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	<title>Oliviero Beha</title>
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		<title>Il campionato delle scommesse</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 09:09:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta il campionato  tranquillo senza scommesse, o quasi, e quelle che c’erano erano  clandestine e davano fastidio al Totocalcio. È vero, c’era da sempre la  cattiva abitudine di “suggestionare” qualche arbitro, oppure di  concordare risultati tra club o allenatori o giocatori anche solo in  “calcese”, un dialetto internazionale dell’ambiente, una specie di  esperanto rotondologico fatto non solo di parole ma di gesti, sguardi,  ammiccamenti. Poi, va da sé, le squadre che erano riuscite a salvarsi  per tempo dalla retrocessione, non avevano particolari problemi di  classifica né ambizioni e non navigavano nell’oro, vendevano le partite  dell’ultima fase del campionato. <strong>Nel sereno reame di Calciolandia, però,  nessuno si scandalizzava più di tanto</strong>. Si sapeva che era così e si  tollerava, ogni tanto facendo saltare qualcuno per salvare la faccia e  poter dire che dal frutteto dei piedi era stata tirata      via la mela marcia.</p>
<p>Di questo andazzo però erano al  corrente un po&#8217; tutti gli addetti ai lavori e ai livori, e nella recita  generale erano compresi alti dirigenti dello sport italiano e più bassi  dirigenti di istituzioni e club. In questo pacifico mondo incantato  arrivarono i denari delle tv e stravolsero il contesto. <strong>Il calcio era  diventato ostaggio di diritti senza doveri, aveva continuato nella sua  neghittosa amministrazione bancarottiera, si era speso tutto e non  sapeva più come fare</strong>: i magheggi di cui sopra stavano impallidendo di  fronte al buco nero del deficit. Così quando arrivarono i piccoli <strong> Stavijnski </strong>delle scommesse nel frattempo legalizzate, in parecchi  pensarono di aver svoltato: la struttura del calcio arrangiato in toto o  in parte, secondo le summenzionate cadenze stagionali, c’era già,  predisposta a puntino. Si trattava di elevare a potenza il trucco,  professionalizzando la faccenda. C’erano esperti del settore la cui  annosa      pratica si fuse con ex calciatori in  cerca di denari, che a loro volta convinsero altri addetti al campo o  ai dintorni di esso, fino ad arrivare agli indispensabili attori della  pièce da manomettere, i calciatori (per ora non risulterebbero  arbitri…). La cosa cominciò a funzionare, e attirò gli appetiti dei club  che fino a qualche anno fa si accontentavano di qualche simpatico e  contemplato (dalla tradizione&#8230;) arrangiamento, non sentendosi per esso  affatto in colpa. C’era, nel pallone dei pionieri, un modo di sistemare  la cosa se non proprio tra gentiluomini almeno tra faccendieri,  integrando le partite combinate con l’imminente calciomercato o  accendendo una cambiale per il campionato successivo.</p>
<p>Solo che adesso, dopo varie  pernacchiette di poco conto con scandali durati lo spazio di un  pomeriggio, è scoppiato il bubbone, leggansi le inchieste delle Procure  di Cremona, Bari e Napoli. Tre, per ora. E sono tutti preoccupatissimi,  anche se per il momento non lo danno a vedere. Tutti: manutengoli,  giocatori, ex giocatori, dirigenti, paradirigenti, alte cariche dello      sport italiano. E stampa di  complemento, con alle spalle una lunga e affettuosa tradizione  “protezionistica” nei confronti del business pallonaro. E ci credo: <strong>se  fare il giornalista è sempre meglio che lavorare, fare il giornalista  sportivo può spesso diventare “holiday on news”, un’autentica  ricreazione generale</strong>. Perché però tremano in tanti nel reame di  Calciolandia e nel-l’empireo dello sport italiano? Appunto perché sanno  benissimo come funzionava l’andazzo in un calcio sporco da un pezzo, e  sanno altrettanto bene che il fenomeno invasivo delle scommesse con la  sua codona di partite      truccate si è rovesciato su una  Rotondocrazia dalle regole deboli e di certo straviolate, in continua  franchigia. Dunque temono che le inchieste delle Procure grazie al  mestolone delle scommesse scoperchino una vecchia pentola di loro piena  conoscenza. E se fosse così, qualcuno, e non necessariamente Adriano  Celentano alla Domenica Sportiva…, potrebbe domandare urbi et orbi dove  fossero i nostri eroi del settore, da me parzialmente ma  puntigliosamente su elencati, mentre il calcio puzzava d’altro marcendo.  Il super-Procuratore della Federcalcio, l’ormai preclaro Stefano  Palazzi, ci sta dando dentro con la sua inchiesta sportiva e i relativi  interrogatori.</p>
