi di  crisi, hanno bisogno di qualcosa che li rimetta in vita.</p>
<p>Il campionato  però resta marcio. Per stanare i furfanti si ricorre al pentitismo.  Infatti l’omessa denuncia non è più un reato. Sul fronte <strong>scommettopoli</strong>,  se ne vedranno delle brutte o bruttissime. Ma se il calcio, nonostante  tutto, è ancora in grado di scuotere emozioni, allora i governanti  dovrebbero trattarlo meglio.</p>
<p>La serie A è l’oppio del popolo italiano.  Se <strong>Mario Monti</strong> fa appello alla coesione sociale, il calcio potrebbe essere uno strumento utile. Intanto, la vecchia signora dà <strong>l’addio ad Alex Del Piero</strong>. Lui di smettere non ne vuole sapere, ma Andrea Agnelli non lo vuole più tra i piedi.<em><strong></strong></em></p>
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		<title>&#8220;Quello che (non) ho&#8221; è un po&#8217; più di Europa, il Pil che cresce ed il falso in bilancio</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Osservatorio TG</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Tg di martedì 15 maggio - Tanta carne al fuoco nel menù dei Tg di serata, anche se nella dispensa di Mediaset mancano o sono nascoste in uno stipetto le notizie sul “colpo” del Pdl in commissione che sopprime la reintroduzione del falso in bilancio con la complicità dell’ “errore” di Fli e Udc e &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Tg di martedì 15 maggio</strong> - Tanta carne al fuoco nel menù dei Tg di serata, anche se nella dispensa di Mediaset mancano o sono nascoste in uno stipetto le notizie sul “colpo” del Pdl in commissione che sopprime la reintroduzione del falso in bilancio con la complicità dell’ “errore” di Fli e Udc e di quello del sottosegretario, subito rampognato dalla Ministra Severino. Tg 5 non nomina neanche il “falso in bilancio”, per non rischiare di far fare brutta figura a chi continua a non volerlo. Lo stesso dicasi per l’ostruzionismo dell’ex centrodestra sul disegno di legge anti corruzione. Per Tg 3 e Tg La 7 la notizia è, invece, centrale.</p>
<p>Grande attenzione  alla nuova tragedia greca con il ritorno al voto, ai riflessi su borse e spread, ai dati dell’italico pil che continua a scendere. C’è poi  Hollande che, simbolicamente, subito dopo l’insediamento tenta di correre a Berlino, ma è ricacciato al di qua della linea Maginot da un fulmine, lanciato forse dal monte Olimpo.</p>
<p>Il proclama letto a Milano nell’udienza del processo alle nuove Br, riporta indietro l’orologio di quasi trent’anni, e tutte le testate dedicano spazio.</p>
<p>L’evento televisivo per eccellenza per questa fine di stagione, “Quello che (non) ho” della coppia Fazio-Saviano, con il successo della prima serata e le indiscrezioni sulla seconda, è presente solo – ovviamente – su Tg la7 attraverso un lungo sketch tra Mentana, Fazio e Litizzetto, oltre che in un titolo che parla dei 9 milioni di contatti. Nel commento abbiamo ascoltato Loris Mazzetti, Dirigente Rai e coautore di quel “Vieni via con me” sfrattato per troppo successo da Viale Mazzini. Un misto di soddisfazione per il successo del programma, e di “magone” per l’assurdo di averlo perso . E vai con il servizio pubblico!</p>
<p>In chiusura segnaliamo un servizio in controtendenza del Tg2, meritevole proprio per questo. Dati e analisi sul fenomeno dei suicidi “economici” degli ultimi mesi, che alla prova dei numeri e delle statistiche sono fortunatamente in diminuzione rispetto agli  anni passati. Una ragione per non parlarne? Certo che no, ma il mestiere del giornalista richiede che ci si confronti con fatti e dati reali. Complimenti.</p>
<p><strong>Luca  Fargione</strong></p>
<p style="text-align: center"><strong>Il Commento di Loris Mazzetti,coautore di “Vieni via con me”</strong><br />
<strong>(Intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p style="text-align: center"> </p>
<p><strong>Loris Mazzetti:  certamente sei stato uno dei tanti telespettatori del programma di ieri su La7, con qualche magone e un  groppo alla gola. È stato così?<br />
</strong></p>
