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    14
    apr.
    2010

    I 150 anni dall’unità d’italia

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    L'occasione per ricordare quando il Parlamento non era un ipermercato Vorrei parlare del senso della patria, e dello Stato. Se state pensando alla figura barbina fatta dal nostro Ministro degli Esteri sul caso Emergency (i tre “sequestrati” dell’organizzazione umanitaria in Afghanistan), prontissimo a esplodere all’impronta in un “Ci vergogniamo” (ma dei tre…) prima ancora che si sapesse bene come fossero andate le cose, per poi ora ripiegare su un “li faremo difendere da un legale”, sbagliate. Informatevi un po’ su Emergency e su Frattini e poi mi saprete dire. No, vi vorrei parlare qui di qualcosa di assai più attuale: del Risorgimento italiano. Ieri pomeriggio sono stato alla presentazione di un libro alla libreria Argonauta di Roma, una piccola ma viva “bottega” di libri di viaggio inteso in tutti i sensi. Era “Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento” edizioni Laterza, del noto storico Lucio Villari. Completava il quadro un altro storico rinomato, Carlo Vallauri. Si è parlato del libro ma soprattutto di un periodo della storia patria, dalla discesa di Napoleone nel 1796 fino a dopo Garibaldi, in cui le “eccellenze italiane” non erano solo il vino, la cucina e la Ferrari bensì una classe sociale borghese che sulla scia della Rivoluzione francese cercava di unire l’Italia frammentata di allora.

    Esattamente il contrario di quel che sta accadendo oggi… C’era un coraggio civile, una voglia di libertà e un orgoglio nazionale in quel certo numero di persone, neppure pochissime in un periodo di nobili, clero e braccianti, di cui alla memoria dovremmo sempre menar vanto. E confrontarli con oggi, in cui un Paese senza alcuna memoria, né condivisa e neppure sparpagliata, è in coda all’Europa da tutti i punti di vista. E qui immagino che ci sia già il solito “furbetto del portalino” (portalone…), per dirla alla Ricucci, che senza leggere né capire nulla è pronto a un post contro di me “nemico di Berlusconi”.
    Lucio Villari non è forse un “sordido terrorista” antigovernativo che scrive su Repubblica? E dunque lui e Beha, e magari Vallauri d’accordo con noi, non sono altro che tre di Emergency travestiti da intellettuali e in realtà “mestatori antiberlusconiani” contro la patria di Silvio & C. Non è esattamente così. Infatti Lucio Villari con grande trasparenza dopo aver raccontato e difeso i valori dell’epoca risorgimentale con tante notazioni solitamente ignorate, ha precisato che il problema dell’oblio e del “vuoto pneumatico” di “questa” classe politica in “questo” momento e in “questo” paese è generale.
    Ha detto di come i vertici del Pd (dal segretario a D’Alema, Bindi ecc.) lo abbiano chiamato qualche settimana prima delle ultime elezioni ma per ”idee e suggerimenti” su come ricordare tra un anno il 150simo anniversario dell’Unità d’Italia. Gli hanno chiesto “che facciamo?”. Lui ha detto: “Rifacciamoci, aggiornandoli, ai valori che hanno costruito l’Italia che oggi frana, basta prendere da episodi e persone del nostro Risorgimento e si prende bene: coraggio civile, senso dello Stato, peso della formazione culturale dei giovani (tra i Mille di Garibaldi lo erano quasi tutti)” ecc. ecc.
    Silenzio generale. Nel riassumere il senso di quella riunione, alla fine Bersani non ha ripreso neppure una virgola del suggerimento di un “tecnico”, diciamo così, convocato apposta. E ieri Villari ha concluso in questo modo: “In quel vuoto e in quel menefreghismo ho pensato: perderanno le elezioni…”. E’ andata di conseguenza. Il Risorgimento è dunque soltanto un outlet? Stiamo passando dal Parlamento a un ipermercato? Auguri, gente…
     
    di Oliviero Beha, per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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    Chip En Sai .
    "Stiamo passando dal Parlamento a un ipermercato? Auguri, gente…"?!... °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Perché dici "Auguri"... Oliviero?!... cosa ti hanno fatto all'ipermercato?!... ti hanno forse obbligato ad acquistare dei prodotti inutili?!... ti hanno costretto a pagare e poi ti hanno mandato via senza le spesa?!... o te l'hanno fatta pagare a un prezzo maggiore di quanto dichiarato nelle etichette?!... Se... comunque... il Parlamento fosse già un ipermercato... allora dovremmo anche verificare se prima sia stato un supermercato... un grande magazzino e giù a scalare... fino al piccolo negozio di alimentari e coloniali!... Altro pensiero!... Lucio Villari distingue... sicuramente... tra «sentimento nazionale» e «nazionalismo»!... gli chiederei se... alla fine... sia riuscito a convicere i suoi colleghi inglesi che la tardiva formazione degli stati unitari... italiano e tedesco... non sia il germe del fascismo e del nazismo!... e che il Risorgimento non sia stato in alcun modo un terreno favorevole alla comparsa degli embrioni ideologici e del loro sviluppo nei più devastanti eventi della storia!... A proposito... all'ipermercato si trovano anche libri di storia... oltre che *romanzi*!... Voglio proprio vedere se lì dove ho trovato il tuo libro trovo anche quello di Villari!... mi verrebbe troppo scomodo cercarlo in Parlamento! .-)))

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