<p>Ne sapremo presto qualcosa. Ma non  vi sembra che uno scandalo che potrebbe dissestare il pallone in  profondità meriterebbe un poco più di attenzione? Forse stanno tutti  studiando come insabbiare, aiutati dal fatto che la sfida  Milan-Juventus, l’immersione fantasmagorica nella Champions, il  livellamento verso il basso foriero di incertezza delle altre cinque/sei  squadre      successive in classifica ecc., possa  facilmente distrarci. Dopo averne scritto per una manciata di lustri,  mi assumo la responsabilità della affermazione seguente: lo scandalo di  “Calciopoli” in confronto a questo è nulla o quasi, è semplicemente la  fotografia scattata male del calcio descritto all’inizio di questo  articolo, con sfumature alte e basse. “Scommettopoli” lede alla radice  tutta la pianta del campionato, anche toccando coloro che non c’entrano  perché sicuramente ce ne sono, rendendola deforme e destinata a morire, o  a sopravvivere in condizioni penose. Così stando le cose, vi segnalo il  tuffo appassionato di Vucinic, sabato sera, nell’area del Catania per  rimediare un rigore che manca alla Juve da un pezzo (ma c’aveva già  pensato Chiellini a riscuotere&#8230;): un carpiato a gambe unite che  andrebbe mostrato nelle scuole calcio per insegnare che imbrogliare non  va bene (non c’è l’ho con il montenegrino, gran mezzo marinaio, ho preso  lui come sineddoche). Certo, in confronto alle scommesse presumo che  Napolitano possa riceverlo in futuro al Quirinale&#8230;</p>
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		<title>La tragedia di una squadra ridicola</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo il Napoli anche il Bologna si è trasformato grazie alla Fiorentina nel Real Bologna. Una  squadra senza nerbo, senza logica, senza intelligenza, con il gioiello Jovetic sprecato e spento, l’ultimo acquisto, Olivera, senza talento e senza cervello, una rosa modesta e deludente fin dal portiere. L’impressione se non la certezza è che giochino tutti &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il Napoli anche il Bologna si è trasformato grazie alla Fiorentina  nel Real Bologna. Una  squadra senza nerbo, senza logica, senza  intelligenza, con il gioiello <strong>Jovetic </strong>sprecato e spento, l’ultimo  acquisto, <strong>Olivera</strong>, senza talento e senza cervello, una rosa modesta e  deludente fin dal portiere. L’impressione se non la certezza è che  giochino tutti peggio di quello che sanno. Il pesce anche gigliato puzza  dalla testa, scrivevo qualche settimana fa. Adesso puzza fino alla coda  e  si sta squamando.</p>
<p>Se i <strong>Della Valle</strong> sono in perdita e hanno/abbiamo una  squadra così, è colpa dei tifosi o di chi non ha saputo o voluto  amministrare bene? Hanno un fondo lussemburghese che si chiama Charme. Ha  “charme” questa Fiorentina? E a loro importa solo dello stadio/outlet?</p>
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		<title>Un&#8217;altra vergogna italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiusura del Fondo di solidarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[C’è davvero bisogno di commenti oppure bisogna riunirsi per mettere mano ai forconi? SIAE: PROTESTA AUTORI CONTRO STOP FONDO SOLIDARIETA&#8217; (ANSA) &#8211; Le varie associazioni degli autori sono sempre più motivate nella protesta contro la chiusura del Fondo di solidarietà da parte della Siae &#8211; che di fatto ha bloccato l&#8217;assegno mensile di 615 euro &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è davvero bisogno di commenti oppure bisogna riunirsi per mettere mano ai forconi?<br />
<em></em><br />
<strong>SIAE: PROTESTA AUTORI CONTRO STOP FONDO SOLIDARIETA&#8217;</strong><br />
(ANSA) &#8211; Le varie associazioni degli autori sono sempre più motivate nella protesta contro la <strong>chiusura del Fondo di solidarietà</strong> da parte della Siae &#8211; che di fatto ha bloccato l&#8217;assegno mensile di 615 euro lordi erogata a 1085 associati &#8211; e oggi alle 21 si riuniranno a <strong>Roma al Teatro Lo Spazio</strong> (Via Locri, 42).</p>
<p>&#8220;Sono autori di musica, teatro, radio, cinema, televisione. Sono anche vedove e orfani di professionisti che hanno fatto la storia della cultura e dello spettacolo italiani. Ci sono anziani e disabili &#8211; dice la nota degli autori -. Alcuni sono personaggi noti ancora sulla cresta dell&#8217;onda, tanti sono coloro in prossimità di uscire dal mercato del lavoro. <strong>Dato che nel paese dell&#8217;arte nessuno ha mai pensato ad un welfare per gli &#8216;artisti&#8217;, si erano organizzati da soli e attraverso la Siae, che tratteneva una percentuale dai diritti d&#8217;autore avevano costituito un Fondo di Solidarietà</strong>, alimentato in maniera più consistente dai più fortunati, per garantire un piccolo assegno mensile per gli anni più difficili, perché il mestiere dell&#8217;autore è fatto di alti e bassi. Mille e 85, a cui se ne sarebbero aggiunti altri, che via via avrebbero potuto maturare il diritto.</p>
<p><strong>Senza chiedere un euro allo Stato, accantonando ben 87 milioni di euro. A questo punto &#8211; conclude il comunicato &#8211; lo Stato è arrivato, non per aiutarli naturalmente, ma per impedire questa mutua assistenza</strong>, che è anche un riconoscimento professionale, per impedire loro la gestione dei loro soldi, per imporre attraverso il Commissariamento della Siae, la chiusura del Fondo di Solidarietà, da un giorno all&#8217;altro, senza preavviso. Leggi, sentenze, impedimenti, normative vecchie e inadeguate, che da un lato vengono utilizzate per non permettere a centinaia di persone di avere questa piccola, ma indispensabile risorsa, dall&#8217;altro per non restituire i soldi accantonati o per dirottarli ad altro scopo&#8221;.</p>