<p>“Esattamente così. Diciamo intanto che sono felice che il programma, la prosecuzione  di “Vieni via con me” sia andato in onda; sono felice per i telespettatori. Il mio grande magone è che un programma del genere non lo si può regalare alla concorrenza. Questa è la cosa che mi ferisce di più: perché è un programma nato, costruito, voluto da Rai3, nato dentro a Rai3, che aveva avuto un successo straordinari, ma ci hanno impedito di rifarlo sulla rete dove è nato”.</p>
<p><strong>I dati di ascolto della prima serata  di “Quello che (non) ho” sono molto importanti, magari non come quelli su Rai3, però diciamo che segnalano come in Italia esiste un “nicchione” di persone attente ed interessate ad una televisione di alto livello …<br />
</strong></p>
<p>“Beh, il dato di ascolto su La7 è un dato straordinario: sono andati oltre il 12%, hanno superato Crozza e fatto il massimo assoluto. Più di questo non si poteva chiedere a Saviano e a Fazio. E questo è un altro motivo di amarezza. Ma la cosa che per me è più grave è che, in un momento in cui La7 viene messa in vendita, gli sia consentito di avere questa ribalta. A volte mi verrebbe da pensare che forse c’è stato dello spionaggio industriale all’interno del mondo televisivo”.</p>
<p><strong>Qualcuno in Rai, oltre a Loris Mazzetti e pochi intimi, ripensa a quello che è successo? Qualcuno prevede un recupero per il futuro?<br />
</strong></p>
<p>“Io credo che siamo in molti a rimpiangere questa perdita, e credo che ora ne soffra anche qualcuno di quelli che, a suo tempo, hanno fatto il possibile perché Saviano – perché il problema era soprattutto Saviano – non mettesse più piede in Rai, e questo ci faciliterà nel futuro, perché è intenzione nostra, di Rai3, riportare nella prossima stagione Saviano in onda assieme a Fazio. Non so se si chiamerà “Vieni via con me” o “Il lunedì di Che tempo che fa”, ma sicuramente rivedremo Saviano in onda in Rai nella prossima stagione”.</p>
<p><strong>Loris, una battuta per concludere: cosa cambia tra una platea di spettatori che assiste, per esempio a Quarto Grado,  rispetto ad un altro gruppo di telespettatori, ugualmente o più numeroso, che assiste al programma di Fazio e di Saviano?<br />
</strong></p>
<p>“ Io credo che il pubblico che ha visto la trasmissione di ieri sera, così come era avvenuto per il pubblico di “Vieni via con me”, ha “fatto coscienza”, ha capito qualcosa in più che prima non sapeva e, probabilmente, ha avuto risposte ad alcune domande. È stato un saggio di grande televisione. Io credo questo: è stato ancora una volta dimostrato che riuscire a coniugare leggerezza con contenuto, come sa fare sapientemente Fazio, sia molto importante, e che certi artisti e certi autori la Rai non può permettersi di perderli”.</p>
<p><strong>Dati auditel dei TG di lunedì 14 maggio<br />
</strong><br />
<strong>Tg1</strong> - ore 13:30: 3.812.000 - 21.38% ore 20:00: 5.414.000 &#8211; 23.51%<br />
<strong>Tg2</strong> - ore 13:00: 2.811.000 - 16.92% ore 20:30  2.314.000 &#8211; 8.75%<br />
<strong>Tg3</strong> - ore 14:30: 1.685.000 - 10.41% ore 19:00  2.073.000 &#8211; 13.59%<br />
<strong>Tg5</strong> - ore 13:00:  3.531.000 - 21.06% ore 20:00: 4.463.000 - 19.20%.<br />
<strong>Studio Aperto</strong> - ore 12:25:  2.427.000 - 18.10% ore 18:30: 1.160.000 &#8211; 9.85%<br />
<strong>Tg4</strong> - ore 11:30:  557.000 &#8211; 8.14%  ore 19:00:  948.000  6.19%<br />
<strong>Tg La7</strong> - ore 13:30:  815.000   4.57% ore 20:00: 2.078.000 &#8211; 8.79%</p>
<p>Fonte.www.tvblog.it</p>
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		<title>W la fiction del pallone…</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 14:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una fiction, ma che fiction…! Contestualizziamo subito, e a spanne. Nella domenica in cui Monti diffonde alti lai sulla “forte tensione sociale” dell’ex Bel Paese calcistizzato, e Benedetto XVI invita a “non farsi prendere dallo scoramento”, a Torino scoppia la festa per lo scudetto juventino (il trentesimo, il ventottesimo? Bah, comunque questo…): arrivati da &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; una fiction, ma che fiction…! Contestualizziamo subito, e a spanne.<strong> Nella domenica in cui Monti diffonde alti lai sulla “forte tensione sociale” dell’ex Bel Paese calcistizzato, e Benedetto XVI invita a “non farsi prendere dallo scoramento”, a Torino scoppia la festa per lo scudetto juventino</strong> (il trentesimo, il ventottesimo? Bah, comunque questo…): arrivati da tutta Italia, erano più numerosi degli alpini a Bolzano, non so se rendo l’idea.</p>
