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    12
    apr.
    2017

    Ma quale partita stanno giocando i Cinque Stelle?

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    Guerra in Siria
     
    Guerra in Siria

    Sbaglierò certamente io, ma mi pare che sia stato rovesciato il binocolo e dunque stravolta ogni lettura della realtà (narrazione, si dice narrazione…, inattuale che non sei altro). Così quello che vedi non è quello che sta succedendo a Trump, piuttosto che Putin, il gas nervino sarin che non è chiaro da parte di chi disintegra i bambini in Siria con o senza l’input di Assad, la Corea del Nord in fibrillazione ecc. ecc. Roba da terza guerra mondiale o da fine secolo appena cominciato. No, imbracci al contrario il binocolo e vedi molto Consip, in un contrasto di procure, indagini e di agenti, molto papà Renzi ridiventato grazie al carabiniere “infedele” anche solo per un giorno Geppetto, mentre l’ex premier si dimena come un forsennato in vista delle primarie della sua personale rivincita. Ma rivincita “de che”? Che il Paese stia strafinendo senza prospettive, che è un eufemismo per dire che è strafinito, ovviamente non frega niente a nessuno, certamente non alla vecchia classe dirigente intesa complessivamente di cui proprio Pinocchio sembra il veterano dopo tanto strombazzare di rottamazioni, più consunto addirittura dello stesso Berlusconi ormai in veste di Andalù, come “amico degli animali”. Sembrerebbe fregare ai “nuovi”, ai pentastellati, che si ricollegano casaleggisticamente all’Olivetti di Ivrea, certamente in proporzione agli Anni ‘50 molto più avanti di loro.

    L’unico che gliele diceva non contro né pro ma utilmente era qui ieri Massimo Fini, con il suo carisma contrariato di sempre ma stavolta temo con più ragioni di sempre. Ma davvero non si vogliono vedere le cose rivoltando il binocolo in tutto, nella pericolosissima situazione internazionale come nella palude interna come nelle ipotesi di valore d’uso e valore di scambio delle nuove tecnologie, che si chiamino Rousseau o in altro modo? Davvero bisogna essere fuori di testa, apocalittici senza futuro per sostenere che la cosiddetta intelligenza artificiale si sta mangiando la nostra, disumanizzandoci? Guardatevi intorno e sappiatemi dire. Volete che questo uno come Grillo, con tutti i suoi limiti, non lo sappia? Non sappia che ben vengano al governo se hanno i voti, ma come è già stato abbondantemente dimostrato prima (vedi Cassimatis), durante (Pizzarotti) e dopo (Rosa Capuozzo) i problemi, le contraddizioni a raso arrivano con il potere? Volete che Grillo, in attesa dello sviluppo (lui forse lo chiamerebbe senza indugi progresso) del giovane Davide non abbia un piano B se le cose dovessero andare diversamente?

    E il preparatissimo De Masi, chioccia per i giovani che parlano un altro linguaggio o non parlano per niente, spesso addirittura tronfi della loro afasia, non è forse culturalmente, a partire dal lavoro da redistribuire, uno che ha mangiato foglia, albero, foresta amazzonica (per dire di dove spesso si biloca)? Ma ci sono le elezioni al più tardi nel 2018 e tutto deve andare di conseguenza, il resto sono fastidi o effetti collaterali. Però se uno non fa parte dei “loro” (l’espressione mi fa venire in mente Fortebraccio: ve lo immaginate con Renzi, Pessina, Stefanelli, Staino…?), la visione d’insieme ha davvero del grottesco. Sta esaurendosi un capitolo della storia del mondo che perde i fogli sotto i nostri occhi quotidianamente, per politica internazionale, terrorismo, bande armate finanziarie, globalizzazione suicida, non riusciamo da un pezzo a star dietro alla rapidità della scienza e della tecnologia che quasi non ci fanno più scegliere, e noi a discutere di Consip e di una manica di mariuoli da far quasi rimpiangere quelli di un quarto di secolo fa? Ma insomma, quale partita stiamo giocando o quale crediamo di giocare? E magari i figli c’entrano qualcosa in tutto ciò?

    Oliviero Beha, Il Fatto Quotidiano

    Postato da Redazione
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