<p>A <strong>promuovere l&#8217;iniziativa</strong>: Anac (Associazione Nazionale Autori  Cinematografici), Anart (Associazione Nazionale Autori RadioTelevisivi),  ASSTeatro (Associazione Sindacale Scrittori di Teatro), Comitato  Millesoci, Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea,  Crea-Unione opere dell&#8217;ingegno, Fed. It. Art. (Federazione Italiana  Artisti), SACT (Scrittori Associati di Cinema e Televisione), Siad  (Società Italiana Autori Drammatici), Sindacato Nazionale  Scrittori-CGIL, Teatro Lo Spazio.</p>
<p>Continua a leggere su <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/siae-quel-che-siae-autori-sul-piede-di-guerra-col-commissariamento-della-siae-lo-35778.htm" target="_blank&quot;">Dagospia.com</a></p>
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		<title>Dove ha fatto l&#8217;esame Geronimo La Russa? In Calabria? In Sicilia?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mistero anche per il padre, non a caso ex Ministro della Difesa Interessante perorazione di Ignazio alla domanda di un giovane, evidentemente né figlio né nipote di. A questo punto, ricordando che anche la Gelmini aveva sostenuto l’esame di abilitazione alla professione a Reggio Calabria, e considerati i risultati successivi, per cortesia fateci sapere dove &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mistero anche per il padre, non a caso ex Ministro della Difesa</strong></p>
<p>Interessante perorazione di Ignazio alla domanda di un giovane,  evidentemente né figlio né nipote di. A questo punto, ricordando che  anche la <strong>Gelmini </strong>aveva sostenuto l’esame di abilitazione alla  professione a Reggio Calabria, e  considerati i risultati successivi, per cortesia fateci sapere dove l’ha  fatto il simpatico rampollo. E se pensate davvero che suo padre possa  essere così “diversamente informato”.</p>
<p>Rispondete e gli gireremo la  notizia.</p>
<p><em>o.b.</em></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/8TpUlNvmOr4" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Aeronautica in volo a Singapore per vendere caccia</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 07:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono decollati dall’aeroporto romano di Pratica di Mare lo scorso 8 febbraio. Uno scalo in Grecia, un altro in Egitto, poi gli Emirati Arabi, Oman, India e Thailandia. Infine, lunedì 13, sono atterrati a Singapore per fare da star al locale Air Show, il più prestigioso salone aeronautico dell’Estremo Oriente, meta dei mercanti e dei &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono  decollati dall’aeroporto romano di Pratica di Mare lo scorso 8  febbraio. Uno scalo in Grecia, un altro in Egitto, poi gli Emirati  Arabi, Oman, India e Thailandia. Infine, lunedì 13, sono atterrati a  Singapore per fare da star al locale <strong>Air Show, il più prestigioso salone  aeronautico dell’Estremo Oriente</strong>, meta dei mercanti e dei piazzisti  d’armi mondiali. Si tratta dei due caccia addestratori T-346 di Alenia  Aermacchi, da poco consegnati all’Aeronautica militare italiana per  formare i piloti dei bombardieri di nuova e futura generazione, gli  “Eurofighter”, i “Gripen”. i “Rafale”, gli F-22 e i supercostosi <em>Joint Striker Fighter</em> F-35. I velivoli ripartiranno da Singapore al termine della kermesse  per rientrare in Italia non prima del 25 febbraio. Un lungo tour alla  conquista di nuovi mercati per le produzioni belliche di Finmeccanica,  tutto a spese dei contribuenti italiani, nonostante i “tagli” e i  proclami anti-sprechi del governo Monti-Passera-Di Paola.</p>
<p>“Il  trasferimento dei velivoli T-346”, spiega il comunicato  dell’Aeronautica militare, “oltre a consentire di esporre presso un  Paese di grande interesse aeronautico l’ultimo prodotto dell’industria  italiana, ha permesso di valutare la capacità del velivolo di poter  svolgere un’intensa attività di volo continuativa, contando solo sul  supporto tecnico minimo fornito da una squadra tecnica imbarcata su un  C-27 a seguito della missione”. Oltre ai caccia addestratori, dunque, al  Singapore Air Show, l’AMI mette in mostra anche il grande aereo da  trasporto prodotto da Alenia Aeronautica. “Il C-27 è un velivolo  ottimale per efficienza, alta operatività, flessibilità, migliori  performance in ogni condizione e interoperabilità con altri velivoli più  pesanti”, spiega la brochure distribuita ai potenziali nuovi clienti.  “Il C-27 è in grado di portare a termine molte missioni come il  trasporto di truppe, equipaggiamenti e medicine, il lancio di  paracadutisti, il <em>search and rescue</em> (SAR), il rifornimento logistico, l’assistenza umanitaria, il combattimento a fuoco e il supporto alla <em>homeland security</em>”. In altre parole, fa la Guerra.</p>
<p><strong>Proprio  a Singapore, un anno e mezzo fa, era stato premiato il crescente  impegno della partnership forze armate &#8211; aziende del sistema Italia</strong>. Alenia  Aermacchi si era aggiudicata una commessa di 250 milioni di euro per la  fornitura all’aeronautica singaporiana di 12 caccia addestratori  dell’identico modello T-346 oggi in mostra all’Air Show. “Il successo  del T-346 è anche il risultato di una stretta collaborazione tra il  Governo italiano e l’industria della difesa”, fu il commento di Pier  Francesco Guarguaglini, al tempo presidente e amministratore delegato di  Finmeccanica. “La scelta del velivolo da parte di Singapore apre la  strada a nuovi successi in altri mercati mondiali dove sono già in corso  importanti campagne”.</p>
