• Biografia
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    04
    mar.
    2016

    Nessuno legge e lor signori fondono e concentrano

    Condividi su:   Stampa
    repubblica-stampa-fusione

    Davvero più un campo di concentramento che una concentrazione di stampa, questa ammucchiata unica tra il gruppo De Benedetti/La Repubblica/L’Espresso egli Agnelli de La Stampa /Secolo XIX. Un modo per risparmiare, sia sulle notizie che sui giornalisti. Una firma complessiva in tutti i sensi  all’evacuazione dal giornalismo degno di questo nome. Bravi, in un paese di galline un raggruppamento di faine è il più logico degli esiti. E la mancanza di reazione degli addetti o dell’opinione pubblica, ormai dissolta, è solo la conferma che tra De Benedetti e Berlusconi l’unica differenza è che il primo si veste a sinistra…
    O.B.

    Notizie false, verosimili, vere
    Come distinguerle con un’informazione in crisi?

    di Nando Pagnoncelli, www.inpiu.net

    La creazione del nuovo polo Repubblica-Stampa induce qualche riflessione sulla situazione critica in cui versano i quotidiani da qualche anno in Italia. Alcuni numeri: nel 2007, prima che la crisi economica investisse il nostro Paese, il numero di copie diffuse nel giorno medio era pari a 5,4 milioni, mentre i dati più recenti (2014) si fermano a 3,2 milioni. La crisi ha solo accelerato il processo di contrazione delle copie, basti pensare che secondo i dati Fieg nel 1990 si vendevano 6,8 milioni di copie al giorno, nel 2002 siamo scesi stabilmente sotto i 6 milioni, dal 2009 sotto i 5, dal 2011 sotto i 4. Analogamente i ricavi pubblicitari dei quotidiani dal 2007 al 2015 si sono più che dimezzati. Solo nel 2015, a fronte di una flessione complessiva dello 0,5% i ricavi pubblicitari dei quotidiani sono diminuiti del 6,6%, secondo Nielsen.
    La drastica riduzione delle copie è riconducibile a due principali motivi: innanzitutto il profondo cambiamento dell’offerta informativa che si è ampliata notevolmente, basti pensare alla moltiplicazione dei canali televisivi con il passaggio al digitale e il rafforzamento delle tv a pagamento, oppure all’offerta informativa garantita dalle centinaia e centinaia di radio nazionali e locali che popolano il nostro paese; oppure ancora a internet che ci consente di essere permanentemente connessi e informati. Il secondo motivo riguarda gli stili di vita, sempre più intensi e ricchi di attività, che vedono ridursi il tempo dedicato alla lettura dei quotidiani. La presenza di un’offerta informativa larga e gratuita risponde pienamente alle esigenze di informazione “primaria” dei cittadini. Non solo, la possibilità di essere costantemente aggiornati grazie a tv, internet e radio rischia di far invecchiare il quotidiano in edicola. Spesso i lettori occasionali sfogliando un quotidiano hanno l’impressione che si tratti di una copia del giorno precedente, perché sono già a conoscenza di molte delle notizie pubblicate che hanno appreso da altre fonti. E, d’altra parte, quotidiani che superano le 50 pagine mettono a dura prova il time budget dei lettori, molti dei quali si dicono frustrati per non poter aver il tempo di leggere ciò che vorrebbero.

    La dieta mediatica dei cittadini è estremamente importante perché influenza la formazione delle opinioni. Il 55% degli italiani dichiara di utilizzare esclusivamente o prevalentemente la tv, il 19% utilizza prevalentemente Internet, il 17% prevalentemente i quotidiani. Tg e internet garantiscono un’informazione di primo livello. In particolare la tv è basata su sintesi, ritmo e sulla straordinaria potenza suggestiva delle immagini. I portali delle testate su Internet determinano una forte auto selezione delle notizie da parte del lettore che rischia di perdere di vista la contestualizzazione e la gerarchizzazione delle stesse. Tutto ciò ha come conseguenza il prevalere delle percezioni sulla realtà e delle emozioni sulla razionalità. Non a caso a fronte di una presenza di stranieri pari a circa l’8% gli italiani pensano che siano il 26% (potenza delle immagini dei barconi?). E potremmo dire lo stesso per i disoccupati, la popolazione che invecchia, la diffusione della criminalità, la fuga dei giovani cervelli all’estero. Tutti fenomeni ampiamente sopravvalutati elle percezioni dei cittadini. Paradossalmente ci sono sempre più cittadini informati ma sempre meno cittadini consapevoli, dotati di senso critico.

    E a risolvere il problema non è certamente l’informazione tramite i social network che come sappiamo presenta un duplice pericolo: l’attendibilità delle fonti (quante bufale circolano in rete!) e l’autoreferenzialità. I social infatti sono spesso luoghi nei quali prevale il tifo, non il confronto di idee; club a cui sono ammesse solo le persone che la pensano nello stesso modo. Il declino dei quotidiani riguarda quindi tutti i cittadini, non solo gli editori. E gli interventi di riduzione dei costi o le famose “sinergie” non bastano a invertire il trend. I quotidiani saranno sempre più chiamati a scelte coraggiose, probabilmente riducendo le dimensioni e aumentando la funzione “opinionale” e il confronto, rafforzando la funzione di mediazione sociale  e contribuendo a far crescere la conoscenza e la capacità di discernimento dei cittadini. Al contrario rincorrendo altri mezzi, la tv in primis, imitandone toni e stile produce effetti limitati, perché solitamente si preferisce l’originale alla copia. E l’impatto sulle copie vendute risulta temporaneo, come l’effetto del doping.

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    5
    Lascia un commento
    max .
    08/03/2016 alle 11:48
    Per esempio il blog di Grillo è molto utile per informarsi davvero...
    max .
    08/03/2016 alle 11:05
    Per fortuna esiste Internet per informarsi davvero.
    Claudio .
    06/03/2016 alle 10:56
    Tra le note di Oliviero Beha, asciutte, taglienti, icastiche, e il commento di Pagnoncelli, traggo una breve sintesi: prevale e prevarrà sempre più la "comunicazione" a scapito dell' "informazione", come peraltro ha ampiamente dimostrato Mario Perniola in un suo piccolo, denso e prezioso lavoro edito da Einaudi.
    Dopp.. .
    05/03/2016 alle 00:23
    Rimarranno le notizie dei pompini della signora panariello o degli slip di garko a vendere un po'...la piscina piena sul fondo di acqua marcia che non vince svuotata da anni nel giardino del vicino..e la metafora di un paese stramorto che nessuno può risollevare più, amen
      max .
      08/03/2016 alle 11:09
      Per fortuna esistono i 5stelle...

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio