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    02
    mar.
    2013

    La musica è finita – dopo Jannacci, se ne va un altro artista fuori dagli schemi e lontano dall’ipocrisia: ciao Califfo…

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    califano-franco

    Dagospia.com / Califano è morto di cancro a 75 anni nella sua casa ad Acilia. Solo pochi giorni fa, il 18 marzo, si era esibito al Teatro Sistina di Roma. In

    memoria una conferenza bombastica all’università di Roma: “Le femministe mi danno del maschilista? Cazzi loro” – “La cellulite fa libidine”… Alessandra Longo per “la Repubblica” – 4 marzo 2012 «Hai fatto il tuo tempo, tu zozzone. Mo´ vali meno di un cojone… Io te ammollo, cambio direzione… diventerò omosessuale, almeno so che il culo non tradisce!». Ore 12, aula 9, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Roma Tre. Il «Maestro di vita e di poesia», Franco Califano, invitato dagli studenti di Azione Universitaria, (tanto per capirci il vecchio Fuan), sta concludendo la sua lezione tra l´entusiasmo generale. Centinaia di studenti ascoltano la recente fatica creativa, il nuovo monologo. Storia di «una potenza fisica al crepuscolo». Un uomo si apre la vestaglia, guarda in basso e comincia a dialogare con il suo membro: «Ormai con te me devo rassegnare, de usarte solo per pisciare». Aula 9, si ride, altro che diritto penale. Che forte il Califfo, a settant´anni con il giubbotto di pelle da aviatore, così anticomunista, così anticonformista; che vita, la sua, di «avventure e imprevisti», per la giovane destra è l´eroe positivo, e anche il preside della Facoltà, Paolo Benvenuti, confessa che, per lui, «giovane dei primi anni Settanta in cerca di risposte, è stato un «fratello maggiore»: «E´ davvero con grande piacere che la ospitiamo qui, maestro, per quest´occasione un po´ diversa. Ci piace sentir raccontare la società attraverso le parole. I suoi testi sono poetici, lei ha contribuito alla cultura del Paese. La sua è una di quelle figure che rimangono nella nostra vita». Introduzione a quella che sarà definita «una splendida mattinata». Il preside, purtroppo, impegnato altrove, si perderà il monologo verso la fine. Il Califfo si racconta, stimolato dalle domande dei ragazzi. Domande scritte, estratte a sorte da uno scatolone. Quesiti da facoltà di Giurisprudenza? No, alle esperienze carcerarie del Maestro, coinvolto nei casi Chiari e Tortora, e scagionato dopo tre anni e mezzo di galera, viene dedicato lo stretto indispensabile. Intriga piuttosto «il protagonista», il personaggio, l´artista, il cavaliere nero solo contro tutti: «Non ho sponsor, sono caduto e risalito con le mie forze. Do fastidio perché non mi piango addosso, perché sono uscito sempre abbronzato dal carcere. Do fastidio perché mi associano a donne e sesso. Capirai! Che fai? Butti?». Le donne: l´argomento piace, il Califfo conosce i suoi «pischelli». «Le femministe mi danno del maschilista? Cazzi loro. Io vi dico che le donne mi hanno sempre amato, quelle importanti e quelle occasionali. Quante ne ho avute? Calcolando una media di tre al mese, dai 14 anni in poi, direi 1600, 1700, certo più delle 1100 canzoni che ho scritto. L´amore più tenero? Mita Medici: dolce, una Biancaneve». Dallo scatolone escono gli interessi dei ragazzi convocati: «Scusi, che gliene pare della Zanicchi? Le piace Povia? Il suo peggior nemico? (Lui risponde: Pippo Baudo) Ci può recitare Pasquale l´infermiere? Università come «palestra di vita e non solo come mero strumento nozionistico», spiega Stefano Pacetti, Azione Universitaria. Un´unica domanda di politica, però esaustiva: Lei è un uomo di destra. E´ stato contento che abbiano mandato a casa gli altri? «Parecchio!, dice il Califfo – Vedete, la sinistra non dà spazio agli artisti. Veltroni, da sindaco, non mi ha mai invitato. Alemanno, invece, mi ha dato piazza Navona per il mio settantesimo compleanno. Lui mi ha restituito quello che gli altri mi hanno tolto». Applausi dagli spalti. Che forte, che figo, «uno dei nostri». Resta anche il tempo per un supplemento sul tema più caldo: «Preferisco la donna più abbondante che risicata. E un filo di cellulite fa pure libidine». Gli danno una

    targa ricordo. Lui ringrazia. E´ la prima volta che un´università romana lo invita. Si vede proprio che è cambiata l´aria.

    Postato da Redazione
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