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  • Oliviero Beha
     
    19
    nov.
    2014

    L’estrema unzione sul Palazzo d’Italia

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    Paola Taverna (M5S)
     
    Paola Taverna (M5S)

    Due giorni fa, mentre il presidente di Confindustria Squinzi notava con indiscutibile acume che “le tensioni sociali sono un segnale d’allarme da affrontare”, contemporaneamente la senatrice del M5S Paola Taverna veniva respinta con perdite dal Bounty di Tor Sapienza contro il centro per i rifugiati. La cosa più stupefacente di tale respingimento era però lo stupore stesso della Taverna. “Non ti vogliamo, sei politica”, le facevano, e lei rispondeva “Ma come, sono dalla parte vostra sono del Quarticciolo…”. Con qualche differenza per lo spessore degli accadimenti, si è ripetuta la scena con Grillo a Genova tra gli alluvionati, ricacciato indietro con perdite e clamori mediatici.

    Per queste reazioni, alla perdita di consensi del M5S, alla oggettiva difficoltà politica e sociale in cui si dibatte, in un Paese che sembra andato a valle con la piena meteorologica e umana, ci sono credo due metri di valutazione. Il primo è quello strettamente politologico, adoperato da tutti gli addetti ai lavori: Renzi ha tolto il terreno sotto i piedi di Grillo accreditandosi la protesta popolare e trasformandola in consenso elettorale macroscopico nelle Europee di maggio, poi tutto è andato di conseguenza e addirittura il terreno di coltura dei grillini è adesso risucchiato dai leghisti di Salvini, con o senza il supporto di Casa Pound e altre diramazioni di estrema destra. È un quadro che sembra un ritratto abbastanza fedele della realtà, e di solito non dissimula neppure la soddisfazione di chi lo dipinge, che si sente molto più a suo agio, old style, in una con la politica di sempre che ci ha ridotti così. Il secondo metro esce dai recinti politologici per occuparsi della realtà e dei suoi principi, al di là o al di qua dei vantaggi elettorali del singolo partito o schieramento, cioè di chi traffica all’ombra del Nazareno o alla luce dei contrasti parlamentari su una nuova legge elettorale che gli convenga.

    La realtà dell’Italia travolta dal maltempo certo per effetto dei cambiamenti climatici ma soprattutto a causa della cementificazione selvaggia cui tutti hanno contribuito nell’ultimo mezzo secolo, oppure la realtà di una questione immigrazione trattata con i piedi, sempre e solo guardando ai risvolti politici opportunistici, che sia la legge Bossi-Fini, o prima quella Turco-Napolitano, che hanno creato le condizioni per la situazione attuale in cui c’è sempre e solo una “guerra tra poveri”.

    Quella che si svolge nei quartieri di Milano assaltati dagli occupanti abusivi come quella di Tor Sapienza dove il sindaco Marino contratta un centro “solo per donne e bambini” dopo aver passato un anno e mezzo di amministrazione mirato sulla pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Ebbene, dov’è la politica in questo contesto? Nelle aule pubbliche e nelle segrete stanze dei Palazzi, o invece nelle strade sommerse dalle esondazioni e nelle case dove si combatte palmo a palmo “come a Beirut”? E se fino ad ora il Movimento di Grillo provava a rappresentare politicamente questa realtà e ora, nelle contraddizioni di lotta e di governo insieme, ci riesce sempre meno, adesso questo buco, questo vuoto, questa voragine ormai antropologica tra il Palazzo e la Piazza chi la riempirà? È davvero così difficile registrare una sorta di de profundis (tradotto volgarmente in anti-politica) per la politica delle cose, delle idee, degli ideali, di fronte a pezzi di Italia che si sfaldano sempre più velocemente in ogni senso e sotto gli occhi di tutti? Che se ne fanno, a Genova piuttosto che a Tor Sapienza, della “politica” intesa come tweet e selfie e “annuncite” ma anche solo come etichetta parlamentare, vedi la Taverna? Davvero si pensa che basti un Renzi a ricucire ciò che si è forse irrimediabilmente strappato?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

