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  • Oliviero Beha
     
    27
    apr.
    2016

    Tutti al derby tra malapolitica e malagiustizia

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    Confesso che nel pomeriggio del 25 aprile ho avuto un brivido: non era per il gol della Roma bensì per un titolo di un importante giornale web che alla lettera citava Mattarella: “È sempre tempo di Resistenza. Un filo lega la Liberazione al Referendum”. Perbacco, mi son detto, questo sì che è un presidente, sta già pensando al referendum di ottobre sulla riforma istituzionale, leggasi il pasticcio del Senato rimodellato ovvero il plebiscito indetto da Renzi su se stesso, e deve aver cambiato idea. Non lo aveva benedetto mesi fa come il segno di un cambiamento “dinamico”? Poi leggendo l’articolo ho visto che si riferiva al referendum del ’46 e che il destino cinico e baro della ristrettezza grafica era responsabile di un’illusione. Come pure è stata un’illusione che con il restringimento del Caimano nel bioparco si sedasse un poco lo scontro tra politica e giustizia: macché, ci risiamo con Renzi e i suoi, con modalità analoghe anche se filosoficamente si tratta di “nani sulle spalle di giganti”, e la gravità sta nella coazione a ripetere. Forse non è inutile ricordare che il derby tra il berlusconismo (vent’anni di Berlusconi comprensivi anche di molti dei suoi oppositori di facciata) e la “magistratura rossa” ha occultato un penoso deficit di giustizia nel nostro Paese, ricordato dalla Corte di Giustizia europea che ci bacchetta continuamente.

    Sto parlando del funzionamento dell’apparato giudiziario, quello cui si riferisce Gratteri non a caso saltato dal ministero competente in extremis proprio perché troppo competente e “politico” solo nel senso migliore del termine, di persona attenta alle esigenze della polis. Che sia penale, civile o amministrativa, sappiamo tutti in che condizioni comatose per lo più è. Dobbiamo raccontare di nuovo i suk che sono corridoi e stanze di molti palazzi di giustizia, specie nel centro-sud? Oppure la lentezza delle cause che sposa naturalmente (nel senso di ovviamente ma anche della natura della specie…) l’effetto prescrizione così coccolato dal legislatore parlamentare, succubo del governo? Ma l’impressione è che nel conflitto rigonfiato tra politica e magistratura dopo l’uscita di Davigo l’intento sia quello di stendere una cortina nebbiosa sullo stato dell’una e dell’altra. In un Paese neppure civile, ma anche solo non del tutto imbarbarito, il problema di fondo dovrebbero essere la mala politica e la malagiustizia: la prima perché in buona parte ruba, si fa corrompere, corrompe ed è incapace di amministrare, la seconda non perché colpisca la prima se commette reati (e le cronache magari per difetto sono quasi costrette a parlarne quotidianamente) bensì perché troppo spesso non funziona, o risente di vizi che rimprovera alla politica.

    Il punto è come sempre da dove cominciare: è la politica che deve mettere legislativamente e normativamente la magistratura in condizioni di operare il meglio e il più velocemente possibile non guardando in faccia a nessuno e applicando la legge, o è la magistratura che ci deve difendere dalla politica che non agisce in questa direzione per difendere se stessa? Sembra uno scherzetto da “prima l’uovo o la gallina”, in realtà avrebbe bisogno di una forte consapevolezza degli uni e degli altri, a partire da un esame di categoria su se stessi. Ma la politica non è mai stata così vuota, e la giustizia mai così male in arnese e fraintesa, spesso ad arte. Dal basso, poi, non c’è alcuna pressione da parte della coscienza popolare, tanto sonnacchiosa da parere dissolta e disponibile ad aprire gli occhi in questo malsano derby solo per un momento per schierarsi in base a una trita idea di destra e sinistra. Tifosa, come nel calcio. Appunto…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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    Emanuele66 .
    01/05/2016 alle 19:41
    Posso uscire un filo fuori tema? Vi ricordate i figli del baby boom? Si dice che nessuno avrà la pensione che si aspettava anche per questo: negli anni 65/66 gli italiani/tedeschi/americani ecc. hanno fatto troppi figli: e chi li manda più in pensione con il sistema retributivo? Non parliamo poi dei tanti fondi che hanno speculato male fottendo i risparmi degli aspiranti pensionandi. Solo che... Solo che una curva a campana che rappresenti i nati in questo ameno paesello consta di un prima del picco e di un dopo il picco. Finora ci hanno raccontato del dopo: ci sono pochi nati DOPO per pagare la pensione del PICCO di nati. PECCATO CI SIA ANCHE UN PRIMA: il PICCO dei nati ha pagato (come classe e complessivamente) UN VAGONE DI CONTRIBUTI per pagare le pensioni dei nati PRIMA (che erano MOLTI MENO). CHE FINE HANNO FATTO QUESTI SOLDI? Oltre alla responsabilità morale, non esiste de facto una responsabilità giuridica "oggettiva" dello Stato, dell'INPS, dei SINDACATI, della CONFINDUSTRIA, delle PMI.... ? Sembra un cavillo ma non ho trovato nessuno che ci abbia mai pensato: si pensa solo ai POCHI nati DOPO IL PICCO come giustificazione per tutto il deficit quando in effetti i POCHI nati PRIMA DEL PICCO giustificherebbero un avanzo. Non mi sembra un teorema di matematica superiore
    Emanuele66 .
    01/05/2016 alle 19:32
    Sembra ormai chiaro che Mattarella è un democristiano d'antan: quando mai hanno rispettato alcunchè? Sul popolo bue che resta legato dove vuole il padrone ho qualche dubbio: 15 milioni che vanno a votare un referendum ampiamente screditato/disinformato/depotenziato una domenica fitta di impegni (comunioni/cresime/supercazzole) tutto sommato sono come 500000 avvocati in fondo al mare. Un dannato buon inizio.
    Dopp. .
    28/04/2016 alle 22:26
    Il gran capo potrebbe fare qualsiasi promessa con tanto di supercazzola e strizzare l'occhio a qualsiasi risma di malaffari, ma al popolo interessa solo il cellulare e il derby " arrivo davanti a te in classifica" ( ormai c'è una disillusione anche nel calcio) d'altronde c'è ormai la rincorsa ad apparire più tamarro trasgressivo fico che mai in ogni settore dalla politica al mondo dello spettacolo, tanto che pure carriere e professioni si sottomettono alla logica della frittata oggi piuttosto che la gallina domani, che speranze abbiamo? Apparire come gli sfigati di turno che non rubano, fottono e sniffano dalla mattina alla sera rispetto agli altri " colleghi" ?

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