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    06
    nov.
    2010

    La cultura del riciclo dei rifiuti ci potrebbe salvare…

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    Oggi sono a Rimini, in un convegno alla Fiera di Ecomondo sui rifiuti, la filiera del riciclo, i numeri della situazione eccetera. Quando ho detto che ci sarei venuto a degli amici, alcuni come battuta ma neanche tanto, hanno tirato in ballo immediatamente l’ultima cronaca gossippara sul Presidente del Consiglio, i “rifiuti tossici” della nostra immagine all’estero, questa vicenda infinita dell’incontinenza di immagine (e di sostanza, pare…) del premier ecc. Altri mi hanno detto: ”Rifiuti? Dunque Terzigno? Oppure la nuova discarica a nord di Roma?”.Ho spiegato che non si trattava né delle escort né delle discariche, cariche, cariche della polizia, proteste ecc. “Semplicemente” si trattava di un convegno in cui si spiegava e si dibatteva “la filiera della plastica” e più in generale la cosiddetta “cultura del riciclo” giacché a me e non solo a me pare che il termine “riciclaggio” favorisca degli equivoci e tinga di “ecomafie” la faccenda...(continua)

    Allora: i rifiuti sono una questione enorme per tutti che investe lo stile di vita, il consumo, il capitalismo, la produzione, l’ambiente, i posti di lavoro ecc. Ebbene, forse che di una questione epocale come questa, non solo italiana ma grazie al palcoscenico napoletano, campano, palermitano e via andare “italiana a pieno titolo” per il mondo intero, se ne parla con le giovani generazioni?Vi risulta che a scuola ragazzini e adolescenti ne vengano informati se non poco ed assai episodicamente in qualche istituto tecnico? Una questione cruciale per il loro presente e futuro, loro, nostro e del pianeta, che non ha diritto di cittadinanza nella principale agenzia di formazione ancora esistente, appunto la scuola sia pur ridotta a questo strame?Ancora: se siamo in fila in auto, e davanti a noi qualcuno apre un finestrino e getta per strada una cartaccia pensiamo qualcosa? Pensiamo che sia “solo” un maleducato? Oppure pensiamo che uno così non ci importa se voti per Berlusconi o contro di lui, perché è nei comportamenti che quel tale ci sta fottendo la vita collettiva? Oppure invece sempre “semplicemente” facciamo come lui, trattando la strada da pattumiera che non ci riguarda?
    Così da questo convegno (organizzato dal Consorzio autonomo riciclo plastica Italia, in arte e in acronimo Carpi), e da una qualunque ricerca sul web, vieni a sapere che con la raccolta differenziata, l’uso industriale corretto dei rifiuti di plastica, la sua ridistribuzione meglio se a “km zero”, cioè tutto in poco spazio per non far viaggiare tonnellate e tonnellate di rifiuti in giro per il mondo e poi riciclati da altri, in Europa o in Asia, da questa “filiera” di raccoglitori/riciclatori/produttori dicevo risultano moltissimi posti di lavoro, un settore non in crisi nella crisi circostante, e poi rispetto per l’ambiente, sopravvivenza “in mezzo alla monnezza” ecc.E’ abbastanza per parlarne? E’ abbastanza per spiegare che tutto ciò, promettente e civile, sembrerebbe invece andar contro il “manovratore” che non va disturbato mentre crea le condizioni per “termovalorizzare” soprattutto il vantaggio economico di alcuni, magari in solido con altri che di mestiere gestiscono politica ed economia di questo Paese? Ne riparleremo, a Terzigno come altrove.di Oliviero Beha per Tiscali Notizie, 5 novembre 2010http://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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    Mahodaya .
    Vorrei ringraziarLa per l' eccellente articolo e le acute osservazioni. Scrivo da Palermo, città che mi ospita da ca 27 anni. Le prospettive qui non sono rosee davvero: la discarica al colasso, Raccolta Differenziata poco funzionante. Da quando è stata proclamata l' emergenza, persino i rigattieri che tradizionalmente raccoglievano materiali riciclabili vengono perseguiti a norma di legge. Ora la discarica è piena... Il riciclo davvero potrebbe salvare, ma gli impianti? Non ci sono impianti di compostaggio per la frazione umida e nemmeno gli impianti di selezione (privati) per la frazione secca sono sufficienti. Per non parlare dell' AMIA, ex municipalizzata, ormai sull' orlo del fallimento e priva appunto degli impianti progettati e finanziati nel 2001.... E in più

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