<p>Hanno festeggiato alla sudamericana il pullmann scoperto dei giocatori, hanno pianto, riso, urlato, si sono abbracciati e hanno scherzato, si sono tatuati Del Piero in tutti i cm corporei, erano vecchi e bambini, del sud e del nord, immigrati e juventini secolari… Una festa di popolo. Forse qualche suggerimento tutto ciò potrebbe darlo al premier laico e al capo della Chiesa, o al capo dell’ecclesia economico-politica e all’erede di (Del) Pietro: <strong>c’è bisogno di tornare a sorridere in un paese triste e tristo</strong>, e tutto fa brodo per un pomeriggio e una sera. Questa la prima succinta indicazione dal tripudio, di solito trascurata nella franchigia socioculturale e sottoculturale riservata al Reame Rotondo.</p>
<p>La seconda nota, più stretta, riguarda la domandina facile facile: <strong>ma se il Dio Pallone con tutto il suo fango (copyright lo scomparso Petrini) ancora riesce a muovere tali passioni, quantitative e qualitative, forse sarebbe un preciso dovere civico far funzionare questo mondo come si deve, renderlo credibile, ridurre le ombre, salvaguardarne un briciolo d’etica e legalità, leggi la disastrata “lealtà sportiva”</strong>. Insomma, al posto di &#8211; per dire &#8211; un Abete ci vorrebbe un Monti… Rimarremo nello stesso habitat lessicale. E invece c’è il precipizio che sta per ingoiare il calcio professionistico con deferimenti e processi, e stupide pezze a colore per nascondere fin che si può la verità dei fatti, ossia un calcio colabrodo. Dopo che tempo fa il Procuratore Capo di Cremona, <strong>Di Martino</strong>, aveva invocato “un&#8217;amnistia” alla luce della gravità dei fatti (ma come, un Procuratore Capo?), adesso ci ha pensato il Procuratore Capo di Bari, <strong>Laudati</strong>, a incontrare il fantasmagorico <strong>Palazzi</strong> (console della giustizia calcistica) in una specie di Teano tra le due giustizie: lo scopo era trovare un accordo sul reato sportivo di omessa denuncia. Una specie di “busillis”: dello scandalo se ne viene a capo o a mezzocapo solo se parlano i “pentiti”, come nel resto, ma nello sport il pentito equivale alla condanna per chi  “non ha tempestivamente denunciato”. Come uscirne?</p>
<p>Arrotondando benevolmente la pena dell’omessa denuncia, accorciandone i tempi di prescrizione, benedicendo insomma il pentitismo. Magari risolve qualcosa al momento, ma è come inferire un colpo mortale ai valori fondanti e significativi dello sport. D’ora in poi non ci sarà neppure quel tipo di deterrente: non denunceranno mai più alcunché a meno che non scoppi uno scandalo “per altri motivi”, nel qual caso rimedieranno quasi senza rischio con resipiscenze tardive. E vi segnalo (ma chi è abituato a leggere qui lo sa da un pezzo, nell’omertà della categoria che sposa bene “l’omessa denuncia” di cui sopra) che per ora Palazzi sta salvando la serie A, per non turbare troppo l’opinione pubblica in vista degli Europei.</p>
<p>Se questa è la cornice realistica del quadro/pallone oggi, è ancora più commovente la fiction contenuta da questa cornice: il quadro è effettivamente intrigante, pieno di pennellate cromatiche di dritto e di rovescio. E pure di sghimbescio. <strong>Pensate a Del Piero</strong>, al suo fantastico addio a stadio unificato, le lacrime che sgorgavano dalle cateratte degli spalti che lui invece tratteneva nel lucore trasmesso dalle immagini tv. <strong>Pensate a Lapo Elkann</strong>, travestito da Lapo Elkann, che sembrava davvero Lapo Elkann con occhiali e abbigliamento juventini, perché evidentemente era proprio Lapo Elkann: almeno da come ulululava al microfono consenziente “abbiamo fatto un campionato della Madonna, Conte è un allenatore della Madonna, siamo un po’ tutti gente della Madonna compreso mio cugino, Andrea, della Madonna pure lui…”). Quindi la dirigenza manda via uno