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    Home > rubriche > Indietro Savoia > Non dovrebbe essere un paese per vecchi
    03
    mar.
    2010

    Non dovrebbe essere un paese per vecchi

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    Il refrain della sigla della trasmissione radiofonica quotidiana, primo pomeriggio di Radio Uno Rai, “Ho perso il trend”, con Ernesto Bassignano ed Ezio Luzzi, dice, riferito all’Italia contemporanea: “non è un paese per vecchi ma è un paese per ricchi”. Sul fatto che sia un paese per ricchi, soprattutto per gente che ricca ci diventa non con il sudore della fronte ma con i trucchi, gli appalti illeciti, la corruzione, la concussione ecc. nel paradiso dell’illegalità e nel purgatorio dell’incertezza, ci sono pochi dubbi. La cronaca quotidiana parla per me e per tutti. Quanto ai vecchi non so se le classifiche gerontologiche aggiornate ci mettano al primo o al secondo posto del pianeta, in un confronto memorabile con il Giappone.

    Certo che sia un paese gerontocratico è solare, e ammazza il futuro dei giovani. Nessuno molla, tutti sembrano eterni, non c’è alcuna intenzione di preparare le generazioni successive per timore che prendano loro il posto “prima del tempo”. Quale sia il tempo, per gli highlanders della politica, dell’economia, della burocrazia ecc., lo stabiliscono naturalmente sempre e soltanto loro nei loro privati giochi pubblici di bussolotti. Ogni tanto però c’è qualcuno che anche soltanto per motivi episodici od occasionali non si conforma all’andazzo corrente e fa quello che altrove sarebbe normale fare.
    Sto parlando del non più verdissimo ma ancora assai valente difensore del Milan Alessandro Nesta, che alla Melville (l’autore di “Bartleby lo scrivano”) ha detto al Commissario Tecnico della Nazionale di calcio, Marcello Lippi, intenzionato a convocarlo, “grazie, preferisco di no”. Non andrà ai Mondiali sudafricani, non se la sente o semplicemente comincia a essere stufo delle pressioni che rendono il calcio dorato sì ma troppo spesso insopportabile.
    Così mi sono divertito a sfogliare l’anagrafe delle figure pubbliche di altri settori, per immaginare a puro titolo letterario magari degli altri “preferisco di no” da parte della gerontocrazia italiana. Tra gli Italosauri, mi viene in mente il nostro amato presidente della Repubblica. Sarebbe un problema se “dicesse di no” ma perché non ne abbiamo mai avuto uno giovane o anche solo maturo? E per la classe politica, quanti sono gli ultrasessantenni ? E per i Grand Commis dello Stato, vogliamo controllare le tabelle anagrafiche?
    E’ un giochetto che potremmo fare per tutti. Con un’avvertenza oppure anche soltanto un’istruzione per l’uso. Il gioco vale per chi ha potere, o addirittura molto potere e di solito quindi molto denaro in ogni campo, non per l’anagrafe in sé. Quella vuol dire fino a un certo punto e per determinati lavori/funzioni/caratteristiche.
    E per gli eventuali subordinati senza potere ci manca solo che qualcuno che è stato conculcato tutta la vita si senta dire “grazie,dovresti smettere perfino di subire”. Sarebbe davvero troppo, non vi pare?di Oliviero Beha, per Tiscalihttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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    Chip En Sai .
    Tra gli Italosauri, mi viene in mente il nostro amato presidente della Repubblica. Sarebbe un problema se “dicesse di no” ma perché non ne abbiamo mai avuto uno giovane o anche solo maturo? °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Oliviero... la ragione è molto semplice!... per stare al di sopra delle parti bisogna il più possibile essere senza peso o energia politica... ovvvero... naturalmente alla fine della propria esistenza fisica!... Quando si passerà al presidenzialismo... vedrai che avremo immediatamente anche noi un presidente con meno di cinquant'anni!... se... infatti... dopo tangentopoli... il sistema fosse stato davvero aggiornato o cambiato in quel senso... già nell'ultimo ventennio ne avremmo avuto un presidente con non più di sessant'anni!... o no?! .-|||

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