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    04
    nov.
    2010

    La zona marrone

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    Non sono un anestesista e non so se e quando Fini in politica staccherà la spina. Per le vicende casalinghe, familiari, erotiche ecc., mi sembra invece che la spina il premier se la stia staccando da sé e coram populo. Fin qui è argomento per politologi: cade il governo, si dimette lui, governo tecnico, politico, tecnicamente politico, politicamente tecnico, “invernale” come una volta si diceva di quelli “balneari”? E ancora: chi ne raccoglie l’eredità, una destra “buona” senza Berlusconi e con qualche marezzatura di berlusconismo, oppure un centrosinistra striato di berlusconismo ma o tempestivo (Casini) oppure diciamo così per bontà antagonista (Bersani), oppure ancora populista/puglista che suona le campane alla Pier Capponi (Vendola)?

    Il dibattito giustamente ferve, mentre la situazione precipita e lo stesso Caimano mi copia affermando “dopo di me il diluvio” incurante dell’allagamento di mezza Italia. Ma il nocciolo del momento è secondo me la zona grigia che sta diventando marrone. Il cromatismo conta. La zona grigia è quell’alone che negli anni di piombo ha circondato di benevolenza o comunque di non recisa condanna chi sparava e ammazzava, si trattasse di brigatismo rosso o nero (perdonatemi la rozzezza della sintesi). Il terrorismo è stato sconfitto quando, insieme ovviamente ad altri fattori, questa zona grigia in cui basculava parte dell’opinione pubblica si è diradata e chi assassinava tornava ad essere comunque un assassino, malgrado tutte le nequizie dello Stato (cfr. l’esasperazione di uno Sciascia). Questa zona grigia ha da un pezzo rifatto capolino sotto spoglie neppure troppo mentite in questi anni in cui Berlusconi e i suoi avversari di complemento si sono pappati la democrazia, svuotandola di significato. Per farlo, sono passati attraverso la polverizzazione della legalità e la devitalizzazione di (quasi) tutta la stampa così che non dolesse più, un dente che rimaneva all’apparenza in bocca ma non masticava più nulla, tantomeno il potere di cui dovrebbe fare da cane da guardia. Questa zona grigia di molta parte dell’opinione pubblica, questa tinta del berlusconismo per cui tutto sommato violare un pochino la legge, evadere – potendo – abbastanza le tasse, raschiare via dal palinsesto dei propri comportamenti anche l’ultimo straccio di etica (sostituita da un pezzo dall’etichetta come si dice con cabarettismo icastico e convincente), tutto ciò dicevo non era grave, “non era peccato”. Non ha fatto che perfezionare, mutando in profondità antropologicamente gli italiani, purtroppo un percorso che il poeta assassinato antivedeva già 35 anni fa (do you remember Pasolini e la sua morte all’Idroscalo, il 2 novemnbre 1975?). Italiani senza identità e senza valori, che Berlusconi da un pezzo chiama a raccolta nelle urne. Ma ora, ora che quella zona grigia si sta facendo marrone, ora che l’impresentabilità ha toccato vertici siderali (senza che questo migliori i suoi avversari all’insegna del “meno peggio”), ora che per forza ci si vergogna tutti un po’ di più e un po’ più spesso, questa zona grigio-marrone non troverà la sua polverizzazione? Non sarà troppo anche per un Paese ridotto così, non si intravede già un fondo, escort o non escort, coca o aranciata, case o non case ecc., da cui rimbalzare con qualche ideale in più?

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