come Del Piero, solo perché vuol giocare (come infatti ha fatto e bene part time anche quest’anno, ma l’hanno cacciato troppi mesi fa allorché nessuno immaginava il trionfo e non sanno tornare indietro… per la serie “della Madonna…”), e resta Lapo? O tempora o mores, in bianconero. Ma da un Del Piero fulgido a un Inzaghi inzaghesco è tutta una sceneggiatura straordinariamente emotiva: segna Pippo, un vetero Pippo che forse qualche altro gol avrebbe potuto realizzarlo quando serviva, segna e se va, come Del Piero, come forse Totò Di Natale che ha trascinato in Champions la fenomenale Udinese, il vero caso di questo campionato bianconero  in tutti i sensi e in tutte le variazioni sul tema.<br />
A Catania ha sbagliato un gol facile che poteva essere decisivo, e ne ha marcato uno meraviglioso, coefficiente di difficoltà da tuffo del trampolino inarrivabile, un gol da sognarsi tutta la vita, ovviamente un gol decisivo.</p>
<p>Per la centesima volta ripeto che quello sì, come Del Piero, è un giocatore, dentro e fuori dal campo. Adesso <strong>Prandelli</strong>, sul lastrico degli infortuni, lo recupera per gli Europei. E&#8217; l’unico che può salvarlo se si trasfigura fuori confini, naturalmente insieme all’ipotetico Balotelli, stessa classe, ma anagrafe, struttura fisica e testa opposte. <strong>Balotelli</strong> assente nella partita in cui il Manchester City del misterioso sceicco Mansur e di <strong>Mancini</strong> in panchina ha vinto lo scudetto all’ultimo tuffo per il piede del Khun Aguero, una specie di Roma (United) e Lazio (City) sul filo di lana risolto a favore del secondo dopo secoli di predominio storico del primo (per Roma e Lazio è un po’ diverso, è vero…).</p>
<p>Sì, avranno pur fatto segnare il City quelli del QPR che avevano perfino Cissé (ex Lazio…), ma c’era uno stadio che ha trasformato i singhiozzi ormai in uscita in barriti di gioia, a dimostrazione della planetarietà emotiva della faccenda. Niente di nuovo, basta ricordare i fatti e i misfatti dell’ultima giornata del campionato 1972-73, quando la Juve vinse sospettamente su Milan e Lazio in extremis. Bei tempi, allora i dubbi erano solo sudore di maggio. Adesso si suda freddo per tutto l’anno.</p>
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		<title>16 maggio &#124; Incontro con Oliviero Beha presso il Caffè Letterario di via Ostiense (Roma)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 16 maggio, incontro con Oliviero Beha alle 18.30 presso il Caffè Letterario di via Ostiense 95, Roma. Chiarelettere, Reverse pagine 176 euro 12,00 “Questo libro di Oliviero Beha è uno di quelli che lasciano il segno. Con la freddezza di un chirurgo, fa un’analisi caustica e spietata, prendendo di mira i paradigmi della cultura  &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-9960" href="http://www.olivierobeha.it/articoli/2012/05/il-culo-e-lo-stivale-il-nuovo-libro-di-oliviero-beha-in-libreria-dal-10-maggio/attachment/cop_ilculoelostivale-2"><img class="alignleft size-full wp-image-9960" title="cop_ilculoelostivale" src="http://www.olivierobeha.it/wp-content/uploads/2012/05/cop_ilculoelostivale1.jpg" alt="" width="226" height="350" /></a><strong>Mercoledì 16 maggio, incontro con Oliviero Beha alle 18.30 presso il Caffè Letterario di via Ostiense 95, Roma.</strong><em></p>
<p>Chiarelettere, Reverse</em><br />
<em> pagine 176</em><br />
<em> euro 12,00</em></p>
<p>“Questo libro di Oliviero Beha è uno di quelli che lasciano il segno.  Con la freddezza di un chirurgo, fa un’analisi caustica e spietata,  prendendo di mira i paradigmi della cultura  contemporanea: la politica,  la televisione (e la Rai), la pubblicità.”<br />
<em><strong>Franco Battiato</strong></em></p>
<p><a title="Scheda di &quot;Il culo e lo stivale&quot;" href="http://www.olivierobeha.it/video/2012/05/il-culo-e-lo-stivale-2">Scheda del libro</a><br />
