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    27
    gen.
    2016

    Il giorno della memoria nel Paese dei lotofagi

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    auschwitz

    Oggi è il giorno della memoria, o piuttosto la memoria di un giorno, l’assenza di memoria in un Paese di lotofagi votato all’oblio. Eppure ci sarebbe tanto bisogno di ricordare, e tutte le associazioni, le scuole, le occasioni non retoriche e finte che invece oggi contribuiscono a non dimenticare portano mattoncini alla sensibilità comune così malconcia. Per esempio è necessario sfatare almeno all’ingrosso il mito di “italiani brava gente” nei confronti degli ebrei, svenduti in massa ai nazifascisti nel ’43-44 dai nostri connazionali, miserabili delatori da taglie. Agli antipodi di un Gino Bartali, per intenderci, e delle sue imprese salvifiche assai poco conosciute.

    Per rimanere attuali, nei giorni scorsi casualmente ho saputo da amministratori locali di vario ordine e grado come l’abolizione delle tasse sulla prima casa da parte del governo Renzi abbia gettato i comuni in un abisso di disperazione economica: senza il credito delle banche, quelle stesse avvolte ormai da un maledettismo pare senza scampo, non riusciranno a pagare gli stipendi ai dipendenti. Che cosa c’entra la memoria? Beh, chiunque può ricostruire la posizione di Renzi e del suo giglio magico sulla questione anche solo quando era in corsa per la carica di segretario del PD, esattamente opposta a quella di oggi che invece è la perfetta riedizione di un caposaldo berlusconiano. Ma chi se lo ricorda? Anzi, anche il solo rammentarlo ti colloca d’ufficio tra gli anti-renziani per antonomasia in un paesaggio deformato dalla convenienza e dal servilismo. Teniamo quindi a mente tutta l’odierna corte governativa, partitica e alonica del Presidente del Consiglio per vedere come si comporterà il giorno in cui arrivasse al capolinea: tutto scontato e già visto, per carità, anche in questi mesi nei confronti del Caimano in autunno o in inverno, in una storia patria farcita di tradimenti e opportunismo imbarazzanti.

    Ma qualcosa mi dice che stavolta, in assenza di qualsivoglia sostanza ideale o ideologica nel monopolio della pratica comprensibile del potere, il fenomeno avrà dimensioni esorbitanti. Temo che non rimarrà alcun motivo di essere renziani e quindi assisteremo a un macroscopico “ma chi lo conosce?” in dosi superiori al passato il giorno in cui dovesse arrestarsi la “spinta propulsiva” dell’uomo di Rignano.

    Lo dico a futura memoria, specie per i giovani più giovani del Presidente del Consiglio, che oggi affida la sua maggioranza su vari e delicati punti – a partire dalla riforma elettorale -al sostegno di Ala, la concrezione parlamentare di Verdini, subentrato in questo a Berlusconi nello stagno politico circostante. Sarei curioso di verificare che cosa sa un elettore tra i 18 e i 30 anni dell’atticciato Denis, grande tessitore fiorentino associato a tutte le P (Propaganda massonica) numeriche dell’ultimo quarantennio, esattamente il lasso di vita del nostro ex rottamatore Matteo Renzi. Qualche addetto ai lavori precisino obietterà che lo scandalo della gelliana Loggia P2, con Berlusconi tessera n.1816 e successivo scioglimento parlamentare della medesima dopo l’inchiesta della Commissione Anselmi, è “solo” del 1981. Vero, ma la vicenda è più antica e già nel luglio del 1976, quando Repubblica era qualcosa di leggermente diverso dal giornale accondiscendente di oggi, Franco Coppola ricostruiva la situazione dopo l’omicidio del giudice Occorsio che su di essa indagava: facendo i nomi tra gli altri del golpista De Lorenzo, Miceli, dello sparatore di Sezze Saccucci, del missino Caradonna, di Sindona, del Procuratore Generale Carmelo Spagnuolo… Poi toccò a Berlusconi e all’attuale partner parlamentare, Verdini. Per sapere almeno oggi da dove veniamo…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Dopp .
    29/01/2016 alle 15:29
    A proposito di memorie e ricordanze..ho trovato sconvolgente il fatto che nessuno abbia ricordato come si deve un grandissimo come Ettore scola, così come prima Rosi corbucci e pochissimo Monicelli..mentre si celebra ogni giorno la miseria umana su Tg e giornali..cosa rimarrà ai nostri generali futuri? Un mucchio di azioni da scambiare o qualche vincita di monopolio di stato da esibire.?
    Ferdinando .
    28/01/2016 alle 18:35
    Alla luce di quello che Franco Coppola scriveva (invano) quarant'anni fa, ci sarebbe da farsi venire un dubbio. Si é sempre detto che Vittorio Occorsio fu ucciso dal neofascista Pierluigi Concutelli per il suo accanimento contro la destra extraparlamentare. Ma é stato mai ipotizzato che Concutelli potrebbe essere stato un sicario manovrato? Che a volere quel delitto siano stati, a monte, proprio i personaggi che Occorsio stava indagando in quei giorni? E cioé i servizi deviati, i golpisti, l'anonima sequestri dei marsigliesi legati a doppia mandata al neofascismo e alla P2?

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