<p>In verità, il “successo” è stato solo in piccola parte italiano: la produzione degli aerei è in mano infatti ad un consorzio internazionale guidato da ST Aerospace Singapore Technologies Aerospace (società aerospaziale controllata della transnazionale ST Engineering), con la compartecipazione della statunitense Boeing e di Alenia-Aermacchi.  Il contratto, perfezionato solo nel giugno 2011, prevede la consegna  dei primi esemplari entro il 2012 e la gestione dei servizi di  assistenza tecnica, riparazione e revisione dei velivoli. L’addestratore sarà configurato anche per l’attacco grazie alla dotazione di bombe e missili aria-terra o antinave.</p>
<p>Dopo l’assemblaggio nello stabilimento Alenia di Venegono Superiore (Varese), le aziende internazionali parteciperanno alle attività di addestramento integrato dei piloti. Nello specifico, i  T-346 saranno schierati sulla base francese di Cazaux, dove  l’Aeronautica militare di Singapore addestra periodicamente il proprio  personale. Le lezioni conclusive verranno espletate invece nella scuola  volo dell’Aeronautica militare di Galatina (Lecce). Il consorzio sta  inoltre negoziando un  pacchetto aggiuntivo che prevede di estendere per 20 anni  l’addestramento, la manutenzione e il supporto logistico della flotta  singaporiana, clausola che porterebbe il valore della commessa a 460  milioni di euro.</p>
<p>I  tempi e le modalità di addestramento all’uso dei caccia sono stati  discussi dall’Aeronautica militare italiana e dalla Republic Singapore  Air Force (RSAF), in occasione di un <em>expert meeting</em> tenutosi a  Roma il 18 e 19 ottobre 2011. L’incontro tra le due delegazioni, spiega  l’Ufficio stampa dell’AMI, “ha messo in luce la possibilità di  perseguire molteplici interessi che porteranno a rafforzare la  cooperazione tra l’Aeronautica Militare e l’aeronautica singaporiana sia  nel campo dell’addestramento al volo, sia nell’ambito dello scambio di  esperienze operative, il cui obiettivo è formare piloti che dovranno  operare sui futuri velivolo da caccia di 4^ e 5^ generazione”.  L’Aeronautica italiana, prosegue il comunicato ufficiale, “ha accolto la  richiesta singaporiana di partecipare con proprio personale, in qualità  di osservatore, alle attività <em>Initial Operational Test and Evaluation</em> sul velivolo T-346A, che saranno svolte nei prossimi mesi a Pratica di  Mare presso il Centro Sperimentale di Volo. Nell’ambito  dell’addestramento al volo, sono state avviate e concordate le azioni  per l’invio presso il 61° Stormo di Lecce di allievi piloti singaporiani  per la relativa frequenza ai corsi di volo da svolgersi nell’anno  2012”.</p>
<p><strong>L’Italia  ha ordinato un primo lotto di sei caccia addestratori T-346 alla fine  del 2009 (costo complessivo 280 milioni di euro) e si è riservata  l’opzione per ulteriori nove velivoli</strong>. Le consegne sono iniziate alla  fine dello scorso anno e si completeranno entro il 2012. Alenia  Aermacchi e soci devono assicurare altresì il  supporto logistico, l’addestramento del personale militare e la  realizzazione di una parte della piattaforma logistico-infrastrutturale  per l’addestramento e le operazioni di terra.  Anche il ministero della difesa israeliano ha annunciato qualche giorno  fa di aver scelto i T-346 per addestrare i piloti dei cacciabombardieri  dell’Israel Air Force. La firma ufficiale del contratto è prevista per  la metà del 2012 e i velivoli saranno consegnati a partire dalla metà  del 2014. L’ordine riguarderebbe 30 velivoli per un valore record di un  miliardo di dollari. A sovrintendere ai corsi di formazione e volo sarà  chiamata ancora una volta l’Aeronautica militare italiana. I legami con  le forze aeree israeliane sono già intensissimi: negli ultimi tre mesi,  gruppi di cacciabombardieri dei due paesi hanno eseguito imponenti  esercitazioni congiunte nei poligoni della Sardegna e del deserto del  Negev.</p>
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		<title>Milan-Juve fino in fondo, in attesa della giustizia sportiva</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 07:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da “Partite &#38; partiti”. Il campionato se lo giocano Milan e Juve. Rossoneri in testa, al momento, ma i bianconeri hanno una partita in meno. La squadra di Allegri ha tanto talento, quella di Conte è più organizzata. Sabato prossimo, finalmente, lo scontro tra le prime della classe. Di sicuro, la Champions League condizionerà il &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <em>“Partite &amp; partiti”</em>. Il campionato se lo giocano <strong>Milan e Juve</strong>.  Rossoneri in testa, al momento, ma i bianconeri hanno una partita in  meno. La squadra di Allegri ha tanto talento, quella di Conte è più  organizzata. Sabato prossimo, finalmente, lo scontro tra le prime della  classe. Di sicuro, la <strong>Champions League</strong> condizionerà il campionato. Basta guardare il <strong>Napoli</strong>,  rivitalizzato dalle sfide europee. Contro la Fiorentina, i partenopei  hanno avuto vita facile. Domani, però, al San Paolo arriva il <strong>Chelsea</strong>. All’Inter, invece, resta solo la Champions, se vuole salvare la stagione. Il procuratore della Federcalcio <strong>Stefano Palazzi</strong>, intanto, sta iniziando ad interrogare i protagonisti della vicenda <strong>‘scommettopoli’</strong>. Si rischiano penalizzazioni per il campionato passato e per quello in corso. Il sospetto, è che il bubbone stia per esplodere.</p>