<a title="Presentazione video di &quot;Il culo e lo stivale&quot;" href="http://www.olivierobeha.it/video/2012/05/il-culo-e-lo-stivale-2">Presentazione video a cura di Oliviero Beha</a><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>17 maggio &#124; Viterbo &#124; Oliviero Beha ospite alla kermesse letteraria &#8220;Sal8 delle 6&#8243;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 07:29:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 17 maggio, Oliviero Beha ospite della rassegna “Il Sal8 delle 6” ideata e condotta da Pasquale Bottone, offrirà con &#8220;Italiani, brava gente” un interessantissimo spaccato sulle cattive abitudini nazionali e sull’eterna incompiuta democrazia nostrana. Per saperne di più Dal 10 al 25 maggio 2012 torna nel capoluogo della Tuscia “Il Sal8 delle 6”, la &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-9960" href="http://www.olivierobeha.it/articoli/2012/05/il-culo-e-lo-stivale-il-nuovo-libro-di-oliviero-beha-in-libreria-dal-10-maggio/attachment/cop_ilculoelostivale-2"><img class="alignleft size-full wp-image-9960" title="cop_ilculoelostivale" src="http://www.olivierobeha.it/wp-content/uploads/2012/05/cop_ilculoelostivale1.jpg" alt="" width="226" height="350" /></a>Giovedì 17 maggio</strong>, Oliviero Beha ospite della rassegna “Il Sal8 delle 6” ideata e condotta da Pasquale Bottone, offrirà con &#8220;<strong>Italiani,  brava gente</strong>” un interessantissimo spaccato sulle cattive abitudini  nazionali e sull’eterna incompiuta democrazia nostrana.</p>
<p><em><strong>Per saperne di più</strong></em><br />
Dal 10 al 25 maggio 2012 torna nel capoluogo della Tuscia “<strong>Il Sal8 delle 6</strong>”, la kermesse letteraria ideata e condotta dal giornalista Pasquale Bottone, giunta alla XIII edizione.</p>
<p>Questa XIII edizione, sempre fedele all’obiettivo dichiarato di far “leggere, discutere, partecipare”, avrà come main theme “L’Italia che verrà”, e i sette appuntamenti in programma si porranno la priorità di indagare il malcontento italiano, tastando il polso alla attuale difficile situazione vissuta dal Paese.</p>
<p>Incertezze sul futuro, pesanti vuoti ideali, crisi politica evidente e non inferiore a quella economica i principali aspetti della vita nazionale che verranno discussi negli incontri, in cui i veri protagonisti saranno non gli autori, bensì i libri.</p>
<p>Contro infatti qualsiasi forma di mercificazione della cultura, “Il Salotto delle 6” continua a credere nella sacralità del libro e a proporre al pubblico un dibattito aperto in grado di tener conto della varietà dei pensieri culturali e della pluralità di espressione al di là del “politicamente corretto”.</p>
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		<title>Il Passaparola di Oliviero Beha sul blog di Beppe Grillo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 21:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gente per bene, gente qualunque Saluto tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Oliviero Beha, che faccio io? Intanto cerco di sopravvivere visti i tempi, poi faccio il giornalista e scrivo libri, quando posso conduco programmi radiofonici o televisivi. Cosa è successo in questi giorni? Tante cose, posso riassumere in una formula, c’è &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/eM2ttEO2FB8" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Gente per bene,  gente qualunque</strong><br />
Saluto tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Oliviero Beha,  che faccio io? Intanto cerco di sopravvivere visti i tempi, poi faccio  il giornalista e scrivo libri, quando posso conduco programmi  radiofonici o televisivi.</p>
<p>Cosa è successo in questi giorni? Tante cose, posso riassumere in una formula, c’è <strong>un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_sonno_della_ragione_genera_mostri" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">famoso dipinto</span></a> di Goya che dice che il sonno della ragione genera mostri, qui siamo a  Goya rovesciato, è il sonno dei mostri, intesa naturalmente come la  Casta che ha rovinato questo Paese che ha contribuito pesantemente a  diserbarlo da tutti i punti di vista che sta generando la ragione</strong>. Il  sonno di questi mostri sta generando la ragione, che altro è, infatti,  la manifestazione di protesta e poi democraticamente di intervento nella  vita pubblica nazionale, sia pure in veste amministrativa per ora, da  parte del MoVimento 5 Stelle?</p>
