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    28
    ott.
    2009

    L’italia deresponsabilizzata decresce nella prostituzione

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    Manca un giorno all'uscita di Eros terminalQualche anno fa, precisamente nell’estate del 2005, uscì per Bur-Rizzoli un mio pamphlet dedicato all’etica italiana, o meglio all’inetica italiana. Si intitolava Crescete & prostituitevi, e anche il sottotitolo in copertina non scherzava: "In una Repubblica fondata sul denaro l’Italia di Berlusconi e di una sinistra in riparazione manda ai giovani un pessimo messaggio".Il libro ebbe successo iniziale, poi un capitolo su Montezemolo (allora presidente di Confindustria e di tante altre cose e nel Consiglio di Amministrazione di Rcs), "Una Weimar all’amatriciana", ne provocò le ire e praticamente il pamphlet morì lì (non se ne doveva parlare).

    Ci ripensai quando nell’estate del 2007 il deputato Udc Cosimo Mele fece il famoso numero delle prostitute con cocaina (una era chiamata “Pocahontas”, un’incursione nelle riserve indiane…) in un hotel di Via Veneto, e il suo segretario Cesa chiese una sorta di “indennità carnale” per chi era “costretto” a stare lontano da casa per banali ragioni parlamentari… Non passò, quell’indennità modello l’uomo non è di legno. Ho ripensato al pamphlet in questi mesi dedicati a Berlusconi e alle sue “escort” o più in generale “sincere amiche del Premier”, e naturalmente per associazione di idee ci ripenso in questi giorni all’insegna del “caso Marrazzo”.
    Pare che stia diventando il “caso Palazzo” della politica e dei Vip, cui cocaina e prostituzione sono/sarebbero familiari. Ne approfitto per mettere giù dei punti che personalmente considero fermi, per non farci travolgere dalla bufera della cronaca, dalla sua strumentalizzazione, dalla retorica cosiddetta “moralistica” e dal successivo dimenticatoio (cfr. il caso di quel Mele, già arrestato in Puglia per tangenti nel 1999 e candidato ed eletto lo stesso a rappresentarci in Parlamento, prima di sniffata e copula).
    1) La vita privata e quella sessuale di ognuno è appunto di ognuno, ed entrarci significa violare una soglia legale ed etica. Vale per tutti.
    2) Vale per tutti a condizione che non si siano persone pubbliche, a maggior ragione se con ruoli pubblici e funzioni pubbliche, che interessino il governo e l’amministrazione del Paese, da Napolitano all’ultimo consigliere comunale. In questo caso è il ruolo che conta.
    3) L’uso spregiudicato dei privilegi di chi fa parte della cosiddetta casta per “fini personali” è un delitto etico e spessissimo un reato comune. Per esempio andare con l’auto blu a transessuali, o usare una escort e candidarla in parlamento sono comportamente eticamente riprovevoli e soggetti alla magistratura.
    4) Quando un imprenditore si comporta in modo poco commendevole ed è una persona pubblica, risponde della sua immagine nei limiti di una privacy non violata. Quando accade a un politico, deve rispondere del disprezzo del suo ruolo, della sua rappresentanza, di se stesso non in quanto individuo con le proprie caratteristiche o debolezze ma in quanto chiamato a responsabilità (il Presidente del Consiglio, il Presidente della Regione Lazio ecc.) che nessuno gli ha imposto di assumere.
    5) Non è ovviamente solo un caso italiano, siamo pieni di espisodi del genere oltre confine. Ma questo non consola affatto. E costituisce un esempio tremendo per i cittadini e soprattutto una sorta di “lasciapassare” per i giovani: si parla tanto di una “società in polvere”, riguardo all’abuso di cocaina, e di una “società antimeritocratica” in cui prostituirsi per avere denaro o lavoro è “normale”, e tutto ciò trova uno specchio terribile deformante nel Palazzo?
    6) Le menzogne che seguono a questi comportamenti, che siano di Berlusconi o di Marrazzo o di chiunque, perfezionano il quadro di una evidente “irresponsabilità” a tutti i livelli. E la stessa telefonata di Berlusconi a Marrazzo sul video e le notizie “che i miei giornali (parola del Premier, ndr) non pubblicheranno” rivela oltre alla banalità per cui qualunque cosa arrivi in mano alla “sua” stampa passa per lui, anche la realtà di un potere che si arrocca sulle proprie magagne. E’ per le bugie che Clinton era sotto accusa dopo che la Levinski era sotto il suo tavolo nella stanza ovale della Casa Bianca.
    7) Le dimissioni dopo le bugie sarebbero il minimo per tutti. E questo contrariamente all’Italia all’estero avviene con una certa regolarità. Qui o si fa finta di niente, vedi Berlusconi, oppure si danno dimissioni forzate ma mascherate da “autosospensione per stress e ricovero ospedaliero”, prendendo per i fondelli tutti gli italiani che stanno male davvero. Capisco l’acuta tattica per non perdere la Regione, ma qui si perde la Ragione e il Pudore.
    8) Un tal Lobefaro, consigliere provinciale del Pd, a caldo ha detto: ”Se è vero il video, deve dimettersi”, scambiando gli addendi e dimostrando di essere lontano, lui come l’intiera classe politica, le mille miglia dall’aver capito. Se è vero il video ritraente vita privata non si sarebbe dovuto dimettere, se invece ci è andato con l’auto blu sì, se ha speso soldi pubblici sì, se ha detto bugie sì, se non ha denunciato ricatti o estorsioni sì, ecc.ecc.
    Stiamo decrescendo nella prostituzione, e ci si arrovella se la prostituzione di corpi e anime e cervelli sia più grave a destra o a sinistra. Deus amentat quos perdere vult (ce la facciamo anche senza traduzione?).di Oliviero Behafonte Tiscali.it del 27 ottobre 2009

