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    12
    gen.
    2010

    Vaccini h1n1, 23 milioni di dosi inutilizzate ma da pagare: ormai “il gatto si è d

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    Torno brevemente sulla storiaccia dei vaccini, per darvi ulteriori elementi. Chiarisco in premessa subito due punti. Non è in discussione qui né la “scienza” né la “medicina” né il problema sacrosanto di non far correre rischi alla popolazione, in primis la più debole. Quindi chi mi risponde “facile dirlo adesso” non ha capito o non vuol capire nulla. Ne voglio semplicemente sapere di più, di questa balorda faccenda, e accertare responsabilità, se ce ne sono come tutto lascia pensare.

    Fioccano le interrogazioni, e a parte quella di Gasparri sul suo stesso governo e sul Ministero competente (direi la stessa cosa per la sinistra eventuale), ce ne sono in queste ore sulle date di consegna dei vaccini, sul contratto tra Ministeri e Novartis, sui numeri della vicenda. E vedrete che la storia non finirà tanto facilmente così. Come pure preciso che sia il Ministero della Salute che la Novartis non forniscono né notizie, né dati, né chiarimenti né risposte ad alcun giornalista né sul contratto famigerato né su altro. Quindi, oggettivamente trasparenza zero, ed è già gravissimo, e di conseguenza soggettivamente (almeno per chi scrive) sfiducia e diffidenza a mille.
    Gli elementi di esame. Prendiamo la Francia: ha ordinato molte più dosi di noi, frazionando però evidentemente con maggiore prudenza e sagacia (non avanzo per ora altri sospetti) la domanda tra Sanofi, Novartis, Baxter e Glaxo. L’Italia “solo” 24 milioni di dosi sì, ma tutte esclusivamente con la Novartis. Questo ha permesso alla Francia contratti alla mano, e lo sta facendo in queste ore, di annullare gli ordini per le dosi che non le servono, essendo già terminato nel mondo il pericolo pandemia “da suina”, senza pagare penalità. Con la Sanofi per esempio ha annullato l’ordine di 10 milioni di dosi “gratis”.
    L’Italia deve invece pagare per contratto, un contratto su cui sono “oscurate” perfino le date di consegna dei vaccini, comunque oltre 184 milioni di euro alla Novartis. Le date previste ma sconosciute di consegna sono importanti, come del resto tutto il contratto che la Corte dei Conti (cfr. i miei pezzi precedenti qui) ha avallato in modo dubbio e frettolosissimo “per l’urgenza di una situazione particolarmente allarmante”, una specie di emergenza-terrorismo come è stato detto nei commenti.
    Sono importanti perché in effetti il Virus A ha avuto un insolito e imprevisto picco pandemico in novembre, almeno da noi, quando le dosi ancora scarseggiavano, e poi si è rapidamente sgonfiato. Ribadisco che non era semplice né facile prevedere il tutto, anche dando per concessa la “buona fede” scientifica. Ma il problema sono gli accordi, e il contratto. Quindi si rimane con i milioni di dosi italiane, ad oggi più di 23, da pagare comunque. E il paradosso è che forse sul piano economico conviene davvero pagare senza ritirare le dosi ancora fornibili dalla Novartis. Sapete perché? Perché altrimenti si pone il problema dello stoccaggio, del costo di conservazione e della sua eventuale pericolosità.
    Altri soldi a vuoto, altre polemiche, altri rischi. Non si potevano prevedere in alcun modo? Davvero? Si obietta: rivendiamo le dosi superflue, cioè quasi tutte. A chi se la pandemia non c’è più? Regaliamole ai Paesi del terzo Mondo. Perché, se non hanno questo tipo di pandemia? Li useremmo tanto per cambiare come discarica del pianeta. Tutto ciò è sufficiente per pretendere verità su tutto, senza derby tra chi odia i vaccini e chi li adora? Oppure il vero problema pubblico e privato di questo Paese è che ormai il gatto si è divorato i nostri cervelli?di Oliviero Beha, tratto da www.tiscali.it

