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  • Oliviero Beha
     
    10
    mar.
    2017

    Sono un po’ Down anch’io…

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    Saveria
     
    Saveria

    Il motivo per cui ho deciso per la prima volta di parlare in pubblico della mia prima figlia, Saveria, affetta o coinvolta da sindrome di Down, è stato che avendo realizzato questa buona trasmissione un servizio su di lei o meglio con lei senza sapere che fosse mia figlia, mi sembrava vile non abbinarmi pubblicamente a Lei, a tutti i Down, ai loro genitori, parenti, amici ecc. sperando di essere utile, di contribuire a far crescere un generale senso di responsabilità da parte delle istituzioni (problema delle famiglie meno abbienti), dei datori di lavoro, dell’opinione pubblica o sedicente tale. E almeno un poco far sentire meno soli i Down e i loro prossimi. Tutto qui.
    o.b.

    Guarda la puntata di Nemo con ospite Saveria >>
    (minuto 22:29:42)

    Postato da Redazione
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    Massimo Manca .
    19/05/2017 alle 03:16
    Un abbraccio ai familiari. Sono cresciuto con l'idea che il giornalismo d'inchiesta e il giornalismo sociale siano l'unica forma di controllo possibile del potere politico in democrazia. Oliviero Beha, insieme a davvero pochi altri, incarnava quest'idea. Già mi mancava da pensionato, ora è una rumorosa assenza.
    sergio simonelli .
    14/05/2017 alle 10:39
    non so' che dire, come se se ne fosse andato un fratello. sergio
    Mauro Maesa .
    14/05/2017 alle 02:36
    Ho appena appreso della scomparsa di questo grande ed indipendente giornalista e sono costernato. Leggo ora che la sua prima figlia è affetta da sindrome di Down. Questa ragazza (e non sono certo solo io a dirlo!) può essere orgogliosa di suo padre, voce sempre fuori dal coro e dotato di grande senso critico!
    Tonino .
    14/03/2017 alle 14:22
    Ricordo Oliviero Beha quando insieme al compianto Andrea Barbato discutevano di temi sociali oltre che di calcio.....Ho imparato ad apprezzarlo allora ed oggi sono vicino al padre che racconta della propria figlia. Il figlio della mia compagna è un ragazzo down di 13 anni ed è un piccolo ometto. Anche a suo nome ringrazio Nemo e Beha per aver acceso i riflettori su di una situazione che tutti conoscono, ma della quale nessuno si vuole prendere carico in maniera seria e coerente. Nel mio caso devo elogiare la gran mole di lavoro che si è da sempre caricata la mamma, non cedendo alle sdolcinerie ma rimanendo ferma sulle posizioni più utili alla crescita del figlio. Ma quanta fatica e quante volte le porte non erano proprio chiuse, ma socchiuse in modo tale da far vedere ma non permettere l'ingresso. Negli ultimi tre anni abbiamo cercato insieme di dare tutte le possibilità di crescita e di confronto, ma vivendo al sud in provincia di RC non sempre l'ambiente, le istituzioni e le organizzazioni aiutano. Apriamo il velo su di un mondo che non ha bisogno di inutile pietismo, ma solo bisogno di rispetto per tutti. Grazie Dott. Beha.
    Patrizia .
    12/03/2017 alle 16:03
    Ho visto la puntata di Nemo e ho trovato straordinaria Saveria. Ho cercato la puntata ed ho trovato il suo blog. Ho riguardato il video e lo ho fatto vedere anche a mia figlia. Guardo poco la TV, perché mi sembra spesso di poter usare meglio il mio tempo, ma questa volta grazie a Saveria ed a lei per aver avuto modo di godere di un momento di altissimo valore. Se potrá/vorrà ci tenga aggiornati di questa straordinaria ragazza. Buona vita a voi. Patrizia
    Guido .
    11/03/2017 alle 14:28
    Grazie davvero! :)
    silvestre .
    11/03/2017 alle 11:33
