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  • Oliviero Beha
     
    24
    feb.
    2015

    Roma, il “guado” comincia adesso

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    verona-roma-totti

    A leggere i titoloni di ieri parrebbe che i club in crisi fossero due, con il termine “crisi” stampigliato all’ingresso dei rispettivi quartieri d’inverno: il Parma e la Roma. Naturalmente le due situazioni non hanno nulla a che vedere, se non appunto la condivisione della dizione mediatica di “crisi”. Quella del Parma, già presagita e analizzata qui qualche settimana fa, è la tragicommedia con i panni a volte della farsa di una società che incamerava debiti a decine di milioni da anni, nel dopo-Tanzi, e cui quindi sono scadute tutte le cambiali. Adesso c’è la rincorsa a farle finire l’anno come per uno studente ciuco, per salvare la regolarità del campionato. Vedremo, ma c’è molto di fattuale e altrettanto di metaforico nel crac dei ducali.

    Il caso Roma è di tutt’altra specie. Da diverse settimane mancano i risultati e forse soprattutto il gioco: per capirci, la Juve rattoppa con la sua fenomenale (almeno tra i confini) stamina anche le partite dimesse, la Roma no. Quindi il forte rallentamento in classifica ha gettato nello sconforto il popolo romanista, agitato nell’intimo dalle tempeste auricolari delle radio locali. Che di solito sembrano gli estemporanei gladiatori professionisti intorno al Colosseo che battono moneta per farsi fotografare rutilanti insieme ai turisti. Qui c’è questa vischiosità non così diffusa altrove tra un intiero sistema massmediatico che vive di questo e l’oggetto dei loro respiri/sospiri/querimonie, un afflato commerciale fatto passare per analisi critica. Figuratevi dunque ora che la Roma non vince più. Che deve difendere il secondo posto dal Napoli a un fiato. Che rischia di cialis and niacin interaction uscire già dall’Europa (League) secondaria dopo gli accidenti anglo-tedeschi viagra online from canada della Champions ecc. ecc.

    Ma mi pare che siano andati persi, nell’ordine, alcuni elementi che introducono a questo strano “guado” romanista e rendono la situazione per certi versi ancora più complessa e interessante. Intanto, la proprietà: questo rimpallo bostonian-capitolino di Pallotta e soci è oggettivamente intrigante. Prelude a un club più forte, con uno stadio impegnativo di proprietà, con risvolti del marchio della Roma e di Roma negli Usa ecc. All’inizio erano stati dolori, e una serie di fallimenti. Ma l’anno scorso via con una gran galoppata, di cui l’humus circostante addirittura a un certo punto sembrava considerare più il fatto negativo di non vincere lo scudetto che quello positivo di avere una squadra da baco a farfalla, che giocava bene, divertiva e faceva tanti punti. Forse pesare meglio la straordinarietà almeno momentanea dell’anno scorso avrebbe indotto a maggiori prudenze per questa stagione, con una Champions in più e un ambiente da tenere a bada con le parole o con frusta e sgabello, secondo i casi.

    Il doppio impegno, gli infortuni (cfr. la malattia di Castan), campagne acquisti quasi forzate (Benatia, un pilastro che però voleva andarsene), hanno cominciato con lo spappolare un gran punto di forza come la difesa, quest’anno assai meno sicura. Dopo un buon inizio di campionato, il ritmo di gioco si è andato appannando negli ultimi due mesi sempre più, e vedendo le attuali partite della Roma è forse il dato che fa più impressione.

    La rosa rimane composta di ottimi giocatori, che però senza smalto atletico ossidano anche le loro caratteristiche tecniche. A questo ritmo dovrebbe furoreggiare Totti, anziano splendente che invece sta palesemente e ragionevolmente accusando l’età.

    Quindi invece di favorirne gli spunti, la velocità da subbuteo degli altri lo fa simile tra i simili. E la palla gira come un bus nel traffico romano delle ore di punta.

    Si aggiunga che nella “finestra” invernale sono arrivati ottimi giocatori alternative viagra bayer ma dalle condizioni precarie (Ibarbo) o stanchi per la Coppa d’Africa (Doumbia con il gemello Gervinho) e il monte-spiegazioni si completa. Noto anche che con una franchezza inconsueta nel mondo del calcio (e cialisotc-bestnorxpharma della politica, in un parallelismo tra politichese e calcese che innamora…) il direttore sportivo Walter Sabatini lo ha anche ammesso, sfidando il gene italiota che è per principio contro l’ammissione di un errore, ritenuta indebitamente un segno di debolezza. Invece Sabatini non si è nascosto. Adesso si borbotta di cambi di panchina o di malmostosità da spogliatoio, come da copione. Credo che vada rifondato un clima di fondo, di soddisfazione generale per ciò che si ha anche in un periodo grigio. È, più che una crisi, una fase di trasformazione e di crescita, se si vuole fare di tutto per intenderla e attuarla come tale. Con un minimo di calma dovrebbero poter ricominciare a giocare abbastanza da restare su in classifica, autorigenerandosi. Il how does viagra make you feel nodo Totti non si scioglie in primavera, ma in estate e per il futuro. Il presente anche a mezzo servizio è ancora lui. È lo spirito, e le relative condizioni atletiche magari con qualcuno in attacco più concreto, che può spingere sull’altra sponda la Roma oggi in mezzo al guado…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    24/02/2015 alle 17:27
    Nessuno ormai si ribella a certe logiche di sistema ..la Roma e come la minoranza dem o parte di forza Italia..si accontenta di arrivare appena dietro e poi quelle poche volte che viene chiaramente danneggiata urla allo scandalo( finto) per far vedere che esiste..come conte che fa il civati della situazione e si accontenta di " tre scudetti di fila" ( come disse nella celeberrima conferenza stampa contro il sistema... anticipando gli stessi di qualche anno..)
    Dopp. .
    24/02/2015 alle 17:20
    Non riesco a spiegarmi quale sia il filo che unisca gli acquisti da pesare sul bilancio con una serie ( o filotto per appunto..) di partite negative da " incassare"

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