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    Nwuanda .
    Oggetto: Cosamidicimai!! Psicodramma millenaristico, ovvero dall'OMS al medico della mutua attraverso Topo Gigio. Messaggio: La cosidetta pandemia influenzale H1N1 pone non pochi scrupoli al medico di famiglia sollecitato come esperto della porta accanto a fornir risposte dalle ansie e paure alimentate dall'Organizzazione Mondiale della Sanit a livello planetario e subdolamente veicolate in Italia attraverso l'odioso rosicchiante nazionale che termina uno spot pubblicitario colmo di raccomandazioni invitando comunque il cittadino a rivolgersi all'ultima ruota del cigolante convoglio sanitario. Il povero potenziale influenzando pone allora domande legittime quanto scontate ma imbarazzanti del tipo: mi deve preoccupare questa influenza? ovvero i miei figli devono essere vaccinati? piuttosto che sono incinta, cosa giusto fare nell'interesse mio e del figlio che porto in grembo? ma anche ci si pu fidare del vaccino? . Risulta evidente a chiunque che risposte definitive a questi quesiti siano impossibili a darsi da chi non sia virologo, farmacologo e nemmanco epidemiologo. Tutte specializzazioni che il povero cerusico non tenuto ad avere. Il medico di medicina generale sa un po' di tutto e di nulla; la cerniera tra un Sistema che vende salute e l'utente finale che ne fa richiesta, fortunatamente svincolato dalla logica della dipendenza essendo il rapporto che lo lega al sistema stesso in regime di convenzione, non quindi un im-piegato: nella pratica clinica dichiaratamente schierato dalla parte del paziente sforzandosi comunque di mantenere un comportamento non fazioso nell'affrontare i problemi dei propri assistiti. In altre parole si considera non ideologico nel formulare giudizi e libero nel suo operare. Forse in questa occasione il Sistema avrebbe preferito da parte dei medici di Medicina Generale un comportamento pi prono alle suadenti direttive che piovevano dall'alto, cosa che non stata dando intanto essi un pessimo esempio di aderenza ai dettami suggeriti non essendosi, in massima parte, vaccinati dal misterioso quanto sconosciuto virus. In questa intricata vicenda vaccinica ho preferito navigare a vista, conscio comunque che chi ha gestito (e continua a gestire) l'enorme anche economicamente affare pandemia non ha saputo in alcun modo essere convincente verso nessuno, poco anche nei confronti di quei colleghi che per necessit istituzionale sono in qualche modo obbligati a recitare la parte dei propugnatori della necessit della prevenzione attraverso l'inoculazione del farmaco. Ho mantenuto quindi un atteggiamento scettico inoculando ai miei pazienti invece che antigeni virali provocazioni volte a stimolare una difesa immunitaria nei confronti di idee precostituite, digerite da altri e rese apparentemente innocue da chi dice di amarci ( non c' cura senza cuore o qualcosa del genere) cercando quindi di far pensare le persone prima di cercare di convincerle a fare o non fare. Lasciando ognuno libero poi di agire di conseguenza. Ho pertanto suggerito solo alcune domande che potevano essere aggiunte a quelle un po' banali e, diciamocelo, un tantino egoistiche che normalmente ci vengono poste in quella terra di nessuno che l'ambulatorio di medicina generale, scoprendo che la sola formulazione di queste ridava forza al problema che visto sotto un aspetto provocatorio fornisce una aggressivit altrettanto contaminante almeno quanto la paventata diffusibilit del ceppo A /H1N1. Ad esempio perch l'OMS ha cambiato la definizione di pandemia nel maggio 2009 facendo scomparire dalla definizione stessa accenni a morbosit e mortalit elevate, parlando solo di ampia diffusione di un sottotipo di un virus novello (ma l'H1N1 non gira gi dal 1918?) contro il quale ci sono pochi o zero anticorpi ? Cosa distingue allora questa pandemia influenzale da una epidemia influenzale stagionale? Rischiamo forse di trovarci in stato