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CONTI CHE NON TORNANO
Una strana intervista di Blanc a "Le Monde" Mourinho ormai iscritto al partito dell’odio

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 29 dicembre 2009


Dicono che l’unico argomento calcistico che in tema di marketing parolaio regga il confronto con il calcio giocato sia quello del mercato. E adesso ci siamo con quello di riparazione: intendiamoci, a contare sulle dita vengono alla memoria tre, quattro nomi di calciatori comprati in inverno che abbiano cambiato in positivo la fisionomia di una squadra (il resto viene dimenticato per mancanza di prove). Per me Stanic, un factotum del Parma che abbinava qualità e quantità come pochi,andandoindietroancoraun Francesco Romano autunnale, che aggiustò in regia il Napoli di Maradona, e ieri almeno in parte Beckham. Che arriva anche oggi al Milan. Come forse Toni alla Roma e il primo dei laziali “liberti” per mancanza di Lotito, cioè Pandev, all’Inter. Che lo aveva smarrito dalla Primavera di dieci anni fa spendendo e spandendo per altri e privilegiando, sul falangista macedone molto ma molto offensivo, il velocissimo Oba Oba Martins, oggi sperduto. Ma fin qui saremmo ai “vocalizzi” della stampa sportiva, o quasi (a proposito: sportiva o tifosa? Reclamasi sondaggio…).
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"TUTTI SAPEVANO TUTTO"
In aula depone Cellino e picchia duro. La presidente del collegio non si fa intimidire

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 23 dicembre 2009


Una mattinata nelle viscere di Calciopoli, di Napoli, del suo tribunale, dell’essenza sempiterna della caratteristica “sceneggiata” che applicata al pallone viene ancora meglio. Il presidente del Cagliari, Massimo Cellino che come in una canzone di Mina accusa, difende e ancora accusa tutto il sistema-calcio e non solo Moggi, includendo responsabilità federali ed “espellendo” quasi fisicamente, il sospetto che i sorteggi arbitrali fossero truccati. Il maresciallo dei carabinieri che ammette: “Siamo andati a prendere a Chiasso le schede telefoniche svizzere senza rogatoria, in auto con lo stesso commerciante”, smentendo precedenti testimonianze dei suoi colleghi d’arma. Un tribunale che ascolta tutto e sembra molto più avvertito di come viene descritto abitualmente sulla carta.
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ALL’ULTIMO STADIO
Quasi tutte le strutture sono state rifatte per Italia ‘90: ma la neve (prevista) manda in tilt

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 22 dicembre 2009


Questa giornata pre-natalizia con tutte le polemiche e gli strascichi del caso mi fa ringiovanire di colpo: ma “All’ultimo stadio”, sottotitolo “Una Repubblica fondata sul calcio”, non è un libro del 1983 firmato da chi scrive e dall’esimio sociologo Franco Ferrarotti? Lui ci mise la sua scienza e le “piccole patrie” che nel calcio riprendevano un antico discorso di Comuni e Signorie, io la mia esperienza di campo e campi e i nessi con la politica e l’economia dell’Italia di allora.
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CALCIOPOLI, PALUDE ITALIANA

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 17 dicembre 2009


Non si capisce nulla di quello che è stato ed è lo scandalo di Calciopoli, arrivato alla prima sentenza di condanna, se non lo si collega all'habitat italiano che contiene il calcio e ne è contenuto. Anticipo schematicamente quello che penso naturalmente con tutta la responsabilità personale del caso. Il calcio è ormai "scandaloso" di suo e coinvolge la politica e l'economia ai massimi livelli di questo paese. E' scandaloso da quando è diventato un business iperindustriale che fa girare un'enormità di denaro, di visibilità, di impatto popolare spendibile su altri piani. Ricordo, sempre schematicamente, che Berlusconi è diventato padrone e icona del Milan ormai quasi 24 anni fa, ben prima di "scendere in campo" nell'altro, ponderoso senso che occupa da quindici anni le nostre giornate.
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QUALCOSA DI RACCAPRICCIANTE

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 15 dicembre 2009


Il bue dice cornuto all’asino, e Lapo Elkann “parlando da tifoso” definisce “raccapricciante” l’ultima Juventus, non quella che ha battuto l’Inter con merito solo otto giorni prima bensì quella che ha perso in Champions con il Bayern lasciando la Coppa maggiore e poi anche a Bari, lasciando però quasi invariate le distanze da Milan e Inter. Raccapricciante. Un termine davvero fantasioso, se collegato alle disavventure del rampollo/scavezzacollo degli Agnelli. Raccapricciante, la sua storia con il trans Patrizia. Raccapricciante la sua lite con la madre per l’eredità. Entusiasmante, a non voler risparmiare i participi presenti, se come dicono in confronto al fratello John lui è “intellettualmente più vivace”.
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VIVA PILLON MA SOLO ALL’ESTERO
Il "New York Times" lo esalta, Ascoli critica Mentre Panucci e Preziosi si insultano in tv

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 8 dicembre 2009


Storie di ordinaria follia nell’ultima di campionato, nell’interesse ravvivato dalla sconfitta dell’Inter e dal distacco ridotto da Milan e Juventus. A questo terzetto penserà il turno di Champions. Continuo a credere che per l’Inter il problema di uscire adesso con il Rubin Kazan, ipotesi non probabile giocandosi comunque al Meazza, sarebbe ben superiore a quello di continuare sui due fronti fino in fondo alla Champions.
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FINALE DA CAIMANO

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 2 dicembre 2009


Non so voi, ma, in particolare da qualche settimana, mi trovo come avvolto in una nuvola nera. Per capirci, da quando dopo il lodo Alfano bocciato, il “processo breve” in agguato, i tentativi di Berlusconi di non “subire” il processo/i processi a qualunque costo, le rivelazioni dei pentiti che ci riportano alle stragi di inizio anni Novanta, mi sembra di star dentro al finale del film di Nanni Moretti. All’epoca mi sembrava un finale forzato anche se simbolico e quindi metasignificativo, una specie di post scriptum appiccicato. “Il Caimano” che viene portato via mentre il tribunale brucia… Adesso mi sento in quella scena, con i brividi. Eppure devo ammettere che malgrado tutto Berlusconi è quello che mi stupisce di meno. E’ un Caimano lineare, previsto, se non altro da Moretti (ma non solo). Si affida a una stagione di Eros e Thanatos che teme ultima, o penultima, e combatte con qualunque mezzo la sua battaglia per la sopravvivenza politica ed economica senza più cura alcuna dell’immagine cui una volta teneva. Non era il sovrano della comunicazione di fronte ai “mortadellari”? Adesso il premier non ha più immagine, né il Re Sole di Arcore più ombra: coincide ormai solo con la sua fisicità dichiarata continuamente in pericolo, e solo le sue parole in codice (mafioso? Ah, saperlo…) si distinguono e colpiscono nell’abituale flusso indistinto di affermazioni e smentite senza più peso.
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AFFARI DI FAMIGLIA
I Matarrese e Cellino guidano (da anni) le sorprese del campionato

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 1 dicembre 2009


Per citare Berlusconi, il cui Milan ha vinto in extremis a Catania anche con merito dopo che lo stesso Berlusconi in altra veste aveva ripianato a spese nostre il deficit del comune di Catania inguaiato dal suo medico/sindaco Scapagnini, per citare dicevo come sempre Berlusconi: “Se avessi per le mani gli sceneggiatori di questo campionato, li strozzerei”. E’ un Berlusconi parodiato e parafrasato, è vero, ma spesso anche lo stesso Silvio sembra godere nell’autoparodia. Perché li strozzerei? Guardiamoci intorno: tra lutti e rovine che s’affacciano da molti settori italiani anche il calcio non scherza, avendo dichiarato con nettezza domenica scorsa tutto quello che già si sapeva. E cioè che l’assassino è il maggiordomo.
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PROVIAMO CON IL SILENZIO STAMPA

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 27 novembre 2009


Il "caso Balotelli" è ormai cronologicamente "vecchio", nel senso che se ne parla da una stagione abbondante, come pure è vecchia/antica la questione del razzismo da stadio. Solo che sta diventando ogni volta "nuova", e ricresce su se stessa come una mala erba. Adesso i cori degli ultras juventini anti-Balotelli sono arrivati l’altra sera in Champions a Bordeaux, naturalmente in assenza del loro bersaglio, così come era accaduto in Italia. "Se saltelli/muore Balotelli" e via andare, con multe e diffide per la società Juve e il rischio squalifica del campo. Buffon ha fatto da calmiere a Bordeaux placando i cori. Tra due domeniche c’è Juventus-Inter e il callido Mourinho avrebbe preferito che si giocasse in campo neutro perché il suo giocatore ne risentirebbe.Questo lo stato dell’arte.
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LA LEZIONE DI UNA GATTA

