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  • Oliviero Beha
     
    Pregiudicati

    Tra sogno e incubo
    la vita è forse
    un’illusione feriale
    brillante di ceneri.

    Una pienezza di sguardi
    che sgrana i tuoi occhi
    interiori spesso socchiusi
    di pregiudicato ultramondano.

    Ma non si svuota man mano
    anzi in cammino si riempie
    di petali e brividi
    che la colorano comunque.

    Anche di ciò che avresti voluto
    e non hai mai vissuto.
    Anche di luoghi e tempi
    che non furono tuoi.

    Per questo, solamente
    e profondamente per questo,
    ne varrà sempre e comunque
    la pena. La gioia. Il dolore.

    Il silenzio è una parola

    Sono qui, in punta di penna,
    a verbalizzare la vita.

    Potrei starmene in silenzio
    parlando con le dita
    e invece converso con te
    come se tu fossi me
    per dirti che il silenzio
    è una parola squisita
    un recipiente a colori
    che è a sua volta parola
    oppure una lingua sospesa
    tra due gole affacciate
    su quell’altra parola
    ancor più approfondita.

    Il silenzio è il paesaggio
    di qualunque espressione,
    è la terra il cielo il mare
    dove rintracciare un nome.

    Dove stormiscono le fronde
    e scrivono versi gli animali
    ma né flora né fauna sorridono
    per lasciarne il mestiere agli umani.

    Il silenzio è il dubbio parlante
    d’aver magari capito qualcosa,
    quasi meno di nulla
    se la mente è silenziosa.

    Spruzzando il profumo verbale
    cerchiamo di farci annusare,
    ma per illuderci d’esser compresi
    è il silenzio lo spazio vitale.

    Wisława Szymborska

    Muore sotto la neve
    la splendida poetessa polacca
    dal nome di una vodka,
    ma quella neve è anche mia,
    la poesia si scioglie,
    gela la vodka
    e non riusciamo a tenere
    tutto insieme nello stesso cesto.
    Cambierà comunque la stagione,
    meteo e liquori
    in questo e in altro
    sono stati chiarissimi.

    Poesia pisana

    Leggi nello specchio della realtà
    Tutto quello che ti piace
    In attesa che la realtà
    Ti entri dentro
    Senza ferirti troppo.
    Le case sono piccole
    Il vento è forte
    La pelle appena rugosa
    E le creme, le creme
    Quest’anno costano di più

    Cani e figli

    Porto a spasso
    Il cane.
    E non ho un cane.
    Mi riparo
    Dalle ultime lacrime
    Sotto una magnolia
    Di città
    Ma già non piove più.
    Sono di un’infelicità
    Abrasiva,
    Per l’infelicità
    Di mio figlio, o la mia,
    Eppure mi ripeto
    Che la vita è bella.
    Ed è vero.

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