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  • Oliviero Beha
     
    07
    mar.
    2016

    Crotone e Foggia, futuro alla moviola

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    Il board della Fifa, quella stessa che ha appena eletto il suo nuovo Presidente sulla scia dello scandalone Mondiali nel dopo Blatter e Platini (cfr. come li assegna, chi paga, li danno alla Russia per Putin e al Qatar via Sarkozy? Ecc.), matura la decisione di testare nei prossimi 2 anni la moviola in campo, naturalmente per i casi più gravi come i gol, le espulsioni e i rigori. L’ultima parola spetterà comunque all’arbitro (e ci mancherebbe pure che ci fosse il secondo e terzo grado in mutande… ). Rivoluzione copernicana? In teoria sì, qualcosa che potrebbe sollevare una querelle tipo quella tra “antichi e moderni” datata addirittura prima di Pelè… Provare non guasta, intendiamoci, ma avere un’idea più generale di che cosa si intenda per calcio attuale, quando di ludico vi sia rimasto, quanto sia trasparente o combinato, come si sia sviluppata o guastata l’industria benedetta dalla tv ecc., forse sarebbe più urgente. Con questo non si vuol dire che la tecnologia debba rimanere per forza fuori: l’occhio di falco sulla linea di porta per il gol non gol o quasi gol (no, quello era Carosio … ) è difficilmente contestabile. Momento decisivo, possibilità di individuare immediatamente la verità fattuale, arbitrarietà non in discussione.

    Ma sulla moviola ci andrei più che cauto, per i motivi già allusi tante volte e anche implicitamente nell’inizio di questo articolo: è un calcio opaco, da tanti punti di vista, e per seguitare nella metafora metereologica la moviola nella nebbia serve fino a un certo punto. Anche la figura dell’arbitro o degli arbitri, la carica dei 6 predisposti per ogni partita, andrebbe rivisitata, sia per come funziona o non funziona oggi in termini di capacità e di credibilità (ne avesse azzeccata una Irrati in Roma-Fiorentina, anche se poi l’esito è andato verso una direzione logica e meritocratica), sia per come cambierebbe alle prese con la moviola. È curioso, si fa per dire, che ci sia tanta attenzione a quello che accade dentro il campo e non ci si voglia occupare seriamente e onestamente di ciò che avviene fuori, e che influenza a tutti i livelli i corsi e ricorsi pallonari specifici: dico della consistenza sociale, economico-finanziaria, in definitiva politica (dai Mondiali di Putin e Sarkozy a schiovere fino alle nostre serie minori) della Rotondocrazia.

    Per esempio mentre si dibatte di moviola è in testa alla B con stupore del colto e dell’inclita il Crotone pitagorico dei tanti fallimenti societari, senza per ora che vi sia stata alcuna telefonata intercettata di Lotito che se ne scandalizzi come l’anno scorso per Carpi e Frosinone cui portò bene. È possibile se non probabile che i calabresi strappino l’anno venturo uno “storico posto nella massima serie”, sintagma bell’e pronto. È un bene, è un male, ci sarà chi ipotizzerà dietro di loro, in una città non ridente di origini grecissime, le forze oscure che dalla Calabria risalgono il continente e ormai il pianeta (qualcosa che ha a che vedere con le ndrine) oppure lo considereremo la dimostrazione ennesima e solare che la palla è rotonda e accade nel calcio ciò che non accade altrove? E qualcuno lo intenderà come rischio del “profondo Sud” men tre contemporaneamente in Lega Pro la squadra del Foggia dopo una sconfitta regionale, ad Andria, viene aggredita a mano armata con feriti a mazzate e sprangate non da un esagitato ma da circa duecento teppisti, di quelli che secondo la vulgata “non hanno niente a che vedere con lo sport”? E che si mischino le carte delle entità geopolitiche alte e basse per il pallone è un arricchimento – come credo, alla faccia della Realpolitik finanziaria – oppure una remora se si pensa che in Europa da un pezzo si congettura di SuperLega tra i club più ricchi e famosi?

    E naturalmente su tutto ciò aleggia la pessima distribuzione delle centinaia di milioni delle tv per cui non si considera che per lo spettacolo serve tutta la compagnia recitante, nessuno escluso. Altrimenti siamo alle solite, e con merito, non prendendo gol ormai dal ’43, la Juve rischia di vincere il suo quinto titolo consecutivo, come nel lustro ’30-’35 con in panchina il mitico Carcano… Dunque stiamo andando avanti a colpi di moviola o indietro a colpi di intrallazzi? Moviolate, gente, moviolate…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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