• Biografia
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > Primo Piano > Notizie da Londra e dalla Germania
    23
    lug.
    2012

    Notizie da Londra e dalla Germania

    Condividi su:   Stampa
    london2012

    Per la fantastica e rinomata serie “il più pulito c’ha la rogna”, ecco il panorama olimpico che offre Londra, città blindata fino al grottesco per i Giochi, e quello finanziario della Germania leader europea, con la spazzatura dei suoi titoli tossici. Sorgono spontanee diverse domande, e ne scelgo qualcuna. Ha senso far disputare così ancora le Olimpiadi? E stiamo parlando di Londra… E’ solo un business che difendono con le unghie e con i denti? Il sacro fuoco greco-antico? Una presa per i fondelli… E quanto alla finanza tedesca, possibile essere ostaggi del lupo cattivo in questo modo? E mentre in Germania si preparavano a “occuparci” militarmente in chiave finanziaria, nessuno qui da noi o in Banca d’Italia si accorgeva di nulla? Davvero?

    (Oliviero Beha)

    1- Londra è ufficialmente ‘chiusa per giochi’: portaerei nel Tamigi, aerei da guerra negli aeroporti civili, cecchini e missili sui tetti, contraerea nei giardini pubblici mentre accanto passano carrozzine col pupo e cani a spasso con i nonni – 2- Il comitato olimpico ha sequestrato le corsie dei bus per la “famiglia olimpica”: mogli, amanti, figli e amici degli sponsor scorrazzano alla faccia dei londinesi – 3- La “militarizzazione terroristica” ha messo nel mirino anche il logo: multato un macellaio che aveva disposto le sue salsicce a forma di cerchi olimpici – 4- La McDonald’s ha preteso che nessun altro tipo di patatine (nemmeno quelle dei fish & chips) sia venduto in un raggio di due miglia dalla “olympic zone” – 5- Sponsor in paradiso, politici all’inferno: no biglietti gratis e divieto di auto blu.
    - Dagospia.com -

    1- Così il CIO ha instaurato a Londra il regime del terrore olimpico
    William Ward per Il Foglio

    Non è da tutti, soprattutto in Europa, vantare nel proprio passato l’assenza totale di regimi totalitari. Per questo i britannici sono molto orgogliosi delle loro secolari tradizioni liberaldemocratiche e – forse a ragione – intravedono in Bruxelles e Unione europea una sorta di nuovo Reich. Tale ipersensibilità si doveva scontrare per forza con il grande circo degli imminenti Giochi, tanto che a Londra è evidente come il grande sogno olimpico si stia rivelando un incubo totalitario.

    In perfetto stile inglese, si era cominciato a esorcizzare la trasformazione della città con l’ironia, ma ora l’insofferenza per la militarizzazione della City non fa ridere nessuno: truppe e uomini della sicurezza dappertutto, elicotteri e furgoni, la nave più grande della Royal Navy, la HMS Ocean, che vigila sulla città, fino alle postazioni antiaeree sui tetti dei palazzi più alti.

    Le corsie degli autobus e dei taxi sono state “sequestrate” e trasformate in “Official Olympic Lanes”, riservate cioè (pena forti ammende) a tutti i membri della “famiglia olimpica” – irritante eufemismo che significa che le limousine dei dirigenti delle principali aziende multinazionali sponsor di Londra 2012, dalla McDonald’s alla Dow Chemical, quelle che scorrazzano mogli, amanti, wags, figli e amici ora hanno la priorità assoluta sul traffico normale per le prossime tre settimane.

    I londinesi hanno prontamente ribattezzato queste corsie “Zil Lanes”, in onore alle auto blu del regime sovietico, che avevano una corsa riservata solo per i membri del partito. Persino il simbolo olimpionico, che orgoglioso e gigante pende sull’iconico Ponte della Torre e alla stazione St Pancras International, è un simbolo iperprotetto: il Comitato olimpico ha ingaggiato trecento agenti speciali sparsi in tutto il paese che vigilano sull’uso abusivo dei cinque cerchi e delle locuzioni “London 2012″, “Olympic” e “Games”.

    Un macellaio nella contea di Dorset aveva addobbato la sua vetrina disegnando i cerchi olimpici con delle salsicce: è stato multato, sorte simile a quella di Joy Tomkins, una signora 81enne che aveva ricamato la scritta “London 2012″ sul vestito di una bambola che vendeva alla festa della parrocchia per beneficenza: lei è stata soltanto avvertita, alla prossima scatterà la multa. Il noto coreografo David Bintley aveva intitolato un suo nuovo spettacolo per il Regio Teatro di Birmingham “Faster, Higher, Stronger”, ma appena sono state stampate le locandine ha ricevuto una chiamata dal Comitato olimpico che gli ordinava di cambiare il titolo, dal momento che il suo era un plagio del motto ufficiale del Cio, “Citius, Altius, Fortius”.

