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    05
    mag.
    2010

    Il valore del denaro

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    pubblicato su Il Fatto Quotidiano, 5 maggio 2010 L’ex ministro Scajola esce dal fortino ministeriale con una tesi difensiva appena diversa da quella degli ultimi giorni: forse qualcuno gli pagava le case a sua insaputa. C’è una leggerezza nel parlare di denaro in un Paese le cui fasce più deboli non ne hanno più che davvero innamora, e dovrebbe far riflettere oltre il Faro Ligure che aveva già illuminato Marco Biagi alla memoria. Ma seguendo come Pollicino le scie del denaro si arriva un po’ dappertutto, dalla delinquenza organizzata nelle cosche all’evasione fiscale. Roba vecchia, vero? Passiamo al denaro in altre forme, allora. Vi regalo i dati su quanto spendono gli italiani nel gioco, nei giochi.

    Si passa dai 28 miliardi del 2005 in crescita vertiginosa fino ai 54,4 miliardi del 2009. Tra il gennaio 2010 e il gennaio 2009 si sale del 15,4 %. Siamo messi bene, nevvero? Nel gioco d’azzardo si va, a scalare, dalle New Slot Machine per un totale di 25,5 miliardi alle lotterie che ne valgono 9,33, dal poker online che ammonta a 3,75 miliardi al Lotto per 5,66 ai Giochi Numerici, al Bingo, all’Ippica. Come mai tanto? Bè, la tassa sulla disperazione funziona e come, specie se si considera che l’imposta sul gioco è scesa dal 22,6 del 2006 al 16,2 del 2008. Insomma, la politica favorisce questa tassa… oltre che gli Scajola. E chi gioca, secondo voi?   Essenzialmente i cosiddetti Vip? Macché: per fasce

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    sociali, il 47% sono indigenti, il 56% ceto medio-basso, il 66% (udite udite) disoccupati evidentemente con più tempo libero e fantasia. Sono dati forniti dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Non meriterebbero molti commenti, credo. Invece voglio abbinare a questa cateratta di cifre il discorso sul recupero dei crediti. In tanti in questo Paese vantano dei crediti, aziende o singoli, artigiani, professionisti, dipendenti o indipendenti. Crediti nei confronti dei privati, crediti nei confronti del settore pubblico. Non è una novità, ma le cose sono velocemente assai peggiorate, in giro (Scajola e case a parte) non c’è il becco di un quattrino, tutti o pagano con vite di ritardo o cercano di non pagare proprio il lavoro o il materiale altrui. Il punto è che una volta per esigere o riscuotere in linea di massima c’era la legge, la giustizia, i tribunali. Adesso costa tutto tanto, in termini di tempo come in termini di denaro anche solo per l’avvocato del caso. Come pensate che sbarchino il lunario dei loro crediti molti italiani una volta rispettosi della legge? Inizialmente per disperazione, e poi sempre più spesso per una sorta di “normalizzazione” della disperazione, si rivolgono a gente senza scrupoli che sa come recuperare il denaro. Chiedete in giro, e non vi sarà cristianamente dato ma giornalisticamente detto. Ormai il grigio sempre più nero dei confini violati della legalità in minacce e ricatti continui è il vero sfondo del Paese, che si arrangia come può. Come per il gioco d’azzardo, ma certe volte ovviamente le strade si incrociano, il denaro spettante e negato costringe a fare cose che uno in partenza non avrebbe neppure immaginato di pensare, non dico di fare. E la soglia della legalità, dell’etica, della moralità per andare dall’esterno verso l’interno si riduce e tutto cambia e deforma il paesaggio. In una situazione simile arriva e non sarà l’unico né a destra né a sinistra il caso-Scajola. Anche per questo le faccende da prima pagina non scandalizzano più di tanto. In molti, in troppi studierebbero volentieri da Scajola in un Paese che ha perso ormai i suoi connotati. P.S. Non date retta a chi dice che è sempre stato così per giustificare o giustificarsi. Che gli italiani fanno i furbi per indole e cultura. Non è vero o lo è solo in parte. Troppo comodo rimproverare a chi è rimasto onesto il fatto di aver resistito “perché non gli è riuscito di diventare disonesto”. Non scajoliamo tutto, non è giusto. Almeno in basso. Adesso come direbbe Bersani evidentemente lettore di “Italiopoli” (ma tre anni fa…), “siamo in una palude”. Lui parla del governo, naturalmente, ma forse un’occhiatina intorno non gli farebbe male.

    Postato da Editor1
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    Chip En Sai .
    "E la soglia della legalità, dell’etica, della moralità per andare dall’esterno verso l’interno si riduce e tutto cambia e deforma il paesaggio. In una situazione simile arriva e non sarà l’unico né a destra né a sinistra il caso-Scajola."!... °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Insomma... Oliviero... stai dicendo che il "caso-Scajola" è un'inevitabile conseguenza di un sistema più grande di lui!... sarà per questo che... contro le proprie prime intenzioni e... quindi... contro ogni previsione altrui... si è dimesso! .-||| °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° P.S.!... Tu pensi davvero che i Vip non siano dediti al "gioco" più di tanto?!... e... allora... forse che quello di Scajola non si può considerare come un gioco d'azzardo finito male?!... Io... a questo punto... se veramente i Vip non giocassero tanto e anche più di tutte le altre fasce sociali... gli crederei... quando afferma che non si è accorto che qualcuno gli stava pagando la casa... usandola... davvero a sua insaputa... proprio come una Slot Machine! .-)))

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