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    28
    nov.
    2016

    Squadre sull’orlo dell’esaurimento

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    genoa-juve

    C’è un’antica regola del calcio, buona per quello epico come per quello stradenarizzato di oggi: se vinci giocando male o non bene prima o poi o cominci a giocar bene o perdi. Aggiungi lo stress da Champions, sia pure ben messa, e qualche infortunio, un Genoa in casa soprattutto molto incisivo sul piano emotivo e curato su quello tattico, un inizio scricchiolante (tipo l’anno scorso) “et voilà”, la Juve a Marassi viene subissata di gol. Che si ritrova intanto il Milan a 4 punti, e a 5 Lazio e Atalanta, la sorpresa di stagione, con cui giocherà la prossima partita, così da non aggiudicare più burocraticamente il sesto scudetto consecutivo. Malgrado le spese estive e tutti i favori palesi del pronostico ha già perso tre partite, e ieri davvero malamente. Forse c’era un rigore a favore, non dato e fa notizia, ma l’assunto resta quello appena descritto. Se alle squadre citate si aggiungono Roma, Torino e immagino Napoli è evidente che la corsa per le Coppe si affolla sempre di più. Tanto per dire, avendo citato un Torino molto quadrato, se al posto suo ci fosse stata la Juve con un arbitraggio anti-Chievo vicino all’indecenza di tal Chiffi avremmo gridato allo scandalo. Questo per un minimo di obiettività. E stasera c’è un match non tanto tra squadre ma tra club sull’orlo di un esaurimento nervoso, Inter-Fiorentina. Interessante, non tanto per il possibile risultato che ne affonderà una o con il pari entrambe con la prospettiva di una stagione buttata, quanto facendo uno sforzo di memoria: solo un anno fa erano in testa alla classifica, punto più punto meno. Con la differenza che l’Inter veniva da vari campionati modesti dopo l’epopea interna di Mancini e quella continentale di Mourinho in tempi in cui non c’era la Juventus per gli effetti e i postumi di Calciopoli: a proposito, giacché con Moggi non ha mai vinto cinque scudetti di fila eppure la vulgata parla di arbitri (non le sentenze…), adesso che cosa è successo?

    Tutto a posto? Ma è una contraddizione in termini, o in numeri: dunque Moggi & soci tramavano contro la Juve e non a favore… E gli arbitri di oggi sono come quelli di ieri altrimenti quello dietro la porta del Torino in occasione di un “mano” clamoroso sabato dovrebbe essere ricoverato in un istituto oftalmico, ma quotato… Dunque, l’Inter: da 5 anni cambia allenatori come fazzoletti, eppure un anno fa pareva che il decorato Mancini e il portafoglio di Thohir bastassero a riguadagnare gli allori storici. Macchè, un fallimento ribadito quest’anno con un altro esborso di milioni a capocchia. Esattamente il contrario della Fiorentina dei fratelli marchigiani, che prima dell’estate di San Martino 2015 avevano venduto a belle cifre o perduto giocatori “pesanti”: da Nastasic a Jovetic, da Ljiaic a Cuadrado a Savic, estraendo dal cilindro (casualmente?) Salah salvo poi perderlo direi miseramente. E ne dimentico qualcuno minore (in termini di soldi). Eppure da 3 anni con Montella avevano ricostruito squadra e ambiente a livello ultradignitoso, fino all’exploit di un tecnico quasi sconosciuto come tale, Paulo Sousa, che ha fatto giocare la Fiorentina bene come nessuno, giusto un anno fa. Per questo era in testa alla classifica, non per la Tod’s, i soldi, il potere: solo per come giocava. Ma mentre l’Inter si sfarinava per una confusione societaria tra i milioni e il disavanzo, la Fiorentina si è sciolta per un lungo periodo perché giocare bene non era evidentemente bastato per far investire il denaro necessario. Il clima è cambiato, delusione, depressione, contraddizioni, squilibri. Mantenuti quest’anno dopo aver fatto nuovamente (e logicamente, a quelle cifre) cassa con la cessione di Alonso. È dunque istruttivo come si possano sfaldare le squadre sia investendo male che pensando solo alla propria bottega. Forse ha ragione Berlusconi (il cui Milan sembra come piglio la prima Fiorentina di Montella): oggi non basta più un solo imprenditore per reggere le spese del calcio di alto livello. Ci vuole il tycoon indonesiano o cinese o arabo di turno. Ragionando così, i Della Valle bros. vinceranno comunque sempre il loro personale campionato…

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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