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    28
    ott.
    2010

    Nel paese di sarah scazzi…

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    Istruzioni per l’uso di questo articolo: il Paese di cui parlo, con la maiuscola, è naturalmente l’Italia, siamo noi. Ma è anche ovviamente Avetrana, epicentro dell’orrore, del “turismo circostanziato”, dell’attenzione dei media ecc. Avetrana è in Italia, in tutti i sensi, fisicamente come virtualmente, attraverso la tv. Detto questo cominciamo da domenica: sui giornali inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli intravisti all’aeroporto (non mi capita di sfogliarli tutti i giorni ma solo di tanto in tanto, e faccio male,anche se internet aiuta…), era in grande evidenza in primissima pagina la vicenda di Wikileaks, il sito che a rate sta fornendo sul web documentazione “coperta” sulle vergogne della guerra in Irak. Su quelli italiani, semplicemente no...(continua)

    Prendiamo il “Corriere della Sera”, credo nettamente il più diffuso all’estero. C’era di tutto, in prima pagina, perfino una toccante intervista a Veltroni immagino da uno sperduto paesino dell’Africa titolata “C’è una maggioranza silenziosa e stanca”. Che ne saprà lui che non si è mai occupato di politica, lo sa il cielo…E comunque c’era di tutto, ma non la faccenda sporchissima, interessantissima e pesantissima dei “dossier iracheni” degli Usa.
     
    Quindi la stampa europea (rimanendo al nostro Continente e ai Paesi che ci riguardano più da vicino) ritiene che quella di Wikileaks sia una questione macroscopica da mille punti di vista, la stampa italiana invece no e per lo più infila gli articoli di riferimento all’interno, dandone implicitamente una scarsa valutazione. La spiegazione degli addetti ai lavori è che “la politica estera non frega un c… a nessuno e non fa vendere i giornali”, figuriamoci media più grossolani e superficiali come la tv. E bravi gli addetti ai lavori, magari hanno ragione. Ma il discorso comincia qui.Che cos’è l’informazione, solo un prodotto che va, una merce che tira, ci si regola sul “gusto del pubblico” che già legge così poco ? Mentre francesi, inglesi, tedeschi e spagnoli sono a differenza nostra sofisticati lettori di vicende internazionali, da cui magari fanno discendere fatti nazionali ? Bah…
     
    Non sarà che da noi si è perduta del tutto, se mai c’è stata, l’idea dell’informazione come servizio, oltre che come prodotto ? E non sarà che insistendo dall’inizio (dal secondo dopoguerra ?) a dare informazioni importanti sul pianeta ovviamente dosandole secondo spessore e progressione si sarebbe fatta “crescere” la percezione del lettore italiano nei confronti del “mondo”? Io credo di sì, ma non faccio il direttore di nulla.
     
    Che c’entra questo discorso con il “Paese di Sarah Scazzi”? C’entra eccome. E’ stata spacciata questa tragica storiaccia in tutte le salse, da Avetrana alla Nazione, a tutte le ore, per giorni e giorni, trasformandola in una greppia mediatica cui alimentarsi, sia che ci fosse ormai un “desiderio autentico di orrore” oppure che fosse ancora indotto e non del tutto interiore (ipotesi più benevola, fin troppo…).
     
    E come per la poveretta, l’Orco, la cugina ecc. così era stato per la Franzoni infanticida e per i due deliziosi assassini con il nome da trattoria di una volta, ossia da “Olindo e Rosa”.E tutti dico tutti hanno inzuppato il loro biscotto mediatico sia televisivo che multimediale in questa vicenda, intingendo le telecamere nel sangue. Bene ha fatto Sabatini a ricordarlo qui (e non è stato il solo), ma forse va ribadito e accostato al discorso summenzionato a proposito della politica estera. Come non si abitua alla conoscenza di essa, così invece si catechizza l’orrore, il gossip, il subumano, l’animalesco, tutto ciò che polverizza l’etica e l’estetica. Sì, non è Avetrana il paese della disgraziata Sarah, ma è l’Italia il Paese di tutto ciò.
     
    P.S. Visto il successo dell’orrendo presepe in video e in piazza, perché le Amministrazioni locali invece di “proibire” il “turismo dell’orrore” non lo potenziano con piccoli accorgimenti? Penso a un tour nell’Italia della cronaca nera/nerissima, tra il “gioco dell’oca” e la “caccia al tesoro” con sosta in gotici “bed & breakfast”, oppure a (sacre?) rappresentazioni in piazza delle varie vicende, con compagnie teatrali meglio se dei dintorni che ricreano per i turisti le varie piéces… Perché no, già che ci siamo? Non è l’Italia il Paese del “Ti piace o’ presepe?” di Eduardo?
     
    di Oliviero Beha per Tiscali Notiziehttp://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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