    Il nuovo regime di Terrore olimpionico sorveglia anche il non corretto impiego dei logo degli sponsor (“Brand Fascism”, dicono a Londra): la Adidas ha chiesto e ottenuto che nessuno degli atleti o dei volontari che verranno ripresi dalle tv nei prossimi venti giorni possano indossare scarpe sportive di altre marche in pubblico. Cosa che si potrebbe forse capire se Adidas regalasse le scarpe ai volontari, che invece sono costretti a comprarsele personalmente.

    La McDonald’s (che ha creato all’interno del villaggio olimpico la sua più grande succursale al mondo) ha preteso che nessun altro tipo di patatine (nemmeno quelle artigianali degli storici fish & chips shops) sia venduto in un raggio di due miglia dalla “Olympic Zone”, a Stratford, est di Londra.

    E poco importa che gli sponsor abbiano contribuito con appena un miliardo e centomila sterline (contro i dieci miliardi dei contribuenti inglesi) per organizzare i Giochi: a loro tutto (o quasi) è permesso, agli altri no (si è arrivati a impedire alle 75.000 piccole e grandi aziende che hanno partecipato alla costruzione logisitica dell’evento di pubblicizzare la cosa per i prossimi dodici anni).

    Media e cittadini inglesi sono indignati, ma fino alla conclusione dei Giochi devono stare buoni: sarà il Cio a dettare le regole di vita per le prossime tre settimane. Finché è permesso, si fa ironia sulla pomposa cerimonia della fiamma olimpica, portata in giro per il paese dai tedofori: molti fanno notare che questa prassi fu inventata da Hitler per l’Olimpiade di Berlino nel 1936. A sfottere la torcia ci hanno pensato Patsy e Edina, le due star di una famosa sitcom della Bbc, “Absolutely Fabulous”: hanno sequestrato la preziosa fiamma, e si sono fatte immortalare mentre ci accendono le loro sigarette. Eresia. E forse una multa olimpionica in arrivo.

    2- Politici inglesi ai giochi con sobrietà. Niente biglietti gratis e divieto di auto blu
    De.Am. per Il Messaggero

    Cattive notizie per i politici britannici. Downing Street ha ordinato a tutti di non usare le auto blu ma di raggiungere gli impianti in metropolitana per dare il buon esempio. E sarà anche vietato portare la famiglia e imbucare gli amici con qualche biglietto vip. I rappresentanti del governo saranno presenti alle manifestazioni per lavoro, ha sottolineato l’ufficio del premier David Cameron, e quindi non saranno accompagnati dai famigliari.

    Saranno comunque delle olimpiadi sontuose, almeno per gli Windsor. Perché i membri della Royal family assisteranno alle gare di quasi tutte le specialità in programma. A guidare la squadra dei Windsor saranno i giovani: William, Kate e Harry soprattutto. Il principe Harry assisterà ai match di beach volley, non solo per sbirciare le belle atlete in bikini, ma perché è diventato un fan dello sport dopo averlo praticato a Rio de Janeiro quando era in visita in Brasile per conto della regina, in occasione del giubileo di diamante. Quasi certamente sarà anche tra gli spettatori degli eventi di atletica, soprattutto per vedere in azione Usain Bolt, che ha incontrato in Giamaica e di cui è diventato un fan.

    La duchessa di Cambridge non farà mancare la sua presenza alle gare di hockey, che ha praticato da ragazzina, e a quelle di tennis, una passione della famiglia Middleton. Mentre al marito, il principe William, toccheranno le gare di nuoto, come patrono dell’Associazione di nuoto delle scuole britanniche, e quelle di pallanuoto, visto che era un campione di questo sport quando frequentava l’università di St. Andrews in Scozia.

    Anche Sua Maestà farà la sua parte. Venerdì, giorno di inizio della kermesse olimpica, riceverà a Buckingham Palace i capi di Stato e di governo arrivati a Londra. Per l’Italia dovrebbe essere presente il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Oggi invece a palazzo ci saranno i membri del Cio. E il giorno successivo alla cerimonia di apertura Elisabetta II con il marito visiterà il villaggio olimpico.

    Quant’è tossica la Merkel! – Giulio Sapelli: “in Germania danno lezioni a tutti ma le loro banche sono piene di titoli tossici” – l’economista “eretico” definisce il liborgate “una truffa di sistema con l’accordo di più banche internazionali” – “Mi stupisco che l’Italia regga ancora nonostante i colpi inferti da monti che sembra avere tra i suoi compiti storici la distruzione dell’industria manifatturiera…”
    - Dagospia.com -

    Rinaldo Gianola per l’Unità
    «La crisi finanziaria non è finita, anzi penso che siamo solo all’inizio. Continuerà ancora a lungo. Vedo che in Germania fanno i sostenuti e danno lezioni a tutti, ma prima o poi dovranno fare i conti con gli assett tossici custoditi dalle loro banche». Giulio Sapelli, docente di Storia economica all’Università Statale di Milano, è un uomo di analisi originali, radicata cultura e soprattutto ha una sana vocazione alla polemica e alla provocazione intellettuale.

