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    24
    set.
    2010

    Profumo di crisi: banche e varia disumanità

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    Il commento più sapido alla mia rubrica precedente sulla “politica come balla spaziale”, cioè come politica transgenica, che nulla ha più della sua etimologia e della sua funzione, è stato credo: ”Ma se tutti sapevate tutto quello che ha scritto Beha, perché non avete mai fatto nulla e avete permesso che si arrivasse a questo punto? Siete complici, siete correi”. O qualcosa del genere.Temo che sia proprio questa la situazione, mentre una masnada di commentatori si scrive addosso o insulta il “target pubblico”, cioè chi scrive, solo perché è pubblico e non entrando nel merito delle cose che dice, giuste o sbagliate che siano. Mai, o quasi...(Continua)

    Ritento: in quattro giorni si è consumata la tragicommedia di Alessandro Profumo, prima con le avvisaglie, poi con le voci delle sue dimissioni dall’Istituto del quale per molti anni è stato amministratore delegato, Unicredit superbanca europea, quindi con la cronaca della sua espulsione quasi all’unanimità dal medesimo Cda, infine con la sua candidatura da parte della stampa anti-berlusconiana a “papa straniero” del centro-sinistra, per dirla alla Veltroni. Finalmente ecco il possibile avversario di Berlusconi, hanno detto dal fronte che si oppone al Caimano o Cavaliere Inarrestabile (nei due sensi).Ebbene, sono altre balle spaziali: ci stanno prendendo in giro mentre l’Italia scoppia. Scoppia nelle proteste di chi è senza lavoro specie nelle fascie giovanili, le “più disoccupate” d’Europa secondo i dati più recenti, scoppia nelle proteste dei precari che sono talmente precari da non potersi prefigurare alcun tipo di vita, scoppia nelle proteste degli operai e dei pastori, degli studenti e dei professori, dei tifosi di calcio e dei napoletani di nuovo (e come poteva essere diversamente?) sommersi dall’immondizia come i palermitani e come sempre più Italia, nel disinteresse pressoché totale, scoppia addirittura nella quotidianità del traffico nella quale trovare uno men che incazzato o neurolabile pare un’impresa, ormai. Un’Italia in crisi profonda: di identità, di denaro, di cultura.E mentre scrivo penso a chi le ritiene banalità dimenticandosi che se non è fuggito all’estero sono banalità che gli impediscono la soglia minima della dignità di vita. Che cosa c’entra Profumo in tutto questo ? Che cosa c’entra il fatto che ovviamente non si è dimesso sulla soglia dello “sgradimento” generale, libici compresi, per non perdere liquidazione ed eventuali danni futuri, ma è stato “licenziato”. Che cosa c’entrano i 40 milioni (o erano 36?) di “fine rapporto” che ha portato a casa, una discreta cifretta in assoluto tra i capataz delle banche e una cifra astronomica nel contesto della povertà contemporanea.Che cosa c’entra il fatto che invece di spiegarci perché dopo la ”crisi dell’economia di carta”, quella di tre anni fa, “la peggiore dopo il ‘29”, quella di Madoff in galera, delle grandi banche fallite, degli aiuti di Stato dopo lo scoppio della “bolla del mattone” americano e dei mutui subprime, beh, dopo tutto questo oggi stiamo come allora. Ma sì, grazie alla commistione criminosa tra politica (“balla spaziale”) e finanza (“i soliti noti, sempre gli stessi di prima della crisi”), invece di dire urlandolo “vi stiamo prendendo per i fondelli esattamente come prima”, Profumo viene spacciato come una specie di Garibaldi eroe dei 2 mondi contrapposto ai “mariuoli” delle banche italiane.Che cosa c’entra che uno così, chiamato Mister Arrogance probabilmente solo perché più arrogantemente vistoso dei suoi colleghi/sodali/amici/nemici, venga arruolato immediatamente da un’idea della politica contro Berlusconi, quando ti aspetteresti dalla parte ancora pulita del Paese (ma lo è? esiste ancora?) piuttosto informazioni su come le banche ci raggirano e non candidature inopinate alla leadership. Che cosa c’entra il caso Profumo, e il ricordo dell’intossicazione bancaria dei partiti, delle persone, della politica tutta esplosa nel 2005 con le “scalate” di destra e di sinistra agli Istituti di Credito, oggetto di grave indagine penale e destino funesto nel 2007 per un giudice integerrimo e non schierato con nessuno se non con la legge come Clementina Forleo, fatta fuori. Vorrei sapere che cosa c’entra tutta questa palude di banconote con la crisi, che senso abbia questo “Profumo di crisi” che è tale per noi e non per Profumo, soldi, contatti e intrecci politici alla mano.Potete rispondere che non c’entra niente, e quindi che “va tutto bene così” oppure che “sapevate già tutto”. Dunque invece che cittadini italiani siete/siamo cittadini di Sodoma? Se è così allora dovremmo prendere la piccola precauzione di non muoverci… notizie.tiscali.it, 24 settembre 2010

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