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FIRENZE SEGNA / 22bis
pubblicato su l'Unità di Firenze del 4 dicembre 2007
E’ finita una settimana tristissima, in cui il calcio si è affacciato per Prandelli,la sua famiglia,la squadra,il club e la parte di Firenze coinvolta in tutto ciò,solo come pausa in un lutto generale.Quindi parlare della partita con l’Inter è come distrarsi dal coro tragico greco che in tali circostanze elabora ed esorcizza.Quasi meglio sottolineare quel “terzo tempo” rugbistico,con le squadre che alla fine si stringono la mano,di cui ci sarebbe tanto bisogno in questo ex-gioco trasformato in affare industriale e in discarica emotiva per tutto il Paese.La serie D a quanto mi consta l’ha già provato,ma è la serie A a fare testo per tutti.Per capirci,va molto più in direzione di una razionalizzazione del pallone in questo senso un centro sportivo a Firenze o dintorni di cui non si parla più,piuttosto che un nuovo stadio di cui si parla e straparla ancora.
Venendo ai doveri di cronaca,ma solo se inseriti nel contesto già messo a fuoco, se c’era una partita da non “aprire” era proprio quella con l’Inter: l’atmosfera dolente,la fatica fisica,lo stress mentale,e la forza stessa dell’Inter,squadra completa,avrebbero consigliato di starsene ad addormentare l’incontro,sperando in un match confezionato sullo 0-0 più o meno come contro la Reggina,quando invece con un nulla in più si sarebbe vinto senza sforzi ciclopici.Invece avanti tutta di fronte a uno stadio viola-nero,senza pericolosità,con un Mutu imbastito e un Pazzini inesistente che non riesce non dico a buttarla dentro-può succedere-ma a tenere un pallone per sé,e un centrocampo senza idee e con i piedi nemmeno cattivi ma soltanto “tiepidi”.Centrocampo che ha perso i pezzi per strada,con Kuz almeno vitale e Liverani almeno intermittentemente sul pallone con il suo unico piede (ha fatto un passaggio di destro facendo sospirare tutto lo stadio…): e poi difesa da sterminio come si è visto subito,con Potenza che va ribattezzato Impotenza,Pasqual reinscatolato perché non è Natal,e il povero Frey come l’orso del tiro a segno.Se no,era goleada.E pensare che in altre circostanze forze fresche e motivate possono -chiudendosi e ripartendo in gran fretta- mettere in difficoltà più che non si creda anche i Magnificos interisti,versione ambrosiana e parodiata dei Galacticos.
Certo, schierare Vieri e non Osvaldo,sbalestrare il centrocampo già in pena,far tirare (ahimé,in alto…) un Santana dimezzato tanto per buttarla in “caciara” (romanismo),non sono state idee geniali.Ma ripeto,questo è calcio mentre l’ultima settimana purtroppo è stato tutt’altro.
Adesso si riparte con due trasferte in cui se fai meno di quattro punti sei fuori,con una squadra stanca,da ricaricare,che pone il dubbio cui da qui a Natale bisognerà rispondere:è una rosa da Trofeo Uefa possibile e soprattutto da primi quattro in campionato?Oggi come oggi risponderei di no.Ma insomma,domani è un altro giorno.

O.B.

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