    Caro Oliviero, non ho vito la puntata di Nemo ma il tuo intervento e stato molto efficace. Devo però dirti che non è così dapperttutto. Molte cose stanno cambiando grazie ad alleanze tra famiglie, associazioni, istituzioni pubbliche e comunità locali lungimiranti che, ongnuo per la propria parte, si sono assunti impegni in un "patto di corresponsabilità". Non possiamo pensare che lo stato faccia tutto per tutti, ma naanche assistere inermi alll'inncapacità, di intere regioni del nostro paese, di sviluppare politiche di welfare "creativo" fuori dalle logiche di puro assistenzialismo. Come ho già avuto modo di dire ad un altro genitore di Roma che lamentava l'assenza dello stato nel dare riposte alle persone con sdD, c'è un posto in Italia, non sulla luna, dove il 99% degli adulti con sdD svolge una attività lavorativa contro una media nazionale del 13%, il 50% di loro vivie fuori dalla famiglia in completa autonomia con il supporto, ove necessario, di servizi educativi pubblici, ragazzi e ragazze che hanno sempre avuto i giusti sostegni a scuola in ogni ordine e grado, che beneficiano tutti dei sussidi previsti dalla legge, compreso i supporto dei FAP per sviluppare le proprie autonomie o per programmare la loro vita indipendente. Un posto dove i nostri figli sono felici e lo sono anche le loro famiglie perchè la politica ha saputo fare scelte coraggiose e soprattutto saputo amministrare le risorse guardando al futuro che ha portato ad avere costi assistenziali per queste persone, grazie ai percorsi intrapresi, del tutto insignificanti e sicuramente i più bassi d'Italia. Questo è il posto dove vive Sandra, mia figlia, che ha gli stessi diritti della tua, ma sicuramente non le stesse opportunità. Io onestamente non ho proprio nulla di cui lamentarmi, ma sono qui a combattere per tutti gli altri che non hanno le stesse opportunità e a richiamare le itituzioni nazionali a guardare a quei modelli locali, non più sperimentali ma che funzionano bene da anni, perchè a tua figlia e tutti gli altri che come lei, non sia impedito di sognare per colpa di una classe politica miope che non intende investire nel loro futuro.
    Giampaolo .
    11/03/2017 alle 08:25
    A me ha colpito la sua commozione. Lei abituato ai riflettori ai microfoni a esporsi pubblicamente. Si è posto una domanda è puf si è lasciato andare. Da papa' a papa' grazie Non ci perdiamo nulla a mostrare la nostra di fragilità. Come diceva Valeria. Aiuta moltissimo a rappresentare le nostre di preoccupazioni. Generalmente si mostra efficienza organizzazione solidità. Dentro di noi abbiamo tante emozioni diverse anche contrastanti che spesso non abbiamo il coraggio di tirar fuori neanche a noi stessi. Questo invece ci aiuta a continuare a impegnarci per i nostri figli. E aiuta il prossimo a starci più vicino. Forse
    silvestre .
    11/03/2017 alle 01:12
    Ciao Oliviero, quando nel video Saveria ha detto che voleva diventare una giornalista come il papà, ho pensato che doveva essere una persona veramente speciale se voleva diventare come lui. Beh , che dire, Saveria ha tutte le carte in regola per essere una testimone ( cosa sono in fondo i giornalisti) di una realtà che vive ancora di tanti stereotipi e pegiudizi e lei, con ironia, riesce a a creare un canale comunicativo alla pari veramente efficace. Complimenti a Saveria e a chi le ha dato le opportunità per sviluppare le capacità che sicuramente già aveva, ma che avrete sicuramente favorito ed accompagnato.. Teniamoci in contatto.... Sergio.
    cesira fenu .
    10/03/2017 alle 13:51
    Gent.mo Dott. Beha, penso che il suo "outing", in questo momento non trovo altro termine, sia coraggioso e possa aiutare, come Lei dice, chi non ha le possibilità di esprimersi e di far valere i propri diritti sacrosanti. Come in tutte le Sue manifestazioni in questa, ancor più sentita perché vissuta in prima persona, mostra il coraggio e la sincerità, la coerenza che le sono propri e che le fanno onore. Mi permetta di associarmi: sono un po' Down anch'io. Porgo i più sentiti saluti. Cesira Fenu

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