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    15
    mar.
    2017

    L’economia di Renzi… e intanto precipitiamo

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    crisi-italiana

    Pare dunque che basti un menu rivoltato a Netanyahu per dare qualche indicazione a Renzi. Eppure che tutto si tiene (evasioni e tasse, lavoro, disoccupazione e pensioni ecc. – cfr. i capitoli di “Mio nipote nella giungla“) non sarebbe così difficile da capire. Basta avere le idee chiare. Ma qui non ci sono idee né chiare e nemmeno scure. Si pensa solo al potere, da totali sgrammaticati, al Lingotto e altrove. Così il menu resterà al cameriere…
    o.b.

    La curva di Laffer (secondo Netanyahu) e la curva di Renzi (secondo Padoan)
    di Renzo Patrizio

    Su tutti i giornali è passata la notizia che aiutandosi con un tovagliolo il Primo Ministro di’Israele abbia spiegato a Renzi il perché l’economia italiana vada a catasfascio usando la Curva di Laffer sul retro del menù. Il fatto non fa che confermare il detto che per spiegare la curva di Laffer ad un tonto ( parlamentare o no) basta mezz’ora, per discuterci sopra non bastano sei mesi.
    In cosa consiste questa teoria ; nel fatto che esiste un punto di pressione fiscale oltre il quale l’imposizione fiscale diminuisce per tre fenomeni Evasione, Elusione, Sottrazione.

    Evasione
    L’evasione consiste nel sottrarsi illegalmente al pagamento di un’imposta; uno dei metodi per attuarla consiste nel dichiarare una base imponibile minore rispetto a quella reale con lo scopo di pagare all’erario un importo inferiore.

    Elusione
    L’elusione consiste nel “truccare” la natura dell’operazione con lo scopo di beneficiare di minori imposte. A differenza dell’evasione l’elusione non si presenta come illegale; essa infatti formalmente rispetta le leggi vigenti, ma le aggira nel loro aspetto sostanziale frustrando il motivo per il quale sono state approvate. Ad esempio, se le imposte sulla vendita di un immobile sono del 35% e quelle sulla vendita di azioni del 20%, il possessore dell’immobile può conferirlo in una società per azioni al solo scopo di vendere poi le azioni della società proprietaria dell’immobile con fortissimo risparmio fiscale. Qui l’elusione sta nell’uso dello strumento società per azioni non per svolgere un’attività d’impresa, ma solo per trasferire la proprietà sostanziale dell’immobile, infatti in questo caso l’acquirente delle azioni in realtà ha acquistato l’immobile, ma in questo modo il venditore ha beneficiato di un’aliquota impositiva fortemente ridotta.

    Sottrazione
    La sottrazione consiste nel sottrarre l’imponibile dalla tassazione eliminandolo o spostandolo. È l’effetto di cui gli economisti della supply side economics (cioè politica dell’offerta) più si preoccupavano. L’offerta è composta dalla produzione delle imprese, il reddito derivante dall’allocazione di tale produzione è soggetto a imposta. Per sottrarre l’imponibile è necessario non produrre più questo reddito, o produrlo altrove. In entrambi i casi l’effetto è un calo della produzione complessiva e cioè della crescita del paese in questione.

    Ovviamente i tassatori maniacali ( sopratutto italiani-quelli delle tasse sono belle!) negano l’esistenza di tale metafisica realtà geometrica anche se il buon senso e la storia tendono a dirci il contrario, facciamo qualche esempio un po’ estremo per capire
    Partiamo da lontano, che poi è vicino a noi, la realtà della ricchezza medioevale lombarda . La Lombardia ebbe per secoli la prima industria metallurgica di alta tecnologia d’europa ( quella delle armature) e la terza o laquarta tessile ( il broccato milanese fu uno dei migliori tessuti tardomedioevali in rapporto qualità prezzo di tutta europa) bastò meno di un secolo di fiscalità spagnola per fare sparire la prima e ridurre la seconda a una ventina di filande che producevano sacchi di iuta. Se vogliamo prendere un esempio contrario più vicino quando Regan portò l’aliquota massima dal 70% al 31 le entrate fiscali statunitenui aumentarono progressivamente passando dai 8858 miliardi di dollari del 1980 dai 1.93 trilioni di dollari del 1990. In altri termini succede che c’è un punto in cui non vale più la pena di produrre in un paese.. se la tassazione è troppo alta, in un mondo in cui la circolazione dei capitali è fin troppo libera l’Italia l’ha ampiamente superato.
    C’è però un altro fattore che si innesta alzando la tassazione, è uan cosa di cui si parla poco ed è la corruzione globale del sistema di controllo fiscale. Se devo pagare il 60%-70% di tasse diventa conveniente una bustarella del 20% .Si crea così un ricco mercato di mediazione fiscale che corrompe all’interno il sistema fiscale e rende impossibile un fisco giusto. Di fatto chi evade di più è quello che ha più possibilità di farla franca perchè ha più disponibilità per corrompere. Il massimo dell’efficienza in questo caso è a criminalità organizzata che evade tutto. E’ chiaro che in un sistema in cui si evade per sopravvivere (chi può) diventa difficilissimo colpirla e il cuneo fiscale la avvantaggia pure nei confronti di chi paga tasse.

    Ovviamente il problema di Renzel è oggi un altro ed è la curva dell’impopolarità presso i suoi teorici legittimatori ufficiali ( gli elettori) e quelli non ufficiali (i poteri forti).
    Per i secondi è chiaro che la spremitura degli italiani è il modo per diminuirne i consumi e dare stabilità finanziaria all’Euro. Al massimo sarebbero disposti ( e Padoan lo ha detto più volte) e forse consigliano di togliere loro ogni tutela sociale costosa in cambio dell’abbassamento di qualche punto di pressione.
    Intanto man mano che la pressione fiscale fa il suo lavoro il PIL diminuisce e le entrate non aumentano, ma scende anche la curva della popolarità di Renzel che non mantiene le promesse.

    Se le sue promesse sono ora credibili solo al 30% la soluzione è semplice: alziamo le promesse! Se il 30% di 100 fa 30 di popolarità, il 30% di 300 farebbe 90 di popolarità! Tuttavia anche qua interviene, come per le tasse, la curva di Laffer: oltre un certo limite la credibiltà si abbassa più velocemente di quanto si aumenta ciò che si promette.

    Postato da Redazione
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