di pandemia perenne? Perch in questa campagna vaccinale non stato sottolineato quello che anche il nostro Ministero della Salute afferma : ... dal momento che i vaccini antiifluenzali non controllano la diffusione della malattia, sono indicati solo nei soggetti ad alto rischio ? Perch Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario negri di Milano si espresso cos nei confronti del vaccino antiifluenzale: L acquisto di 48 milioni di vaccini sar una spesa non indifferente per le gi malandate casse dello Stato e addirittura probabilmente inutile. Se il virus A/H1N1 della nuova influenza non muter , acquisendo dunque una maggiore virulenza rispetto allo stato attuale, la vaccinazione di massa annunciata dal governo italiano e da quelli di molti altri paesi non necessaria. Esiste, certamente una grande pressione da parte delle industrie, che da tale corsa trarranno molte risorse economiche. ? Come mai nessun giornale ha messo in evidenza lo stretto rapporto tra l'attuale Ministro della Salute, Maurizio Sacconi e il direttore generale di Farmindustria, Enrica Giorgetti, al secolo marito e moglie? Forse per ci che in televisione appare sempre il viceministro Fazio a parlare di vaccino? Il mondo si gestisce (comanda) meglio quando la gente spaventata. Decisioni che altrimenti non sarebbero condivise vengono accettate quando l'opinione pubblica sotto shock: forse ci hanno presentato un evento come potenzialmente catastrofico per poter decidere con pi libert e minor controllo di quanto non sarebbe avvenuto in una condizione di non emergenza? In Inghilterra le stime dei possibili decessi per il virus A/H1N1 lievitavano da 65.000 a 750.000 nell' agosto 2009. Come possibile che le migliori teste del mondo scientifico abbiano preso una simile cantonata?
    karin hofer .
    Ho speso molto tempo a seguire da maggio 2009 le varie voci rintracciabili in Austria, Germania, Svizzera, Olanda, Canada, Inghilterra ed USA sulle indicazioni del vaccino. In Austria si è creato il caso Baxter. In breve: il vaccino conteneva sostanze “dannose” - riconosciuto dal ministero della salute, cosa era accaduto: . I topolini sono morti dopo la somministrazione, non nei laboratori della Baxter prima della spedizione, ma dal distributore; l’acutezza e l’intraprendenza di un dipendente che ha voluto verificare i suoi dubbi ha evitato la distribuzione nei ospedali, una volta segnalato è seguito il sequestro nei vari sedi di altri distributori.. Il tutto confermato da un comunicato del ministero totalmente ignorato dai media. Mi voglio limitare a questa semplificazione. Ho letto il commento del dott. Eugenio Serravalle, più che esaustivo per quanto riguarda la sicurezza e la necessità del vaccino. - L’isterismo mediatico populista negli USA che esercitava una forte pressione morale sul cittadina di vaccinarsi. - L’indicazione non troppo velata, talvolta palese e ben argomentata, di fare arrivar alle case farmaceutiche danaro per future sperimentazioni o ordini da eseguire non proprio nell’interesse della salute della collettività, ma come possibile strumento di potere. - L’utilizzo dello stato di pandemia per escludere le competenze territoriali nazionali. Mi sono chiesta insieme ad amici di diversa formazione professionale, comunque tutti con decennale esperienza nei propri campi sulla verosimiltà di pensieri riportati nel libro Bilderberg di Daniel Estulin e più in generale cosa lega, il collante del Bilderberg. A chi spetta il compito di mettere sotto inchiesta l’O.M.S. per procurato allarme? Lei ha un’opinione in merito? Cordialmente, Karin Hofer.
    Chip En Sai .
    Hai ragione... Oliviero!... a chiederti se "il gatto si è divorato i nostri cervelli"!... eppure... se avesse fatto bene il proprio mestiere... avrebbe dovuto accontentarsi di qualche sorcio «molto impegnato quest'anno» (vedi lettera del Dott. Eugenio Serravalle a Topo Gigio!)! .-)))

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