    Nelle sue valutazioni non manca mai un po’ di pepe. Tra le vittime preferite ci sono spesso certi suoi colleghi di prestigiose università, compresi «quei professori che sul fondo del Corriere della Sera prendono in prestito il loro ultimo amico di Harvard». Qualche mese fa ha pubblicato un libro severo sul governo dei tecnici, “L’inverno di Monti”.

    Il nuovo scandalo della finanza mondiale, quello della manipolazione del Libor (il tasso di rifrimento per i prestiti interbancari di Londra), non è una sorpresa, è una specie di naturale prodotto di un sistema che non funziona più, ammesso che abbia mai funzionato. Professor Sapelli, com’è possibile che nella City londinese si possa organizzare un imbroglio planetario sui tassi di interesse?

    «Può succedere di tutto. Ma la gravità di questo caso è enorme, ha messo in agitazione, in allarme le cuspidi della finanza mondiale. Il fatto è rilevante anche perchè il governatore della Bank of England, Lord King, ha sempre raccomandato alle banche di alzare il livello di autoregolazione. Invece non è bastato. Evidentemente nessuno è in grado di controllare seriamente migliaia di intermediari. Lo scandalo del Libor è una truffa di sistema non è il singolo operatore mascalzone che cerca di guadagnare qualcosa sui derivati».

    Perché parla di sistema?
    «Perché in questo caso abbiamo l’accordo di più banche internazionali. C’è un gruppo di signori ben pagati e di alto livello professionale che al mattino si telefonano e determinano il Libor. Mentre i cittadini pensano che questo tasso di riferimento così importante possa essere fissato da chissà quale autorità mondiale, con chissà quali capacità tecniche, la realtà è molto più banale. La decisione matura da giudizi approssimativi, interessi di parte, comportamenti opportunistici, per usare un eufemismo».

    Eppure gli scandali finanziari si ripetono, sono sempre più gravi. Possibile che non si possa cambiare strada?
    «Questo scandalo è molto istruttivo, ma non si impara mai nulla. C’è un sistema di incentivi che lega le retribuzioni di intermediari, banchieri, manager ai risultati conseguiti. Se si possono alterare certi indicatori, se si possono truccare gli affari e i risultati per poter guadagnare di più, allora ci sarà sempre qualcuno pronto ad approfittarne. C’è un aspetto, poi, molto negativo che riguarda la formazione, la cultura, l’istruzione di questi manager. Vengono da famose scuole e università, ma i loro comportamenti richiamano la denuncia di Thorstein Veblen che, tanto tempo fa, lamentava i difetti, le lacune dell’educazione delle classi dirigenti dell’industria e degli affari».

    Verrebbe voglia di richiamare un po’ di etica, se non fosse un esercizio ormai inutile…
    «Le arti e la scienza portano anche malefici e non solo benefici, diceva Rousseau. Queste élite finanziarie hanno avuto un’educazione sbagliata, anche se hanno frequentato grandi università. E come se fossero stati preparati all’avidità, un insegnamento che mettono in pratica nelle loro professioni».

    Sapelli, la nostra Italia se la caverà? Usciremo da questa crisi?
    «Mi stupisco che il Paese regga ancora nonostante i colpi inferti dal governo dei tecnici. Monti sembra avere tra i suoi compiti storici la distruzione dell’industria manifatturiera. Ho il grande timore che, come avvenne nell’emergenza del 1992, il governo possa vendere ciò che rimane delle nostre grandi imprese. La cura rischia di essere peggiore del male. Mi consolo guardando la resistenza delle piccole e medie imprese che tengono duro e la responsabilità dei cittadini che vivono momenti molto difficili».

    Vede una strada per voltare pagina?
    «Sono sempre stato contrario alla separazione tra le banche centrali e l’autorità politica, fin dai tempi del “divorzio” deciso da Beniamino Andreatta. Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha il compito di garantire la stabilità ma anche la crescita. E quando devi occuparti della crescita allora diventa indispensabile il confronto, il legame col governo, la politica. In Europa, malgrado i problemi drammatici, si fa fatica a capire il limite della Bce. Nei giorni scorsi il parlamento europeo ha votato una proposta per cambiare a legge che disciplina la banca centrale, ma la Commissione Ue non l’ha nemmeno presa in considerazione».

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    1
    Lascia un commento
    antonella .
    24/07/2012 alle 10:58
    posso dire che a leggere questa pagina mi è venuto da vomitare??? è mai possibile che l'interesse di pochi debba sempre e comunque sopraffare la maggioranza? che schifo!!!

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio
    Facebook