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    nov.
    2012

    Le oche del Campidoglio, Totò e Pasquale. A proposito della mia “candidatura” a sindaco di Roma nel M5S

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    repubblica_beha

    Breve cronaca in forma di fiaba, o di apologo. Mi chiama un collega di “Repubblica” e mi chiede se sono a conoscenza dei “boatos” sulla mia eventuale candidatura a sindaco di Roma per Grillo e i suoi. Con fretta e cortesia rispondo che “non ho intenzione di parlarne, essendo una persona seria”. Il giorno dopo diventa un titolo affermativo. Incuriosito dalla piega presa dalla questione, mentre fioccano improvvise telefonate di amicizia, stima e perfino disponibilità a farmi “da ufficio stampa…”, essendo senza computer con me in giro per l'Italia chiedo a chi mi aiuta a seguire il mio blog, www.olivierobeha.it, di riprendere l'articolo apparso su “Repubblica” per avviare su questa ipotesi, sulla situazione romana, sul momento di Grillo e del M5S eccetera un discorso pubblico, usandomi come pretesto. Tante volte il diavolo si annida tra i dettagli…

    E difatti quel giorno stesso mi richiama gentilmente un'altra collega di “Repubblica” per farmi la stessa domanda e ricevere da me la stessa risposta: no comment. Allora lei accenna al mio blog: è vero che ho chiesto ai visitatori “che ne pensate?”. Dunque “scendo in campo”. No, dico io, semplicemente il mio blog riprende come è logico tutto quello che mediaticamente mi riguarda, da pareri sulle mie trasmissioni a opinioni su “come va la Fiorentina”, spesso con coda di discussione con i lettori. E' dunque un “che ne pensate?” sia generico, quasi d'ufficio, sia mirato vista la delicatezza non della mia eventuale candidatura ma di tutta la situazione politica sfasciata, capitolina e nazionale. Pensavo bastasse. Il giorno dopo nuovo articolo di “Repubblica” con titolo sempre di genere affermativo, che riporta correttamente il mio silenzio e il mio blog, ma inteso come “prova”.

    Faccio mettere anche questa seconda uscita cartacea e telematica sul mio blog, a questo punto tempestato di commenti in larga parte indirizzati a convincermi ad accettare una candidatura di cui non avevo e non ho detto una parola. La maionese comincia a impazzire, e facendo anche il cuoco (è una metafora) faccio come Totò, con Pasquale, “chissà questo stupido dove vuole arrivare…?” fino a “e che so' Pasquale io ?”. Aspetto. Dal M5S di Roma e poi dalla postazione nazionale arriva a rate e “finalmente” la smentita con toni allarmati (calma ragazzi, lo so che la politica trasfigura, ma vi giuro che non ce l'ho con voi e mi pare anzi di averlo dimostrato da mo

    lti anni, e pubblicamente, rischiando di mio, senza salire su alcun carro, e forza…!). I toni sono accesi, e contro di me, come se avessi fatto loro qualcosa. Fine della novella/apologo sui rapporti tra media e politica ad alta temperatura e bassa qualità.

    Riepilogando. Sono impegnato in politica civica da quando faccio il giornalista, parla la mia biografia che forse qualcuno dovrebbe tenere a mente prima di sbraitare. Ma quando dico “politica civica” intendo la mia funzione pubblica indipendente, per la quale ho pagato prezzi a volte esosi, e non mi riferisco alla dizione corrente. Non ho mai militato in alcun partito della politica politicante che ci ha ridotto così, cui reagiscono egregiamente almeno in questa fase Grillo e il M5S. Anche se alla Asl del passato a un'analisi di sangue e urine risulterebbero certamente “positivi” a questa politica adesso contestata anche adepti del suddetto movimento. Ma essendo iscritti dal tempo giusto ne risultano miracolosamente e perfettamente vaccinati contro le loro stesse biografie.

    Credo sia giusto parlare sempre di più e sempre più seriamente del ruolo, dei programmi, delle intenzioni, dei valori e dei limiti del Movimento. Poteva essere anche questa una buona occasione per farlo, e sul mio blog trovate inviti in questa direzione. Se invece il problema era “Beha sindaco di Roma” e lo era e lo è in termini peraltro legittimissimi di statuto (i toni usati e il becerume sono tutt'altra cosa), beh, come dicono a Parigi, “'sti cazzi”, sul piano personale non è una questione che mi interessi più di tanto. Auguri elettorali a loro, ma davvero una grande soddisfazione con relativa gratitudine per tutti coloro i quali mi hanno manifestato “gratuitamente” la loro stima e solidarietà.

    P.S. Per chi dimentica, già nel settembre 2007 ero a Piazza Farnese con una “lista civica nazionale” prima appoggiata e poi abbandonata anche da chi sbandierava totale partecipazione, in anticipo su quasi tutto il resto… cfr. “Il culo e lo Stivale” ed. Chiarelettere 2012, con prevalenza del primo.

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    Postato da Redazione
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