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  • Oliviero Beha
     
    08
    feb.
    2017

    Pensiamo ai cittadini e diradiamo il polverone

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    Rendering del progetto per lo stadio della Roma
     
    Rendering del progetto per lo stadio della Roma

    Come spesso, qui trovate riportato un articolo/inchiesta elaborato, che spero leggiate per intero. Per l’argomento, cioè che succede o succederà al Campidoglio, e per la direzione pro-Raggi dell’indagine giornalistica. Mi permetto di aggiungere che non ho queste certezze. Ovverosia penso senz’altro che i poteri forti e marci abbiano condizionato lo stato delle cose, perché come hanno dimostrato da parecchio (da sempre?) a loro frega esclusivamente degli affari e del condizionamento della politica, non del bene della capitale. Ma tutto questo il M5S lo sapeva o doveva saperlo, avendolo subito dal basso. Si aspettavano la guida rossa, il tappeto volante, una stampa improvvisamente onesta? Se sono stati fatti errori nella candidatura si pagheranno per forza, al di là degli aspetti eventualmente penali della vicenda. Se li conoscessi, li scriverei per rispetto della verità che viene prima e spero solitamente insieme al M5S. Per rispetto mio e vostro, come ho fatto in passato raccontando dei soliti noti (con relativo dazio di vita e di carriera , come forse qualcuno saprà…). Se invece è “soltanto” (e rovinosamente) una trappola per Raggi, cioè Grillo, cioè la ventata di speranza “pericolosa” per il sistema taroccato che abbiamo tutt’intorno, ne sarò felicissimo. Li ho votati…
    o.b.

    GIALLO RAGGI & REPUBBLICA / LE PREVISIONI DI OTELMA BONINI SUL TESTE MARRA
    Paolo Spiga, La Voce delle Voci

    Bagarre continua per l’affare stadio a Roma. Scende in campo il presidente del consiglio comunale, Marcello De Vito, che indossa la maglietta di Francesco Totti e in verace romanesco incita i fans: “Non te preoccupà Capitano: famo Sto stadio e famolo bene. Con ASRoma lavoriamo a progetto innovativo”.

    Prende finalmente posizione, il rivale di Virginia Raggi alle comunarie grilline, la vittima della macchina del fango ordita dalla banda dei 4, secondo le ricostruzioni – guarda caso un coro perfetto – di Giovanni Bianconi via RepubblicaFiorenza Sarzanini per le colonne del Corsera e Marco Lillo per il Fatto. Unito e compatto, il tris mediatico, nel tentativo – fino ad oggi bucato – di delegittimare il sindaco, che presto verrà accusato di aver scippato ai romani il Colosseo, caso mai con una comoda polizza. E accreditare come un intemerato gladiatore l’aspirante primo cittadino De Vito, che fino a ieri a sua insaputa voleva lo stadio: il fedelissimo, Stefano Zaghis, è infatti uno dei più ascoltati consulenti di Prelios, il fondo che agisce in tandem col gruppo Parnasi per il maxi business a Tor di Valle.

    Oggi, finalmente, De Vito mostra con orgoglio la maglietta giallorossa firmata PallottaParnasi & C.

    Tifa il redivivo Matteo Renzi che sul suo blog incita: “non è solo un fatto economico per il territorio, ma soprattutto un fattore di crescita e competitività”. Crescita per i fatturati di mattonari & faccendieri al seguito, visto che lo stadio rappresenta nemmeno il 20 per cento sulla montagna di cemento che colerà intorno all’impianto sportivo, una città nella città, mai prevista da alcun piano regolatore: un mostro urbanistico che solo dalle nostre parti può trovare cittadinanza (e proprio per questo un urbanista del calibro dell’assessore Paolo Berdini è rimasto quasi solo a denunciare l’entità dello scempio prossimo futuro).

    Il più sfegatato però è Luca Lotti, che invece di pensare al maxi scandalo Consip e all’inchiesta delle procure napoletana e romana che lo coinvolge, trova il tempo per tweettare come il suo Capo: “il governo non c’entra niente. Ma io sto con il Mister Spalletti, famolostadio”. E chissenefrega se per caso si trova a fare il ministro dello Sport.

    Sul fronte antiRaggi, comunque, la palma di migliore in campo spetta di diritto al Nainggolan di RepubblicaCarlo Bonini, che entra in tackle sulle caviglie di Virginia e 5 stelle. Osservando la palla di vetro, vaticina lo 007 del quotidiano diretto da Mario Calabresi: “Marra dirà che era il leader M5S il garante politico”. Dirà a chi? Ma ai pm capitolini che stanno puntando i riflettori sul giallo del Campidoglio. E il leader? Ma Luigi Di Maio, of course.

    Tutto chiaro, un film ancora non proiettato ma già visto dal profetico Bonini che chiarisce: “E’ Di Maio il convitato di pietra di questa storia. Fu a Di Maio che la Raggi chiese di incontrare Marra nel momento in cui la Giunta, da poco insediata, cominciava a mostrare la corda. Fu Di Maio a convincere Marra a non abbandonare prematuramente il suo lavoro di badante della Raggi con argomenti che lo stesso Marra sarà senz’altro in grado di raccontare, quando comincerà a rispondere alle domande dei pubblici ministeri”.

    Tanto per non farsi mancare niente – aggiunge Otelma Bonini – “fu ancora Di Maio, quale garante di quella scelta politica, a difendere il rapporto privilegiato ed esclusivo dei ‘quattro amici al bar’ di cui oggi nulla resta. Una verità – sentenzia la Repubblica formato Cassazione – che non sfugge né a Grillo né alla Raggi. Entrambi sanno che, proprio come i ‘quattro amici al bar’, simul stabunt vel simul cadent”.

    Ottimo e abbondante.

    Postato da Redazione
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    rosa .
    09/02/2017 alle 21:04
    Non ho capito bene chi vuole agire nella legalità e nella trasparenza e chi vuole costruire lo stadio a qualsiasi costo, all'interno dell'amministrazione Raggi, anche senza rispettare le regole. Gradirei un approfondimento. Rosa
    Francesco .
    09/02/2017 alle 10:03
    secondo me i tuoi articoli "strappano" pochi commenti perché sono inattaccabili e quindi provocano poca caciara..... un saluto

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