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  • Oliviero Beha
     
    22
    apr.
    2015

    Il naufragio della decenza nel mare del web

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    naufragio-libia

    Ci mancava solo la querelle tra colleghi: vergogna, hai citato solo il sito di un giornale facendo intendere che tutto il vomito del web riguardasse quello, e basta. Invece è un vomito generalizzato, dove vai ne trovi orrendi schizzi tra siti, blog e social. Vero. Così di mari ce ne sono tre: quello fisico, il Mediterraneo, dove una maggiore, immane ecatombe supera quella precedente in una hit parade spaventosa che i numeri smisurati tolgono dalla rubrica cui siamo tristemente e troppo spesso indifferentemente abituati; quello mediatico, gonfio di una retorica sempre in ritardo, cui la realtà sfugge con altri naufragi, altre necropoli marine, altri processi neutralizzati in poche ore essendo troppo generiche le colpe e troppo naturale l’indignazione; e adesso anche il mare della Rete, che non fa testo se esprime cordoglio e solidarietà ma colpisce duro con tutti gli insulti e la ributtante soddisfazione per morti che non arriveranno da vivi tra noi.

    Alla faccia della comunità di intenti e sensibilità del Papa e di Mattarella, la strage peggiore fagocita l’attenzione e frange le onde di un’opinione pubblica prontissima a dare su internet il peggio di sé. Se soltanto si tornasse indietro con la memoria all’affondamento nel canale di Otranto del 1997 della motovedetta albanese Kater i Rades, speronata dalla corvetta italiana Sibilla, 81 morti, la Pivetti che tuonava “ributtiamoli a mare”, l’idea della politica prodiana che fosse comprensibile sparargli, ci renderemmo conto del precipizio che ha preso il sentire comune in poco meno di vent’anni. Certo, la questione immigrazione è complessa ed è probabilmente su scala internazionale “la” questione per eccellenza, ma la rimozione nei confronti del binomio incompatibile vita/morte dei 950 affogati ha qualcosa di diabolico.

    Porre il problema politico dalle stanze del potere ha ovviamente tutt’altro valore e significato: Triton invece che Mare Nostrum, anche se ti spiegano che l’inabissamento del peschereccio non ha a che vedere con acque una volta sorvegliate dall’operazione Mare Nostrum, rimane una scelta infausta e disperata, di genere quasi più economico che politico. Poiché la UE finora se n’è fregata, diceva Alfano in sostanza nell’autunno scorso, beh, freghiamocene anche noi. E il punto è da un lato quello di una Unione Europea totalmente asservita a interessi finanziari che della politica nel senso migliore hanno fatto strame, dall’altro quello di un Paese come il nostro cui tocca per un banale principio di realtà geopolitica il ruolo che le circostanze ci assegnano, di approdo obbligato per migrantes. Il tutto nel contesto della tragedia continentale di un’Africa che va bene solo quando può essere sfruttata, e male se ti rovescia addosso le sue vittime.

    Ma questo disperato esodo biblico adesso trova la sponda orrenda di molti che non potendone più di una situazione italiana generale individuano nei disgraziati in arrivo un pericolo in più, destinato nell’ignoranza e nella grettezza a farsi passare addirittura come il vero pericolo. La responsabilità di una classe dirigente in tutto ciò è enorme, sia per quello che non ha saputo o voluto risolvere politicamente, sia per la strumentalizzazione criminale del fenomeno che dovrebbe, come risultato finale, semplicemente “portare voti”. La saturazione popolare indistinta va coltivata, insomma, anche se attiene a qualcosa che va oltre qualunque recinto politico o politicante, ovverosia una o mille morti in quel cimitero del nostro mare.

    Alla fine è di nuovo una faccenda di quattrini. Nella mente di chi vomita sul web non ci sono dispute filosofiche su chi accoglie e chi respinge, ma solo la fottuta paura di perdere qualcosa. Peccato che stiamo perdendo tutti ciò che dovrebbe rendere una vita degna d’essere vissuta. E salvata, se ci si riesce.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Emanuele66 .
    24/04/2015 alle 19:13
    Il mondo sottosviluppato preme alle porte del mondo sviluppato )?). Forse il problema che viene posto al centro dei riflettori è quello sbagliato. Se la politica del mondo sviluppato pensasse al benessere dei (propri) cittadini non si porrebbe domande perniciose su che fare dell'invasione umana di disperati: li aiuterebbe con tutte le risorse possibili, in casa propria E a casa loro: indifferentemente. Oggi gli stessi governi che non aiutano i propri cittadini non avendone (alcuna) compassione, continuano a fare quello che sanno fare meglio: non aiutare altri cittadini, di altri paesi in difficoltà. A questo punto perché dovremmo rispettare i nostri governi, in ogni caso indaffarati a spartirsi prebende, mega appalti, false consulenze, doppi, tripli , quadrupli incarichi, bonus pazzeschi, vitalizi ancora più pazzeschi, colossai sprechi, acquisti ingiustificabili e giustificabili tassazioni? Io non ne ho ALCUN rispetto. Li disprezzo, vorrei scomparissero tutti quanti. Alla faccia di quelli che direbbero: eh ma allora chi penserebbe a noi? Forse... noi?
      Dopp. .
      25/04/2015 alle 23:03
      Renzi ti risponderebbe.." E i droni chi li compra per far la guerra, e le pensioni come si pagano e i debiti come si pagano se non tassando tartassando, non si può far sesso senza preservativi..blablbalbla..
    Dopp. .
    22/04/2015 alle 22:44
    Mi sono sempre chiesto cosa pensassero tutti gli squadristi e affaristi di bestiame umano che lavorano per i vari potentati delle cazzate che si dicono e che si leggono mentre loro fottono alla grandissima tutti noi...e lo continueranno a fare in altre vesti magari con appalti di qua o di la, mega costruzioni del nulla da costruire per giustificare le solite scopate progressiste..
    Giuseppe Strazzeri .
    22/04/2015 alle 19:44
    Io sono uno di quelli che secondo le tue frasi vomita sui social. Il termine vomitare mi sta anche bene perché è quello che sento quando il poulismo di destra grida di affondare i barconi, mentre quello di sinistra, fintamente intriso di spirito catto-cristiano, proclama accogliamoli tutti. Io so solo quello che vedo ogni giorno e quello che trasmettono le televisioni. Io vivo in Veneto è l'arrivo degli extracomunitari ha contribuito a ridurre la sicurezza per la strade e nelle nostra case, Ci abito dal 1987 ed allora la situazione era radicalmente differente. Ora siamo circondati da nigeriani che sfruttano e schiavizzano le prostitute, moldavi che rubano nei garages, rumeni che rubano il rame dei cimiteri, di albanesi che rubano macchine e biciclette per rivenderle in patria, di cinesi che evadono al 100% senza contare quelli che borseggiano spacciano, scippano senza rischiare un giorno di galera ne l'espulsione. Abbiamo già 4 criminalità organizzate in Italia, era necessario importare la mafia cinese e quella russa. Mi si potrebbe rispondere che anche gli italiani delinquono, ma io dico, Non ci bastano quelli che abbiamo? Era necessario importarne altri?
      Dopp. .
      22/04/2015 alle 22:49
      Tutti i santi giorni vedo passare per le stesse strade vicino a casa mia trafficanti di ferraglie, i soliti rom sulle scale delle chiese e le solite zoccole..poi i soliti agenti in borghese con parlano di scopate con mogli di politici e di grandissime partite combinate..e blablabla..in questa Italia uno come Renzi campa da imperatore 50 anni

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