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  • Oliviero Beha
     
    14
    nov.
    2014

    Ma insomma, sveglia!

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    elezioni-politiche

    Poiché c’è chi ancora non capisce o non vuol capire per tifo politico (che sta condannando a morte il Paese), a proposito della sentenza della Corte Costituzionale (la Consulta è la stessa cosa…) e di quella successiva (aprile 2014) della Cassazione , ecco la parte che induce in buona o cattiva (mi pare cattiva…) fede a sostenere che questo Parlamento sia legittimo. E’ una citazione dall’audizione alle Camere ripresa in un articolo su “Repubblica” del costituzionalista Alessandro Pace:

    “… Di fronte all’ormai ben noto rilievo della Corte costituzionale secondo il quale la dichiarazione d’incostituzionalità di tale legge non travolge le elezioni svoltesi e gli atti fino allora adottati dal Parlamento, alla luce del «fondamentale principio di continuità dello Stato», la Cassazione sottolinea, dal canto suo, che la salvezza degli effetti del Porcellum prodotti per il passato «non attenua la incostituzionalità che è stata accertata e dichiarata dalla Corte senza altre limitazioni (del resto non risultanti dal dispositivo della sentenza)» (corsivo mio). Il che sta a significare che, fatto salvo quanto disposto per il passato, la pronuncia d’incostituzionalità spiega i normali effetti (negativi) sulla situazione giuridica del Parlamento eletto in violazione della libertà di voto. Altrimenti quale mai sarebbe il senso pratico e giuridico della sentenza d’incostituzionalità, se oltre a non spiegare effetti sanzionatori per il passato, non si preoccupasse nemmeno del futuro?

    Una dichiarazione d’incostituzionalità del tutto priva dei conseguenti effetti costituisce una insuperabile contraddizione. Essa finirebbe infatti per equivalere all’ ”abrogazione” di una legge (cioè all’eliminazione discrezionale di norma), che invece rientra nelle attribuzioni del Parlamento. Né la legittimità della XVII legislatura potrebbe essere fondata sul principio della continuità delle istituzioni costituzionali, richiamato dalla Consulta per legittimare il passato. Un tale principio può bensì valere per brevi periodi, ma non può, per i prossimi quattro anni, costituire il succedaneo del voto popolare: sarebbe uno schiaffo alla democrazia.

    Ne consegue che, volendo responsabilmente applicare alla specie le sentenze della Corte costituzionale e della Corte di cassazione, come da esse non discende che le Camere avrebbero dovuto limitarsi ad approvare la legge elettorale secondo le indicazioni della Consulta – dopo di che avrebbero dovuto essere subito sciolte dal Presidente della Repubblica -, così nemmeno deriva da esse che le Camere, ancorché giuridicamente delegittimate, possano modificare la vigente forma di Stato e di governo, e possano addirittura durare fino alla naturale scadenza del 2018. Una siffatta tesi, spesso esposta dall’attuale Presidente del Consiglio, costituisce infatti – per il solo fatto di essere enunciata ripetutamente – una menomazione da parte del Governo delle attribuzioni della Corte costituzionale, risolvendosi, tale tesi, nella violazione del giudicato costituzionale della sentenza n. 1 del 2014….”.

    Se avete avuto la pazienza di leggere fin qui, non dovrebbero rimanervi dubbi in buona fede. Altrimenti si ciurla nel manico (e si offende chi invece cerca di far conoscere la realtà vera delle cose).

    o.b.

    Postato da Redazione
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    Carlo Alberto Turrini .
    14/11/2014 alle 21:43
    In estrema sintesi, se in anni ormai lontani la democrazia era comunque "perturbata" e fragile, è stata ora uccisa definitivamente dal mancato rispetto della sentenza qui richiamata. Non resta che sperare in una rivoluzione civile capace di risanare il paese fuori delle stanze del potere abusivamente occupate.
    Mariateresa Costanzo .
    14/11/2014 alle 19:51
    Un bel cane che si morde la coda! Chi delegittima il delegittimato che, a sua volta, dovrebbe delegittimare? L'inaudito può accadere solo nel Paese di Pulcinella!! Povera Patria, di Franco Battiato, potrebbe diventare l'inno nazionale.
    Lorenzo .
    14/11/2014 alle 16:47
    Chiedo scusa faccio fatica a seguire il testo che a mio parere è complesso, posso chiedere un sunto semplice?
    NATALE FIORELLA .
    14/11/2014 alle 15:23
    La responsabilità maggiore ce l'hanno la stampa che per paura di perdere i finanziamenti all'editoria ignorano volutamente, (rendendosi complici dei politici) le sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale. MA , A CHI SPETTA FARLE RISPETTARE ??

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