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  • Oliviero Beha
     
    18
    feb.
    2015

    Siamo un popolo di fifoni e menefreghisti

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    Libia, l'abbraccio dei parenti degli italiani rimpatriati
     
    Libia, l'abbraccio dei parenti degli italiani rimpatriati

    In attesa che qualcuno finalmente ci spieghi con chiarezza “chi e che cosa sono gli italiani”, possiamo appiccicarci le decalcomanie di fifoni e menefreghisti. Fifoni se rivolti a ciò che succede fuori dai nostri confini, menefreghisti per gli sviluppi della nostra vita politico-istituzionale. Sto parlando del pericolo Isis: dove ti giri, dal colto all’inclita, dal bar al salotto senti parlare con timore di “quelli che vengono e ti tagliano la testa”, dal momento che “sono già a sud di Roma”. È come una scossa in corpaccioni intorpiditi, la febbre improvvisa del mondo complesso che va oltre le abitudini quotidiane, la paura che essenziale sgomina l’inessenziale. Nessuno tra le falangi di fifoni sa davvero nulla, né si interroga su come sia potuto accadere, questo fattaccio del califfato alle porte. Ancora nel 2009 c’era Gheddafi con le amazzoni nella tenda beduina a Villa Pamphili sub specie berlusconiana, e sembrava andare tutto bene o quasi, fatti salvi alcuni dirittucci civili violati dal rais. E adesso si evacua la Libia e i prossimi saremmo noi, che paura alle frontiere, come se l’esercito islamico fosse una reminiscenza di Annibale e i suoi elefanti.

    Così nei commenti figli del terrore ci si divide tra interventisti immediati e guardiani della cautela, in attesa dell’Onu e magari più ragionevolmente e più in fretta della Nato, più o meno come accade al governo e in Parlamento. Ogni tanto si leva una voce sensata, come quella della Bonino che condiziona qualunque decisione bellica o parabellica al prefigurare che cosa accadrà dopo, esattamente il contrario di ciò che è successo a proposito di Gheddafi e della rivoluzione libica tra un pozzo di petrolio e l’altro. Oppure quella di un ex generale con i controfiocchi come Tricarico, che da un pezzo segnala il pericolo Libia nel disinteresse governativo. Nell’attesa, il popolo pusillanime che siamo dà il meglio di sé nell’indifferenza quasi sovrumana che mostra per le nostre vicende interne. Di quello che sta accadendo in una “Repubblica extra-parlamentare” come la definisce Ilvo Diamanti, per rendere l’idea che un uomo solo fa e disfa riformando istituzioni e leggi elettorali mentre le opposizioni salgono sull’Aventino di un giorno o di una notte, gli italiani non discutono: se ne fregano. Sono troppo preoccupati dal califfato per interrogarsi e interrogare su che cosa stia davvero capitando a un Parlamento che non era così fragile e scipito dai tempi memorabili in cui Berlusconi lo paragonava con schiettezza a un’azienda, della quale lui avrebbe volentieri incontrato solo il consiglio d’Amministrazione, per non perdere tempo inutilmente…