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 25 novembre 2009


Leggo su Il Fatto di ieri una pagina a proposito del testamento biologico. Il titolo era “Se Cicchitto e Fisichella fanno comunella”, e a parte la rima il sommario spiegava che “il capogruppo e il monsignore lavorano assieme sulla legge”. L’altroieri, lunedì, nel pomeriggio è morta la mia gatta Mimmi, quasi 16 anni da sempre con noi, similsiamese o fintobirmana, il pelo bigio e lucente, un’indipendenza e un’affettuosità inarrivabili. E’ morta per un sarcoma che la stava divorando. Da qualche giorno era rapidamente peggiorata. Soffriva visibilmente, quasi non ingollava più niente, si era messa da parte, su una sedia, in penombra, perché le faceva fatica muoversi o salire le scale. Era la prima volta, in tanti anni. Fino all’ultimo ha tentato con dolore di fare le fusa, ma davvero per farci piacere. Avevamo capito che era in gioco la sua dignità. Per questo, per lei, abbiamo convocato un veterinario che con un’iniezione le interrompesse la sofferenza, e con la sofferenza il rischio di morire senza dignità, e con il rischio la vita. Oggi ha lasciato un buco. Chi ha degli animali o li ha avuti può capire.
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QUI LO DICO E QUI LO NEGO

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 20 novembre 2009


Col senno di poi e della cronaca del giorno dopo non era difficile: bastava aggiungere ai pezzi e ai commenti sull’uscita del presidente del Senato, Schifani, in direzione di elezioni anticipate brandite come una mazza contro Fini, una parentesi sincronica di questo tipo (“tanto oggi mentre leggete Berlusconi avrà smentito tutto”). Non ci voleva un negromante, bastava l’esperienza di tutti questi anni berlusconiani in cui a dire il vero il premier plutocrate è molto migliorato nella comunicazione, elevando a sistema il “qui lo dico e qui lo nego”. I giochetti con Feltri, suo abilissimo bombardiere di riferimento, sono in questo senso da manuale. Tutto bene, dunque? Basta non prenderlo sul serio? Basta anticiparlo attribuendogli sempre e contestualmente il contrario? Una faretra di bugie, smentite, contraddizioni e qualche freccetta di verità loro mischiata? E no, non è così semplice, l’apparenza inganna, il punto è proprio questo.
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LE "PICCOLE" STORIE RACCONTANO L’ITALIA

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 18 novembre 2009


La prima fitta l’ho provata nel gennaio 2008: il “giallo” dei semafori photored sulle foto e le multe ai semafori dilagato in tutta Italia. Ma non me ne ero occupato nel 2004 con una campagna informativa durata settimane? La seconda è del giugno successivo: lo scandalo della Santa Rita, ”la clinica degli orrori”. Questo nome non mi era nuovo… Già nello stesso 2004 l’avevo trattata alla radio nell’ultima stagione prima della censura totale Rai. La terza nel settembre scorso, quando in un convegno a Castrolibero (Cosenza) davanti a Loiero e company si alza un amministratore locale e dice all’incirca indicandomi “devo ringraziare Beha che alcuni anni fa cominciò a parlare alla radio delle navi dei veleni”. La quarta fitta è di queste settimane in cui il Virus A H1N1 miete vittime, panico, titoli e trasmissioni televisive: nel 2001 tentai una ripetuta rassegna di informazione sui vaccini in generale, e la comunicazione su di essi in particolare, a “Radio a colori”. La quinta… Potrei continuare, naturalmente. Fino alla vicenda segnalatami via Internet ieri mentre scrivevo questo articolo.
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QUANTE STORIE SE IL CALCIO RIPOSA
La diatriba tra Pazzini e Amauri, il rugby e il "suicidio" di Bergamini

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 17 novembre 2009


Come spesso, lo sport contiene tutto e di tutto. Volete una grande dimostrazione di agonismo rude e pulito? Forza con gli All Blacks e la leggenda anche un po’ azzurrina del rugby, finito a sorpresa persino in “Report” come buona notizia “ovale”. Volete polemiche intorno e dentro la Nazionale pre Mondiale e già Mondiale di Lippi? Ecco servita sul vassoio la testa di Cassano-Oloferne e la diatriba Pazzini-Amauri su italiani sì, italiani no. Volete un riferimento alla tragedia di Robert Enke, il portiere dell’Hannover e della Nazionale tedesca che si è tolto la vita? Ebbene, per associazione di idee parliamo un poco dopo vent’anni della morte “gialla” di “Denis”- Donato Bergamini, il calciatore “suicidato”. Avete bisogno di un esempio di “processo breve”, l’ennesima manovra per diradare un nodo politico-giudiziario che nemmeno Gordio? Ve lo fornisco su misura: se parla qualche lodicino Alfano sub specie riforma dei processi vi saluto Calciopoli, il processo di Napoli e la verità o il tentativo di accertamento della verità in chiarissima rotta di prescrizione.
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NOSTALGIA DI BRERA
Le ragazze del tennis rianimano la passione. Ma sullo sport mancano cantori adeguati

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 10 novembre 2009


In un paese normale, con una decente cultura sportiva e una pratica accettabile di base, il titolo di riguardo andrebbe per forza alle tenniste della Fed Cup, rivinta dalle italiane. Sì, lo so, non c’erano le sorelle Williams tra le Usa battute, sì, lo so, letta così in fretta la notizia da Reggio Calabria ha un’irresistibile richiamo provinciale… E invece l’idea che ci possa (ma davvero?) essere l’ipotesi di un rilancio del tennis italiano, dopo decadi di sfaldamento progressivo che rimandano all’attuale Ct di Pennetta/sexy e company, Corrado Barazzuti, a Bertolucci e soprattutto al Maestro Berardinelli e a Panatta, allora “Cristo dei Parioli” e oggi operatore televisivo politicizzato, fa piacere e non solo sorridere. Il tennis ha superato varie stagioni, dalla nobiltà alla borghesia alta a quella piccola, per mischiarsi a un proletariato camuffato da consumatore. Più campi, meno praticanti, nessun campione autentico da una generazione e più. E una Federazione mai adeguata e anzi gestora del precipizio.
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L’ITALIA CHE TIRA COCA, PRIMI IN EUROPA
Operai e professionisti, un consumo di massa

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 6 novembre 2009


Sì, c’è un’altra cocaina che somiglia tantissimo a quella di cui si parla riferita agli sniffatori Vip, ai parlamentari da sottoporre a test, agli uomini di potere e a quelli di spettacolo, a quella dei video di Marrazzo ma anche della storiaccia di Lapo Elkann, senza neppure risalire troppo indietro per li rami della beneamata dinastia a quattro ruote... Somiglia tantissimo fino a sembrare la stessa. E invece no, è alla lettera la stessa ma anche un’altra cocaina. Nello tsunami di polvere bianca che ha scosso l’Europa inondandola stando all’ultimo dossier dell’Osservatorio continentale sulle droghe, con l’Italia tra i paesi in testa alla speciale classifica, c’è molta di questa “altra cocaina”. Abbastanza lontana da quell’idea di privilegio, di vizio, di proibito che da sempre si associa a una certa sfera sociale. Sono ricchi, si annoiano...
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CHI VACCINA I VACCINI?
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 4 novembre 2009


Virus A e vaccini, cronaca di un pasticcio annunciato: dei vaccini, dei vaccinati, delle informazioni mediatiche parziali, intempestive e contraddittorie, della “merce” che viene venduta giornalisticamente come uno yogurt scaduto, senza un occhio alla data di scadenza. La cronaca la leggete confusamente tutti i giorni, ma solo da qualche giorno, da quando il panico per le morti (ma di H1N1 o d’altro? Boh...) specie dei piccini, è diventato notizia di suo. Vaccinare tutti? Solo i piccoli? Solo i piccoli a rischio? E con quali priorità? Prima i medici e in particolare i medici di base, e il personale paramedico? O in contemporanea anche i neonati e i bimbi giacché sono disponibili dosi di vaccino perché la stragrande maggioranza di medici e paramedici non ritiene necessario vaccinarsi? E perché? Non c’è già solo in questo una leggerissima contraddizione?
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LA "RICCHEZZA" DEGLI IMMIGRATI