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		<title>A futura memoria</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 00:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La miglior recensione su Sanremo non viene da un recensore di professione, da un’opinionista (come li chiamano orrendamente) o da un intellettuale (ammesso che esista ancora la categoria), ma da un semplice “intelligente”. Che ne dite? Intervista a Gianni Boncompagni di Malcom Pagani per Il Fatto &#8220;Devo essere gentile? Sanremo è deludente. Potevano osare di &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La  <strong>miglior recensione su Sanremo</strong> non viene da un recensore di professione,  da un’opinionista (come li chiamano orrendamente) o da un intellettuale  (ammesso che esista ancora la categoria), ma da un semplice  “intelligente”. Che ne dite?</em></p>
<p><strong>Intervista a Gianni Boncompagni di Malcom Pagani per Il Fatto</strong><br />
&#8220;Devo essere gentile? Sanremo è deludente. Potevano osare di più. Mancano trovate, ritmo, invenzione&#8221;.</p>
<p><strong>Suggerimenti, Boncompagni?</strong><br />
Per risollevare quest&#8217;agonia sarebbe servito un colpo di genio. Un gesto situazioni-sta. Un presentatore che irrompesse nella melassa e nel disordine urlando: &#8220;Signore e signori, ecco a voi: Bin Laden&#8221;. Si immagina l&#8217;impatto?</p>
<p><strong>Francamente no.</strong><br />
È perché lei, come tanti altri, non ha fantasia. Lasci fare a me che un po&#8217; di tv la conosco. Fatti esibire questi quattro cantantacci e sgomberato il palco, i responsabili avrebbero dovuto convocare la solita compagnia di giro utile alla causa e alzare gli ascolti.</p>
<p><strong>Quale compagnia di giro?</strong><br />
Il comandante Schettino, la ragazza moldava della Costa Concordia che, tra l&#8217;altro, è anche ballerina, lo zio Michele, l&#8217;intero cast di Avetrana. Il repertorio completo delle occasioni importanti. Sotto una fitta e finta nevicata poi, il gran finale. Una scazzottata tra Schettino e De Falco all&#8217;Ariston con il pubblico in delirio e Gianni Morandi in veste di paciere. La convince?</p>
<p>Da mezzo secolo Gianni Boncompagni da Arezzo (&#8220;Scappai perché nella mia città non c&#8217;erano neanche i semafori&#8221;) provoca, indifferente al procedere delle stagioni. A maggio gli anni saranno 80. Troppi per immolare le gelide notti di febbraio sull&#8217;altare del Festival: &#8220;Ho scorto qualcosa qui e là, ma me ne frega poco, per non dire quasi niente. Neanche una cenetta con gli amici ho organizzato quest&#8217;anno, pensi&#8221;. Abbastanza per abbracciare senza diserzioni l&#8217;ironia di ieri.</p>
<p><strong>Giudizio generale?</strong><br />
Una barzelletta spenta. Un disastro di noia e provincialismo. Anzi è l&#8217;Italia tutta a essere una città di provincia e Sanremo ne è solo la metafora distorta e amplificata. In giro si parla più delle mutande di Belén o della sua farfallina sull&#8217;inguine che di qualunque crisi della finanza mondiale. E poi parlano di evoluzione del mezzo, di linguaggi televisivi, di sperimentazione. Lasciamo perdere.</p>
<p><strong>Sanremo non si evolve?</strong><br />
Interrogarsi sulle mutande di una ragazza non rappresenta un&#8217;evoluzione. A Sanremo latita ogni cosa, a partire dalla comicità. L&#8217;altra sera mi hanno indicato Papaleo. &#8220;È un attore, una novità&#8221; mi hanno detto. Mi sono fidato. Peccato che nonostante si agitino, lui e i suoi colleghi non facciano ridere mai.</p>
<p><strong>Mai?</strong><br />
Proprio mai. Si ride di più di fronte alla sentenza di un pretore. Gliel&#8217;ho detto. Non funziona niente, neanche il sistema di voto.</p>
<p><strong>Dell&#8217;intervento di Celentano cosa pensa?</strong><br />
L&#8217;ho ascoltato parlare di Avvenire e Famiglia Cristiana, di chiusura di giornali e di Dio e sa cosa mi sono chiesto?</p>
<p><strong>Se l&#8217;avesse convinta?</strong><br />
Macché. Mi sono domandato come mai nessuno in questi decenni avesse detto a Celentano che Dio non esiste.</p>
<p><strong>Il suo monologo sembra aver scosso la Rai.</strong><br />
Tutti o quasi sapevano cosa avrebbe fatto, ma nessuno ha detto nulla in anticipo perché gli spazi pubblicitari che gli nuotano intorno valgono centinaia di migliaia di euro, quei soldi fanno comodo e in Rai non c&#8217;è una lira. Il business è quello. Creare l&#8217;evento e poi monetizzarlo. Inutile rinunciare a qualsiasi forma di controllo e poi stupirsi la mattina dopo. Gli hanno dato carta bianca. Potevano intuire le conseguenze.</p>
<p><strong>Quindi?</strong><br />
Hanno fatto finta di niente perché nella Rai di oggi, come nel paese, c&#8217;è un vuoto di potere. Vista l&#8217;anarchia organizzativa, per movimentare il quadro, Celentano avrebbe potuto presentarsi sul palco con un fucile mitragliatore. Sarebbe stato più originale e forse i dirigenti Rai sarebbero stati premiati da un paio di punti di share, ma come le ho detto prima, a quel punto, meglio Bin Laden.</p>
<p><strong>Invece?</strong><br />
