www.olivierobeha.it
 homepage  IPSE  LIBRI  GIORNALI  POESIE  SCRIVI  BEHABLOG
 
FIRENZE SEGNA / 36bis
pubblicato su l'Unità di Firenze del 16 febbraio 2008
Dopo quattro mesi, nel freddo,nella neve e nelle calzamaglie di Trondheim in un Paese civile come la Norvegia,si è rivista la Fiorentina di Villareal,almeno per due terzi abbondanti di partita.Il bello del calcio è appunto “che si vede”.Voglio dire che in politica,in economia,nelle banche ecc.molti possono ciurlare nel manico senza farsene accorgere se non spesso quando è troppo tardi per i danni combinati.Il mondo del calcio (o del teatro,o del cinema) non è poi così diverso dai maneggi degli altri settori,ma almeno in campo (o sul palcoscenico,o sul set) si vede se uno sa giocare (o recitare).Quindi alla fine è il campo che risponde,e non solo o non sempre solo con il risultato. Spiego la premessa,all’indomani di una prestazione per lo più gratificante della Fiore: se ieri avesse fatto tre gol,profittando della condizione agonistica approssimativa del Rosenborg,staremmo a produrre epinici in serie; se invece quel pallone norvegese finito sul palo fosse andato dentro,staremmo a mangiarci le mani modello Atalanta,Milan ecc.Dunque,equilibrio oltre il risultato.La Fiorentina ha sfidato le intemperie con grinta e personalità,giocando a calcio senza pensare a dov’era,a quanto freddo faceva,al fatto di non avere contro il Manchester United.Questo è un valore che le va riconosciuto e che completa un quadro critico che fatti alla mano stiamo qui tracciando da mesi.Critico non vuol dire necessariamente negativo,è una vox media,vale cioè per un giudizio nei due sensi.Anche Corvino per esempio è una vox media.Se fa bene,bene,se fa male,male. Ieri Kuzmanovic ha dimostrato di poter essere un centrocampista di valore continentale per i prossimi dieci anni,e statisticamente prima o poi segnerà pure lui,giacché per ora nel tiro ha i piedi svirgolati.Quindi,bravo Corvino a prenderlo,e ovviamente ancor più bravo Prandelli ad allenarlo,e bravi entrambi ad aver tenuto Gobbi che (cfr.Empoli) ogni tanto si ricorda di avere i piedi per fare bene il mestiere del mediano.Lo stesso discorso vale per Montolivo e Pazzini ( e per il futuro-credo,a occhio-per Cacia),anche se purtroppo il primo è immaturo e spesso deconcentrato.Resta il punto che potenziando ulteriormente l’organico un mese fa,con un centrocampista di valore,diciamo un Pazienza con i piedi,questa Fiorentina sarebbe certamente competititiva su più fronti.Così,siamo affidati all’estro,alla fortuna,e al temperamento che il tecnico infonde di volta in volta.Per il tifoso,c’è un sistema pressoché infallibile per capire che tempo fa alla Fiore in campo: se tentano di giocarsela sempre,magari di prima,magari quasi velocemente,la squadra crede in se stessa.Se va avanti a lanci lunghi senza avere Toni,se Mutu giogioneggia troppo,se davanti si conclude poco,dietro si rischia quando non ce n’è bisogno e in mezzo si perdono palloni beceri,beh allora temperamento e fiducia in se stessi latitano.Ci sarebbe poi un altro sistema per far contenti tutti.Gridare a squarciagola e scrivere a caratteri cubitali sempre e comunque “Forza Fiorentina”.Sarebbero tutti contenti.Ma servirebbe non dare mai brividi?

O.B.

Tutti gli articoli ^




 
la riproduzione dei contenuti di questo sito è consentita purché ne venga citato l'Autore e linkata la fonte
realizzato da Snoopers