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 1 novembre 2009

Un buon numero degli storici italiani, e anche chi ha uno sguardo “diacronico” sulle nostre vicende come il magistrato Roberto Scarpinato, sostiene che i cambiamenti in Italia sono sempre venuti da fuori. Per rimanere al “secolo breve”, decisiva la seconda guerra mondiale per uscire dal fascismo, decisivo il crollo del muro di Berlino vent’anni fa per rimescolare le carte (truccate) della cosiddetta Prima Repubblica. Adesso, in tempi di basso impero, con una classe politica comunque sbrindellata, un capo azienda pregiudicato, prescritto e priapesco e una società fangosamente slabbrata nella “palude Italia”, la domanda che ricorre più di frequente tra gli italiani di buona volontà è: ”Che cosa può accadere per cambiare il corso disastrato delle cose?”. Tradotto storiograficamente, che cosa deve arrivare da fuori per darci una svolta? Bene, questo “qualcosa” da fuori è già arrivato, ed è sotto gli occhi di tutti, tanto evidente da non attirare abbastanza l’attenzione se non per speculazioni politiche di bassa o media lega: dico del fenomeno dell’immigrazione. Vengono da fuori, sono tanti, saranno sempre di più, possono svolgere quel ruolo di cambiamento come fattore esterno che è sempre entrato nella storia/cronaca italiana in qualche modo rivoluzionandola.
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EROS TERMINAL. IL VIAGRA & IL POTERE
Un'anticipazione di "Eros terminal - Il sesso, l'età, il potere" (Garzanti, pagg. 270 pagg, 16.60 euro). In libreria da oggi.

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 29 ottobre 2009

Rada, dopo, se lo rimirava con interesse,come se lo vedesse per la prima volta invece di conoscerlo a fondo da un paio d’ore. Lui era piacevole, ma veramente piacevole, con quell’aria armoniosa degli attori di una volta, quei caratteristi che facevano la fortuna di certe commedie cinematografiche ormai sostituite dalla tragedia quotidiana di un’era geologica soltanto violenta.Gli occhi erano quelli giusti per quello sguardo avvolgente insieme liquido e solido, in grado di entrare nelle persone, di starci un po’,di solidificare se necessario o voluto, e di uscire di nuovo liquido. Non era uno sguardo, era un mercurio con tutti gli effetti ipnotici di un mercurio. La differenza con prima, con sempre, era l’egopirite, e la sua condizione terminale che aveva bisogno di onorare il principio di necessità, di sfoltire il superfluo, i rapporti, le azioni. E se ci fosse riuscito anche con i pensieri?
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ROSSI, MEGLIO DI GALLIANI
Valentino è tra i migliori di sempre. E nel pallone dominano le solite ovvietà

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 27 ottobre 2009

La prima parola è per Valentino Rossi, ed è una parola di stima e di comprensione. Di stima perché il “dottore”, accumulato il nono titolo mondiale a Sepang, in un misto di avventura e ragionevolezza che lo fanno un ragazzino maturo, si avvia a essere forse il più forte motociclista di tutti tempi, fino ad oggi.Anche se le classifiche dipendono da tante variabili che non sto a elencare. Ma anche di comprensione perché se avesse avuto i capitali all’estero oggi, in odore di “scudo fiscale”, non avrebbe sborsato da evasore la cifra (pur relativa) concordata e se la sarebbe cavata con molto meno.Un “derapage” mancato, e non per sua colpa (demerito)...
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LA COLLINA DELLO SCONTENTO
Arbitri, errori, imbarazzi Sembra di rivivere l’epoca di Moggi

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 20 ottobre 2009

Una domenica in Collina, a respirare aria buona. Di pomeriggio e di sera. Subito i fatti, separati dalle opinioni… Durante l’edizione domenicale del Tg3 delle 19, dopo le partite pomeridiane e prima del posticipo Milan-Roma, un commentatore a me non del tutto estraneo snocciola il rosario delle deficienze arbitrali. Che sia un genio o un farlocco, il tale comunque si domanda: “Di fronte a tutti questi errori, dal momento che lo scandalo di Calciopoli era incentrato sulla dipendenza degli arbitri da Moggi, tuttora defenestrato, ci dovremmo fidare della buona fede degli arbitri”.
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ANCHE GLI ITALIANI A VOLTE SI INCAZZANO
A Verona 18 passeggeri di fronte al fondato sospetto di un accorpamento di due voli vanno alla Polizia

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 18 ottobre 2009

E di fronte al sospetto più che fondato dell’ennesima presa per i fondelli, anche le formiche si incazzarono, i cani di paglia reagirono e un abuso “normale” ridiventò almeno per questa volta anormale: è successo ieri, all’aereoporto Catullo di Verona/Villafranca, e di mezzo c’è come al solito l’Alitalia. Un volo per Roma delle 11,25, l’AZ 1492, è stato a parole ,ma solo dopo il check-in, ritardato di un quarto d’ora. Mentre aspettavamo, il tabellone luminoso lo ha protratto alle 12,30. Ci siamo informati e la versione ufficiale è stata che l’aereo che doveva arrivare da Roma non era neppure partito. Ho chiesto e poi abbiamo chiesto sempre più numerosi perché: mistero.
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E SE STESSIMO RISCHIANDO UN "GOLPE BIANCO"?
Ovvero la scomparsa del potere legislativo

pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 13 ottobre 2009

Chi non si occupa di politica se non “calcisticamente” o comunque in modo superficiale, può pensare che Berlusconi l’abbia combinata grossa, favorendo l’intrigo istituzionale di cui si parla a proposito del Lodo Alfano bocciato e dei suoi risvolti. Naturalmente i “tifosi” del Premier la pensano “calcisticamente” nel modo opposto: sarebbe Silvio, poverino, a essere oggetto di una congiura di palazzo o dei Palazzi (del potere). Entrambe le ipotesi sono insufficienti a spiegare fino in fondo che cosa sta accadendo: chiamiamolo con il suo nome, ossia un tentativo o ancora di più un percorso verso un “golpe bianco”. Senza truppe, certo, e senza approfondimento, nel frastuono che circonda il Lodo Alfano e nel suo rovescio, il silenzio appunto sul “golpe bianco” o giallino che avremmo sotto gli occhi se solo li tenessimo spalancati ma tutti e due (metafora!).
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ITALIOPOLI, VA IN SCENA LA RESISTENZA CIVILE
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 7 ottobre 2009


Una ventina d’anni fa, precisamente nel 1987, Gerard Genette diede alle stampe uno strano libro, dal titolo poetico e semanticamente larghissimo come “Soglie”. In questo saggio si parlava con chiarezza del cosiddetto “paratesto”, di tutto ciò che aveva a che fare con il testo di un libro senza farne parte vera e propria. Per intenderci, i cappelli introduttivi, i risvolti di copertina, i lanci pubblicitari, le interviste all’autore, insomma le “soglie” dell’opera. I dintorni del testo, al cui centro (storico, come per una città) tipograficamente e topograficamente c’era appunto lo scritto dell’autore. C’entra questo con il lavoro teatrale di un non-attore? Forse. Vediamo. Per esempio mi è venuto in mente Genette in quei minuti primi e secondi in cui il sipario è ancora chiuso, ma tu sei sul palcoscenico in attesa di cominciare: dal brusio della sala (se c’è qualcuno in sala…) assumi una linfa vitale rara , adrenalina purissima, una carica “genettiana”. Che altro è infatti quella sospensione se non una “soglia” nello spazio e nel tempo, sulle tavole e in quel momento che non è ancora spettacolo per gli altri ma lo è già abbondantemente per te, è insomma il tuo “paratesto” esistenziale?
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NO DEMOCRATIC, NO PARTY
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 2 ottobre 2009


Ma sì, parliamo del Pd, il partito "che non proietta l’ombra" per manifesta inconsistenza identitaria mentre siamo costretti dalla realtà illegal-precipitosa a parlare ogni giorno del soi dicent Re Sole e della sua corte. Parliamo di un partito "mai nato" parafrasando il fallaciano Rutelli da venticinque anni in sala parto della partitocrazia italiana a fianco della "Morgue" della politica, mentre il mondo ci dice della immane tragedia indonesiana, dei 40 morti di cancro a Praia a Mare per aver respirato coloranti in una fabbrica tessile secondo la Procura di Paola, della richiesta del Pm di 13 anni per Pollari per il sequestro Abu Omar di cui lo stesso Rutelli parla assai meno volentieri... Per dire che se volesse il Pd di cose di cui occuparsi nella realtà dura e cruda contemporanea ne avrebbe eccome, in un bisogno estremo di idee e di assunzioni di responsabilità, non di latitanze parlamentari come nel caso dello "scudo fiscale" ignorato perché "c’avevamo da fa’ con il partito, le mozioni, i circoli, le primarie, il congresso ecc.". Anticipo una tesi sperando di essere smentito magari con due anni di ritardo, giacché avevo scritto parte di queste cose già sull’Unità concentrate nell’immagine di "gente che gioca a carte nella Santabarbara del Paese in attesa che deflagri": il partito democratico non è un partito e non è democratico, quindi non c’è.
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DOMENICA, MALEDETTA DOMENICA
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 29 settembre 2009