<p>È questo, è all’affermazione di ragione,  una saturazione, un dire basta, un non voler abbozzare. <strong>In un libro: “<em><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/il-culo-e-lo-stivale.php" target="_blank">Il culo e lo stivale</a></em>”  parlo di questi italiani, dell’opportunità, della resistenza di questi  italiani. Mi pare che il MoVimento 5 Stelle abbia centrato  l’essenzialità di una partecipazione popolare dal basso, semplice,  normale, fra gente perbene, tra gente qualunque, laddove però tutto  questo aggettivo “qualunque” non ha niente a che vedere con il  qualunquismo, l’Uomo Qualunque di cui si fa cenno per cercare di  screditare le cose. Del resto la casta si difende</strong>.</p>
<p>Per dare una lettura calcistica di quello che è successo in questi  ultimi giorni, credo che <strong>Beppe Grillo</strong> abbia funzionato da centravanti di  sfondamento, abbia impersonato qualcosa che significava il gol, il  massimo risultato che si tende a ottenere in una partita di calcio, fare  un gol, nel caso della Casta fanno spesso autogol, ma rimaniamo al  MoVimento 5 Stelle.</p>
<p>Grillo ormai da anni, ha giocato a uomo tatticamente e che altro ha  fatto nel 2007 con il primo Vaffa – day e poi di seguito? Che altro ha  fatto se non giocare a uomo contro una Casta identificandone le magagne,  persone, lo status penale, insomma una situazione francamente  repellente e che in un Paese normale non dovrebbe essere tollerata.  Questo ha fatto, ha giocato a uomo, ha giocato in un certo senso in  contropiede contro queste persone e cosa è successo? Che la Casta si è  difesa ignorandolo prima, demonizzandolo poi, continuando a considerare  Grillo il MoVimento 5 Stelle come qualcosa che si muoveva giocando a  uomo e in contropiede, ma in questi anni pur continuando a dare in parte  l’impressione di giocare a uomo o in contropiede, tutto il movimento  dietro il centravanti di sfondamento Beppe Grillo, ha cominciato a  giocare a zona, ha occupato il territorio come in un campo di calcio, si  occupano le zone così si difende a zona, si gioca a zona, si sa che il  campo viene diviso e ognuno si prende la sua parte e fa il suo dovere, è  esattamente quello che è successo tatticamente con il MoVimento 5  Stelle. <strong>Gli ultimi risultati elettorali ci stanno dicendo che il  territorio è stato occupato bene e invece la Casta perché Dio fa  impazzire quelli che vuole perdere, la Casta continua a trattare Grillo e  il MoVimento come se stesse giocando contro di loro e basta, a uomo, in  contropiede, non sono soltanto cattivi con tutte le virgolette e spesso  senza le virgolette del caso, sono anche stupidi, questo è uno dei  motivi per cui ci sono delle possibilità</strong>.</p>
<p><strong>Occupazione seria e onesta del territorio</strong><br />
Faccio un altro esempio sempre calcistico e molto politico e molto  culturale, in Francia va in finale di coppa di Francia una squadra di  seconda divisione, senza soldi, ma com’è possibile? Con tutti i soldi  che girano nella massima divisione francese va in finale di Coppa una  squadra senza soldi,il  riferimento è chiaro: si può fare politica senza soldi, il MoVimento 5  Stelle lo sta dimostrando, quindi naturalmente mi guarderei bene dal  preoccuparmi del futuro come fanno tutti truffaldinamente, dice: “<em>Ma poi cosa diventeranno, cosa faranno, le proposte?</em>”  e tutte le menate. Intanto c’è una situazione di occupazione seria,  onesta del territorio, con la possibilità di rendere trasparente la  politica cattiva degli altri, questa intanto è una forma di vigilanza di  Consigli Comunali, nelle assemblee regionali e tutto il resto, questa è  la prima cosa, poi già c’è una piattaforma programmatica. Tutto questo  senza soldi, e questa è la peggiore accusa fisica, vivente a una Casta  che ha lavorato sempre solo con i soldi e soprattutto con i nostri  soldi, non solo con i nostri perché poi trafficano con le banche,  Fondazioni, ne fanno di tutti i colori, comunque chi segue questo Blog  lo sa.</p>
