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    03
    mar.
    2010

    Cinema italia

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    Troviamolo in fretta, e assegnamogli ad honorem e per acclamazione l’Oscar per la migliore sceneggiatura. Il film come sapete si chiama “Italia 2010” ed è frutto di una regia collettiva. O meglio, di un certo numero di persone. Sembra un film a episodi, tipo “I mostri” o “I nuovi mostri” di tanti anni fa e non certo l’ultimo orrendo remake. In realtà è davvero quella che si dice una pellicola corale. Mi limito qui a segnalarne alcuni spunti, per invitarvi a non perderlo. Anche perché è già uscito nelle sale, è in tv, su Internet, sui giornali, e temo che se non state attenti oltre ad “uscire” se ne andrà proprio per conto suo svicolando la coscienza del pubblico cui è dedicato. Intanto, in un giorno di tensione per il bavaglio all’informazione politica, i talk-show Rai sospesi, l’attentato alla democrazia e simili, esce la notizia che è stato ritrovato qualcosa a quel che sembra importante circa il romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini. E chi annuncia il ritrovamento? Alberto Asor Rosa? Tullio De Mauro? Ninetto Davoli? Macché. Dall’Ansa di ieri: “Il senatore del Pdl Dell’Utri ha annunciato la scoperta di un dattiloscritto scomparso di Pasolini sui misteri dell’Eni. “L’ho letto ma non posso ancora dire nulla – ha detto Dell’Utri – è uno scritto inquietante per l’Eni”.

    Meraviglioso: lui, il noto bibliofilo non ci dice nulla che lo riguardi e che lui conosca da vicino, quelle cosucce simpatiche e un po’ mafiosette per cui è già stato pluricondannato in un paio di gradi di giudizio, nulla-che so-sulla massoneria deviata o rientrante di questo paese. Ma ritrova lo scritto di uno che se fosse ancora in vita gli sarebbe saltato metaforicamente al collo. Un altro episodio del film riguarda l’agitata vigilia elettorale della Polverini e del suo listino. Le firme per il Pdl sono state depositate fuori tempo massimo da un tale, noto alle cronache politiche e subpolitiche, di nome Milioni. E fin qui, accettiamo l’ironia fin troppo spinta dello sceneggiatore. Ma poi costui, il personaggio di Milioni, dice che ha tardato “perché me so’ annato a fa’ un panino”, e c’è perfino chi ci crede. Una torta di 25 miliardi di euro che ruota intorno alla politica e agli affari (dov’è la differenza?) nel bilancio della regione Lazio, e il Milioni era a mangiare un panino? Lo sceneggiatore qui vuole evidentemente ragguagliarci grottescamente sul rapporto tra i costi di una campagna elettorale, le promesse di spartizione successiva, la disponibilità dei candidati, l’apparecchiamento e lo sparecchiamento della “tavola” che sta per essere imbandita. Per il pubblico attento sarebbe un autentico godimento. La presa per i fondelli generale delle immagini, delle facce, dei cartelloni elettorali mentre dietro ma non tanto dietro da non essere visibili “gli uomini della palude” danno, ritirano e ridanno le carte. Uno spettacolo. Ma ce n’è anche per affari grossi, internazionali. Per esempio non perdetevi il caso di Fastweb, l’azienda dalla storia almeno dubbia pubblicizzata da Valentino Rossi che aveva anticipato fiscalmente i tempi della fuga, e del supermanager Scaglia che fuori dall’Italia avvisa “sto arrivando, pronti, eh, mi faccio interrogare”, sicuramente in un trip di innocenza, suggerisce lo sceneggiatore, oppure in un altro trip, quello di chi sta comunicando urbi et orbi che se tira appena un poco il capo del filo sgomitola un po’ tutto. E’ un film senza limiti, che non finisce di sorprenderci con continui colpi di scena. E a guardar bene, nelle scene di folla, forse possiamo perfino riconoscerci, anche se non ci è stata chiesta prima la “liberatoria”.  

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    margherirosa .
    Chip, (cfr.: sempre monello), la mia e-mail l'ho spedita ben oltre la mezzanotte di ieri, e mi devi scusare se ti ho preceduto...; inoltre devo constatare che tu evidentemegete sei più "nottambulo" del sottoscritto [cfr.: e pure dello stesso Mchè...?] .... Saluti cari
    Chip En Sai .
    Molto interessante!... Grazie... Oliviero!... andrò quasi certamente a vedere questo film!... è da tanto che non vado al cinema! .-|||
    margherirosa .
    p.d.s.: “quando si dice il caso”; stamattina, un giovanotto, che insiste se gli compravo una copia del “Messaggero”…, [cfr.: ho una figlia da mantenere], in pratica una vendita quasi-porta-a-porta e già non me la sono sentita di dire di nò a chi faceva in assoluto silenzio quel mestiere che, anticamente, dicevasi lo strillone… E ecco che a pagina 24, in fondo si parla di un giallo-letterario o quasi-tale, e non solo, e di Pasolini: 1) ci sarebbe un fantomatico capìtolo, scomparso, di “Petrolio”, e sarebbe sì riapparso miracolosamente nelle mani di tal Dell’Utri che è a quanto pare anche bibliofilo etc…; 2) il dattiloscritto di P.P.P. sarebbe addirittura inquietante…(!); 3) un capitolo, realmente rubato, a suo tempo ? c’è chi dice / giura di sì, e chi di per converso smentisce categoricamente; 4) solo leggenda quindi ???; 5) pretesto / addirittura movente concreto per l’omicìdio dello scrittore…? mmmhhh. E tutto resta rimandato, probabilmente, al 12 c.m., quando a Milano si terrà la Mostra del libro antico e durante la quale lo stesso Dell’Utri…, avrebbe già promesso che forse…, chissà…. Saluti

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