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    30
    giu.
    2010

    Polvere siamo e polverini torneremo?

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    Eccoci pronti: nelle Regioni italiane in cui si è votato nel marzo scorso i vari governatori arrivano al punto fatidico. I soldi della Sanità, cioè più dell’80% del bilancio regionale. Che fa gola tutti, sub specie sanitaria. Dalle Alpi alle Piramidi è tutto uno squillo di tromba: azzeriamo i vertici delle Aziense Sanitarie Locali, le famigerate (o benedette? Famigerate, famigerate…) Asl, per rinnovare e ricominciare. Siccome si tratta della nostra salute e di soldi pubblici, forse non vi farà male una ripassatina. Di che cosa?

    Della famosa legge “salva trombati”, in evidenza nel mio libro “Italiopoli” del 2007, che ratifica come vanno le cose in Parlamento e risponde in concreto ai vari lettori di questi articoli che qui attaccano o difendono Berlusconi attaccando o difendendo chi ne parla. Il quale -io medesimo-sostiene invece da anni che sia in corso una perfetta o imperfetta “complementarietà” tra le parti politiche per fotterci meglio, ci sia a Palazzo Chigi un Prode o un Berluscone. Leggete qui.
     
    “…Sempre per associazione di idee, mi viene in mente un altro momento in cui sarebbe stato prezioso un intervento pubblico di uno come Di Pietro (me la prendo con i suoi silenzi e i suoi chiaroscuri, tre anni prima delle ultime vicende…ndr.) sulla scena politica nazionale. E interregionale.Precisamente alla fine del gennaio 2006, a due mesi dal voto politico,nel bel mezzo di una campagna elettorale reciprocamente infamata e infamante tra Berlusconi e Prodi, quando con quello che a posteriori potremmo chiamare il metodo-Fuda ( la “manina” che aggiungeva segretamente postille alle leggi…ndr.) che vi sarà chiarissimo ora dopo questa esposizione, l’intiero parlamento italiano ( Senato all’unanimità, Camera su 382 presenti 366 “sì”,2 “no” e 14 astenuti) approvò la leggina chiamata “salva trombati”, di cui i giornali quasi non fecero menzione. Due righe qui, due righe lì, un corsivo di Mario Pirani su “Repubblica” ma senza conseguenze, e poi il silenzio.
     
    Di che si trattava, e che cosa ha a che vedere con il compattamento o ricompattamento della classe politica italiana nel suo complesso ? Alla seconda domanda,come alla maggior parte di quelle di natura teorica che trovate in queste pagine, credo possiate rispondere da soli. Alla prima contribuisco immediatamente.
     
    Il “salva trombati”, che ancora e fortunatamente potete trovare su internet cliccando sui motori di ricerca proprio alle parole-chiave, infilato di soppiatto, alla traditora, in un provvedimento a proposito degli Ordini Professionali di tutt’altro senso, diceva in sostanza che grazie a quella leggina in extremis, subito prima dello scioglimento delle Camere, tutti gli ex parlamentari o ex consiglieri regionali avevano diritto a concorrere al posto di Direttori delle Asl, ma sì, le Aziende sanitarie locali. Direttori generali, direttori sanitari, direttori amministrativi.
     
    Vi chiederete forse: ma che c’entrano, che competenza hanno, va bene il bisogno di manager ma insomma non sono comunque aziende sanitarie ? E la salute è di destra, di centro o di sinistra? Forse vi potete rispondere: per chi è fuori anche solo momentaneamente dalla gestione politica diretta del potere, il potere e il danaro e la promiscuità elettorale di una Asl ramificata sul territorio collegata alla questioncella della salute del singolo e della collettività possono egregiamente fungere da supplenza.
     
    Dunque, ”salva trombati” di nome e di fatto. Questa agenzia di collocamento del personale politico temporaneamente o definitivamente trombato dagli elettori è, ne converrete, una grande idea, apprezzata nello stesso modo e con entusiasmo a destra come a sinistra,a dimostrazione di un sentire comune, un idem sentire per citare un Bossi d’annata. Una grande idea e insieme un faro acceso su che cosa siano in realtà le Asl in Italia, nella loro stretta dipendenza dalla politica….”.
    Bene, cioè male: adesso ditemi se vi aspettate da Polverini e c. (cito lei perché il Lazio è decisivo da vari punti di vista, ma il discorso è ovviamente nazionale) che cambino le cose, e che i vari governatori non “rendano” con le Asl i prestiti (naturalmente è una “metafora”…) che hanno avuto in campagna elettorale. Buona salute a tutti, come direbbe Maurizio Costanzo facendo “brocchette” della sua chiostra dentaria.Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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