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    margherirosa .
    …e siccome talora mi piace andar controcorrente, nella fattispecie non ho alcuna curiosità verso il cosidetto « nuàir » di Oliviero…; capìto Chip ? tieh !!!…[p.s.: e quasi-quasi preferivo aver visto lo spettacolo teatrale…] [sì, sono abbastanza / tanto invidioso e contento al tempo stesso] [àzz’ !! ma giovedì è già domani…!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! oh porca zòzza…!!!!!!!!!! brrrrrrrrrrr !!!!!!!!!!] ().-.() e questo è un topìno capovolto…, ed un tantìno sconvolto…; sarà per l’attesa e conseguente singùlto-emozione ??? mah ….. Lo so che più che un topìno sembra un normalissimo cocker ma è appunto l’effetto dell’emozione… Comunque, ieri è già oggi…; sì, come sempre è così…. Saluti
    Chip En Sai .
    Certo... Dalela.. tra «mentire» e «dichiarare il falso» e... aggiungerei... «non dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità» sotto giuramento ovvero di fronte all'autorità giudiziaria... neppure io vedo differenze apprezzabili!... ma se questo comportamento (chiamalo come vuoi!... anche *bugia*... che io però lascerei ai bambini o alla sfera del privato e... perciò... fuori del lessico politico e giudiziario!) avviene in un contesto diverso... ovvero senza violare alcuna legge... mi dici perché esso dovrebbe coinvolgere il "ruolo" di chi lo mette in atto?!... quanti tipi di Costituzione e di leggi che ne dispongono l'attuazione dobbiamo rispettare?!... L'onore di cui al secondo comma dell'art. 54 non può che essere misurabile che con uno strumento derivante dalla Costituzione stessa ovvero da una legge che indichi con precisione i limiti entro cui esso è tale!... Io non difenderei Marrazzo... ma il suo eventuale diritto (come quello di tutti!) a non essere processato in base ai pregiudizi invece che alle leggi!... tanto che... se lui dovesse risultare consapevole di essere stato assolutamente ligio a tutte le leggi dello Stato... paradossalmente dovrei rimproverargli che non avrebbe dovuto neppure lui processare se stesso... dimettendosi soli in base ai pregidizi o solo per dar ragione a una morale di altri Stati... ma non contraria alle leggi del nostro Stato!... Ma che cos'è il pregiudizio in fin dei conti se non proprio esso stesso un menzogna collettiva... di fronte alla quale ritengo sia legittimo opporsi con la stessa arma (usata naturalmente senza eccessi!)!... Ritornando al secondo comma dell'articolo 54 (ricordato da Achillide!)... osservo che se esso pretendesse da un cittadino un comportamento disciplinato e onorevole proporzionalmente al ruolo da lui ricoperto... beh allora bocciare il lodo alfano solo o anche per l'art. 3 non sarebbe stato coerente!... se... infatti... richiedi un dovere maggiore a seconda del ruolo... perché non concedere un diritto maggiore per lo stesso motivo?! .-|||
    DALELA65 .
