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    Home > rubriche > Indietro Savoia > Il pesce puzza dalla testa
    11
    set.
    2010

    Il pesce puzza dalla testa

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    Riflessione in memoria di Angelo Vassallo, "sindaco pescatore" Sto ascoltando in diretta dal web le parole del Vescovo di Vallo della Lucania, mons. Giuseppe Rocco Favale , che celebra i funerali di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno, il “sindaco pescatore” assassinato domenica scorsa. Non è soltanto un tragico fatto di cronaca, l’omicidio di un uomo delle istituzioni che ha difeso quella particella di Stato che i cittadini gli avevano affidato, nel Cilento, già così ferito nell’ambiente, nel lavoro, nelle persone, nell’umanità quotidiana, nella più generale crisi del Paese. Un uomo, va ricordato, del Partito Democratico che però naturalmente non può rappresentare un Partito o uno schieramento che oggi lo piangono vistosamente come “uno di loro”.

    E tutti i Vassallo ancora vivi, del Pd come di qualunque altro partito, che hanno bisogno di forza, di aiuto, di solidarietà vera e non pelosa, tra uomini e non tra tesserati? Quelli dove li mettiamo? Aspettiamo che li facciano fuori per poter dire che “erano baluardi contro la delinquenza”? Oppure che sia Bassolino a compiangere il feretro? E perché non anche il Cosentino di cui si è tanto parlato e non si parla più? Tra un poco capiterà di assistere a funerali del genere dimenticando l’identità dei sopravvissuti…Gli inquirenti “tendono a ritenere che dietro questo assassinio ci siano interessi illeciti”. Mah…Qualcuno poteva pensare che ci fossero dietro “interessi leciti”? E comunque il discorso di fondo è che oggi in Italia se uno fa davvero il suo lavoro “politico”, da ogni punto di vista, sia egli un uomo delle istituzioni centrali, del vertice dei partiti, delle amministrazioni locali, rischia la pelle e a volte viene ammazzato come un cane.

    Tutto questo non emerge con chiarezza dal racconto dell’Italia che leggiamo nelle cronache dei media, piene di dichiarazioni di solidarietà e lontane spesso le mille miglia dalla realtà di tutti i giorni. Nudo e crudo: Vassallo, quali che siano i mandanti di quei killer, era un pericolo e un cattivo esempio di quella che una volta era o sarebbe dovuta essere la normalità ed invece oggi è diventata “devianza” da quell’abitudine a delinquere normalizzata dai fatti e dalle parole, in alto soprattutto, ma a scendere anche in basso.Vassallo ci sta dicendo con la sua pelle che si può e si deve fare come lui, mettendosi contro cosche e individui più o meno intrecciati (più, più…) con quei “pezzi dello Stato” o dello “Statuccio” centrale o periferico che abbiamo sotto gli occhi.Provate a fare un piccolo esperimento: mettete la tessera dell’omicidio Vassallo, un sindaco per bene, semplicemente un sindaco senza paura e con la dignità della persona e dell’incarico ricoperto, vicino alle tessere della politica politicante che ogni giorno offre pessime dimostrazioni di sé, con la iacovella di elezioni sì/elezioni no, con un governo frantumato nelle contraddizioni e nelle disdette di se stesso e un’opposizione che è preoccupata solo che dei fischi a Schifani “mettano a rischio la democrazia”. Ribadendo che Vassallo “è uno dei nostri”. Piccolo particolare: Vassallo ha difeso la democrazia senza parole, nei fatti, mentre nei luoghi del potere dove troppo spesso una politica “grigia” dialoga e contratta affari con la delinquenza organizzata si pensa a tutt’altro, si pensa a “occupare il suolo pubblico” presi dai propri interessi e privilegi, lontanissimi dal bene del Paese. Maggioranza e opposizione insieme.
    E adesso ai suoi funerali si piange e si testimonia la presenza dello Stato: ma quale, ma quando? Se ci fosse stato, lo Stato, non staremmo qui a compiangere Vassallo dicendo che è un “eroe civico” per distinguerlo da quasi tutti gli altri. No, sarebbe l’ultima offesa a un uomo giusto. E’ “normale” Angelo, vittima di un’Italia degradata, sono “devianti” gli altri anche se statisticamente sono tanti di più, sono devianti troppo spesso le figure al potere di destra e di sinistra, di sopra e di sotto che coabitano felicemente con la delinquenza organizzata mettendo in preventivo che tanto c’è sempre (ancora) qualche “foglia di fico” che con la sua vita nasconde la vergogna di una società degradata. Il pesce puzza dalla testa, lo ricordo in memoriam di un “sindaco pescatore”.di Oliviero Beha, Tiscali notizie, Indietro Savoia 10 settembre 2010

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    achillide .
    Uno sicuramente non lo ha pianto e non lo piangerà.Il suo nome è Silvio Berlusconi.Non una parola,non un gesto,nulla che non le sue stupide barzellette. Ma in fondo meglio così un uomo,un vero uomo,non può essere nemmeno nominato da un essere così.

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