Cinematografo. Grande interpretazione di Aurelio De Laurentiis in una domenica in cui il Napoli bene o male vince.Nella parte del Presidente del Borgo Azzurro Football Club di scempiata memoria non fa rimpiangere Alberto Sordi nel film omonimo (o quasi, davvero cambia solo il colore).Caccia il suo Direttore Generale Pier Paolo Marino, una vita nel calcio,che qualche acquisto deve pur averlo azzeccato (Lavezzi,Hamsik,Gargano…), lui che fino a una manciata di anni fa ignorava cosa fosse il fuori gioco. Adesso esibisce una competenza al di sopra di tutto e di tutti.E infatti continua a ripetere “il pallone è mio”, proprio come in un film di genere.Ammiro senza ironia la sua arroganza in tv, come reperto per le epoche future, e mi chiedo se i soldi messi nel Napoli (bene, male, così così) siano tutti suoi o abbia avuto un “aiutino”.Come va con le banche,Presidente, stessi “amici” dei Sensi o qualcun altro?Dice ancora, da dietro l’aria truce e padronale, che aver preso Donadoni è stato un errore.Davvero un viatico eccezionale per tecnico e squadra.Di questo passo riuscirà a spegnere perfino la fiammella di talento puro di un Quagliarella.
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UNA FIORENTINA AL SANGUE
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 27 settembre 2009


Cè un termine fantasioso e quasi onomatopeico che in spagnolo significa ricatto:”chantaje”. Ora, è possibile che nel caso della querelle con Firenze e l’amministrazione di Firenze i Della Valle bros. non intendano mettere in campo un vero e proprio “ricatto”, del tipo “mi dai un complesso sportivo come voglio io e dove voglio io” se no lascio la Fiorentina- parte importante della cittadinanza di Firenze- in braghe di tela.
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MORTE E IPOCRISIA DI STATO
pubblicato su Il Fatto Quotidiano del 25 settembre 2009


Oggi parliamo di morte. Avete letto bene. Parliamo dei parà morti a Kabul e di un Paese che sta morendo di ipocrisia. Muore quando il Presidente del Consiglio dice che è d’accordo su tutto con Obama, sull’emergenza clima come sulla lotta ai paradisi fiscali. E invece tutta la sua stampa da sempre condanna “l’allarmismo ingiustificato sul futuro del pianeta” e lui stesso contemporaneamente cerca di contrattare al ribasso i tetti sulla Co2 con l’Ue. E invece sponsorizza a colpi di maggioranza quindi “democraticamente” lo scudo fiscale anche per chi è responsabile di falso in bilancio, mandando in vacca un minimo di etica pubblica e un minimo di consequenzialità logica (che ti aspetti per il futuro, se non un peggioramento dell’andazzo “sanato” e quindi premiato?). Un paese che muore di ipocrisia quando il principale quotidiano di opposizione preferisce ignorare la notizia di un Letta indagato nel silenzio stampa di tutti ad eccezione di questo giornale piuttosto che rischiare di informare i suoi lettori della nascita di un altro giornale “d’area”.
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OLTRE LA TRAGEDIA
17 settembre 2009 - Antefatto.it

Sanaa ci sorride dalle prime pagine dei giornali di ieri. Morta ammazzata a diciotto anni per il coltello del padre oltre al dolore e al raccapriccio, il suo sorriso mediatico postumo mi fa venire in mente all'istante un altro sorriso, che per mesi ha trionfato mediaticamente, quello di un'altra diciottenne di tutt'altra storia, Eluana Englaro. Allora quel sorriso di molti anni prima della morte servì a un'orrenda polemica politica strumentalizzata mediaticamente fino al midollo.Veniva "spacciata" come tale, come ragazza viva e sorridente dai pusher dell'informazione, a partire da quel Bruno Vespa, ciambellano del terremoto che in un Porta a Porta se ne uscì dicendo all'incirca: "Chissà quante altre Eluane aspettano di risvegliarsi", mentre dietro di lui lo schermo rimandava truffaldinamente un sorriso da troppo tempo spento e una vita da troppo tempo devitalizzata.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Fuga dei “piedi” giovani da Firenze
1 settembre 2009 - Ancora una volta censurato dal Corriere Fiorentino

E’ vero, ormai i giocatori sono tutti o quasi “mercenari”, e Ibrahimovic bacia la maglia dell’Inter un momento prima di passare al Barcellona giustificandosi poi della “truffa” emotiva col dire “l’ho fatto per i fotografi”. E’ vero, per un procuratore in più, un gruzzolo in più, una illusione in più i “mercenari” fanno di tutto. Ma come ho più volte ricordato in questa rubrica, se la regola è questa anche nel modo di gestirla ci sono delle differenze. Prendiamo il caso Borriello: il Milan non lo ha mai ceduto del tutto, perché credeva che sarebbe venuto fuori comunque. Eppure l’ha mandato in giro un po’ dappertutto, con stagioni buone e cattive. E ora ce l’ha in organico.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Una lotta all’ultimo stadio…
30 giugno 2009 - Di nuovo censurato dal Corriere Fiorentino

Caro Diego, Le scrivo pubblicamente con l’intenzione di facilitarLe il lavoro, come forse converrà dopo la lettura di queste righe. Forse per il tifoso sarebbe più divertente che mi occupassi qui, all’insegna della “bastianite contraria”, del mercato, dei soldi che ci sono o non ci sono, dei Vargas/Melo cedibili o incedibili (cedibili, cedibili…dia retta…) e delle necessità tattiche della Fiore. Ma come forse tutti dovrebbero sapere, e Lei in primis per il ruolo imprenditoriale che svolge sul palcoscenico nazionale e internazionale, le imprese si costruiscono dal basso, dalle fondamenta.
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IL BASTIAN CONTRARIO / E come regista il poverello d’Assisi…
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 17 giugno 2009

E come regista il poverello d’ Assisi… Non è per forza l’incipit di un pezzo francescano, sul tema “zero euri” da investire e il progetto di fare di necessità virtù. Chiariamo alcuni punti, premettendo che da sempre considero un buon mercato un mercato non fatto con le figurine o interessi incerti bensì un mercato fatto alla lavagna, avendo un allenatore di cui ti fidi che voglia impostare in linea di masima una squadra per giocare a calcio, e farlo con un certo schema. E per questo i nomi a volte sono necessari ma mai sufficienti, e a volte non sono neppure necessari. E il discorso si applica bene a questo momento della Fiorentina.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Quanta strada da Zidane a Melo
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 9 giugno 2009

Mentre impazzano le polemiche sul progressivo “impoverimento” del campionato italiano con le eventuali partenze di Kakà e Ibrahimovic, la Fiorentina sembra opportunamente alla finestra.Il nome più gettonato nelle conversazioni, del club, degli addetti, dei disdetti e dei tifosi, è quello di Felipe Melo: resterà?Se ne andrà? E nel caso chi arriverà?Mi viene in mente il caso di Zinedine Zidane, uno dei fuoriclasse più puri, chimicamente, calcisticamente puri, degli ultimi vent’anni. La Juve lo cedette per un’offerta “monstre” del Real Madrid.Aveva già comprato o bloccato Buffon, Thuram e Nedved e soprattutto aveva impostato un’idea di squadra diversa.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Soldi, amore e fantasia
Editoriale non pubblicato dal Corriere Fiorentino del 2 giugno 2009

Diamo subito a Mutu quel che è di Mutu e alla Fiorentina quel che è della Fiorentina, e poi incamminiamoci per la campagna. Acquisti. Dunque,il “divino giostraio”. Se vuole rimanere a Firenze senza tante ciance, è insieme a Frey, Gilardino e Montolivo il fuoriclasse che potrebbe giocare in qualunque grande club europeo. Dunque per la Champions è indispensabile. Se volesse andar via, sarebbe necessario reinvestire tutti i soldi incassati con lui in un talento europeo nel ruolo. Va comunque ribadito che conti alla mano senza i tre gol di Mutu al Genoa non staremmo qui a fare questi discorsi.
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PAGELLE DI FIORENTINA-MILAN
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 1° giugno 2009
Fiorentina tra il medio e il mediocre, senza nulla togliere al quarto posto o meglio togliendo il terzo…In soldoni con Milan e arbitro più forti (il rigore su Montolivo all’andata), ringraziamo i 3 gol di Mutu al GenoaIl migliore, Gilardino,6,5.Come si dice nel nostro pessimo gergo, ha fatto reparto da solo e ci teneva, Dio solo sa come ci teneva, a segnare al Milan.Due episodi incerti, per eventuali falli in area su di lui e la domanda inevitabile: a giudicare da come è andato il campionato, se i falli fossero stati-che so?- su Inzaghi, Rizzoli avrebbe deciso di lasciar correre?Comunque ha difeso come meglio non avrebbe potuto il pallone e si è dimostrato giocatore di livello internazionale marcato da due o tre di quel livello.Violino intonato fino in fondo.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Una settimana d'attesa
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 26 maggio 2009

