• Biografia
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > Primo Piano > Anche stavolta i tedeschi favoriti, anche stavolta li ...
    29
    giu.
    2012

    Anche stavolta i tedeschi favoriti, anche stavolta li abbiamo beffati

    Condividi su:   Stampa
    Semifinale Italia-Germania, Europei 2012

    Dagli eurobond agli eurogol

    In attesa degli eurobond, teniamoci stretti per una notte gli eurogol che ci premiano meritatamente espellendo dall’Europa rotonda di Varsavia la Germania che “doveva vincere” e la gioia sfrenata della Merkel del “finché vivrò” riferito alle misure che non vuole. L’agonia finanziaria cede all’agonismo, con lo stesso etimo, in una notte di festa. Giù il cappello e doppio alzabandiera per una squadra, un gruppo, un allenatore che ancora una volta si dimostra eccellente nell’emergenza che la fa uscire da una routine troppo spesso scandalosa.

    Rimpiccioliti i tedeschi come in una fiaba a lieto fine italiano, con la solita retorica da parenti poveri europei dal dna estroso e talentuoso, almeno nel prendere a calci un pallone. E nel ragionare, perché ieri sera la vittoria apparsa quasi facile fino al momento culminante di un finale travolgente che stava per volgersi in beffa, è stata figlia di un lavoro mentale, tattico, tecnico , con un’autostima gocciolante da tutti i pori degli azzurri. E s’era capito o almeno sperato da parecchi segnali, nelle parole, negli atteggiamenti e nella paura o timidezza di una Germania assai meno spavalda che in Borsa. L’Italia ha cominciato a vincere assai prima che in campo, a Varsavia, dove sugli spalti facce tedesche pittate hanno prima tripudiato (per poco) e poi lacrimato, dando anche però la sensazione che quasi se l’aspettassero: perché anche la Germania giovane e favorita aveva cominciato a perdere prima di scendere in campo. Ce lo insegnano anche i mercati, nell’altra partita più importante, a Bruxelles, dove Monti forse non ha né può avere l’animus di Prandelli, Balotelli, brandelli finanziari d’Italia: conta la disposizione speculativa, la freddezza, la padronanza del limite, la consapevolezza, l’algebra tattica innervata dallo spirito giusto, quell’impasto che nel calcio ormai chiamano tutti senza fantasia e troppo fallibilmente “cinismo”. Tra le vigilie diverse e il primo gol di Balotelli, uno squillo neppure sorprendente per come le squadre tenevano il campo, c’era stato sì un minimo di equilibrio e incertezza.

    Venti friabili minuti che poi Balotelli ha monetizzato e rimonetizzato salendo in ascensore, poi chiudendo almeno all’apparenza il conto con la sua strapotenza tecnico-atletica e mostrando il fisico degli dei che finora aveva autolesionisticamente ingobbito. Ed è sembrato tutto normale, predeterminato, già scritto come su pagine sportive uscite ancora prima di una semifinale in corso, modello “Accadde domani” del famoso film di René Clair. Una partita logica, insomma, indirizzata verso un esito che gli Azzurri avevano evidentemente prima prefigurato, poi auspicato, infine ritenuto l’unico possibile. Altro che pronostico contrario.

    Adesso la meneranno con la storia e con il fatto che almeno a calci, calcioni e colpi di testa i “tedeschi di Germania” della vulgata o gli “uomini tedeschi” di Benjamin con gli italiani arrangiaticci di sempre forzati dello spread non ce la fanno né ce la faranno mai. Rimarrà il ricordo dei corsi e ricorsi che almeno nella rotondolatria e rotondolalia correnti vedono i tedeschi battuti da azzurrini che gonfiano il petto al momento giusto. Inutile fare le pulci a un Chiellini arrangiaticcio dopo l’infortunio e a un Balzaretti sulla fascia sbagliata, l’insieme ha mostrato orgoglio e sicurezza. E davvero ciò che mi ha impressionato di gran lunga di più è stata la “normalità” eccezionale, una sorta di ossimoro in calzoncini, di una squadra partita con il magone come questa. È riuscita nel “tutti per uno” e grande merito va a Prandelli, che farà discutere per un attimo l’opinione pubblica calcio-politica.

    È vero, certamente è “solo” una partita di calcio che ha fatto impazzire l’Italia alla tv e nelle strade mentre non s’allenta il nodo scorsoio che Monti deve affrontare. Ma insomma, non si chiede a questo Paese di fare il meglio possibile quando viene misurato, in tutti i campi? In questo perlomeno l’ha fatto.

    (Oliviero Beha per Il Fatto Quotidiano)

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    sergio nieri .
    29/06/2012 alle 12:33
    Analisi condivisibili.Prandelli è un allenatore di grande spessore che ha creato una squadra non banale,in grado di fare del male proprio a squadre possenti,ma banali come Germania e Inghilterra.Mi rimetto a Beha,ma credo che la differenza la facciano una grande difesa,un Pirlo uomo squadra e due individualità superiori come Cassano e Balotelli che probabilmente in questo momento sono la coppia piu' forte al mondo.Detto questo,è girato tutto giusto e il sempre piu' corrusco Buffon ha salvato la porta in 3/4 circostanze.Ora si tratterà di vedere se con una squadra non banale come la Spagna il gioco e la sorte si ripeteranno.D'altra parte mi pare che i bonos vadano peggio dei Btp,quindi come nel calcio anche in finanza tutto è relativo."Culona" compresa.Forza Supermario,facce sognà.

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook