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  • Oliviero Beha
     
    17
    feb.
    2015

    Istruzioni per l’uso e l’abuso del calcio

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    Claudio Lotito, Presidente della Lazio
     
    Claudio Lotito, Presidente della Lazio

    Il cosiddetto e ormai amplificato “teorema Lotito” ha degli aspetti indubbiamente affascinanti nei suoi sviluppi. Di che si tratta? Intanto traduciamo letteralmente in soldoni il “teorema”. Il presidente della Lazio nonché influente dirigente federale, magna pars con Galliani della fazione che ha sostenuto il ricambio ai vertici di un Abete con un Tavecchio, pensa e soprattutto dice (sia pure illegalmente registrato al telefono) in buona sostanza che “essendo tutta una questione di interessi e di denari, il calcio deve promuovere i grandi club, delle città più importanti, e non le squadrette di provincia”.

    Insomma, siamo vicini agli scudetti a tavolino, o in Borsa, o in base al Pil cittadino e alla popolosità metropolitana. È una specie di applicazione della “real politik” in senso molto più lato, del calcio come potere e come mercato, e già questo è motivo di fascinazione intellettuale. E Lotito, penalmente non proprio illibato, qualcosa dell’intellettuale che si esprime in latino ma non disdegna di mettere mano alle sconcezze della realtà anche solo per ripulirla con le sue imprese, effettivamente ce l’ha. Il secondo aspetto del teorema che mi impressiona particolarmente, e per lo svolgimento del quale forse bisognerebbe cominciare a ringraziarlo, è che Lotito ha detto qualcosa che in molti pensano, e magari nelle riunioni di Lega e nei conciliaboli a latere o nelle cene che fanno tanto ambiente esprimono anche. Ma ti pare che esiste in Italia tutto questo ambaradan di diritti tv, interesse, tifo e manipolazione politica delle folle perché vinca il Carpi invece – che so – del Bologna o del Catania, parlando di B e rimanendo nella sfera espressiva telefonica di Lotito? Gianni Brera senza troppo sforzo lo chiamava l’articolo V, ovvero chi ha il denaro ha vinto, molto vero solitamente e meno dannoso del Titolo V della Costituzione stravolto una quindicina d’anni fa e adesso di nuovo di moda.

    Sarebbe dunque da ringraziare il latinista perché se non altro ha stracciato il velo d’ipocrisia che avvolge la Rotondocrazia proprio come il Paese che la contiene e ne è spesso contenuto. In molti hanno all’incirca la sua idea, ovvero che la favola del Carpi sarà pure una favola bella ma è un lusso che un’industria come quella del pallone alla lunga non si può permettere. Certo, dopo l’esternazione gli stessi che condividono magari si stracciano le vesti, inveendo contro il “mascalzone”. Ma trattasi per lo più di ipocrisia applicata, almeno ai vertici. È ovvio che così non più di calcio o di sport (meglio: di gioco) staremmo parlando, ma di affari sia pure travestiti da “rigori” e “zone” e “uomo”, ed è dura da ingoiare: ma più o meno tutto quello che accade nel pallone si rifà piuttosto al teorema di Lotito, che a un’idea pulita, limpida, trasparente di gioco sia pure assurto ad industria miliardaria.

    Quindi Lotito è grezzo ma franco, anche se ciò che dice non si concilia troppo bene con il suo ruolo dirigenziale nella Federcalcio, in teoria mossa da principi opposti al suo recente ed eclatante enunciato . Ma gli aspetti accattivanti del teorema lotitico non finiscono qui, nella sua adesione a un interessato “principio di realtà” economica e nella sua polverizzazione dell’ipocrisia. Rimangono da analizzare tutte le eventuali conseguenze del cinismo praticato di Lotito. Nel campionato italiano, per esempio, i pareggi delle ultime due scalcinate provinciali contro i due squadroni in testa alla classifica sarebbero una palese violazione dei codici del Nostro: ma come vi permettete, vuoi mettere la regolarità dei risultati dei più forti con queste stranezze da incauti scommettitori? Estendendo il concetto, è molto più logico che la Lazio, realtà di grande peso, vinca a Udine, quale che sia il modo e indipendentemente da rigori appena accennati. Già, ma la Lazio è di Lotito…

    E vogliamo immagine che cosa potrebbe accadere in Europa sviluppando il teorema del presidente laziale? Ci manca solo che nei sedicesimi di Europa League, in calendario questa settimana, il Trabzonspor, ovvero la squadra turca di Trebisonda, elimini un club fantasmagorico come il Napoli di De Laurentiis e Benitez, e poi siamo rovinati. Non solo in quanto Napoli, ma misurando gli effetti negativi di un simile ribaltone sul metro degli interessi, dei vantaggi, dell’audience tv. E potremmo continuare… Lotito in definitiva ci ha esplicitato con una chiarezza commovente che anni di “la palla è rotonda” sono stati un equivoco geometrico. “La palla è rotonda”, ma anche no, dovrebbe rispondere a criteri superiori. Mentre si litiga nelle Leghe tra gli amici e i critici del Pragmatico, si tenga conto che l’uomo ha scritto a caratteri cubitali la didascalia del calcio come non dovrebbe essere ma è, e sarà sempre di più. Va ringraziato, appunto…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Commenti
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    LeonardoS .
    18/02/2015 alle 13:05
    Credo che lo scandalo suscitato dalle dichiarazioni di Lotito sia sicuramente un problema ulteriormente aggravato dal ruolo "istituzionale" rivestito dallo stesso presidente della Lazio; le stesse dichiarazioni, tuttavia, non possono affatto sorprendere vista la situazione pregressa e circostante lo stesso personaggio in questione. Situazione che vede la federazione guidata da un presidente indegno della sua veste, non solo per le sciagurate dichiarazioni pre elettorali, ma anche e più profondamente in quanto espressione del più becero e vecchio potere calcistico e politico; situazione che vede la nazionale in mano ad un allenatore condannato per frode sportiva e che, alla luce dei recenti sviluppi delle indagini giudiziarie, rischia ancora di più in un futuro più o meno prossimo; situazione in cui, qualche giorno fa, si è iscritto anche il vate di Fusignano, con una condanna della “negrizzazione” del calcio giovanile italiano, sulla quale si potrebbe anche essere d’accordo in linea di principio (personalmente non lo sono) ma che espressa in quel modo e in un contesto pubblico non può che far sorgere dubbi circa la legittimità e la ragionevolezza del concetto. Penso che le parole di Lotito, al di là di essere stigmatizzate e condannate con la forza più assoluta, potrebbero venire in soccorso a chi vuole davvero cambiare il nostro calcio, liberandolo da figuri impresentabili e indegni: già, ma questo punto la domanda è chi? Chi lo vuole davvero?
      Dopp. .
      18/02/2015 alle 17:54
      Alla fine sono i procuratori che fanno il calcio..i presidenti si adeguano al loro potere e cercano di guadagnarci qualcosa pure loro..penso che funzioni così pure in tv..chissa che bel giro di mazzette per piazzare questo o quella zoccola
    FrancoAQ .
    18/02/2015 alle 10:03
    Sembrerà una sviolinata a Beha, che magari detesta pure i violini, ma come al solito ha chirurgicamente analizzato i fatti, appunto come "dovrebbe" fare un giornalista, per poi esporli e dire la sua. Molto più semplicemente aggiungo che "l'affaire" Lotito è una delle sfaccettature di quanto accade nel mondo per qualsiasi situazione, dallo sport alla politica, dalla cultura alla scienza.E siccome parliamo di calcio citerò il capolavoro di Eduardo Galeano "splendori e miserie del gioco del calcio" al termine del quale l'autore riporta la risposta della famosa teologa tedesca Dorothee Solle ad un giornalista che le chiedeva come avrebbe spiegato ad un bimbo cos'è la felicità: "Non glielo spiegherei, gli darei un pallone per farlo giocare". Malgrado , parole di Galeano, il calcio professionistico (e non solo quello) faccia tutto il possibile per castrare questa energia di felicità.....
    homofaber .
    18/02/2015 alle 01:29
    Anche l'introduzione della prima Champions League si ispirava (commercialmente) a selezionare e privilegiare squadre e Paesi più 'influenti' (mix tra il competitivo, il potente e il facoltoso) aprendone successivamente la partecipazione anche a chi non aveva vinto lo scudetto e penalizzando - a gironi dell'inferno estivi - clubs regolarmente 'campioni ' nel proprio campionato (ma evidentemente baciati da un dio minore); ben presto, però, il numero delle partecipanti è stato aumentato, esteso, coinvolgendo maggiormente gli scarti iniziali (e non credo per ravvedimento sportivo). Anche l'originale governance mondiale (altrettanto mossa da fini economici) prevedeva un esclusivo G6 ristretto a Stati altrettanto 'influenti' e degni di un ruolo faro (soprattutto per loro stessi); ben presto, però, il Gruppo è lievitato fino all'attuale G20 (e dubito per improvvisa catarsi o apertura magnanima dei costituenti). Evidentemente, la lingua di Lotito (al di là di mille altre considerazioni) parla vecchio (oltrechè Tavecchio) anche nel ramo che desidererebbe ingrassare, ovviamente in antitesi con quello sportivo (ormai totem solo dei non vedenti e non ragionanti) ma anche con quello mercantile che persegue. Un pallone e persino un'economia che limitano ed escludono la massa (pur squattrinata e inerme o magari grottescamente sovrana, come qui ci spernacchiano) sono perdenti non solo civicamente e sportivamente (questo però poco tange agli squali) ma anche e soprattutto finanziariamente. Senza travet ed operai da consumo medio o senza sfigati, paperini e pollicini vincenti per un giorno da fideismo scalciante, anche il popolo slot matchine o san Pallone alla lunga si stanca e non versa più la sua basilare quota (all'ingurgitare altrui). E volendo entrare minimamente nel dettaglio, è comunque sconsolante, azzerante, non che Lotito avverta ancora il pudore e la dignità di restare su una poltrona Figc (in landa non si usa), ma che non ci sia un graduato, un controllore, un qualcosa o un qualcuno - di non colluso o strisciante - che lo cacci fuori dalla Federazione a calci veri. Dalle parolacce, le umiliazioni e le scelte imposte a Carraro alle 'banane' avariate di Tavecchio e il Tavernello invecchiato di Lotito: la Federcalcio andrebbe disinfestata e nuovamente commissariata per almeno vent'anni. Possibilmente da un norvegese, un australiano o comunque qualcuno che non ci abbia mai respirato
    Dopp. .
    17/02/2015 alle 19:25
    Ma in tutto questo gli arbitri che ruolo hanno? Devono eseguire il copione lotito pure loro? Mascalzoni...
    Dopp. .
    17/02/2015 alle 19:22
    Lotito alla monti..salva la Lazio e il calcio italiano, un vero intenditore.1a1..palla al centro!
    Dopp. .
    17/02/2015 alle 19:18
    Su twitter si parl poco di MPS ..fa poco coooolll
    Dopp. .
    17/02/2015 alle 19:13
    Il calcio durerà in eterno come la corruzione..vita cibo donne soldi tutto gira come un vortice senza fine..chi ha più la forza di dare valore a qualcosa che usa e getta..tanto i sentimenti alla fine "pareggiano" i conti..
    Dopp. .
    17/02/2015 alle 19:06
    Il pd ha imposto il pari della Juve come la merkel impone alla Grecia i suoi tassi..robe da ricchi scemi

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