Abbiamo avuto Adriano, ma la presenza di Celentano non è all&#8217;altezza dell&#8217;assenza.</p>
<p><strong>Della conduzione di Gianni Morandi cosa possiamo dire?</strong><br />
E cosa posso dire? Morandi fa Morandi. Da sempre. Valutarlo duramente per Sanremo sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Mi pare inutile. Cerchi di capire, Gianni è mio amico da 30 anni.</p>
<p><strong>Non le è piaciuta neanche Patti Smith?</strong><br />
Come no, tantissimo. È stata una rivelazione. Abbiamo finalmente scoperto che Patti Smith è un uomo. Ora le faccio una domanda io.</p>
<p><strong>Prego, Boncompagni.</strong><br />
Quando esce l&#8217;intervista?</p>
<p><strong>Di qui a poche ore.</strong><br />
Che meraviglia, ci siamo fatti un altro po&#8217; di amici. La saluto.</p>
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		<title>Prostituzione, se ne parla a &#8216;Brontolo&#8217; su Rai3</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 23:51:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì a Brontolo parlo di prostituzione nel senso più letterale possibile. Che ne pensate? Siete per la riapertura delle case chiuse oppure va bene così o pensate che sia “abrogabile” per legge?. Scrivetemi anche se non siete strettamente del ramo… Brontolo, lunedì 20 febbraio, ore 9.00, Rai 3 Ospiti di Oliviero Beha saranno il magistrato &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì  a Brontolo parlo di prostituzione nel senso più letterale possibile. Che  ne pensate? Siete per la riapertura delle case chiuse oppure va bene  così o pensate che sia “abrogabile” per legge?. Scrivetemi anche se non  siete strettamente del ramo…</p>
<p><strong>Brontolo, lunedì 20 febbraio, ore 9.00, Rai 3</strong><br />
Ospiti di Oliviero Beha saranno il magistrato e senatore Pd Felice Casson; Daniela Santanche&#8217; (Pdl), Michele Ainis docente di Istituzioni di diritto pubblico all&#8217;università di Teramo, lo psichiatra Vittorino Andreoli e l&#8217;attrice Miranda Martino.</p>
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		<title>Ci sono anche buone notizie: sentenza Eternit, il no alle Olimpiadi a Roma, l’Ici da far pagare alla Chiesa …</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 23:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una settimana di buone notizie, anche se la situazione è preoccupante e continuerà a esserlo, anche se il festival di Sanremo celebra la sua grande pagliacciata e viene discusso &#8220;come se&#8221; fosse davvero importante per la Nazione. Smarrita la radice nazionalpopolare, confinata a ultimo pretesto la sfida canora in un Paese &#8220;che non canta più&#8221;, &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una settimana di buone notizie, anche se la situazione è preoccupante  e continuerà a esserlo, anche se il festival di Sanremo celebra la sua  grande pagliacciata e viene discusso &#8220;come se&#8221; fosse davvero importante  per la Nazione. Smarrita la radice nazionalpopolare, confinata a ultimo  pretesto la sfida canora in un Paese &#8220;che non canta più&#8221;, elevato a  potenza l&#8217;aspetto dell&#8217;Auditel <strong>a costo di qualunque celentanata in una corsa a chi è più furbo</strong>, diserbata ogni controprogrammazione sulle altre reti: e ancora stiamo qui a parlarne?</p>
<p>Ma le buone notizie cui accennavo nel mio precedente articolo ci  sono, eccome. Già lunedì la storica sentenza del Tribunale di Torino  sulla strage dell&#8217;amianto, oltre 2000 morti, le condanne a 16 anni ai   due &#8220;padroni delle ferriere&#8221;, il risarcimento fissato a 100 milioni di  euro alle parti civili, aveva dato un segnale che non si può  dimenticare. <strong>Dopo la sentenza Thyssenkrupp</strong>, eccone  un&#8217;altra ancora più vistosa e significativa perché legata a una  situazione più subdola e purtroppo in divenire (sul pianeta, davvero una  strage multinazionale), essendo la cambiale dell&#8217;amianto un tremendo  capestro che continuerà a mietere vittime negli anni, con il picco  previsto nel 2020. Certo, è solo il primo grado, certo, i due maggiori  imputati proprietari della multinazionale Eternit, di cui uno, il barone  belga, è ultranovantenne, non si sono mai visti né erano in aula lunedì  ad ascoltare il verdetto e a vedere le lacrime su tanti volti, certo,  il rischio prescrizione è assai più di un rischio: ma intanto questa  sentenza è una grande cosa a livello mondiale. Fa testo  giurisprudenziale, può varcare i confini, ha una valenza pilota.</p>
<p>E spero che dia forza al Procuratore Aggiunto di Torino, <strong>Raffaele Guariniello, persona straordinaria</strong> cui gli italiani debbono tanto temo senza saperlo, nella sua logica e  indifferibile richiesta di una Procura Nazionale che si occupi della  questione &#8221; morti sul lavoro&#8221;, un po&#8217; come accade per l&#8217;antimafia. Sono  tali e tanto gravi i problemi che è necessario un pool di giudici  esperti del ramo e non una rotazione burocratica qualsiasi come accade e  accadrebbe oggi. E del resto che sia una priorità la responsabilità  civile dei magistrati votata intanto alla Camera invece che la suddetta  Procura, la dice lunga sul rapporto tra magistratura e politica. La  seconda soffre la prima, noi soffriamo certamente la politica e vorremmo  una magistratura potenziata e trasparente. Dateci Guarinielli,al  plurale, insomma. Questo mentre proprio oggi sono vent&#8217;anni dall&#8217;inizio  di Mani Pulite con l&#8217;arresto del &#8220;mariuolo&#8221; Mario Chiesa, e un  consigliere comunale del PD di Pomezia festeggia l&#8217;anniversario con il  sorcio in bocca (leggi una tangente in busta da 2500 euro) &#8230; Se siete  interessati trovate in internet una mia puntata di &#8220;Brontolo&#8221; dedicata  al tema con Di Pietro in studio, del 6 febbraio scorso.</p>
