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    10
    giu.
    2010

    Cagliari: la città delle tribù metropolitane che si incontrano sul web

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    Sabato scorso sono stato a Cagliari nell’ambito del festival letterario “leggendo metropolitano”. E fin qui il memorabile “ecchissenefrega” del rimpianto giornale satirico “Il Male” di oltre trent’anni fa ci sta tutto. Nemmeno vi dico che ero a presentare un mio libro (per evitare post di chi non legge nulla ma naturalmente sa tutto e spalma le sue obiezioni come marmellata…) nel contesto delle “parole leali”, contesto che mi è caro perché ancora le parole restano il nostro principale veicolo di comunicazione malgrado il colossale fenomeno di analfabetismo di ritorno nell’ex Bel Paese.

    Il punto è Cagliari, o meglio il Castello di Cagliari, sui Bastioni di Santa Croce nel quale si è svolto il summenzionato festival. Pur essendo stato varie volte a Cagliari non l’avevo mai visitata. Non era capitato. Mi piace tutto della Sardegna, mi piacciono i sardi, mi piace la loro resistenza all’invadenza altrui specie se di tipo “naturale” e “involontario”, perché quando diventa “culturale” e “volontaria” spesso ha imboccato strade discutibili. Ma non è di Cagliari che vi voglio parlare, bensì della strana concomitanza tra la vita reale e la vita su internet. La seconda è la vera novità di comunicazione e socializzazione degli ultimi quindici anni.
    Questa dei giovani è la prima vera generazione/web italiana, in ritardo su quella del resto d’Europa e del mondo occidentale industrializzato. Di internet, scrivendone su internet, mi colpiscono tante cose, e ne parlo spesso magari di scappata. Qui mi fa impressione Cagliari, il Castello,Tiscali nata nei dintorni, il rapporto tra internauti con nome e cognome, con nome vero, con nick-name ecc. garantito dall’anonimato più totale (non per la polizia postale…) e deresponsabilizzante.
    E il confronto tra le persone in carne ed ossa, che puoi vedere e toccare, se si fanno toccare (è una metafora…), che sono loro e non altre, che se poi vanno su internet possono avere una doppia o tripla vita ma soltanto finché non si spegne il computer e resta accesa la tua luce di dentro, o negli occhi, se un po’ di luce possiedi.
     
    Vi sembrerà un discorso complicato, o solo teorico, o addirittura a Pera (senza sfruculiare l’ex presidente del Senato, il filosofo caro a Berlusconi prima di essere rimpiazzato da Mike Bongiorno: non è una battuta antiberlusconiana, è “storia”…). Faccio dunque degli esempi. In poche ore al Castello e a poche centinaia di metri, ho visto convivere varie tribù cagliaritane: ho cominciato sui bastioni, i gradini, le scalinate le terrazze di Saint Remy con la tribù punk di adolescenti con magliette nere di riconoscimento, sigarette, birre a metà pomeriggio e un’aria di abbandono del tipo “la vita è questa, e soprattutto è la mia vita”.
     
    Dopo la tribù dei punk poco sopra i dodici-tredici anni, ho visto su altri bastioni della Fortezza la tribù degli stravacconi. Nel senso ortopedico del termine: giovani e un po’ meno giovani “bene”, nel senso di ventenni e trentenni, di padri travestiti da figli e madri sbarazzine distesi all’antico- romana sui molli cuscini davanti a bar e ristoranti credo alla moda, aria del tipo “non so che cos’è esattamente la vita, ma se è qualcosa allora è questa”.
     
    All’interno del centro storico, abitanti riservati e ombrosi (nell’ombra delle stradine e della loro natura) che entravano e uscivano dagli usci solitamente minuscoli delle case all’interno ben rimesse e affacciate su acciottolati non sempre agevoli in vicoli e vicoletti, in certo senso “ospiti” stanziali e “antichi” del Castello quanto le due tribù precedenti ne erano invasori pacifici (!?!) in termini di stile di vita o similia. I locali avevano due significati: come persone, come indigeni, avevano l’aria del “ speriamo bene, e comunque questa è la mia città”. Come luoghi fisici, come locali pubblici che spuntavano come funghi a mezzanotte, bar o vinerie da “movida” aperti con schiamazzi incorporati e quasi obbligatori fino alle sei del mattino lungo le discese ripide e compresse, sotto le finestre delle loro “vittime” locali, avevano l’aria del “il Castello è mio e me lo gestisco io”. La tribù dei notturni contro quella degli stanziali.
     
