• Biografia
  • rubriche
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    Home > Il badante > Dopo i cervelli adesso fuggono anche i fornelli
    10
    feb.
    2016

    Dopo i cervelli adesso fuggono anche i fornelli

    Condividi su:   Stampa
    ristorazione

    Marco Stefenelli ieri sera non ha visto il Festival di Sanremo, con Elton John come puntuale vigilia del voto di oggi in Senato sulle Unioni Civili, a Carnevale nominalmente esaurito nel Paese carnascialesco che siamo. Non l’ha visto perché stava cucinando, nel suo ristorante valdostano. È una professione che fa da trent’anni, da quando ne aveva 16 ed era espatriato in Germania, e poi, con un curriculum già di primordine, in Italia. Con un palmarès di apparizioni tv di successo che non solo in Valle ne hanno fatto una specie di star. Ma in via di fuga, se non come cervello certo come fornello. Torna in Germania, a Bonn, e non certo perché gli affari gli vadano male bensì perché non regge più “lo stress del fisco e della burocrazia”. Strana e martoriata Italia, da cui si scappa non solo per mancanza di lavoro come sta facendo una intiera generazione ma in giro per l’Europa perché c’è il sussidio di disoccupazione, oppure il reddito minimo garantito, o il welfare per le mamme al lavoro, o il bonus sugli affitti… Crescono in percentuale a due cifre gli italiani che non ne possono più e forse c’è da interrogarsi se loro siano i colpevoli o le vittime di questo che non chiamo esodo per decenza, lasciando il termine alla tragedia dei profughi: la principale questione sul tappeto dell’Europa che non c’è più o non c’è mai stata.

    Per evitare il solito, frustrante derby di opinione (o di mancanza d’opinione) su Renzi e il renzismo, per cui se tratti la cronaca della realtà che non piace vieni sistemato tra i “cattivi” dai lacché buoni, anticipo che Stefenelli, preso a campione di una situazione, non ritorna in Germania per colpa di Renzi o per ostilità dei suoi confronti. Purtroppo, dovrei aggiungere. Perché svanito un Renzi ne sortisce un altro, ma le condizioni che impediscono agli Stefenelli di rimanere con un minimo di agio e di serenità non accennano a mutare.

    Il racconto degli episodi che hanno come protagonisti gli inviati dell’Agenzia delle Entrate, i Nas, la Guardia di Finanza è quasi una sceneggiatura. Si va dal controllo spicciolo della besciamella ai numeri degli studi di settore, per cui se non ricarichi abbastanza il prezzo degli ingredienti per i vari piatti sei automaticamente un evasore: quali i parametri? Quelli, arbitrari, di altri ristoranti presi come campione. Comincia un tira e molla tra i piatti indicati dai controllori e la molto più ampia disponibilità di quelli del o dei controllati, procedura ovviamente a senso unico. Una volta quantificata la supposta evasione in questo modo, comincia il “mercato”: se paghi subito si riduce l’eventuale ammontare in un mercanteggiamento da suk, se minacci il ricorso sei fritto. E qui si aprirebbe il capitolo dei commercialisti, ovvero di quegli studi particolarmente vicini all’Agenzia delle Entrate. Ma tant’è… Il metodo di accertamento presume senza troppi ambagi la colpevolezza a priori dell’esaminato, che appunto mina inequivocabilmente qualunque “patto fiscale” tra uno Stato e i suoi contribuenti. Forse qualcosa andrebbe detto sui “budget” da raggiungere degli esattori, e sui loro “premi di produzione”, voci che violentano l’imparzialità dei medesimi prevista dall’art. 97 della Costituzione (già, la maledetta… ).

    Ovviamente il tutto accade in un Paese con i grandi numeri dell’evasione e dell’elusione, abitualmente bypassati in un sistema ipocrita forte con i deboli e debole con i forti. Il caso Stefenelli è gravoso e interessante proprio perché lui non è né l’uno né l’altro, semplicemente “non ne può più”. E perché l’Italia è ormai fatta soprattutto (in tv) di calcio e di cibo. E di Sanremo, in questi giorni. Appunto…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio