• Biografia
  • scrivimi
  • Oliviero Beha
     
    01
    feb.
    2017

    Se con Trump si piange qui c’è poco da ridere

    Condividi su:   Stampa
    Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America
     
    Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America

    Da qualche giorno, dalla sentenza della Consulta sull’Italicum e il successivo bando anti-rifugiati di Trump, i nostri media sono costretti a saltabeccare tra l’una e l’altro. L’effetto, ancorché grave in tutti i sensi, rischia di risultare esilarante. E molto istruttivo. Dall’altra parte dell’Oceano il voto ha messo a capo dell’ex “Impero del Bene” un figuro schiettamente dittatoriale che sta facendo in modo rozzissimo quello che aveva promesso in campagna elettorale. Il voto, la democrazia, The Donald, il cinghialone che della democrazia fa un uso adulterato in confronto al quale Silvio Berlusconi era un illuminista del 700. Ma Trump ha vinto perché era così, o meglio perché non era Hillary Clinton, la sua ipocrisia, la sua inerzia dinastica da Bush family, progressista solo perché suonava meglio. Basta ricordarsi di come si è mossa da Segretario di Stato belligerante, a cui ha fatto poi il verso Obama premio Nobel per la Pace alla vigilia dei suoi bombardamenti.

    Certo, la Clinton era apparentemente più presentabile, ma Trump è infinitamente più trasparente nella sua impolitica virulenza che non guarda in faccia nessuno. Gli Usa sono comunque un popolo vivo, e tutte le manifestazioni contro di lui lo confermano, fino ad arrivare al milione di firme britanniche contro la sua visita a Theresa May. E trasparenza per trasparenza in una società ipercapitalista comunque opaca, già si assiste alla reazione dei potentati economici che Trump danneggia con le sue sparate conservative.

    Stanno messi male, insomma, ma non avevano grande scelta e non abbozzano né per il denaro né per una parvenza di ideali. Veniamo a noi. Un guazzabuglio come quello che sta mettendo in scena la classe politica non si vedeva a memoria d’uomo, o di bambino. Nel Pd, fermo restando il dichiarato disinteresse per il precipizio del Paese che tanto desiderano governare, sembrano i camosci che si annullano gettandosi dagli altopiani. Votare in fretta oppure no è solo in funzione dei calcoli dei vari pezzi. Idem per la destra, o centrodestra, che non sa se stare con Trump e augurarselo per le nostre miserrime contrade oppure no. Nel mentre, discute, si riunisce, si distingue: ma per cosa? Il M5S, augurio e speranza per un domani che purtroppo è già oggi, esibisce i contrasti Raggi-Lombardi come uno scontro tra Giovanna d’Arco e Madame Curie… Nel frattempo la benedetta Corte costituzionale introduce quello che la Federcalcio ha negato da trent’anni per gli arbitri, il sorteggio per i capilista (nominati) eletti in più liste. Capisco che siano tutti occupati a “gestire un difficile periodo di transizione”, ma se salgono su un bus e chiedono un parere di strada rischiano grosso. Anche il lessico li tradisce. Quando avvenne la tragedia di Viareggio, l’Ad delle FS di allora, Mauro Moretti, poi premiato in Finmeccanica/Leonardo e insignito al Quirinale, la definì in commissione parlamentare “uno spiacevole incidente”. In sintonia il ministro Delrio aveva considerato la richiesta dei Pm per Moretti di 16 anni (gliene hanno appioppati in primo grado 7) “una pena sproporzionata”. Ma benedetto figlio, tacere mai pensando alle vittime e ai parenti? Insomma, non abbiamo Trump ma questi sono meglio?

    P.S. Se a distanza di anni si profila un esito di giustizia per Viareggio, e ci si augura che la vicenda Regeni abbia una svolta che non sia l’ennesima presa per i fondelli, una settimana fa scrivevo qui di Ilaria Alpi e della sentenza della Corte d’Appello di Perugia incentrata sul “depistaggio di Stato” e sulle indagini tutte da rifare. Chiedendo al Dg Rai, di cui i due trucidati a Mogadiscio erano dipendenti, di costituirsi parte civile nella nuova/vecchia vicenda processuale, come era stato per Perugia. Pare che lo farà: voglio sperarlo.

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
     commenti
    Commenti
    0

    Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

     
    Facebook
    Newsletter
    Resta sempre aggiornato sulle novità del sito di Oliviero Beha
    * Questo campo è obbligatorio