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    12
    gen.
    2015

    Che cosa mi ricorda Parigi 2015…

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    parigi11gennaio2015

    La grande risposta di folla a Parigi, ieri, e la sua istituzionalizzazione con i cosiddetti – eufemisticamente discutibilissimi…- Grandi della terra, tanto numerosa da essere difficilmente contabile secondo la loro questura, mi ricorda quasi per forza un’altra giornata storica. Quel giorno luminoso del febbraio 2003 quando a Roma sfilarono (sfilammo) in tre milioni, anche allora di ardua misurazione, contro la guerra in Iraq e per la pace nel mondo. L’arcobaleno regnava ovunque, fu una manifestazione sentitissima e senza necessarie tinte politiche se non appunto quella pacifista.

    Anche allora la Rai dimostrò la sua cronica indifferenza e inefficienza ignorando la moltitudine. Quell’oceano di gente non servì a niente, la guerra in Iraq è andata come è andata, ancora oggi ne paghiamo le conseguenze e anche Parigi con i suoi attentati rientra in questa scia. Eppure continuare a non abbozzare, in tutte le lingue, è l’unico antidoto all’imbarbarimento che purtroppo sta passando da fuori a dentro di noi.

    Oliviero Beha

    Postato da Redazione
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    Vincenzo Spadafina .
    12/01/2015 alle 16:07
    Non cambierà assolutamente nulla. I terroristi dell'ISIS continueranno a festeggiare e preparare ulteriori azioni dimostrative, mentre in Nigeria i Boko Haram, anch’essi al grido di “Allahu akbar”, continuano ad effettuare strage di civili (in maggioranza cristiani) con attacchi suicidi servendosi persino di bambine e ciò in sfregio alla cultura islamica ed anche grazie alla incapacità di un presidente della repubblica federale, Goodluck Jonathan, che per molti aspetti fa pensare anche alla sua connivenza. Se, poi, hanno visto codeste immagini e quelle relative alle trasmissioni dei vari TG nazionali, esulteranno maggiormente avendo potuto verificare quanto grande possa essere il bisogno di "esibizione" da parte dei vari capi di governo europei. Leader che continueranno a comunicare, a parole, di volere una sempre e più forte unità europea, ma che poi, nei fatti, non si disdegna di affossare maggiormente le economie dei paesi più deboli, a vantaggio esclusivamente della economia del proprio paese (vedi, per esempio la Germania) Paesi che, nell'ambito europeo, sono rappresentati dalle nazioni mediterranee e cioè: "Italia, Spagna, Grecia e Portogallo", e ciò con la conferma di una politica fatta di maggiore austerità. Paesi, tra l’altro, maggiormente esposti alla accoglienza di migranti che, in massa, lasciano i propri paesi medio-orientali in guerra. E’ ovvio che. per l’ospitalità abitativa di codesti genti, sempre numerosi saranno i ghetti (simili alle ormai note banlieue francesi) riservati ad extracomunitari provenienti dal nord-africa, medio oriente e africa subsahariana, con i successivi ed inevitabili disagi civili ed ambientali che comporteranno, inevitabilmente, reazioni violente o scelte più drammatiche. Una esibizione della grande ipocrisia europea insieme alla dimostrazione e conferma dell’incapacità, nonché inutilità di questa Europa unita solamente nella finanza. Questa strage, seguita poi dalla "promenade” dei capi di governo, è servita solo a François Hollande per far si che recuperasse, leggermente, la sua … … quotazione, in questi ultimi tempi, costantemente in discesa.
    Federico Luciani .
    12/01/2015 alle 16:01
    Wenn es zum Marschieren kommt, wissen viele nicht Dass ihr Feind an ihrer Spitze marschiert Die Stimme, die sie kommandiert Ist die Stimme ihres Feindes. Der da vom Feind spricht Ist selber der Feind B. Brecht

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