    Che c’entra con internet? Che forse queste “tribù” si ritrovano soltanto su internet, apparentemente vicine quanto nella vita reale sono (apparentemente ?) distanti e incomunicanti. E magari a tutto ciò nessuno fa caso, come fossero fenomeni da osservare da lontano, antropologicamente remoti, per etnologi del costume o amministratori locali spesso inattrezzati a gestirli. Ma tanto c’è internet a piallare via le differenze. Oppure no?
     
    di Oliviero Beha, per Tiscali News

    http://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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    Noretta Ebasta .
    Grazie, Chip, squisitamente gentile a rispondermi a giro di quadrante e generosamente esaustivo, in una giornataccia come questa, poi! Scarto però subito un precoce ritorno del nostro caro alla casa del Padre, e se non è ospite dello stesso Micheluccio che magari lo inchioda a tavola con i suoi vini e le leccornie della sua signora privandolo di pc, considerando il suo particolare sense of humor preferisco saperlo piacevolmente indaffarato con una bonazza di quelle che piacciono a lui ed esigente come sospetti tu, e magari oltreconfine dove, potessi!, volerei anch'io: magari in qualche utile missione, piuttosto che sprofondare in questa melma. Sì, danno e beffa: nel giorno dell'inizio del lutto ci tocca pure subire dagli schermi l'inutile e tardiva veemenza della premiata Finocchiaro & Co, già impaziente e frettolosa liquidatrice del proprio partito a suo dire troppo vecchio, ed all'annuncio dell'apertura della 'Scuola Democratica' da parte di Veltroni -l'eutanasista, o meglio il killer, dell'ultima coda vitale della nostra democrazia offerta in pasto al caimano- che ne sarà puranco degno presidente. Abbiamo proprio perso ogni capacità reattiva se la presentazione è stata pacificamente fatta ed applaudita nella sala del Mappamondo senza che a nessuno, per semnplice associazione e senza essere un logico matematico, venisse la spontanea idea di procurarsene uno di modesta misura per una veloce lezioncina di geografia e, in caso di refrattarietà di testa di legno, da spaccargli sul nocione fino a fargli capire definitivamente dove sta l'Africa di cui ciancia da anni!!!? Ma te le figuri le future classi dirigenti di centrosinistra !!? (facile prevederle pappanti e digerenti, no?) formate da questo vecchio sepolcro già troppe volte imbiancato? Ma liberiamoci almeno di tutti i rinnegati che hanno ancora l'impudenza di blandirci quando sono chiaramente i veri responsabili del fallimento Italia e i primi traditori della nostra Democrazia e Costituzione. 'notte, Chip, e comprendimi senza rammaricarti di avermi risposto se ti ho intristito o agitato, ma eri già un amico anche tu. ;-))))
    Chip En Sai .
    Noretta... ti ringrazio per l'onore che mi fai nel sentire confortante i miei commenti o la loro fedeltà ai post di Oliviero!... Su Antonio... comincio ad avere serie preoccupazioni!... o è ritornato alla casa del Signore o ha messo su casa con una Signora molto esigente!... Quanto a Michele... sono più ottimista e forse (più di ogni altro!) lui (se solo continuasse ad affacciarsi qui almeno leggere!) ci potrebbe dire che fine abbia fatto anche Antonio!... Su Oliviero... penso che si sforzi solo di non essere banale... anche a costo di essere incomprensibile ai più!... E' una prosa la sua molto densa di concetti e di erudizione... tanto da richiedere un notevole sforzo di concentrazione anche a un logico-matematico!... P.S.!... Non ho visto ieri Oliviero!... non so a che proposito abbia citato Kant e cosa gli abbia risposto Gulotta... ma... appena trovo un link... mi informo e ti faccio sapere il mio pensiero!... Ciao! .-)))
    Noretta Ebasta .
    Chip, è confortante rileggere qualcosa tra i tuoi ........., ciòdettoodettociò vorrei ......se nelle tue possibilità e facoltà...mi dicessi dove sono finiti Antonio e Michele. Apprezzo la tua fedeltà ma senza di loro questo posto non è più lo stesso...convieni? DDD:-))))))) ps Ho spesso l'impressione che Oliviero consideri tutti, quindi anche i propri estimatori, analfabeti di ritorno, tu chennedici? Ieri, sempre per ribadire il suo convincimento, ha fatto un esempio a dir poco umiliante con Kant dando così il fianco per una battutina imbecille a quel babbeo di Gulotta.
    Chip En Sai .
    "Ma tanto c’è internet a piallare via le differenze. Oppure no?"?!... °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Oliviero... qualitativamente... sì e no!... quantitativamente... bisognerebbe solo fare bene un po' di *conti*! .-)))

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