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    09
    nov.
    2010

    L’italia? un gigantesco manicomio, dove tutti i pazzi dicono di essere berlusconi

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    Vi chiedo un favore grande: non leggete questo articolo come una condanna o un’assoluzione di Berlusconi, o meglio dal punto di vista di chi tifa pro o contro il Caimano, bensì come una condanna nei confronti della vita, dello stile di vita, della recita, della fiction di questi ultimi vent’anni. Con Berlusconi a cassetta certo, ma con cavalli che cambiavano alle stazioni di posta e passeggeri diversi che si facevano portare in carrozza, e folle assiepate che per lo più applaudivano, qualche volta fischiavano, più frequentemente se ne fottevano in una corsa a “farsi i fatti loro”, meglio se a spese e/o danno degli altri.Quest’ultima vicenda della minorenne Ruby, delle bugie in questura, di Bossi e Maroni che dicono “Silvio poteva telefonare a noi” come se invece che di un governo si trattasse di un condominio o addirittura di una famiglia dove “tutti si devono dare una mano”, ovviamente ci (noi tutti, cittadini italiani) sputtana sul piano internazionale. Mi scandalizza il fatto in sé? Mi scandalizza l’uso politico del fatto? Mi scandalizza che “l’opposizione non abbia altre armi per far cadere il governo”? Ecc.Ecc. Sì, mi scandalizza tutto ciò e del resto quello che racconto sui rapporti Premier-D’Addario nel mio “Dopo di Lui il diluvio” uscito nel maggio scorso (dunque profetico? Realista? Semplicemente professionale?), un’indicibile rugiada dannunziana sul primo da parte della seconda, rendeva l’idea...(continua)

    Attenzione, non dei rapporti privati come ancora in molti fingono di credere, ma della palese “ricattabilità” del nostro principale governante. Non sto a citare Clinton e la Lewinski per non tediarvi. Allora, nella sala ovale come oggi con la ragazza marocchina cui il Premier “vuol fare solo del bene, come a tutti”, la “menzogna” è un fatto politico e la privacy viene semplicemente dopo, molto dopo, tale responsabilità. Quello che mi scandalizza, nel senso latino originale del termine, che mi scombussola, mi agita, mi fa diverso da come ero prima, è che tutta la vicenda Berlusconi, cioè tutta la vicenda-Italia degli ultimi vent’anni, sembra avvolta nel copione di una fiction, una brutta, orrenda fiction, mal scritta, mal diretta, mal interpretata, mal illuminata e solo straordinariamente ben distribuita.Se prendete un minimo di distanza da voi stessi, da noi stessi, l’incubo vi sembrerà quello che è davvero, nella realtà: un paese arretrato, che va indietro, che non ha più politica di alcun tipo (magari ci fossero una destra e una sinistra degne di questo nome ed entrambe legittime e che si legittimano tra di loro reciprocamente in base alla qualità politica di programmi e persone), in cui sembra incredibile quello che avviene a Berlusconi con ormai eccessiva regolarità, e in cui nessuno sembra saper dire niente di più che “a casa” (impeachment?) oppure “amo le donne, non me ne vado, gli italiani sono con me”.Come fosse un gigantesco manicomio, dove tutti i pazzi dicano di essere Berlusconi e Berlusconi faccia quello che vuole perché riassume tutti i pazzi in uno. Un’intera classe dirigente (sic!!!) ha permesso che il Paese arrivasse a questo stato di degrado apparentemente irriformabile, e ora aspetta di levarsi di torno il Caimano per raggiunta soglia di impresentabilità. E il concorso di colpa? Questa fiction se l’è scritta, diretta e interpretata da solo? Sicuri? A me, cui non facendo sconti a nessuno sono arrivate solo bastonate, sembra proprio di no. E a voi? Volete continuare così?di Oliviero Beha per Tiscali Notizie – 2 novembre 2010http://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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