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FIRENZE SEGNA / 20bis
pubblicato su l'Unità di Firenze del 27 novembre 2007
Se
non fossi stato raggiunto dalla notizia della morte di Manuela, moglie
di Cesare Prandelli, se non mi fossi immedesimato in quello che deve
essere stata la loro vita di sofferenza in questi anni, se non avessi
apprezzato anche in un momento così duro nel dolore lo stile
dell’uomo, se pur non sapendo nulla direttamente della signora
Prandelli non potessi non immaginare che qualità di persona
debba essere stata prendendo a misura il lato pubblico del marito,
oggi avrei scritto un articolo buono a focalizzare una brutta domenica
calcistica per la Fiorentina prima di un lunedì così
triste per il suo allenatore. Un articolo più o meno come questo.
Almeno alla (tele)visione di Reggina-Fiorentina sarei tentato di augurarmi
che fosse un pareggio scritto, nel qual caso avrei naturalmente da
ridire sulla quintessenza non sportivissima della cosa e anche sulla
sensatezza di un simile accordo per tacito che fosse. Se invece quella
che ho visto è stata una partita vera e la squadra di Reggio
è davvero quella brutta cosa lì, beh, ragazzi, la faccenda
peggiora assai e c’è da cambiare umore.
Basti pensare che la Fiorentina è a 7 punti virtuali (se l’Inter
vince il recupero con la Lazio) dalla capoclassifica,e quindi se perde
domenica va a 10.
I numeri dicono dunque del disastroso approccio all’incontro
con l’ultima in classifica, con cui avrebbero temo vinto tutti
o quasi. Di sicuro la Fiore non ci ha mai provato. Giocare con una
sola punta a Reggio grida vendetta,e spero quindi che Pazzini abbia
mangiato la foglia oltre che la palla, quelle poche volte che gli
è capitata. Come pure voglio pensare che il garibaldino Pazienza
abbia provato in buona fede a scuotere e shakerare il pomeriggio con
quelle sue braccia alzate in area di rigore, magari congetturando
“così saremo costretti ad attaccare un pochino”.
Guardate bene che non è il punto in sé che è
sbagliato,ma l’atteggiamento e la partita. Bastava vedere la
Roma, che non ha mai pianto sulle assenze e fino all’ultimo
prova a vincere partite che può anche perdere (cfr. il Genoa),
che di solito però alla fine vince. Quindi le assenze sono
serie, sì, ma piene di alibi. A Reggio non c’è
stata una azione con quattro passaggi di fila, e stilare pagelle è
imbarazzante. E pensare che oltre alla classifica la cosa migliore
quest’anno era il gioco. Anche se dovessero vincere con l’Inter,
come davvero non è escluso che accada se diventeranno Mister
Hyde a fronte dello scadente Jeckyll, contro Ulivieri e c., questo
discorso rimarrebbe valido, a meno che gli interessi e il tifo non
ottundano il ragionamento. Guardate la classifica,in due settimane
si è pasticciato tanto e giocato poco. Perché? Solo
il caso?
Questo avrei scritto fra le mie tante nequizie, se invece purtroppo
non ci fosse un irrimediabile motivo per stare vicino a Claudio Cesare.
O.B.
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