<p>Tornando alle buone notizie, il martedì c&#8217;è stato il Gran Rifiuto di  Mario Monti &#8211; dicono all&#8217;unanimità del Consiglio dei Ministri anche se  non v&#8217;è certezza di questo, anzi &#8211; nei confronti della <strong>candidatura di Roma per i Giochi del 2020</strong>.  Perché una buona notizia? Perché l&#8217;abbiamo scampata bella, anzi assai  brutta. Non ci sono i soldi, non ci sono le garanzie, i Mondiali di  nuoto di Roma 2009 li abbiamo tutti spero ben presenti, le cricche erano  a maggior ragione in agguato oggi come allora come sempre, è stata  evitata una greppia che veniva fatta passare ingannevolmente come uno  spot per l&#8217;immagine dell&#8217;Italia. Bravo Monti, segno forte di  discontinuità dalle abitudini e dagli appetiti soliti. Se adesso appena  possibile investirà in politica e in denari nello sport nella scuola,  avremo anche la parte propositiva (a Londra piangono per i costi di  questi Giochi 2012, e noi volevamo cadere nella trappola avendo le pezze  dove sapete?).</p>
<p>Il giorno dopo Monti ha annunciato che <strong>metterà mano all&#8217;Ici per le proprietà vaticane di natura commerciale</strong>,  una delle prime richieste che gli erano state fatte. Se lo farà e  presto, sarà un duplice segnale: pratico, ossia economico per le casse  dello Stato giacché sono tanti soldi, ma anche simbolico in termini di  equità e di novità se nessuno l&#8217;aveva fatto prima. Adesso fatemi pure  passare per un tifoso di Monti, del cui governo resta tanto comunque da  discutere e da criticare possibilmente non su commissione. Ma per favore  non indugiamo in paragoni con Berlusconi o Bersani: anche per i pugili  ci sono le categorie&#8230;</p>
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		<title>Non hanno capito…</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 18:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ presumibile che leggendo queste notizie peraltro non nuovissime siano in molti a incazzarsi come jene. La casta o meglio le caste, legittimamente o meno veicolate in auto blu, non paiono preoccuparsene. Sapete quando ci sarà una svolta alla Robespierre a quattro ruote? Quando l’incazzatura di chi legge si trasformerà scientemente nell’incazzatura di pedoni e  &#8230; ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ presumibile che leggendo queste notizie peraltro non nuovissime siano in molti a incazzarsi come jene. La casta o meglio le caste, legittimamente o meno veicolate in auto blu, non paiono preoccuparsene. Sapete quando ci sarà una svolta alla Robespierre a quattro ruote? Quando l’incazzatura di chi legge si trasformerà scientemente nell’incazzatura di pedoni e  automobilisti nel traffico, a fianco di tali auto blu.Quando le due incazzature coincideranno. Dobbiamo arrivare a questo? Vorrei la vostra opinione.</p>
<p><strong>Da <a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/blu-le-mille-auto-blu-i-tagli-alle-auto-blu-non-bastano-lo-stato-35660.htm" target="_blank">Dagospia.com</a></strong> / Blu, le mille auto blu &#8211; I tagli alle auto blu non bastano: lo stato spende oltre 2 mld l&#8217;anno per 64.500 vetture e 150 mln tra manutenzione e personale &#8211; Le auto dei politici sono solo 1.940, tutte le altre a scrocco dei burocrati delle ASL e della pubblica amministrazione &#8211; Parco macchine obsoleto: migliaia di auto inquinanti col permesso di circolare anche durante i blocchi &#8211; L’81% delle auto blu sono FIAT: ci sarà mica lo zampino di Marpionne?&#8230;</p>
<p><strong>Carmelo Lopapa per &#8220;la Repubblica&#8221;</strong><br />
Ci sono regioni come la Sicilia che da sole possiedono più auto blu di Lombardia, Liguria e Veneto messe insieme. O Asl come Napoli 1 che di mezzi immatricolati ne vanta ben 66. Ma non è una deriva meridionale, se è vero che la Provincia autonoma di Trento vola a quota 184. È una flotta immensa: le 72 mila auto blu del 2010, dopo i tagli sono diventate 64.524. Ma costano allo Stato 2 miliardi 150 milioni di euro, tra gestione e personale addetto.</p>
<p>I primi numeri ufficiali li offre il monitoraggio della Funzione pubblica, risultato di mesi di ricerche e pressing (spesso insistente) sugli enti locali. Dice il ministro <strong>Filippo Patroni Griffi</strong>: &#8220;Devono diventare auto di servizio e non più status symbol&#8221;. E intanto, alla celebrazione dei Patti lateranensi, 8 ministri si presentano a bordo di tre auto. Il car sharing del buon esempio.</p>
<p><strong>LE CIFRE: IL 90 PER CENTO IN USO AI BUROCRATI NEL 2011 UN TAGLIO DEL 13 PER CENTO</strong><br />