C’è chi dice che i fiorentini siano cambiati, che non facciano sentire il calore alla squadra che comunque è di nuovo con certezza in Champions League almeno dai preliminari. Che la festa sia avvenuta in edizione ridotta, minuscola. C’è chi pensa (quorum ego da fiorentino esule) che invece si stia elaborando l’attesa per il Milan e la possibilità di giocare il primo turno di Champions… Ma sì, che altro è con il Milan se non un ritorno da vincere con due gol di scarto alla faccia del caldo, della stanchezza, del tasso tecnico comunque assai alto se non del team Milan almeno dei loro singoli? Quindi ci sarà festa comunque, per il quarto o per il terzo posto, ma sarà domenica, al Franchi, fidando che non ci sia un arbitro troppo “realista”… Dietrologia ?
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PAGELLE DELL'ANNATA
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 25 maggio 2009
E’ stata la stagione più strana dell’ultima Fiorentina. Per la prima volta tanti soldi, tante delusioni, il rischio di stringere il pugno con la sabbia che scivolava via, i litigi, le contraddizioni al massimo livello in campo e fuori: infine e in extremis la quadratura del cerchio, del gioco, dei risultati, della Champions forse più gradita anche perché è la più recente…
Il Presidente, 6,5. Il voto/giudizio su Andrea della Valle va ovviamente riferito al fratello Diego, patron del club, che lo ha sempre difeso pubblicamente (bene così) anche se giustamente di volta in volta i due si sono smarcati nelle rispettive competenze. Andrea, fallace a volte come esternatore per troppo entusiasmo o troppa inesperienza o troppa gente intorno come capita specie nel calcio vanaglorioso, è stato largo di borsa nella campagna acquisti e poco vigile sulla medesima. Ma questa briglia lenta non gli ha impedito di recuperare dopo varie eliminazioni una accettabile velocità di crociera,leggi Champions,una volta di più e con merito.La società non si è sbriciolata di fronte a errori e delusioni. E’ arduo stabilire da fuori se tutto ciò, il finale rosa, intendo, sia stato merito,caso,fortuna o tutto insieme.Restano i fatti, che sono come i gol in campo.O li fai oppure no,e il resto è invece che silenzio, chiacchiere da Vantone di Plauto.
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PAGELLE DI LECCE-FIORENTINA
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 25 maggio 2009
Frey,7. Nella partita balneare che contava quasi soltanto per la Fiorentina, è il migliore dei suoi e salva il pari.Si pensi che aveva cominciato con una parata orrenda su punizione di Zanchetta, salvo poi rifarsi con gli interessi.Ma via, faceva caldo ma per tutti, ed era il Lecce…
Comotto,6,5. Il più brillante della difesa, regge per due terzi di partita e spinge anche abbastanza.
Gamberini,5,5. Quest’anno è così, quando arrivano sembrano tutti Cristiano Ronaldo e invece con grande rispetto sono Tiribocchi.
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IL BASTIAN CONTRARIO / I numeri della Fiorentina
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 19 maggio 2009

Lo so, lo so che in questo momento siete tutti lì a far di conto per vedere le possibilità/probabilità che ha la Fiore di centrare il terzo o addirittura il secondo posto, così da evitare i preliminari di Champions e riempire la bisaccia stagionale di un’ulteriore gratificazione. Lo so, e vi capisco. E credo anche che bene faccia Andrea Della Valle a rammentare in pubblico che l’obiettivo è quel quarto posto in dubbio forte fino a un mese fa, quando ad Udine finì male anche se magari ADV nel suo foro interiore conteggia e spera, come tutti.
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PAGELLE DI FIORENTINA-SAMPDORIA
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 18 maggio 2009
Verso la Champions al galoppo prima e al trotto poi, battendo la Samp, la nostalgia di Pazzini, la calura, l’altoparlante dello stadio che cercava disperato la madre di una bambina “di nome Rebecca”.Ci siamo quasi, uno sforzino ancora…
Il migliore, Frey, 7,5. Lo so, vi parrà strano nel grande spolvero di Jo-Jo e Montolivo e Vargas che assegni la palma a un portiere che ha fatto una parata sola, verso la fine, su punizione sbucata di Ziegler.Ma dobbiamo i tre punti ai riflessi di Sebastien, e tutti sanno che cosa significa per l’adrenalina di un portiere stare in spiaggia 80 minuti.Chapeau ai tuoi riflessi formidabili, Monsieur.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Testimone del passaggio
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 12 maggio 2009

Anticipo la tesi di queste righe: non siamo ancora (e spero  che non lo saremo per altri due o tre anni) al passaggio del testimone tra Mutu e Jovetic, bensì nel caso migliore al “testimone del passaggio”. Non intendo parlare di Champions finché non sarà aritmeticamente certa per non sfidare la cabala, e invece vorrei fare qui un discorso tecnico-tattico-umorale. Adrian è un divino giostraio, lo si sa, e Firenze lo ama. Ha fatto però di mestiere oltre che il fuoriclasse un po’ troppo anche “il cocco del Mister”.Quindi si sono creati malumori inevitabili, che per il tifoso erano le sue esibizioni spazientite in campo quando la squadra non valeva o non lo serviva, e per lo spogliatoio erano poca allegria, subfazioni, incomunicabilità, isolamento del principe.
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PAGELLE DI CATANIA-FIORENTINA
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze dell' 11 maggio 2009
Una Fiorentina a fisarmonica, logica e determinata per (quasi) tutta la partita,con la voglia di giocarsela (quasi) sempre, cervello e cuore: insomma, una Fiorentina vera in una stagione balzana.Vince l’autostima colorata di viola.
Il migliore, Jovetic,8. Quando venne annunciato il suo acquisto, nel gennaio 2008, scrissi che era stato comprato come erede di Mutu: dopo quindici mesi e una stagione alterna, ieri è sbocciato il giocatore con caratteristiche fisico-atletiche diverse da Adrian, ma tecnica, visione di gioco e tendenzialmente vena realizzativa dello stampo del “divino giostraio”. La rock-star è pronta. Passaggio di consegne?
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IL BASTIAN CONTRARIO / Tifando Milan per una volta
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 5 maggio 2009

La vittoria del Genoa ha questo di buono: che costringe la Fiorentina a stare in tensione/campana fino alla fine. Voglio dire, per chi ha memoria corta, che l’impresentabile Fiore di Udine venne spiegata in gran parte da Prandelli con la “pressione data dal Genoa sconfitto” in casa dalla Lazio. Se non altro adesso questo rischio non ci sarà più. Non solo: ma anche guardare avanti per il ciclista viola di rimonta non mi pare sbagliato. Da un lato perché a maggior ragione tiene a bada chi sta dietro, un Genoa comunque sul campo forse la squadra più interessante della stagione. Dall’altro perché domenica c‘è Milan-Juventus.
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PAGELLE DI FIORENTINA-TORINO
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 4 maggio 2009
Contro un Torino mediocre e catenacciaro, la Fiore si adegua come accade a tennis a un bel polso contro un pallettaro.Deo gratias, nel senso di Farina e del gol annullato. Ma sembrano tornati i tempi della lentezza
Il migliore, Montolivo, 6,5.Condivide con altri compagni il voto, ma se la palma va a lui è perché ha giocato tutta la partita, con colpi di classe e recuperi da mano(pedo)vale, non perdendo né testa né palloni.Se anche a ritmi da moviola nella calura la squadra ha tenuto gli equilibri si deve soprattutto a lui.Per carità, non è Gerrard, ma visto che in passato non ero mai stato tenero, quando lui c’è c’è anche la stima, e il voto.Cuor di leone appena spelacchiato.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Avanti Prandelli, indietro Savoia
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 28 aprile 2009