<p>Questo è il primo aspetto, un altro aspetto è Internet, sapete che  qualche tempo fa, mi pare tre o quattro anni fa c’è stata sempre in  Francia una squadra che veniva allenata senza allenatore, veniva  allenata attraverso Internet, non so se questo riferimento sia un po’  forzato al discorso su Beppe che fa da evidenziatore, da detonatore, da  cassa di risonanza oppure da centravanti di sfondamento non so e non è  neanche tanto importante, di sicuro Internet ha un ruolo decisivo.  Adesso Internet rende possibile da un pezzo ormai, in un Paese che è  arretrato anche in questo e non a caso. <strong>Internet deve funzionare sempre  meglio e farsi carne e sangue, la carne e il sangue delle persone, per  non lasciare a un mezzo tecnico soltanto la sua tecnicità e credo che  questo sia nelle cose e vada fatto, perché se non succede questo  continueranno a farci il culo! </strong><br />
Ah quasi dimenticavo, mi raccomando, passate parola!</p>
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		<title>Il culo e lo stivale</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 21:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il culo e lo Stivale&#8221;, di Oliviero Beha. I peggiori anni della nostra vita. Prefazione di Franco Battiato. Un titolo provocatorio, ma neppure troppo. Non si tratta solo di una metafora. Il culo è ovunque, nel linguaggio e nella cronaca. Perché, quando e come l’Italia è precipitata nel “cul de sac di un presente e &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il culo e lo Stivale&#8221;, di <strong>Oliviero Beha</strong>.<br />
I peggiori anni della nostra vita. Prefazione di <strong>Franco Battiato</strong>.</p>
<p><strong>Un titolo provocatorio, ma neppure troppo</strong>. Non si  tratta solo di una metafora. Il culo è ovunque, nel linguaggio e nella  cronaca. Perché, quando e come l’Italia è precipitata nel “cul de sac di  un presente e di un futuro tanto nebulosi e atterrenti”? Partendo da  una domanda tale da far tremare i polsi a più generazioni, l’autore  cerca risposte indietro nel tempo, dal secondo dopoguerra in poi. Il  fine è quello di approntare <strong>un “manuale di deberlusconizzazione” che riguardi un po’ tutti</strong>,  compresi i sedicenti avversari del Caimano e quella porzione ampia di  italiani che gli ha votato contro “comportandosi come lui”. <strong>La falla colossale sembra oggi solo economica, ma il buco è culturale e va oltre il presente, nel “paese dei leccaculo”</strong>.  Per uscire da quella che Beha definisce una “pace incivile”, c’è  bisogno di una nuova responsabilizzazione, per “tornare avanti”, e  costruire il “partito che non c’è”.</p>
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		<title>La Merkel mette d&#8217;accordo Tg e politica: è lei la &#8220;Regina del Male&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 19:08:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I Tg di lunedì 14 maggio - La Merkel si può consolare: se in Nord-Reno-Westfalia è andata male, in tanti paesi europei e soprattutto in Italia, risulta regina incontrastata. Regina del Male. Così, almeno, la dipingono tutti i Tg nostrani, che fanno a gara per chi gongola di più per la sua sconfitta. In logica &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Tg di lunedì 14 maggio -</strong> La Merkel si può consolare: se in Nord-Reno-Westfalia è andata male, in tanti paesi europei e soprattutto in Italia, risulta regina incontrastata. Regina del Male. Così, almeno, la dipingono tutti i Tg nostrani, che fanno a gara per chi gongola di più per la sua sconfitta. In logica pienamente trasversale quelli Rai come quelli Mediaset si scatenano, e l’attesa per le prossime mosse della diplomazia continentale è vissuta come quella per una finale di campionato (europeo o mondiale) di calcio.  Ci si consola così di fronte ai dati impietosi dello spread – definito dalla Consob “un dittatore” da spodestare  -  e a quelli atterrenti dell’aumento del debito pubblico, del costo del carrello della spesa,  dei carburanti. Politica e Tg sono unanimi nella condanna della politica della Cancelliera; e se questo unanimismo fosse bissato su questioni più italiote quali l’autoriforma del finanziamento della politica o quella elettorale, non sarebbe male. Enrico Mentana, come noi coglie questa uniformità di giudizi, e ne fa oggetto di un titolo.</p>