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    Ricevo e pubblico il commento di Cinzia
    I fatti ci offrono un paesaggio fisico e culturale tremendo. Stiamo scivolando in fretta verso il caos il che è anche peggio del default perché indica la resa dell’intelletto davanti a pesanti emozioni e a impulsi istintuali. In superficie si muovono tante marionette e si commetterebbe un errore grave a considerarle agenti autonomi. Per poter cambiare la situazione non bastano più atti di buona volontà; è necessario entrare in contatto con l’invisibile e con quella massa sotterranea che motiva dal profondo ogni spostamento superficiale. Contattare l’invisibile agli insipienti evoca pratiche di stregoneria; chi, invece, coltivi una conoscenza più ampia lo utilizza come pratica di mediazione tra ciò che si mostra e quello che si cela. È un po’ questa la prerogativa degli artisti sempre impegnati a portare in superficie il mondo sotterraneo e a rappresentarlo attraverso i simboli dell’uomo. Un’operazione di recupero a volte persino dolorosa che fa affiorare i contenuti in stasi in quel presente atemporale e li mette a disposizione di Orfeo purché impegnato a farli risalire in superficie. L’invisibile della politica rimanda a regole e norme non trascritte, ma che sopravvivono ai politici anche quando questi siano usciti di scena. Il sistema,  che era stato scosso violentemente da Grillo e M5S. per sopravvivere ha trovato il modo di ricompattarsi dietro due figure come Renzi e Salvini completamente dominate dall’ambizione e dal narcisismo, entrambi oltre i confini dell’etica e del buon senso. Questa è la trama oscura del potere, ineluttabile solo per chi si fermi in superficie. Ciao  Cinzia
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    Postato da Redazione
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    7
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    Guglielmo .
    20/11/2014 alle 08:07
    Riguardo al commento di Cinzia: analisi finissima, che tuttavia sembrerebbe presupporre un fatto a mio giudizio assai dubbio. Siamo proprio sicuri che l'Italia che ha prodotto Grillo sia tutt'altra cosa rispetto all'Italia che ha prodotto Renzi e Salvini?
    salvatore romano .
    19/11/2014 alle 19:00
    Io non mi fiderei troppo di quello che ci propina la tv con telegiornali da terzo mondo.Sandra Zammataro è stata candidata del Pd ed è la stessa che ha urlato "te ne devi anna'".Naturalmente sarà una coincidenza come è una coincidenza che tutti quelli che erano intorno fossero d'accordo con questa signora.Chissà se poi non ci sia qualche infiltrato ad aizzare la folla come succedeva anni addietro quando la tensione sociale era altissima e nei gruppi di sinistra si infiltravano i fascisti.Tutto per "normalizzare" il Movimento5Stelle affinchè si abbia la percezione che i "grillini" siano come tutti gli altri.Un Salvini che si reca al campo rom senza scorta nonostante gli avvertimenti è un termometro che testimonia come il "sistema" vuole lo scontro.E chi lo nega farebbe meglio a studiare cosa è stata l'Italia in questi 70 anni.
    Ercole .
    19/11/2014 alle 15:22
    Paragonare il metodo pubblicistico e di proclami fatto da renzi, con quello del m5s, si commenterebbe da se. Carissimo Beha, mi spiace, ma ultimamente la trovo stranamente poco attento o superficialmente avvinghiato ad una visione diversa della politica italiana. E' sempre stato di un acume e di una saggezza fuori moda, ma che denotavano una intelligenza politica fuori dal comune, soprattutto in questi tempi. Pensare che renzi possa avere tolto consenso all'idea politica di grillo, mi sembra puerile. Probabilmente gli italiani, quando sono con l'acqua alla gola, preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia e dare al primo che passa, la parte migliore di se....quella scoperta. Il movimento è una idea di coinvolgimento che necessita di tempo, e i falsi profeti (renzi, salvini e compagnia morente cantante), alla fine sono solo la panacea ad un male incurabile che sta divorando il paese, la pigrizia. Spiace leggerla cosi, ma fortunatamente in questa terra altamente contraddittoria, esistono ancora teste pensanti.