Come si dice ormai in gergo per quasi tutto grazie al Grande Comunicatore, sabato scorso contro la Roma è stata “la partita della libertà”: liberatorio il risultato, liberatoria la prestazione, liberatorio l’abbraccio di gruppo dopo i gol quasi a rispondere agli spalti “vedete, non è vero che ci scanniamo”. Quindi, proseguendo il sentiero della tregua tra la critica e Prandelli per il raggiungimento del bene comune, adesso la strada è imboccata: la tensione agonistica e tecnico-tattica è quella giusta, bisogna tirare avanti un mese e non una stagione. La Fiore è davanti, non deve più augurarsi guai altrui.
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PAGELLE DI FIORENTINA-ROMA
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 26 aprile 2009
Nota - Cento di quegli striscioni, tanto di cappello a tutti, almeno una notte da Champions e la Roma schiantata. Il labaro viola può giustamente garrire. Era ora
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IL BASTIAN CONTRARIO / Propongo una tregua
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 21 aprile 2009

Dopo la profonda delusione di Udine, voglio prendere per buono tutto e far finta di niente su tutto il resto. Per esempio credo a Prandelli quando dice che la sconfitta del Genoa di sabato ha messo troppa pressione sulla Fiore di domenica. Bene, non resta che augurarsi che il Genoa ora vinca sempre e la pressione certamente calerà… Così come non voglio pensare al caso del giorno,Mario Balotelli, insultato dai cialtroni travestiti da razzisti (o viceversa), destinato pare a grande futuro, che poteva essere della Fiorentina ma Corvino glissò sulla sistemazione della famiglia.
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PAGELLE DI UDINESE-FIORENTINA
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 20 aprile 2009
Nota - Umiliati e offesi,oltre il punteggio. Quella stanca e delusa per essere stata eliminata giovedì dalla Uefa sembrava la Fiore, non l’Udinese dei giovani. Un incubo l’immagine di Frey tuffato da Ostiamare sul terzo gol, un incubo gli errori di Prandelli, un incubo questa stagione:ma ditelo, se non volete andare in Champions…
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IL BASTIAN CONTRARIO / Nei dintorni del Melo
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 14 aprile 2009

Non vorrei qui parlare di Felipe Melo, per lo meno direttamente. L’ho fatto troppe volte quest’anno nelle pagelle e nei commenti. Né intervengo su ciò che è accaduto sabato nel tunnel, dal momento che non c’ero e le versioni paiono contrastare, augurandomi solo che il giocatore abbia mostrato più cervello di quanto non accada spesso in campo. Vorrei invece prendere Melo da un altro punto di vista. Melo non è un regista, né tradizionale né “volante” alla brasiliana, non avendone alcuna caratteristica e neppure i piedi (la qualità dei). Lo prova il fatto che Prandelli con enorme ritardo lo abbia anche provato altrove e che Dunga in Nazionale non lo schieri in quel ruolo. E’ un centrocampista, con pregi e difetti come tutti.
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PAGELLE DI FIORENTINA-CAGLIARI
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 12 aprile 2009
Nella giornata che la decenza post-terremoto non doveva far disputare, vittoria importante,gioco scadente, rischi contro una squadra in 9.
Il migliore, Frey, 7,5. Deus amentat quos perdere vult deve aver pensato San Sebastiano salvando ripetutamente la sua porta dalle frecce avversarie, in teoria neppure così irresistibili.Ma la difesa della Fiore è in bambola continua, e quasi più contro 9 che contro 10 o contro 11.E’ evidente che non può bastare il portiere, che sono mal disposti, che sono stanchi e la forma per due su quattro (i centrali) è sparita.Va bene gli annunci di mercato, ma l povero Frey ogni domenica nel frattempo chi ci pensa? Lui.
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PAGELLE DI ATALANTA-FIORENTINA
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 6 aprile 2009
Nella partita prandiale dello “spezzatino tv” e degli assenti da ambo le parti, la Fiorentina dei presenti (ma uno in più…) si arrangia, tiene duro e alla fine vince. Brividi al pensiero che stava per regalare 2 punti.
Il migliore, Gilardino,7,5. Gila suona stradivari e violini tzigani in assenza di Mutu, quasi a dirci che l’infortunio lo ha fatto riposare, decide la partita, segna un gol buono che non gli danno, sopporta di non tirare il “suo” rigore strameritato. Stesse tornando in forma ? Fosse lui a decidere le sorti viola pre-Champions? Ah, saperlo…
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IL BASTIAN CONTRARIO / La “vegetazione” di Corvino
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 30 marzo 2009

Le avvisaglie del calciomercato funzionano così: da addetti o disaddetti ai lavori, di loro sponte o su suggerimento interessato, vengono lanciati mediaticamente dei nomi. Sono veri, sono finti, sono immaginati con qualche concretezza? Mah, fatto sta che la maggior parte delle volte  uno o due giorni dopo la stessa notizia viene rovesciata nel suo contrario (il giocatore x non ha mai pensato di…) o lateralmente in altra direzione ( su y si è fiondato il tal club). Questo spesso distrae tifoso e opinione pubblica dalle cose vere. Stavo pensando alle cose vere vedendo Montenegro-Italia: Jovetic che in scioltezza dietro le punte dava comunque molto fastidio a una difesa considerata più che buona internazionalmente.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Caro Prandelli, ti scrivo...
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 24 marzo 2009

Caro Prandelli, Le scrivo pubblicamente per tentare di capire se c’è un margine tra l’infallibilità (laica, per carità) del tecnico e la fallibilità del critico. Che è ovviamente tanta, tantissima, anche se addolcita dal tifo e dalla passione. Vede, Mister, non sono in discussione né il Suo valore, né la Sua capacità, né i risultati ottenuti a Firenze in un triennio. Con franchezza, ho visto giocare la Fiorentina forse meglio di come l’ha fatta giocare Lei molto spesso in tre anni soltanto in un periodo d’oro ristretto, tra la fine del 2000 e l’inizio del 2001, con in panchina Terim. Le giuro che giocavano a calcio, eccome, anche se Nuno Gomez non era parente di Batistuta, e nella prima parte di campionato Terim ne aveva combinate tatticamente una più che Bertoldo.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 23 marzo 2009
Una Viola che più ciocca non si può mostra tutti i segni della sua crisi e viene premiata solo dal risultato. Che ricordi,che nostalgia di quando magari perdendo si giocava a pallone, nei tre anni precedenti….
Il migliore, Frey, 6,5. Dopo l’esercizio cardiocircolatorio del sole negli occhi (ma davvero ci volevano 25’ per un cappellino?), Sebastien ci dice parando che se la Fiorentina quasi sempre rimane in corsa oltre i suoi meriti dipende da lui, dalla sua attenzione, dalla sua rabbia (verso i compagni che non coprono o sparacchiano via), dalla sua gran qualità.Ma sembra ormai un lusso per quella che è oggi una squadretta.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Speranze e spezzatini
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 17 marzo 2009

Guardiamo al futuro, senza indulgere nel riassunto delle puntate precedenti come in ogni buona telenovela: non ripeterò di Melo fuori ruolo davanti alla difesa, di Vargas sopravvalutato e rischioso per tutta la squadra, di Pazzini imprudentemente venduto invece che prestato o suddiviso non perdendone la proprietà (facevo il caso del Milan con Borriello), di Jorgensen e di Almiron assai più adatti di Melo come schermi difensivi ecc. Giudicate voi, fatti e archivio del giornale alla mano.E naturalmente questo non è un giudizio negativo nei confronti della gestione complessiva di Prandelli, un signor allenatore che forse ha il vizietto di vincere poco con le grandi rivelando un difetto di personalità (suo?della squadra? l’attinenza è stretta? bah…) ma che ha assicurato a Firenze un eccellente periodo ultimamente abbrunato. Il futuro, il futuro ci corre incontro…
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 16 marzo 2009
Una volta c’era l’onore delle armi, adesso non c’è più né onore né armi né Fiorentina.Scivola via una stagione piena di errori e senza anima, se non quella dei tifosi. Altro che Champions, siamo alla frutta.
Il Migliore, Kroldrup, 6,5. Nel duello fisico con il bionico Ibra dalla sette teste (una buona per il gol,ahimé) non sfigura, scivola e pattina meno degli altri, almeno si danna un pochino quell’anima che è ormai volata via dalla squadra e dal suo tecnico.Certo, i piedi restano quelli, e non gli chiedete di lanciare ma quando uno si batte va rispettato specie se è circondato da lemuri.C’è del serio in Danimarca.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Quando il gioco si fa duro...
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 10 marzo 2009

