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    04
    giu.
    2010

    L’ipocrisia di stato non serve a nascondere la verità

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    La missione di pace non esiste Quando ho visto ieri in tutti i tg e letto oggi in tutti i giornali delle dimissioni del presidente della Repubblica tedesca, Horst Kohler, mi è venuto in mente il primo articolo scritto qui per questo portale, alla fine del settembre scorso, intitolato “Vi prego, rispettatemi”. Era una lettera in cui scrivevo, da soldato semplice mandato (su espressa richiesta, c’era la fila per aderire) in Afghanistan per una “missione di pace”, che in sostanza “ero lì per lavoro”, sia pure sui generis. Mi ricordo la salva di commenti che suscitò. Beha offende di qua e di là, ma come si permette di dare del mercenario ai nostri ragazzi (è una definizione “tecnica”, essendo là per una mercede…), addirittura ci fu chi mi accusò di “fingermi un soldato italiano”- per dire che la madre dei cretini come si dice è sempre incinta- ecc.ecc.

    Ne venne fuori uno spaccato di incomprensione, confusione, ignoranza (anche qui “tecnicamente” intesa, come non sapere) e più in generale di ipocrisia al quadrato o al cubo. Adesso in un certo senso, molti morti italiani dopo, e ovviamente con una caterva soprattutto di vittime tra i civili e poi di militari afghani e stranieri alle spalle, una autentica “madre di tutte le stragi”, torno sull’argomento perché Kohler riaccende a modo suo la luce su questa vicenda. Si è lasciato sfuggire la frase illuminante mentre era in visita in quella terra disgraziata, nella storica “trappola afghana” che dopo i sovietici trent’anni fa sta divorando le missioni “di pace”occidentali. E’ proprio vero che la storia anche recente non insegna niente, e per gli Usa è tutto un battere record di permanenza e di morti sul campo (il Vietnam sta scolorendo nella memoria).Che cosa ha detto il Napolitano tedesco di così grave, in fondo? Che “i militari erano necessari per i nostri interessi”, sintetizzando così l’affermazione ancora più esplicita: ”Un Paese delle nostre dimensioni, concentrato sull’export e sulla dipendenza dal commercio estero, deve rendersi conto che sviluppi militari sono necessari per proteggere i propri interessi, per quanto riguarda le rotte commerciali o per impedire instabilità regionali che potrebbero influire negativamente sull’occupazione e sui redditi”.Meglio e più chiaramente non si sarebbe potuto dire. E’ stato costretto a dare le sue dimissioni, lui appena rieletto nella carica di Capo di Stato a larga maggioranza, perché-ha chiosato la Merkel-“siamo in Afghanistan per ragioni di sicurezza”. Affermazione che già va oltre la formulazione ecumenica “missione di pace” che invece ancora invale da noi.L’ipocrisia di una nazione, l’ipocrisia della diplomazia, l’ipocrisia della politica, l’ipocrisia di Stato. A parte la banale considerazione che in condizioni analoghe nessun politico italiano si sarebbe dimesso (ce lo vedi un La Russa a mischiare Inter e “pace” e poi ad andarsene scornato?), qui siamo almeno all’evidenza. Non esiste missione di pace, in Italia c’è una costituzione violata da una missione di guerra che deve “tutelare i nostri interessi”, per dirla alla Kohler, con soldati italiani che sono “morti sul lavoro” come scrivevo nove mesi fa, tra gli insulti.Non so voi, ma se c’è una cosa che mi ripugna è l’ipocrisia, ovvero la moneta corrente battuta in tutte o quasi le vicende contemporanee (solo contemporanee?), incluse quelle tragiche. E adesso forza con i post, il tema è “caldo”…di Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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