    Adesso si sega il tronco della Costituzione senza alcuna preoccupazione che l’albero intiero caschi, e non sia più possibile rimetterlo dritto. La metafora boscaiola non è chiara? Renzi sta ponendo mano a una riforma palesemente irreversibile, e nessuno se ne prende la responsabilità piena, politica, mediatica e civica, nessuno naturalmente eccetto lui e i suoi “bravi” e “brave”. Sì, irreversibile: se tu modifichi il Senato, non più elettivo ma composto da tutti consiglieri regionali più undici sindaci, è ovvio che per esempio nessuno di loro vorrà – che so – votare a favore dell’abolizione delle Regioni. E dunque se è vero che modificare la Costituzione è possibile a certe condizioni democratiche, compresa quella che sia possibile modificarne la modifica, ecco il buco nero che ingoia la situazione. E questa tra le altre la deriva democratica in senso autoritario di cui si parla, ma poco, troppo poco, e nell’apatia del popolo bue, favorito in questo dal solito meraviglioso sistema mediatico. Hanno paura dell’Isis, e va bene: ma vogliamo dare un’occhiata anche ai tagliatori costituzionali?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp. .
    19/02/2015 alle 23:18
    Mi vergogno di essere italiano..su Rai 2 c'è una sorta di riunione di condominio( chiamata" virus..) dove si invertono i ruoli..il conduttore sta in ginocchio sdraiato a sentire estasiato il comizio da dittatore del grande statista italiano..con un mezzo sorriso fa capire che gli fa schifo il suo ruolo obbligato dalla Rai..ma ci deve stare..povera televisione..povero paese
    Dopp. .
    19/02/2015 alle 20:48
    Il senato sarà il nuovo CNEL della leopolda
    gab66 .
    19/02/2015 alle 16:50
    Sarà possibile che gli Italiani, nella loro sublime ignoranza, abbiano intuito che ormai in questa situazione i parlamenti nazionali contano come il due di denari quando la briscola è a coppe? Certo fa impressione che a cambiarci la Costituzione sia questa gente, ma la colpa è dell'opposizione che non ha nessuna capacità di mobilitazione. In primis la destra che avrebbe la capacità mediatica di opporsi al ducetto. Questo dice tutto sulla natura della destra italiana. Si mobilitano solo se c'è qualcosa che interessa direttamente le tasche di B., per il resto il diritti del popolo bue non hanno mai levato il sonno a questi signori. Quindi che vi aspettavate?
      Dopp. .
      19/02/2015 alle 23:20
      Gli faranno annusare come sempre l'odore del sangue di Berlusconi per attirarli come barracuda affamati all esca delle urne..quando manca il consenso e quando mancano gli avversari si usa di tutto per tenere a galla i soliti giochi di sistema
    FrancoAQ .
    19/02/2015 alle 10:00
    Il problema dello jihadismo, coglie ovviamente l’Italia impreparata e sarebbe da meravigliarsi se così non fosse vedendo chi “guida” (?) il paese. Ho sentito le parole di Renzi, già dirigente di un’azienda che si occupava della distribuzione di volantini e giornali, che auspicava una soluzione diplomatica, poi vedo che il ministro della difesa in Italia è un’insegnante di lettere e dopo scopro che è stato approntato un decreto legge in virtù del quale chi si dovesse arruolare con queste bande di assassini verrebbe severamente punito. Ma possiamo aggiungere anche la bellissima figura dell’altro giorno allorquando l’equipaggio di una motovedetta della guardia costiera mandata a 50 miglia dalla costa di Tripoli a salvare un gruppo di “aspiranti” naufraghi è stato minacciato da un gruppo di predoni e costretto a restituire l’imbarcazione che tornerà buona per altre fughe, per il semplice fatto che il personale a bordo, in queste missioni di soccorso non è armato. C’è poco da stare allegri, anche se l’occasione è stata propizia per perfezionare l’acquisto, zitti zitti quatti quatti, dei famosi F35. e qui molte considerazioni si rincorrono. La prima, visto che parliamo di aerei militari da guerra, è che a distanza di quasi un anno ancora non si sa nulla dell’inchiesta sui caccia scontratisi nel cielo sulle Marche (agosto 2014). L’altra è che in Libia, dopo che qualcuno si è trasfomato in scendiletto per assecondare Gheddafi, arrivando ad ospitarlo a Roma con tanto di caravan serraglio al seguito, nessuno ha pensato e saputo studiare un piano di ampio respiro internazionale per affrontare il dopo dittatura. Con il risultato ovvio che adesso più di prima ci troviamo una mostruosa polveriera a due passi dalle chiappe, con l’aggravante che nessuno conosce chi detiene il fiammifero e la miccia per farla saltare. Ci sarebbe anche un’altra cosa terra terra da dire e cioè che questi satanassi sono migliaia, armati di ogni ben di Allah, pieni di soldi e mezzi di ogni tipo ed allora mi chiedo chi li foraggia, chi gli passa le armi, chi li “muove”. E ci sarebbe anche da dire a Renzi, sempre più convinto di essere davvero uno statista, se è informato del fatto che trovare una soluzione diplomatica comporta necessariamente la possibilità di interloquire con l’avversario. Intanto Gentiloni scopre che il tempo stringe e la Serracchiani a recitare il ritornello degli italiani che da 20 anni (venti, eh, non 19 o 21) aspettano le riforme. Governati, male, da cialtroni, arrivisti, falliti, voltagabbana, col pseudo premier che ci informa di sentirsi gasato dopo aver visto Marchionne. L'ISIS è la goccia che fa tracimare il vaso....da notte.
    Dopp. .
    18/02/2015 alle 17:43
    I giornaletti con i Tg sono troppo occupati a riempire le teste delle persone di scandeletti di destra o di sinistra per far credere agli anti berlusconiani ( per esempio coi processi delle zoccole) che sono loro i superiori e a quelli dell'altra parte mostrare la parte ipocrita della società buona e radical chic..sui social del cazzo si creano le due squadre.." Quelli superiori a prescinder" che san tutto e quelli che li sfottono...ma delle sostanze vere delle cose nessuno parla o chiarisce..per esempio..come si spendono i nostri soldi per armi e aerei e che fine fanno se non vengono usati per le missioni? Renzi non doveva abbattere la burocrazia o fare pulizia etnica di giustizia e rilanciare" alla Mussolini" l'educazione nelle scuole? Delrio non doveva provvedere a cambiare il calcio con la legge sugli stadi? E ancora, la sanità non andrebbe una volta per tutte riformata mettendo dei super ispettori per decidere i piani di spesa congrui ed evirarvi i soliti sprechi a fiume di denaro?
      Eugenio Fasan .
      19/02/2015 alle 00:41
      L’assenza delle opposizioni non ha impedito ai lavori di proseguire. Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Lega Nord, Sel, Fratelli d’Italia e gli ex M5s di Alternativa Libera hanno lasciato l’aula della Camera - fatta eccezione per alcuni deputati di M5S e di FI rimasti a presidio - ma Renzi è andato avanti comunque e gli ultimi voti del disegno di legge costituzionale sono avvenuti lo stesso. Renzi, alle 4.10 di questa notte, ne ha dato conferma via Twitter: Trovo questa vicenda vergognosa, indecente, inqualificabile. Qualsiasi cittadino del mondo, che vive in Paesi civili, nel rivendicare i propri diritti e nel rispettare i propri doveri si richiama ai principi costituzionali. Ora sarà molto più difficile che possa accadere. E' sempre opportuno ricordare come la costituzione sia nata in un momento particolare della nostra storia recente, che ha avuto la capacità di unire le migliori forze ideali culturali e politiche uscite dall'antifascismo. E da questo percorso ne è uscito un sapiente modello costituzionale. I padri costituenti di allora godevano di rispettabilità, onorabilità e stima. Questi appena appena, fanno pena. Che ci faccia un Senato di 95 nominati dalle Regioni più 5 personalità illustri, quasi a sottolineare la differenza, con una funzione prevalentemente consultiva è davvero difficile da capire. Considerato che già ora il Parlamento viene espropriato delle proprie prerogative, immaginiamo cosa accadrà con la riforma. Tutto lascia preveder che si trasformerà in un dopo lavoro una sorta di CRAL per politici trombati. Ma allora perché non sopprimerlo ?

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