Sono numerosi i motivi per cui non ho alcuna soddisfazione ad aver anticipato qui la crisi evidenziata domenica dalla Fiorentina: 1) Pur scrivendone professionalmente, tifo per la Fiore e mi dispiace quando perde e quando gioca male;2) Fare la Cassandra non è divertente, anche perché c’è chi invece di capire preferisce accusarti addirittura d’avere ragione; 3) Il tifoso se è toro si mette in fila per incornare il torero, se è bue non intende ragioni e i due atteggiamenti complementari disfano, e non fanno; 4) Gli interessi in gioco sono tali nel calcio professionistico che essere fraintesi nel proprio “disinteresse” è la cosa più offensiva.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 9 marzo 2009
All’ apparir del vero Tu misera cadesti…eclissi leopardiana della Fiore. Un Palermo appena medio ne va a vedere il bluff: niente gioco, niente armonia in campo, scelte sbagliate, squadra ferma.Prevedibile ?
Il migliore, Pasqual, 6,5. In una domenica nera (e rosa solo per il Palermo) si salvano in pochi dal “profondo viola”. Scelgo Pasqual perché riesce a mantenere la calma, corre, crossa e difende decentemente. E dimostra così la serie di errori dalla campagna acquisti estiva in poi. Per un Pasqual con gli attributi, altri semi-esclusi ammosciati (dalla perdita di Pazzini alla svalutazione di Semioli). Complimenti.
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IL BASTIAN CONTRARIO / La fase "critica" di Prandelli
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 3 marzo 2009

Ormai più che della squadra, del suo gioco, dei suoi risultati, si parla di Prandelli e delle sue sfuriate contro la stampa. Dopo le crociate per una sua cittadinanza onoraria, siamo alle critiche e quindi in risposta alle petizioni a suo favore. Va tutto bene, per carità, ma in questo supposto derby pro o contro Prandelli c’è troppa nebbia, che andrebbe diradata. Tentiamo di farlo, senza indulgere nel connotare il tifo come un qualcosa di emotivo e non razionale per eccellenza. Si sa. E del resto voi che cosa chiedereste all’allenatore della Fiorentina, di tifare per la squadra o di allenarla il meglio possibile ? Lui fa il Mister, i giocatori fanno i giocatori e i tifosi fanno i tifosi. E i giornalisti fanno i giornalisti. Qui nasce un primo, gigantesco equivoco.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 2 marzo 2009
Robetta, come negli ultimi tempi Amsterdam esclusa.Gioco nisba, parecchia fortuna, nerbo assente, adrenalina negli spogliatoi,gran dormite.Mi direte che in analoghe situazioni si perdeva.Vero ma..contenti voi…
Il migliore, Frey,7- Contro l’ultima in classifica, con ragione a quanto si è visto nella sua “partita della vita”, il migliore è il portiere. Non servono molti commenti.La difesa è imbarazzante sia quando prende gol che quando cincischia e non costruisce mai.Grande parata di Frey, ma anche buona sorte e il dubbio che Lanzaro tutto questo fallo su di lui non l’abbia commesso.Sarebbe stata uscita fasulla. Stoico.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 27 febbraio 2009
Nota - Che beffa. Certo, l’onore delle armi e una figura all’altezza, ma si esce per la sbadataggine della difesa e per non aver concretizzato le molte occasioni. Passa la squadra meno buona ma più squadra
Il migliore, Montolivo, 7,5 Premio una partita di grande sacrificio, in cui un giocatore tecnico come lui ha spesso fatto il “torello” in mezzo agli olandesi, ma senza mollare mai. In più sia nel primo che nel secondo tempo ha illuminato la metà campo avversaria con i lanci che solo lui, in tutta la Fiore, sa fare. E’ arrivato a contrastare sul fondo. Non ha mai avuto paura di farsi tutto il campo tra “compagni che sbagliano”. Riccardo cuor di Leone (ma ha vinto Giovanni Senza Terra)
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IL BASTIAN CONTRARIO / Prandelli e i Cavalieri della Tavola Rotonda
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 24 febbraio 2009

Anche se partite come quella della Fiorentina con il Chievo dimostrano che nel calcio tutto è possibile, alcune certezze ci sono: per esempio il rapporto tra gioco e risultati. Ci sono squadre che giocano bene e non fanno risultati, e squadre che giocano male e vincono, o non perdono.Come è ovvio, la Fiorentina di questi tempi appartiene al secondo gruppo.Ma la certezza di cui sopra è che sono momenti, più o meno lunghi, di solito brevi.Non è una velocità di crociera. Ben presto o continuando a giocare male non fai più risultati, o cominci a migliorare rapidamente nel gioco e continui a farli. Naturalmente in mezzo ci sono tutte le variabili del caso per caso.Le due strade per la Fiorentina sono evidenti: se viene ritrovata la logica in campo, chiunque giochi ed essendoci uno solo che decide cioè Prandelli, è più che probabile che i risultati continuino.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 23 febbraio 2009
Vince come al solito in extremis una Fiorentina callipigia: ma è l’unica parte del corpo che piace.I 3 punti mascherano una squadra involuta, più contraddittoria del solito e stanca. Urge una svolta
Il migliore, Mutu,7- Il divino giostraio colpisce ancora, e ancora in modo determinante dopo una partita svaccata in cui ha preso e dato botte senza che si vedesse un barlume di gioco.E’ il primo a sapere che così la Fiore non va da nessuna parte, e lo dimostra spazientendosi. Ma dà comunque l’impressione di essere metà squadra, allarma il Chievo come quasi chiunque e  ci mette tutto, cuore, gomito e soprattutto classe.Chapeau, Brilliantul
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 20 febbraio 2009
Va in scena il carrello dei bolliti della squadra al foulard: dopo due tentativi andati a vuoto (Lazio,Genoa) l’autolesionismo paga…
Il migliore, Mutu 7. Per carità, sbaglia anche lui, e si spazientisce troppo.Ma almeno gioca a calcio fin che può, e deve essere difficile in quel  soufflé che sono diventati il gioco e gli schemi della squadra. Splendido l’ultimo passaggio per Montolivo, che pareva il segnale addirittura di goleada contro avversari appena decenti.Evidentemente lui in Europa ci sa stare, gli altri no. Se giocava nell’Ajax ce ne faceva quattro.Divino a metà
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IL BASTIAN CONTRARIO / Ma in mezzo c'è un buco
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 17 febbraio 2009

Massima apprensione per il tifoso genoano travolto dal pulman. Massima riprovazione per gli scalmanati che hanno creato una tensione folle. Massimo stupore, se non in una chiave da tifoso imbufalito e poco raziocinante, per le lamentele locali nei confronti di un Rizzoli che avrebbe penalizzato il Genoa. Come ho scritto ieri, Rizzoli mi ha fatto una cattiva impressione, ma in generale, e certo non avendo favorito la Fiorentina: davvero 2 secondi in più di recupero fanno di un arbitro che poteva cacciare Juric e non l’ha fatto, poteva dare il rigore su Jovetic e non l’ha dato, un fischietto alla fiorentina? Boh!. Se invece si dice che il Genoa ha buttato via la vittoria anche giocando o meglio o molto meglio della Fiore, proprio come la Lazio otto giorni prima, allora sono del tutto d’accordo. Ma arbitro e pulman non c’entrano e vittimismi neppure.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 16 febbraio 2009
Carnevale a Marassi per la Fiorentina. Per un’ora si traveste da squadretta, una civetta di fronte al Grifone anche in 10. Poi ridiventa quasi una squadra, addirittura sfiorando la vittoria per un paio di rigori non concessi
Il migliore, Mutu,8. Grazie al divino giostraio mezzo punto in più a tutti, per il pari alla Rocambole. Dunque Adrian non è in giornata, si spazientisce, non quaglia, sembra sempre sul punto di liquefarsi, è irritante, uno stupido come chi scrive pensa addirittura “perché non lo toglie?”. Ecco qua, Signori, che cos’è un campione al quarzo. Il terzo gol è una meraviglia. E quando starà bene davvero?
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IL BASTIAN CONTRARIO / Ma oggi vorrei essere Prandelli
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 10 febbraio 2009

