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    12
    nov.
    2010

    Se scrivo il nome di berlusconi s’aizza la canizza

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    Ma voi li leggete i commenti ai miei articoli? Io cerco di farlo quando posso, per rispetto di chi mi legge e quindi anche mio. Ma voi leggete prima quello che scrivo? Faccio un discorso generale, quindi per chiunque si senta minimamente interessato e coinvolto. E’ un discorso che riguarda dunque internet, le sue modalità, i suoi pregi, i suoi difetti. E da internet ci porta alla democrazia (alla libertà d’espressione ad essa strettamente avvinta) e alla politica, o viceversa.Mentre con un ritardo “epocale” ci si sta accorgendo che “siamo alla fine della Seconda Repubblica” (fosse solo questo: siamo più in generale a una sorta di fine d’epoca, per l’appunto) da tutti i segnali che la politica diaria ci invia, quando scrivo il nome di Berlusconi qui (sempre e per qualunque motivo) s’aizza la canizza. Devo pensare che quindi dei pezzi si leggano i nomi, e non le informazioni o le opinioni. Così che invece di discutere e magari controbattere e abbattere ciò che scrivo (sarebbe sacrosanto, cfr. Mark Twain: “Se non esistessero le divergenze d’opinione non ci sarebbero le corse dei cavalli”), il bersaglio divento io come persona.Benissimo, ma a che cosa vi serve? Vi rileggete, almeno voi, se non leggete me? E siete soddisfatti se mi insultate? Mi si obietta: ma dai, su, la Rete è uno sfogo. Sì, ho capito, ma se poi nello sfiatatoio ci finisce un Paese in evidente decadenza se non addirittura in rovina, che frana da tutte le parti, mi dite voi a che ci serve questo giochetto? Dopo lo sfogo o sotto lo sfogo niente?Questo per internet. Per politica e democrazia qualche punto o spunto per chi invece di schierarsi contro chi scrive o a suo favore ha la voglia di afferrare la catena di concetti, cioè di affrontare il ragionamento invece che minacciare il ragionatore (non è mia, è di Paul Valéry)...(continua)

    1) Se Berlusconi è la persona più potente ( e più ricca) d’Italia da poco meno di un ventennio, la principale responsabilità di un Paese in questo stato è sua. Non perché si chiami Silvio, o sia di destra (non lo è, non è “politico”, è un uomo d’affari. Alla fine degli anni ’70 chiese aiuto per le sue tv prima a Enrico Berlinguer, che lo mise alla porta, e solo dopo a Craxi, che gli aprì…), semplicemente perché a cassetta c’è stato lui, anche se ha cambiato cavalli alla carrozza negli anni e nei governi. Dunque è inevitabile tirarlo in ballo, ben prima e ben oltre questa fase di bassissimo impero cui stiamo assistendo.2) La cosa imbarazzante è quella italo – storica di chi abbandona la nave che affonda. Popolo di ratti, dopo aver navigato via tutti e tra poco per trovare un berlusconiano convinto o anche solo uno che dica “ci ho creduto o mi è convenuto per tutto questo tempo, adesso ho capito oppure non mi conviene più” bisognerà faticare allo spasimo.3) Berlusconi è figlio degli altri poteri, nazionali ed esteri, e prodotto della politica che lo ha preceduto, e risultato di una classe politica a suo favore o contro di lui (si fa per dire…) che complementariamente gli ha permesso il disastro. Gli altri, tutti gli altri, sono in dosi diseguali complici e correi, è chiaro oppure no?4) La democrazia, e la politica in senso etimologico quindi non quella guerra di bande e di affaristi cui assistiamo oggi nessuno escluso, è partecipazione: lo cantava Gaber, è così difficile da capire per noi che scriviamo o leggiamo qui? Ebbene, chiediamoci dove e come “abbiamo partecipato” in questi anni, di silenzi montani e di marosi marini nel derby pro o contro il Caimano.5) Un Paese che va indietro in tutto è un guaio grave, che oltrepassa di molto il già macroscopico “caso Berlusconi”. Non rendersene conto è un altro “reato”, quello più grave forse, il reato di stupidità collegato alla faziosità non politica –se la politica oggi non esiste nella sua dimensione più accettabile, sensata, necessaria- bensì “calcistica”, ossia superficiale, inerziale, passiva, vuota.6) Bastano questi punti per non essere fraintesi, per essere letti e magari contraddetti, per guardarsi allo specchio e dare di sé una definizione vicina alla realtà?7) I camosci quando non ce la fanno più si buttano in branco da un altopiano, di Asiago o di qualunque altra parte “adatta” del pianeta. Noi, più modestamente, insultiamo via web…di Oliviero Beha per Tiscali Notizie – 2 novembre 2010http://notizie.tiscali.it/oliviero-beha/

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    "La cosa imbarazzante è quella italo - storica di chi abbandona la nave che affonda. Popolo di ratti, dopo aver navigato via tutti... "?!... °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Oliviero... anche tu con questa similitudine della "nave che affonda" e dei "ratti" che scappano?!... Allora ti chiedo... Ma su quella nave non ci siamo tutti?!... o essa deve intendersi come metafora del berlusconismo e non del "disastro" generale?!... Anche in questo caso... però... non so di cosa ti lamenti!... prima ti sei spremuto fino al midollo per convicere tutti che Berlusconi è il male... e poi pretenderesti che affondi con tutti coloro che hai convinto?!... sei proprio sicuro che la nave non stia affondando perché ci sia stato un ammutinamento ben riuscito... che non merita assolutamente di essere definito una fuga di ratti?!... sei sicuro che la nave non stia affondando perché ha subito un cannoneggiamento che ne ha abbattuto l'albero maestro e creato una falla fatale per la tenuta e galla dello scafo?!... e che... conseguentemente... chi c'è sopra abbia il sacrosanto diritto di salvare oltre alla pelle fisica anche quella morale e politica?! .-((( °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° P.S.!... Ma tu li leggi... in questo spazio... almeno "quando" *puoi* il miei quasi unico commento ai tuoi articoli?!... Ecco... dimmelo subito!... così decido se ritornare a commentarti tra altri quarro mesi e mezzo! .-|||

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