<p>Nel commento siamo  entrati nelle tasche delle famiglie, ascoltando il Presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti, che ci ha ribadito un quadro a tinte fosche.</p>
<p>TG La 7 lancia la “tre giorni” di Saviano-Fazio  esuli dalla Rai e rifugiati politici da Ruffini.  TG 3 presenta un ottimo servizio sui 14 mesi di violenza in Siria, mostrando video che parlano da soli.</p>
<p>“Libera nos a malo”, e così mentre Napolitano sobriamente dice che ce la faremo,  I Tg Mediaset ci sgranchiscono gli occhi presentando ennesimi servizi sulle ragazze da spiaggia. Oggetto dell’approfondita analisi giornalistica, le novità e i prezzi dei bikini e il ritorno degli hot pants. Ma in tempo di crisi, ci sarebbe un provvedimento che guarda alle fasce disagiate: una catena di negozi che “ritira” costumi delle passate stagioni valutandoli ben 5 euro. Monti non ci aveva  pensato.</p>
<p><strong>Luca Fargione</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center"><strong>Il Commento di Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori.</strong><br />
<strong>(Intervista di Alberto Baldazzi)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Rosario Trefiletti, da mesi si parla dell’Imu, ma l’Imu non ha ancora avuto un impatto concreto: la si comincerà a pagare da giugno. Intanto, l’inflazione si è per così dire “stabilizzata” al 3,3%, la benzina è aumentata del 21% in un anno, ed il carrello della spesa è più pesante del 4,7%. Cosa siamo di fronte? L’inizio di una devastazione sociale?</strong></p>
<p>“Possiamo definirla tale. Secondo i nostri conteggi, l’aumento dei prezzi, delle tariffe ed anche delle tasse &#8211; che comprendono l’Imu, le accise sulla benzina e via dicendo &#8211; comporterà una riduzione del potere d’acquisto delle famiglie di 2.201 euro. Naturalmente, all’interno di questo dato, ci sono le ricadute, squisitamente per prezzi e tariffe, di 1.300 euro. La situazione è francamente drammatica, perché questa caduta del potere d’acquisto si innesta su di un potere di acquisto già ridotto negli anni scorsi a livelli infimi. La situazione è grave: o si da corso immediatamente alla “seconda fase”, a processi di investimento per ridare lavoro, soprattutto lavoro, ai giovani, ai disoccupati e via dicendo, oppure si corre il rischio di un avvitamento della crisi sociale che è in atto nel Paese”.</p>
<p><strong>Trefiletti, l’Europa da tutti richiamata, evocata ed anche esorcizzata, che cos’è?  Una cornice obbligatoria o rischia di essere anche una galera?</strong></p>
<p>“Se si continua così, non si capisce più cosa possa essere l’Europa. Perché l’Europa che mostra scarsa solidarietà verso la Grecia oppure l’Europa che non vuole intervenire sulle questioni più generali del debito di tutti i paesi, o ancora un’Europa che non fa passi in avanti verso una maggiore coesione politica oltre che sociale, è un’Europa che rischia – e questa è quasi una certezza – la deflagrazione. Si devono fare passi in avanti, altrimenti si corre proprio il rischio di annullare questo processo molto importante che è la costruzione della comunità europea. Quindi bisogna andare avanti. Fermarsi, oppure aspettare che ognuno possa da solo risolvere i propri problemi, significa contribuire all’estinzione del progetto europeo”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Dati auditel dei TG di domenica 13 maggio</strong></p>
<p><strong>Tg1</strong> - ore 13:30 4.697.000 (24,60%) ore 20:00 4.621.000 (21,12%).<br />
<strong>Tg2</strong> - ore 13:00 3.495.000 (20.19%) ore 20:30 2.326.000 (9,58%).<br />
<strong>Tg3</strong> - ore 14:30 1.405.000 (7,20%) ore 19:00 2.028.000 (11,38%).<br />
<strong>Tg5</strong> - ore 13:00 2.692.000 (15,27%) ore 20:00 3.799.000 (17,28%).<br />
<strong>Studio Aperto</strong> - ore 12:25 2.372.000 (16,55%) ore 18:30 1.148.000 (7,44%).<br />
<strong>Tg4</strong> - ore 11:30 902.000 (9,29%) ore 19:00 1.154.000 (6,76%).<br />
<strong>Tg La7</strong> - ore 13:30 407.000(2,06%) ore 20:00 1.614.000 (7,35%).</p>
<p>Fonte:www.tvblog.it</p>
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