Oggi, proprio oggi, in questa settimana dico, vorrei essere Prandelli: non mi fraintendete, è ovvio che da tifoso sto idealmente sempre con Prandelli sia quando fa un gran bel lavoro sia quando toppa o pensa troppo alla panchina della Juventus.Ma in particolare oggi da analista gigliato credo che essere il Mister di questa Fiorentina dia particolare effervescenza e motivazioni.Per una serie di ragioni.Intanto, la vittoria non meritata contro la Lazio ma arrivata comunque, dopo la più brutta ora giocata dalla Fiorentina in casa, peggio forse perfino che con il Lecce,  suona sì come campanello d’allarme per il non gioco ma anche come attestato di “squadra d’alto rango”.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 9 febbraio 2009
Ci va di lusso. Meriteremmo una batosta, e Frey e il fato ci salvano e poi ci premiano. Ma questa discontinuità da chi dipende? Ah, saperlo, saperlo…Ma sbrigatevi a saperlo, se no si perde la Champions.
Il migliore, Frey,8,5. Oppure 9? Mah, lascio mezzo punto in meno di riserva e di stimolo al Salvator Mundi per quando la Fiore giocherà contro l’Inter….E’ fantastico ma è anche il più duro PM per processare una Fiorentina superbislacca e surclassata troppo a lungo.Se risuccede, siamo fritti.
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IL BASTIAN CONTRARIO / La strada maestra
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 4 febbraio 2009

Raccogliamo i segnali di fumo (nel caso,di arrosto) che arrivano positivamente da questi ultimi giorni, dal campo come dal club.Dal Monte Prandelli il segnale riguarda Mutu, la sua salute,i suoi gol, e la dimensione finalmente continua di Montolivo ai livelli attesi e previsti.Dal Monte Corvino il segnale viene invece dalla conferma di Pasqual e Semioli e dalla affermazione di ieri che ha derubricato qualche giocatore “per accontentare Prandelli, che ne aveva troppi da allenare” (e,aggiungo io, evidentemente da motivare). La squadra a Bologna ha detto che se gioca di prima e senza paura può continuare a togliersi soddisfazioni disponendosi tatticamente in modi diversi, ma con la stessa finalità in casa e fuori, regola imprescindibile per confortare una fisionomia matura che tiri fuori il meglio e non il meno peggio dai propri componenti.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 3 febbraio 2009
Torna Mutu,torna la Fiorentina anti-Juve,torna un po’ troppa sofferenza, torna la brezza-Champions.Il gioco, il segreto è solo il gioco.
Il Migliore,Montolivo,7,5.
Sì,lo so, Mutu ha fatto due bei gol, sì, lo so, Melo si è battuto, ma insomma Montolivo si è battuto come Melo e ha fatto vedere che significa per una squadra avere un centrocampista c he giochi di prima. Assist-meraviglia, intelligenza nell’interpretare la temperatura della partita, estetica dei gesti. Corto e lungo, in profondità e in orizzontale, se azzecca pure il gol da lontano o da vicino gli do 9.Dominatore. Il regista è lui, ma non Pupi Avati, Ridley Scott.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 29 gennaio 2009
Dopo la Fiorentina dottor Jekyll contro la Juve, la Fiorentina mister Hyde di ieri sera. Prendiamo tre punti, la cosa più importante, ma solo quelli.
Il Migliore,Montolivo,7. Il voto era già pronto prima del gol decisivo, tra l’altro da attribuire in cooperativa con il giovane portiere Sepe. E decisivo è stato Riccardino per tutta la partita nei recuperi difensivi e nel modo di porsi sulle traiettorie altrui, nella decisione da incontrista. Insomma tutto ciò che fino all’anno scorso lo aveva reso centrocampista completo. Curioso e paradossale che sia invece ancora sotto tono nelle giocate offensive. Ma per fortuna che c’è il Riccardo.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Ricomincio da tre (sconfitte)
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 27 gennaio 2009

Dopo aver detto e scritto tutto il male possibile su un sistema che non garantisce i valori espressi in campo e soffia sugli arbitri il vento della sudditanza/convenienza/dipendenza, analizziamo la parte grandemente positiva della prestazione di Torino.Dopo l’infatuazione pericolosa di dicembre, con le vittorie (ma anche con l’eliminazione in Coppa Italia) che mascheravano i problemi in campo e nello spogliatoio, la Fiorentina ha infilato un trittico disastroso nei risultati e nelle direzioni arbitrali.Solo che contro il Lecce ha fatto francamente ridere, riducendo i danni arbitrali a companatico di un pane,la prestazione amorfa, secco e friabile.Contro il Milan è stata una discreta Fiorentina, anche se il Milan sembrava distratto e impacciato con il caso Kakà in mente dei (cioè Berlusconi).
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Il pianeta Moggi e il resto del firmamento
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 26 gennaio 2009

Allora dopo l’arbitraggio di Saccani, di Rosetti (danni alla Fiorentina) e di Orsato (danni alla Roma in Coppa Italia) in una sola settimana, come la mettiamo con la storia degli arbitri in buona fede, senza Moggi e senza schede telefoniche svizzere? Vedete, le brutture arbitrali di ier l’altro hanno un solo merito, di aver scoperchiato (definitivamente?solo per qualche giorno?) il pentolone di un campionato il cui “romanzo” assomiglia a quello di tutti gli altri: il fischietto logora chi non ce l’ha, come scrivevo nelle pagelle andreottianamente, e cioè il potere anche nel calcio si fa gli affari suoi attraverso le sue modalità.E gli arbitri che vogliano far carriera non fanno ibn questo da sempre orecchie da mercante.Anzi, ci sentono benissimo, Saccani docet.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 25 gennaio 2009
Rapina a mano armata (dall’arbitro Saccani taglio Reich) a una bella e poco concludente Fiorentina, che dimostra comunque di valere quando vuole.
Il Migliore,Melo,7,5. Ha perso qualche pallone stupido, ha cominciato con la solita pericolosa irruenza, ha cincischiato un poco: ma che temperamento,che giocatore fisico, che lanci finalmente all’altezza di un piede brasiliano.E in più ha sempre dato l’impressione di non mollare,trascinando i compagni.Mi viene da piangere al pensiero che non gioca nel suo ruolo e con un regista vicino esalterebbe le sue qualità di combattente e minimizzerebbe il suo q.i. calcisticamente relativo.Autentica Quercia Dinamica.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 18 gennaio 2009
Gli orfani di Mutu perdono senza pathos contro Pato (e Rosetti) una partita almeno da pareggiare.Incisività e classe poche,paura nel primo tempo,confusione da campagna acquisti.
Il Migliore,Comotto,6,5. Aveva il compito più duro, tamponare gente come Pato (che di faccia assomiglia tanto a Sormani) e kakà, guadagnando assai meno di quest’ultimo…Quindi la palma corrisponde al quoziente di difficoltà, come spesso l’altra palma a Melo dipende da un altro tipo di quoziente.La preoccupazione dietro non gli impedisce di spingere meglio e più crudamente di Vargas.Fossero stati tutti ordinati e concentrati come lui, la Fiore avrebbe espugnato lo strano (ambientalmente) Meazza di ieri sera.
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IL BASTIAN CONTRARIO / La fortuna di essere sfortunati
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 13 gennaio 2009

La formula di oggi è:” la fortuna di essere sfortunati”.Calma, non pensate a uno che bestemmi in chiesa dopo la prima sconfitta casalinga, in questo modo,poi, e con questi soltanto “onesti” avversari, e l’infortunio di Mutu molto rischioso per il presente e per il futuro, e la zoppia di Frey. E’ successo, ma è successo avendo ancora venti giorni di calciomercato davanti.
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pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 12 gennaio 2009
Desaparecida: quando è il momento di stringere, svanisce.Se c’ è un’occasione in cui il management ha molte più colpe dei singoli in campo è questa. Loro culpa, loro culpa, loro maxima culpa. Marbrutta, altro che Marbella.
Il migliore, Santana,6,5. Finché non s’accascia stremato nell’ultimo quarto d’ora, è il miglior Santana della
stagione.Crossa,inventa,contrasta, cambia posizione più volte fa l’unico cross (con la punizione di Kuz) pennellato come si deve, almeno in serie A.Dunque: se lui, di solito cane morto dopo un tempo, va al meglio, perché gli altri vengono raddoppiati o triplicati dai leccesi fino a parere loro dei cani morti? Mistero doloroso.
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IL BASTIAN CONTRARIO / Come riempire il bicchiere?
pubblicato sul Corriere della Sera di Firenze del 6 gennaio 2009

Alla vigilia della campagna (acquisti) d’inverno, è inevitabile un bilancio befanesco, tra zuccheri, carboni e bicchieri pieni/vuoti a metà.Il motivo di maggior soddisfazione parrebbe l’ultimo periodo, il dicembre fiorentino, perché la squadra sembrerebbe aver trovato identità, quindi gioco, quindi risultati. Il motivo di maggior disappunto è invece ciò che è andato perduto almeno per questa stagione irrimediabilmente, ovvero una sopravvivenza in Champions League che nove anni fa fu guadagnata sia pure con fatica e poi persa rudemente dai fringuelli di Trapattoni.
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