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FIRENZE SEGNA / 19bis
pubblicato su l'Unità di Firenze del 20 novembre 2007
La
settimana dedicata alla “pausa di riflessione sul calcio violento”
in realtà non ha fatto riflettere moltissimo.Intanto perché
l’inchiesta sullo sparo dell’agente della stradale ha
subito degli scossoni ma non è avanzata più di tanto
sulla strada della chiarezza.Poi perché sospendere il campionato
di B e di C mentre la A riposa sembra appunto una pausa di serie B.Infine
perché l’attenzione era per una volta fortemente incentrata
sulla Nazionale: se perdeva ed usciva con la Scozia, il “movimento
calcistico nazionale”, il potere, il denaro, gli stadi ammesso
che l’Italia rientri in corsa per organizzare gli Europei del
2012 per getto della spugna polacco-ucraina, e l’immagine complessiva
se ne sarebbero andati a farsi sfottere.
Toni e c. hanno vinto con merito, hanno dedicato la vittoria al tifoso,
siamo qui con il bubbone del calcio un po’ più freddo
e il campionato che ricomincia nello stesso modo, almeno sotto il
profilo ambientale, cioè il più delicato.
Il tifoso viola più viola che mai, pensa che la pausa sarà
servita a recuperare Mutu e magari Gamberini in vista dell’Inter.Il
miglioramento di Mutu è stato per fortuna impressionante.Il
ragazzo fa ben sperare, e se non giocherà con la Reggina sarà
solo per prudenza (muscolare, tendinea o diplomatica?).Gamberini è
un po’ più acciaccato, ma certo se non si decide per
uno stabile ritorno di Ujfalusi al centro sembra indispensabile per
la concentrazione del reparto.Si spera anche che stiano meglio soprattutto
di testa i due gioielli, Montolivo e Pazzini.
Quello che però lega il club di Della Valle alla situazione
più generale del calcio gira attorno a questo semplice interrogativo:
conviene farsi piacere “questo” pallone, per provare a
vincere prima o poi il terzo scudetto mentre fuori impazza la guerriglia,
oppure oltre a fare il meglio possibile nel modo più trasparente
possibile in senso calcistico, bisognerebbe porsi il problema più
generale?E quando cinque anni fa abbondanti un imprenditore di successo
e di denaro come Don Diego entrò a Firenze attraverso il portale
maggiore accolto dal primo cittadino gigliato e disse “Voglio
provare a cambiare il calcio con un progetto nuovo”, intendeva
solo quello che abbiamo sotto gli occhi?Da tifoso dico che non è
affatto poco, e che magari si vince anche senza aspettare un ricambio
generazionale.Da cittadino dico che tutto ciò è molto
stupido perché le due cose non sono così scollegate
come si fa credere al tifoso.Ti voglio vedere a godere in mezzo alle
coltellate.Da giornalista scrivo che non posso permettermi Montolivo
mentre Amato e Mastella sottovalutano il clima d’intorno.Intanto
vorrei che si aprisse un dibattito su questo, su quale calcio a Firenze
e in Italia.Qualche risposta o ideuccia ce l’avrei.Certo, se
invece si tace, vuol dire che sta tutto bene così a tutti.Come
direbbe quel benefattore dell’umanità di Maurizio Costanzo,
buona sassata (camicia) a tutti.
www.olivierobeha.it
O.B.
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