    Scusa CHIP, ma tra mentire e dichiarare il falso non vedo differenze, anzi per me è un sofisma. Io vedo vari elementi discutibili : Marrazzo ha sostenuto che il video non esisteva, poi ne ha ammesso l'esistenza e pare abbia tentato di acquistarlo (200.000 euro?...cifretta da nulla!), dopo aver comprato il silenzio dei suoi ricattatori. Per me un funzionario pubblico può andare a letto con chi gli pare (basta che non pretenda di dirmi con chi posso o non posso andarci io), ma non può essere ricattabile e non deve sentirsi mai autorizzato a mentirmi per tenersi la poltrona. Di che stoffa deve essere fatto un leader? Se lo domandava Al Pacino nel monologo finale del film "Scent of woman", chi ha voglia di un pò di sana retorica americana se lo vada a vedere...alzi la mano chi non lo trova poi così scontato...
    achillide .
    I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. E' l'art.54 della nostra Costituzione.Ora credo che sia poco onorevole andare a trans e puttane e magari farsi una sniffatina.Non sono affatto daccordo che un nostro eletto deve dimettersi perchè bugiardo o altro e non per il suo comportamento decisamente riprorevole per un qualsiasi padre di famiglia e figurarsi per chì rappresenta le nostre istituzioni. Per quanto riguarda l'auto di servizio,anche questo è etico e non penale in quanto l'auto è"messa a disposizione" pertanto se per cso la prende la moglie è reato,diversamente uno può andare dove cavolo gli pare senza dar conto a nessuno.
    Chip En Sai .
    Oliviero... "se ha detto bugie" deve dimettersi?!... qualsiasi bugia?!... ovvero non solo quelle dette all'autorità giudiziaria?!... Se la tua risposta fosse sì... non sarei affatto d'accordo!... Il ruolo deve contare... certamente... ma non fino al punto da privare totalmente un personaggio pubblico della sua vita privata!... e ci possono essere benissimo bugie private... cioè perfettamente legittime proprio per proteggere la propria vita privata!... d'altra parte... se riconosci che Marrazzo... non avrebbe dovuto dimettersi per il semplice fatto che il video era vero... devi anche riconoscere che non doveva dimettersi neppure per il semplice fatto di aver mentito... negandone la sua autenticità!... a meno che con questa menzogna non proteggesse non solo la propria vita privata ma pure quella pubblica ovvero nascondesse un proprio reato!... Il caso Clinton mi fa ancora ridere degli americani!... Non confondiamo la bugia con la «falsa testimonianza» (di fronte a Dio!)!... La testimonianza tira in ballo le leggi... la bugia non necessariamente!... Scusa... se ti ho *ammentato* (in sardo... *ricordato*!) una distinzione che tu sembri non far valere "per tutti"!
    DALELA65 .
    SOTTOSCRIVO. INFATTI LA DICHIARAZIONE PIU' SCONSOLANTE DI MARRAZZO E' : "FINCHE' HO POTUTO HO FATTO IL BENE DELLA COMUNITA'. " FINCHE' HA POTUTO. BONTA' SUA

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