| |
FIRENZE SEGNA / 29bis
pubblicato su l'Unità di Firenze del 18 gennaio 2008
La
pratica di Coppa Italia sbrigata con l’Ascoli ha avuto almeno
tre protagonisti di spicco.Facciamo quattro,con Kuzmanovic e la sua
maturazione tattico-agonistica che ce lo renderà affidabile
del tutto a fine stagione,con quel fisico ibrahimico,una tecnica raffinata
ancora da retrobottega che aspetta il negozio e la vetrina,una corsa
continua da centrocampista completo.Ma lasciamo Kuz per un’altra
volta.
Il primo protagonista è stato ovviamente Pazzini.Fortunatamente
la testa tiene e lui profitta delle occasioni,facendo vedere belle
cose e ricordando che è un giocatore vero,intelligente come
il suo sguardo.Nel primo tempo qualche finezza,nel secondo due gol,uno
da volpe,l’altro da centravanti ancora più apprezzabile
perché nella plasticità del gesto così l’avrebbe
segnato e lo potrebbe segnare a chiunque,non solo all’Ascoli
raccogliticcio della sera piovosa.Forse domani giocherà Vieri:
ma un Prandelli occhiuto sulle ali dei gol farebbe bene a rimettere
Pazzini dal primo minuto in attesa di un Vieri eventualmente da abbinargli.Perché
già,la grande (si fa per dire) novità (si fa ancora
più per dire) è stata che Pazzini gioca meglio con vicino
un’altra punta che spazi,che non da solo o con l’Osvaldo
gatto di marmo di Coppa che andava a turbargli il pallone.Comunque,e
in attesa di Cacia,non è l’attacco il problema,come volevasi.
Il secondo protagonista anti-ascolano è stato il negativissimo
Semioli.Che non è né può essere quella brutta
cosa lì.Del resto i giocatori duttili,tatticamente intelligenti
come lui ma anche dribblomani e crossisti quando ci riescono,hanno
questo di caratteristico: se stanno bene possono fare tutto,se non
ci stanno,di testa o di gambe (o di cuore),non fanno davvero nulla.Come
Semioli ier l’altro.Prandelli lo ricostituirà,è
una delle cose che gli riescono meglio con i giocatori.
Il terzo protagonista non aveva la maglia viola bensì gialla,ed
era la punta centrale diciannovenne di estrazione giovanile juventina
Riccardo Maniero.Non è parente,mi dicono,né del suo
noto omonimo che i gol li faceva e che avrebbe potuto godere di tutt’altra
carriera (lo ricorderemo anche per un Venezia-Bari con rete finale
del povero brasiliano Tuta che Maniero rimproverò…),né
per sua fortuna(sfortuna?) del boss della banda del Brenta,Felice.Ebbè,quello
è già un discreto giocatorino,e viene appunto dalla
Primavera.Domanda: ma dal famoso vivaio viola negli ultimi quattro
anni dellavalleschi (lascio la franchigia del primo quando si era
in C2),chi è uscito?Dov’è il nostro Maniero?Non
è più conveniente mischiare campioni a giovani propri
a partire dai quindici-sedici anni che imbarcarsi in a volte fortunate
altre scadenti “tratte degli imberbi”,magari pagati fior
di soldi?Insomma,un Kuz va bene,ma ci vorrebbero adolescenti viola.Stanno
arrivando?Questo è il futuro,tetto o non tetto degli ingaggi.Come
diceva Brecht parlando l’estate scorsa con il presidente Andrea
in ritiro,”la verità è concreta”.E occhio
al Torino,è troppo malmesso per non preoccupare.
O.B.
Tutti gli articoli ^
|
|
|