    Cesare .
    19/11/2014 alle 15:11
    Salve Oliviero , la rispetto sempre anche quando dissento dalle sue parole. La esorto ad uscire da questo pilotato meccanismo mediatico, solo per dovere di cronaca vada a conoscere i ragazzi del 5 stelle a palazzo e forse antichi sentimenti di freschezza e speranza si risveglieranno. Andare dove c'è il problema vuol dire anche essere un buon bersaglio del malcontento e dei franchi tiratori pilotati. Poi scusi la parola ,ma una scurreggia sul 5 stelle voi la dipingete come un uragano , mentre chi causa veramente pioggia e grandine non viene neanche menzionato dai suoi colleghi. Se volete tutti che il 5 stella sparisca e ritornino i mostri del passato , fate pure io ne sono orgogliosamente fuori ed un domani non mi sentiro partecipe di questo casino......
    Massimo .
    19/11/2014 alle 13:24
    Tutti a parlare delle contestazioni alla Taverna fatte da un esponente del PD che poi sono andati nella sede del PD a discutere come cacciare gli emigrati, Marino sindaco di Roma del PD, che dice che i cittadini hanno ragione sugli emigrati, ma nessuno del PD è razzista come se stai nel PD hai una sorta di immunità non razzista. Diversamente come Grillo parla degli emigrati o il M5S tutti razzisti, questa è ipocrisia di una classe politica che per anni dicevano di combattere Berlusconi e invece ci andavano a braccetto. Comunque nessun giornale ha parlato dell'incontro fatto dal M5S con Sabina Guzzanti sul film da lei realizzato "Latrattativa" dove esponenti di un partito come il PDL e PD sono finanziati dalla mafia o sono in odore di mafia....questa è l'ipocrisia di una nazione come l'Italia.....nelle sue molteplici ipocrisie come quella "Una Nazione di emigrati che ha paura dell'immigrazione"
    Laura Tonino .
    19/11/2014 alle 12:10
    Caro Oliviero... queste pantomime all'italiana sono ben organizzate. I personaggi che hai in foto, come chi a Genova, sempre a favor di telecamera, sempre in una frazione ritagliatissima dell'evento e non nella sua interezza.. sono sempre riconducibili a partiti. La signora in foto che contesta la Taverna, era candidata in comune per il PD. Risulta difficile da credere... ma non e' la protesta che non vuole la politica e' stata creata dalla politica stessa. Caro Oliviero, questo - avvenuto in ben 3 occasioni - e' indice che la politica ha paura del popolo. Napolitano in un recente discorso ha gia' parlato di esercito e addirittura NATO contro l'antagonismo. Credo che il m5s faccia benissimo ad entrare in quei luoghi. Perche' da quei luoghi proviene la Taverna. In quei luoghi vivono ancora tutti i suoi familiari. Sinceramente, trovo che il livello di stampa.. che conosce benissimo la realta' delle cose pur raccontandone solo la parte che interessa, distorcendo dove puo'.. non sia dissimile da quanto abbiamo visto sul corriere ed altri giornali al tempo del fascismo. Lei come altri, indaghino e vadano a fondo.. a sentinelle del popolo. Con gran stima, Grazie.
      Massimo lazzari .
      19/11/2014 alle 13:45
      Oliviero Beha svejetee!! la contestazione a Paola Taverna era orchestrata da quelli del PD, capitanati dalla signora Zammataro,candidata alle passate municipali. Lo sanno anche i sassi oramai. Ma non solo, la piddina nella sua pagina FB si lascia andare anche a un "mi piace" alla proposta di rinchiudere gli zingari nei campi di concentramento. Ieri il PD ha abrogato l'articolo 18, i suoi iscritti inneggiando ai campi di sterminio, Casa Pound je fa' na pippa ar PD.

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