Sono i burocrati, più che i politici, in cima alla lista dei beneficiari di auto di servizio. Quelle che nel monitoraggio la Funzione pubblica qualifica come auto &#8220;blu-blu&#8221;, ovvero «di rappresentanza politico-istituzionale» a livello nazionale e locale sono «solo» 1.940. Sono invece 10.008 quelle col bollino &#8220;blu&#8221;: «Al servizio dei vertici della pubblica amministrazione. Ben il 90 per cento, quasi 60 mila, sono &#8220;grigie&#8221;, cioè «adibite a servizi operativi».</p>
<p>La sorpresa emerge dai comparti di provenienza dei mezzi. Si scopre che 22.473, sul totale monitorato, appartiene alle Aziende sanitarie locali e quasi 28 mila ai Comuni. Il quadro frutto della lunga ricerca partita sotto il ministero di Brunetta e conclusa nei primi giorni di quest´anno, va corretto con il taglio del 13 per cento maturato proprio nel 2011, frutto del decreto estivo di Berlusconi e quello autunnale di Monti. <strong>Oggi dunque le auto blu risultano essere 64.524</strong>. Con i nuovi piani, l´obiettivo annunciato dal ministro Patroni Griffi è quello di risparmiare 300 milioni l´anno.</p>
<p><strong>I COSTI: 1,5 MILIARDI PER ADDETTI E AUTISTI 60 MILIONI PER ACQUISTI NEL 2010</strong><br />
Mantenere le auto blu nel 2010 (ultimo anno di rilevamento) è costato oltre 2 miliardi 150 milioni di euro. Quell´anno i mezzi erano ancora 72 mila euro. E tanto basta, con una semplice divisione, per scoprire come per mantenere ciascun mezzo si spende in Italia poco meno di 30 mila euro l´anno (29.861). E non c´è da stupirsi, se è vero che i costi ammontano a 650 milioni l´anno per la sola gestione del parco.</p>
<p>Ma il piatto forte è il personale, stimato in 35 mila unità, di cui solo 14 mila autisti, che fanno lievitare la spesa di 1,5 miliardi. Nel monitoraggio, non sono stati inclusi i costi delle autovetture utilizzate per ragioni di sicurezza o con targhe speciali (corpi di Polizia, vigili urbani e altro). E si continua a comprare. Nel 2010 si è speso 60 milioni di euro per acquistarne di nuove: oltre 4.600. Con un esborso che si è aggirato attorno ai 13 mila euro per ogni mezzo.</p>
<p><strong>LISTA NERA: PROVINCIA TRENTINA CON 184 VEICOLI 66 ALL´AZIENDA SANITARIA CAMPANA</strong><br />
La Provincia di Trento è una delle amministrazioni che non ha risposto ai questionari della Funzione pubblica, il ministero ha dovuto condurre ricerche autonome &#8211; raccontano dal dicastero &#8211; per scoprire che l´ente autonomo di auto blu però ne vanta e ben 184. Ma la lista nera delle amministrazioni che non hanno inviato dati e che possiedono più di dieci auto è lunga.</p>
<p>Ed è guidata da una delle più grandi Asl, la Napoli 1, con 66 mezzi. Seguita dal comune di Alcamo in Sicilia, una popolazione di 46 mila abitanti e 31 autovetture al servizio del suoi amministratori. Ma d´altronde la Sicilia da sola impiega tante auto quante altre tre regioni insieme e per altro non piccole, come Lombardia, Veneto e Liguria. L´ente Regione dell´isola 150 auto, oltre 2 mila se si aggiungono comuni e Asl. Dal monitoraggio spiccano poi comuni piccoli ma forniti, come quello di Acri con 18 auto o San Severo, con 17. Nel 2010 i km percorsi erano 850.</p>
<p><strong>I VIRTUOSI: GIUSTIZIA -300, SALERNO DIMEZZA ALLE ONLUS LE 800 INUTILIZZATE</strong><br />
Si continuano ad acquistare auto blu, ma nei garage se ne contano 787 inutilizzate, come ha svelato il ministro Patroni Griffi. Che lancia la campagna per un riutilizzo dei mezzi per scopi sociali e umanitari. Una onlus ha già fatto richiesta al grido di &#8220;adotta un´auto blu&#8221; e l´ha ottenuta dal ministero in comodato d´uso. Altre &#8220;adozioni&#8221; seguiranno nelle prossime settimane. Il passaggio di proprietà non è consentito. Negli ultimi 12 mesi si registrano tuttavia le prime inversioni di tendenza, rispetto allo spreco degli ultimi anni.</p>
<p>Le 1558 auto a disposizione del ministero della Giustizia nel 2010 sono diventate 1.233 l´anno scorso, dunque 325 in meno, grazie al mancato rinnovo di contratti di noleggio e messa fuori uso altri mezzi. Ha dimezzato addirittura il proprio parco, da 88 a 47, il Comune di Salerno, in cima alla lista dei virtuosi grazie alla «razionalizzazione» interna. Il Comune di Milano poco dietro con 30 auto in meno, ma si partiva dalle 157 del 2010.</p>
<p><strong>IL MODELLO: OLTRE I 1600 CC ANCHE SE È VIETATO 16 MILA OBSOLETE E INQUINANTI</strong><br />
Auto troppo potenti e auto obsolete. Che fanno lievitare i costi. Emerge anche questo dal monitoraggio pubblicato. Anzi, ci sono parecchie amministrazioni che infischiandosene del divieto imposto dal decreto del 2011 che prevedeva il limite dei 1.600 di cilindrata per le auto blu, le ha acquistate comunque nei mesi scorsi oltre quella soglia. E ne sono state censite 300. Il parco delle 65 mila auto della pubblica amministrazione risulta diseconomico nella gestione e inquinante per l´ambiente, dato che almeno 16 mila auto ha oltre 10 anni d´età e il 34 per cento tra 5 e 10 anni.</p>
<p>Come se non bastasse, il 16 per cento (quasi dieci mila mezzi) risulta di cilindrata superiore ai 1.900 centimetri cubi. Oggi quattro auto su cinque di ministeri e enti pubblici e locali risulta composto da auto di proprietà: è il 79 per cento. Solo il 19 per cento da noleggi (1 per cento leasing e comodato). E il 58 per cento delle auto blu sono Fiat. Seguono Alfa Romeo, Audi e Bmw. Se si considerano le auto &#8220;grigie&#8221; di servizio, la quota Fiat cresce fino all´81 per cento.</p>
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